Per ricordare, sempre
Bossi vuol far cadere Formigoni ma dimentica Cota e Zaia, su RadioPadania intanto Monti rulez!

L’ aveva detto, forte e chiaro, domenica. Ieri, a scanso di equivoci, lo ha voluto ripetere: «Sulla Lombardia a Berlusconi ho dato un aut aut». E cioè: o l’ ex premier fa cadere il governo Monti, oppure a capitolare sarà la giunta Formigoni. (Corriere)
A me fanno ridere questi leghisti. Perche far cadere Formigoni e non anche Cota e Zaia, leghisti che governano Piemonte e Veneto assieme al Pdl, cosi come fa Formigoni in Lombardia?
E poi il popolo leghista sembra essere favorevole al Governo Monti:
Il popolo della Lega si dichiara ‘molto soddisfatto« per l’operato del governo Monti. Come già annunciato lo rivela un sondaggio realizzato da Radio Padania Libera sul suo sito.
Alla domanda “Cosa ne pensi dei primi mesi di attività del governo Monti?”, ben 3845 utenti, il 70,8 per cento del totale si dice “molto soddisfatto”. ‘Soddisfatt’ è il 12,9%, per 698 risposte. In totale 8 simpatizzanti leghisti su 10, dunque, stanno con il premier. I ‘delusi’, ‘molto delusi’ e gli ’arrabbiati’ sono in totale il 16,4%, appena 888 utenti. Evidentemente gli ascoltatori di Radio Padania non ascoltano più Umberto Bossi, il quale aveva detto nei giorni scorsi che la gente è pronta a prendere per il collo il premier Monti. O forse è Bossi che non sa più cosa pensa la base leghista. Bel dilemma!
Il sondaggio è stato rimosso nelle scorse ore dalla home page della Radio leghista.
Contro lo sciopero selvaggio degli autotrasportatori

Le zucchine, che poco meno di una settimana fa venivano vendute al dettaglio a 3 euro al chilo, hanno toccato quota 7,50. Stesso discorso per le insalate, passate da 2 euro/kg a 4,30 euro/kg, per le melanzane, da 2,50 euro/kg a 3,50 euro/kg, per i cavolfiori da 1,50 euro/kg a 2,50 euro/kg. Stessa cosa per la frutta di stagione come le arance che sono rincarate del 100% (da 1 euro/kg a 2 euro/kg), le mele da 1,20 euro/kg a 2,10 euro/kg e le pere da 1,30 euro/kg a 2,30 euro/kg. I pochi agricoltori che riescono a trasportate le loro produzione vendono alle stesse quotazioni di un mese fa.
Rincari del 200% su frutta e verdura Confagricoltura: Basta guerre tra poveri – Italia a Tavola
Sono consapevole che la situazione economica è grave, che i rincari dei carburanti pesano di piu sulle categorie che, per il loro lavoro, usano autoveicoli. Convengo naturalmente sul diritto di ‘scioperare’.
Detto tutto questo, NON posso non condannare le proteste attuate da camionisti ed autotrasportatori. In pochi giorni hanno messo in ginocchio tutta la Sicilia ed ora stanno aggravando la situazione nel resto d’Italia.
Tutti devono poter far valere i propri diritti, per questo esiste la Piazza. I milioni di impiegati, operai, lavoratori dei piu svariati settori produttivi, scendono in piazza per manifestare il loro disappunto.
Non trovo giusto che i camionisti usino il loro ‘potere’ per bloccare caselli, circolazione, merci etc. Perche, se cosi facendo ottengono attenzione dal Governo, a rimetterci sono tutti gli altri cittadini, i quali sono costretti a pagare molto di piu i generi alimentari, a non vedere consegnate le loro merci, a non poter neanche circolare liberamente sulle strade.
Capirei la situazione se il tutto fosse ricondotto ad uno sciopero generale nazionale aperto alla totalità delle categorie. Non tollero invece che una ‘casta’ di pochi metta in difficoltà tutto il Paese per difendere dei loro diritti usando un potere che la stragrande maggioranza degli altri cittadini non ha. Quello di paralizzare la nazione. Che i camionisti vadano in piazza, come tutti gli altri, lasciando lavorare chi di loro vuol farlo e soprattutto evitando di mettere in difficoltà tante persone gia abbondantemente provate dai rincari delle Manovre Berlusconi-Monti.
‘Castelli non rompere i cog**oni’, scontro a Servizio Pubblico
Ma che lo invita a fare Santoro?
Ed arrivò anche il ‘plastico’ della Concordia..

Mancava il plastico della Nave. Nella prossima puntata sarebbe interessante vedere una sezione interna della nave, magari con i pupazzetti dei passeggeri all’interno con dei piccoli salvagenti.
Chissà, magari lo faranno davvero.
Fallo felice.. il Pd
Beppe Grillo sulla cittadinanza ai figli degli stranieri

Beppe Grillo dice la sua sulla cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia:
Dal blog.
La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della “liberalizzazione” delle nascite.
Questa la normativa vigente:
La L.92/91, che si basa sul principio dello ‘ius sanguinis”, prevede in estrema sintesi tre
modalità per l’accesso alla cittadinanza per coloro che sono di origine straniera: per nascita,
per naturalizzazione e per matrimonio. In relazione alla prima ipotesi è cittadino per nascita
chi è nato da cittadini italiani; se i genitori stranieri sono diventati cittadini italiani, anche il
figlio minore convivente diventa cittadino italiano. In base allo stesso principio dello ‘ius
sanguinis’, se il minore è nato in Italia ma i genitori non sono cittadini italiani, il figlio non
acquista la cittadinanza italiana, e può diventare cittadino italiano solamente dopo il
compimento del 18° anno di età e con la dimostrazione di avere risieduto regolarmente ed
ininterrottamente sino al compimento della maggior età.
Detta così, l’uscita di Grillo, sembra solo una affermazione cerchiobottista e qualunquista in quanto non si espone chiaramente in un parere definitivo ma da solo ‘contro’ a chi è a favore ed a chi è contrario alla cittadinanza per i nati in Italia.
Perche non esprimere un parere chiaro? Sono curioso di sapere cosa diranno i ‘suoi’, per giustificare anche questa uscita infelice.

Quale Paese può definirsi ‘Nazione’ se non può esporre la propria Bandiera Nazionale durante una manifestazione?
BlitzQuotidiano. ROMA – Uno striscione tricolore è stato esposto dal Partito socialista italiano durante il corteo della Lega che si sta svolgendo questa mattina a Milano. Ma la Digos ne ha chiesto la rimozione per motivi di ordine pubblico.
Lo striscione, lungo una trentina di metri, è stato esposto prima fuori dalla Galleria Vittorio Emanuele a lato del Duomo e in direzione del Corso e poi in piazza della Scala.
Roberto Biscardini, ex parlamentare socialista e ora consigliere comunale milanese ha spiegato che “la Digos, dopo alcuni momenti di tensione con militanti della Lega che volevano sfondare il cordone di sicurezza, ha chiesto di togliere lo striscione e così abbiamo fatto”. “Molti cittadini si sono aggiunti a noi e – ha concluso Biscardini – si sono un pò arrabbiati con la polizia perchè in fondo era solo l’esposizione della nostra bandiera fatta pacificamente”.
Tanto per parlare dei ‘padani’. Bossi, spaventato dalle reazioni della base leghista, ha deciso di far pace con Maroni, tradendo il famoso ‘cerchio magico’. Cade la testa di Reguzzoni. Vedremo che fine faranno Rosy Mauro e Roberto Calderoli…
Primarie Usa: Newt Gingrich vince in South Carolina

Newt Gingrich ha vinto le primarie repubblicane in South Carolina. Ora per Mitt Romney la strada verso la nomination per la Casa Bianca si fa piu difficile:
Il Post. Quando lo spoglio è arrivato all’88 per cento dei collegi, Gingrich è avanti con il 40,4 per cento dei voti, seguono Mitt Romney con il 27 per cento, Rick Santorum con il 17,4 per cento, Ron Paul con 13,4 per cento. Il grande distacco tra Gingrich e gli altri candidati potrebbe permettergli di conquistare tutti i 25 delegati in palio.
Romney:
«Non possiamo battere Obama con un candidato che si unisce ai suoi attacchi contro la ricchezza e la libertà d’impresa. Noi siamo il partito che celebra il successo»
The Show must go Off, critica

La prima puntata di The show must go off è andata. E’ tempo di ‘critica’ quindi. Lo spettacolo, pur mettendo assieme tutta la squadra di ‘Parla con me’ necessiterà di aggiustamenti in corso. Due ore e mezza sembrano un tempo troppo lungo per far mantenere alta l’attenzione.
Alcuni sketch (ad esempio quelli di Lillo e Greg) non sono apparsi molto convincenti. Ottime invece le interviste in stile ‘Parla con me’ ad Andrea Camilleri e Tiziano Ferro. Zoro in onda quasi a mezzanotte sembra un po’ sprecato. Divertente invece il Pierferdy camuffato da Monti del solito Neri Marcorè, al contario del ‘Baricco’ di Max Paiella. Interessante la novità del balletto ‘macchietta’ degli show della Tv anni 60. Elio e la band hanno visto tempi migliori, da segnalare una loro parodia che ironizza sul naufragio del ‘Concordia’. Magari un minimo di ‘delicatezza’ in piu sarebbe stata opportuna:
“…Se lanciavo io l’allarme e quando sbarcavo, con Dimitri e la moldava? (…) Onda su onda son catapultato qui meglio in galera che dentro una nave tra calci e spintoni. Onta su onta mi sono adattato ormai, perché ho capito che è meglio io vivo e morto tu, che viceversa“
Fuoco

Il Fuoco
Fiamme che bruciano
portando via
storie, momenti, ricordi
Fuoco come luce,
come purificazione,
un nuovo inizio
Speranze risorgono dalle ceneri
nel nome della vita
che deve riprendere
comunque
D.

l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, visto di buon ora a Palazzo Chigi, prima dell’inizio del Cdm. (fonte)
Stasera il Ministro delle Comunicazioni Passera:
“Dopo avere valutato la situazione , insieme all’Agcom, ho deciso di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze perché le condizioni di mercato sono fortemente cambiate Essendo le frequenze una risorsa molto scarsa, ci siamo presi il tempo per trovare destinanzioni più coerenti con il piano di crescita e rigore di questo governo”.
Mediaset replica:
“E’ un atto che sospende in realtà una situazione di legalità che deve invece essere al più presto ristabilita. Al di là delle mistificazioni circolate, il beauty contest è assolutamente legittimo”.
Ecco cosa ci faceva Letta a Palazzo Chigi. Il Cavaliere pensa sempre alla sua ‘roba’….
Dossier: Lavoro, il ‘Welfare’ negli altri paesi Europei

In Italia è oramai arrivato il momento di mettere mano al mercato del Lavoro ed al sistema di ammortizzatori sociali ad esso collegato. Si susseguono proposte diverse, il Governo sembra orientato verso il Contratto Unico, il cui principale risvolto sarà quello di ‘precarizzare’ tutti i lavoratori.
Quando arriva il momento di preparare una Riforma cosi importante, non sarebbe il caso di guardare cosa fanno ‘gli altri’? Diamo allora uno sguardo ai Sistemi Sociali dei principali paesi Europei:
Danimarca: la flexsecurity
Gli imprenditori hanno la massima libertà di licenziare potendo dare in tal senso un preavviso di soli cinque giorni. Il lavoratore licenziato, dal primo giorno di disoccupazione percepisce un assegno da parte dello Stato pari all’80-90% del suo stipendio per quattro anni.
Come ha sottolineato Urban Ahlin, un esponente dei socialdemocratici danesi, il modello sociale adottato dal governo mira a salvare le persone piuttosto che i posti di lavoro, investendo, anziché sulle aziende che rischiano di finire fuori dal mercato, “sulla formazione dei lavoratori per orientarli verso nuovi settori”.
Anche l’ammirato stato sociale danese presenta però delle imperfezioni. Dopo un anno di disoccupazione rifiutare una proposta di lavoro comporta la sospensione del sussidio.Germania: assegno di disoccupazione e bonus per affitti e riscaldamenti
Una volta perso il posto di lavoro lo stato tedesco versa al disoccupato per 18 mesi, o per due anni a chi ne ha già compiuti 58, circa il 70 per cento dell’ultimo stipendio. Attualmente circa 3,5 milioni di disoccupati usufruiscono di questi sussidi. Superato il primo anno e mezzo, scatta per circa 6,7 milioni di persone in Germania (2 milioni delle quali bambini e ragazzi sino a 18 anni) il cosiddetto regime ‚Hartz IV’: sinora assicurava, oltre alla copertura dei costi dell’affitto e del riscaldamento, una base fissa di 359 euro a persona. Più un assegno familiare di 215 euro per ogni figlio sino ai 6 anni; ovvero, 251 euro per un bambino dai 6 ai 14 anni; o un massimo di 287 euro dai 14 ai 18 anni.
Francia: reddito minimo garantito
La Francia gode di «buona fama» grazie al suo articolato sistema di welfare. La prima cosa che stupisce noi italiani è il salario minimo garantito: si chiama Rsa, revenu de solidarité active (www.rsa.gouv.fr), e agevola la vita degli over 25 senza reddito o con uno stipendio basso. Un single senza figli né entrate può percepire 466 euro al mese e chi guadagna 500 euro può averne 215 di aiuti.Per chi ha lavorato almeno 122 giorni negli ultimi 18 mesi, e non ha lasciato volontariamente l’impiego, c’è il sussidio di disoccupazione: dal 70% al 50% degli ultimi stipendi, dura fino a 2 anni decrescendo col passare dei mesi, per stimolare il beneficiario a cercare un nuovo lavoro.
Gran Bretagna: assegno di disoccupazione e contributo per l’alloggio
Anche l’Inghilterra ha un articolato sistema di aiuti economici. Chi lavora meno di 16 ore a settimana, o non ha un lavoro ma dimostra di cercarlo attivamente, percepisce fino a un massimo di 67,5 pound a settimana e, se necessario, un contributo per l’alloggio (info su www.direct.gov.uk). Come in Francia, gli uffici di collocamento (jobcentre) orientano chi cerca un impiego e verificano il diritto ai sussidi, il cui importo decresce man mano che si inizia a camminare con le proprie gambe.
Ci si affaccia al lavoro in tre modi: «tramite work experience, internship o graduate scheme». La prima è un’esperienza di una o due settimane all’interno di un’azienda, in genere non retribuita. Gli inglesi la fanno alle superiori, ma può essere utile anche ai laureati senza esperienza. L’internship è lo stage, «di solito retribuito intorno a 600 pound netti al mese» (circa 700 euro, ma ci sono anche molti stage non retribuiti, ndr). La graduate scheme invece è adottata soprattutto da società molto grandi, che cercano laureati da formare sul campo e inserire in varie mansioni.
Spagna: assegno di disoccupazione ma abuso di stage non retribuiti
Il Governo garantisce la disoccupazione: «Dopo un anno di contributi versati e in caso di perdita del lavoro. La somma che si riceve è per i primi 6 mesi equivalente al 70% della media dell’ultimo stipendio. Passati i primi 6 mesi la percentuale scende al 60%». Le donne in Spagna hanno diritto a 16 settimane di assenza dal lavoro per maternità. (In Italia sono 6 mesi, se non erro).
Quanto ai giovanissimi, c’è un abuso di stage (practicas) che durano tra 3 mesi ed un anno e non possono prevedere più di 40 ore di lavoro settimanali; spesso non sono retribuiti. «Vengono fatti per lo più contratti a tempo determinato e di formazione, anche se non mancano casi di inserimento a tempo indeterminato. Il determinato deve durare al massimo 6 mesi, rinnovabile per massimo 12 mesi consecutivi
Norvegia: sussidio di 1150 euro mensili, Università ad 80 euro annui per tutti
Lo stipendio per un giovane che entra nel mercato del lavoro è l’equivalente di 45mila euro lordi (36% di tasse) e i contratti sono quasi tutti a tempo indeterminato.
In Norvegia gli stage esistono, sono normalmente curriculari e vengono retribuiti 170 corone lorde all’ora (22 euro).Trattandosi di uno stato assistenziale ognuno è legato a un codice fiscale e a fine anno è lo stesso Stato a preparare le dichiarazioni dei redditi dei cittadini.
Anche la Nav (www.nav.no), struttura sociale, opera in tal senso: «Sono organizzatissimi: ti iscrivi e loro ti aiutano a inserirti nel mondo del lavoro, a scrivere il cv e, se non trovi impiego, ti danno un sussidio di circa 1.150 euro al mese. Il il sistema sociale non fa beneficienza: se hai la possibilità di inserirti nel mondo del lavoro non ti dà il sussidio». Nei confronti delle madri, in particolare delle ragazze madri, si ha un occhio di riguardo: «Danno sussidi di disoccupazione, pagano gli studi, l’affitto: fanno in modo che la scelta di tenere il bambino non sia dettata da motivi economici».
E non dimentichiamoci che l’università costa 80 euro all’anno e che lo stato garantisce agli studenti prestiti a tassi inesistenti. (Prezzi alti però: «per un monolocale di 30 metri a Oslo ci vogliono circa 1.500 euro al mese e 8mila euro a metro quadro per comprare casa»)
Come avrete potuto leggere, TUTTI i sistemi di welfare dei principali paesi europei, compreso quello spagnolo, risultano migliori del nostro. I sussidi di disoccupazione esistono per tutti e non solo per i dipendenti delle grandi aziende, come accade da noi con la cassa integrazione, negata ai lavoratori delle piccole imprese ed agli autonomi.
Ogni paese ha le proprie peculiarità, è vero. Credo però che si potrebbe davvero cambiare il nostro Welfare, anche abolendo l’articolo 18, anche modificando lo Statuto dei lavoratori, anche arrivando ad una/due tipologie di contratto, senza ideologie o dogmi.
La priorità ultima, il fine principale sarebbe però quello di ‘salvare le persone piuttosto che i posti di lavoro ‘, salvarne la dignità, dando ad ogni disoccupato un reddito minimo, ad ogni lavoratore licenziato un sussidio, utilizzando i centri per impiego al fine di reintrodurre i lavoratori nel sistema produttivo.
La crescita, caro Presidente Monti, non passa solo attraverso la decurtazione dei diritti dei lavoratori, vuoi con l’abolizione del ’18, vuoi con il Contratto Unico a due fasi. La crescita passa anche attraverso gli investimenti SUI lavoratori.
Non si cresce dando facilità di licenziamento alle imprese, si cresce rendendo piu facile trovare lavoro alle persone!
Fonte principale: http://www.walkonjob.it/articoli/902-articoli/790-welfare-salari-minimi-garantiti-e-sussidi-alle-ragazze-madri-sono-alcune-misure-adottate-in-europa
Santoro parla del ‘popolo dei forconi’ in Sicilia, ‘Piazzapulita’ punta sul naufragio
Da Santoro si parla della crisi economica e delle proteste in Sicilia:
Gli ospiti della puntata saranno il leader della Fiom-Cgil Maurizio Landini, l’onorevole Benedetto Della Vedova (Fli), Alessandra Mussolini (Pdl), Roberto Sommella (Milano Finanza).
Sandro Ruotolo sarà in collegamento dalla Sicilia, da dove il programma (in onda sul consueto network di reti locali, su Sky e, dalla scorsa puntata, su Cielo) intende dare visibilità alla protesta che sta letteralmente bloccando la Sicilia, e sulla quale i media mainstream, presi interamente dal naufragio della Concordia, hanno fatto calare uno strano – forse anche pericoloso? – sipario.
Su La7 invece, da Corrado Formigli, si parla anche del naufragio del Giglio:
“GLI IRRESPONSABILI” Chi è l’irresponsabile? Schettino o chi dà ai comandanti il potere di fare ciò che vogliono con colossi da 150mila tonnellate? E chi è irresponsabile? Le banche o il sistema che ha messo nelle loro mani le sorti dell’economia? Ospiti di Corrado Formigli il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il Sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, l’economista Luigi Zingales, il banchiere Claudio Costamagna, il giurista Ugo Mattei, il Presidente della Provincia di Varese Dario Galli, il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti e l’editorialista del Corriere della Sera Dario Di Vico
Il Governo verso il Contratto Unico, precarizzazione per tutti!

Arriva il contratto unico:
L’idea è quella di sostituire con un unico contratto gli attuali 48 censiti dall’Istat. E’ la frammentazione che penalizza soprattutto donne e giovani e che porta il salario medio lordo di un lavoratore italiano il 32% sotto la media dei Paesi dell’area euro. Nascerà per questo il Cui, contratto unico di ingresso. Avrà due fasi: una di ingresso, che potrà durare, a seconda dei tipi di lavoro, fino a tre anni. E una seconda fase di stabilità, in cui il lavoratore godrà di tutte le tutele che oggi sono riservate ai contratti a tempo indeterminato.
Durante la fase di ingresso, in caso di licenziamento con motivazioni che non siano di tipo disciplinare (“giusta causa”), il datore di lavoro non avrà l’obbligo di reintegrare il dipendente ma potrà risarcirlo in pagando una specie di penale pari alla paga di cinque giorni lavorativi per ogni mese lavorato. In caso di una fase di ingresso di tre anni, il licenziamento dovrà essere risarcito con sei mesi di mensilità.
Già oggi, durante il periodo di prova, non si applica la l’articolo 18 sui licenziamenti. La riforma prevede che il periodo di prova si possa allungare fino a tre anni e in cambio concede che il contratto di ingresso si trasformi automaticamente, al termine della prova, a tempo indeterminato. L’automatismo evita al lavoratore il succedersi di decine di minicontratti precari. Le imprese dopo tre anni possono licenziare il dipendente con un risarcimento senza essere costrette ad assumerlo.
Ecco qui. Se passa il disegno Fornero, TUTTI i lavoratori diventeranno precari. Potranno essere licenziati in qualsiasi momento senza possibilità di ricorrere. Quanti dipendenti verranno licenziati vicino al momento di maturazione dei 3 anni di anzianità che darebbero diritto alle tutele totali?
Precarizzazione per tutti! Voglio vedere come farà il PD a votare un provvedimento cosi vergognoso.
Naufragio: l’ennesima ‘spettacolarizzazione’ di una tragedia
Ore 21.20. Su Rai3 è in onda Chi l’ha visto. Federica Sciarelli manda in video la foto di una bambina, la piccola risulta ‘dispersa’ sull’imbarcazione naufragata all’Isola del Giglio. La conduttrice rivolge al pubblico un appello chiedendo notizie ai passeggeri della Concordia in ascolto. Qualche minuto dopo, su Rai1, inizia Porta a Porta Primaserata. Dopo la sigla, Bruno Vespa apre con un collegamento con la mamma di ‘quella’ bambina di cui Sciarelli si sta occupando su Rai3.
Tilt mediatico. L’ennesimo brutto esempio di ‘spettacolarizzazione’ di una tragedia. Perchè trasmettere contemporaneamente due programmi che trattano dello stesso argomento? Perchè dobbiamo assistere alla ‘passerella’ mediatica di testimoni oculari, ‘costretti’ a raccontare sempre le stesse cose in trasmissioni diverse nel giro di pochi giorni? Perchè insistere sul dolore dei parenti delle vittime? Perchè non limitarsi alla semplice cronaca dell’evento, senza ‘insistere’ sull’aspetto emotivo e tragico?
‘Torni a bordo, cazzo!’ è il motto che gira nel web. La frase pronunciata dal Comandante della Capitaneria di Livorno De Falco durante il colloquio telefonico con il Comandante della Costa Concordia Schettino per esortarlo a tornare sulla nave, da lui abbandonata.
De Falco ‘dipinto’ come eroe. Lui, giustamente, non si dichiara d’accordo ed afferma di aver fatto solo il proprio dovere. Giusto. Ma il paese è già in preda alla sindrome del buono (De Falco) e del cattivo (Schettino).
A tal proposito pubblico il condivisibile articolo di Gramellini su La Stampa di oggi:
Un capro espiatorio per sfogare la rabbia, un eroe senza macchia per placarla. E’ la formula un po’ stucchevole delle storie italiane al tempo della crisi. Anche nel dramma del Giglio la realtà è stata immediatamente diluita in un fumetto.
Servivano un’immagine evocativa (la nave sdraiata su un fianco, simbolo del Paese alla deriva) e uno Schettino che riempisse il vuoto lasciato da Berlusconi alla casella Figuracce & Bugie e assommasse su di sé l’orrore del mondo (ieri il Tg5 ha definito i suoi tratti fisici «lombrosiani» e il Tg3 lo mostrava in smoking come il comandante di «Love Boat» per suggerire maliziosamente la sua inconsistenza morale, quando TUTTI i comandanti di una crociera indossano lo smoking, nelle serate di gala). Mancava ancora il buono, che nella trama assolve al compito cruciale di riscattare l’onore ferito della collettività, fortificandola nell’illusione di essere migliore di quanto non sia. Adesso anche il buono c’è.
Ovviamente facciamo tutti il tifo per De Falco, il capo assertivo della Capitaneria di Livorno che nella ormai celebre telefonata ordina al comandante Schettino, già inscialuppatosi verso la riva, di tornare sulla nave e comportarsi da uomo. (Ordine vano, peraltro, come quasi tutti gli ordini dati in Italia, perché Schettino gli dice di sì e poi continua a scappare).
Eviterei però il gioco insistito dei paragoni: l’eroe contrapposto al vigliacco, l’italiano buono all’italiano cattivo, fino all’urlo autoassolutorio che ho letto su un blog: «Io sono De Falco». Anch’io. Anche Schettino, credetemi, se fosse stato sulla poltrona di De Falco sarebbe stato De Falco e avrebbe dato ordini perentori al se stesso vigliacco che tremava in mezzo al mare per la paura di morire.
Non voglio togliere meriti al valido ufficiale della Capitaneria, ma contesto l’abuso del termine «eroe», che in un’epoca che ha smarrito il significato delle parole viene appuntata sul petto di chiunque fa semplicemente il proprio dovere: rifiutando una mazzetta se è un funzionario pubblico, denunciando un giro di scommesse se è un calciatore, assumendosi le proprie responsabilità se esercita un ruolo di responsabilità. Dall’Iliade a Harry Potter, l’eroe è colui – soltanto colui – che mette a repentaglio la propria vita. E non perché la disprezza (quello è il fanatico), ma perché è disposto a sacrificarla in nome di un valore più elevato: l’amore (a-mor, oltre la morte).
Non escludo che l’ottimo De Falco sarebbe stato un eroe: il destino non gli ha consentito di mettersi alla prova. Dubito che lo sarei stato io e tanti altri che disputano sulla viltà di Schettino. Per me nella storiaccia del Giglio esistono persone inadeguate e altre adeguate, ma un unico vero eroe. Il commissario di bordo che con la gamba spezzata ha continuato a salvare le vite degli altri.
Possibile mai che la televisione di oggi non riesca a trattare una tragedia come un semplice fatto di cronaca?
Naufragio, Comandante inqualificabile
Ho sentito le telefonate. Stravolgenti.
Quel che mi viene da pensare è che Schettino non fosse idoneo a fare il Comandante. Ci sono vari esami da superare per ottenere l’abilitazione, quindi o qualcosa non è andato per il verso giusto in fase di valutazione (‘spintarelle’, ‘raccomandazioni’ etc) oppure davvero vi è stato un fallimento del metodo di giudizio e di valutazione sulla conformità o meno del personale che si sta qualificando (il che dovrebbe allertare le istituzioni preposte a rivedere i criteri, inasprendoli, per evitare future sciagure simili).
Da quel che ho capito, comunque, non era la prima volta che si facevano ‘manovre spericolate’ per avvicinarsi alle isole. Prassi, sembra, non conforme alle normative vigenti e che quindi dimostra la presenza di un’altra falla a livello di applicazione dei regolamenti. (Questo accade in molti lavori purtroppo, e tristemente spesso ci si accorge di tali ‘leggerezze’ quando si tramutano in tragedie).
Detto tutto ciò. Rimane davvero inqualificabile ed oserei dire, in parte inspiegabile, la reazione del Comandante e di molti degli ufficiali suoi collaboratori. Dal momento dell’impatto in poi. (il condizionale è d’obbligo…)
1. L’impatto c’è stato verso le ore 21.30 ed il Comandante sembra aver fatto ‘finta di nulla’. Se non erro, contattato dalla Costa Crociere che proponeva assistenza, egli rispondeva ‘che poteva farcela da solo’.
2. Quando viene avvertito da personale di bordo che alcuni vani della nave erano allagati, non da il comando di evacuare la nave e fa passare minuti preziosi.
3. Sempre da quello che riportano le fonti giornalistiche, è stato l’equipaggio ad aver cominciato le procedure di evacuazione, di fatto ‘ammutinandosi’.
4. Il Comandante poi, non si sa poi per quale ragione, abbandona la nave mentre sul ‘ponte’ vi erano ancora centinaia di persone. Ed anche il vice scende dall’imbarcazione.
5. In una delle telefonate tra Schettino ed il Comandante della Capitaneria di Livorno, il Comandante della Costa dice di essere sulla scialuppa assieme a molti ufficiali di bordo, colpevoli quanto lui (quindi) di aver abbandonato la nave.
In sintesi, Schettino non è l’unico ad avere colpe gravi. Non si capisce davvero come Lui ed i suoi sottoposti abbiano avuto il coraggio di abbandonare la nave durante l’evacuazione. Possibile che non abbiano pensato, anche solo egoisticamente parlando, che la loro posizione si sarebbe aggravata? (In una telefonata il comandante, come scusante, dice di essere ‘caduto’ dalla nave e che non era possibile tornare su; due fatti palesemente non veri, visto che i soccorritori sono saliti sulla nave e che non è credibile una ‘caduta’ in mare, non vi sono testimonianze in questo senso)
Non è tollerabile la manovra pericolosa fatta per avvicinarsi all’Isola ma una volta fatto ‘il danno’ come si puo ‘scappare’ cosi? In tal modo ci si rende colpevoli di ulteriori reati. Possibile che Schettino (e gli altri) non lo abbiano compreso subito?
Si rimane davvero senza parole di fronte a tanta incompetenza

Schettino, due anni fa, intervistato da un giornale ceco:
Non vorrei mai trovarmi nel ruolo del comandante del Titanic, obbligato a navigare nell’oceano tra gli iceberg, anche se oggi è più sicuro navigare grazie ai progressi fatti nel campo delle attrezzature e grazie a Internet.
Fortunatamente la gente dimentica presto le tragedie. È come per le catastrofi aeree. La gente pensa che a loro non potrà accadere.
Questa è una vita di sacrifici, ma l’importante è che la mia famiglia sia felice. Mi piace rendere le persone felici.
Oggi tutto è più sicuro grazie a una navigazione più facile e attrezzature sofisticate e grazie a Internet, se qualcuno commette un errore, non sarà più fatale perché siamo meglio preparati ad affrontare le possibili complicazioni.
Ogni momento a bordo della nave è importante per me ma non sono mai stato in una situazione pericolosa, o in una situazione che non sono riuscito a fronteggiare. Penso che questo sia dovuto al fatto che mi preparo ogni giorno del viaggio. Devo essere costantemente vigile
Sulla nave deve regnare una disciplina quasi militare. Se si crea una situazione difficile, il comandante dovrà avere tutto sotto controllo. Ed esser là dove necessario.
Mi piace il momento in cui accade qualche cosa di imprevedibile, quando si deraglia dalla procedura standard. È una sfida da affrontare.
“Un nuovo Titanic? Oggi siamo più abili”- LASTAMPA.it
Cos’altro aggiungere?
Baristi, Orafi, Tassisti, Albergatori, tutti sotto i 1.000 euro mensili di reddito: Stiamo scherzando?

istituti di bellezza 5.300 euro annui
tintorie/lavanderie 8.800
esercizi alberghieri/affittacamere 11.900
autosaloni 12.000
orafi 12.300
Tassisti: 14.200
stabilimenti balneari 13.600
baristi 15.800
Capite voi tutti che c’è qualcosa che non va. Come può un barista guadagnare meno di 1.000 euro netti al mese? Un tassista 900 euro? Un orafo 800? E per gli istituti di bellezza meno di 350 euro al mese?
Dopo i blitz di Cortina e di Roma, l’agenzia delle entrate dovrebbe cominciare davvero un’opera di indagine a tutto campo in queste categorie.
Teatro: Oblivion, comicità allo stato puro
Degli Oblivion avevo gia parlato due anni e mezzo fa. Ieri ho avuto la fortuna di andare a vedere il loro spettacolo ‘Oblivion Show 2.0. Sussidiario‘, in scena al Teatro Quirinetta di Roma. Un solo aggettivo riassume secondo me la loro prestazione: M A G N I F I C A
Un’ora e tre quarti di comicità allo stato puro. La Storia di un paese ‘raccontata’ attraverso la riscrittura di alcune delle canzoni piu popolari. Dalla chicca ‘I promessi sposi in dieci minuti’ che li ha resi famosi nel web a ‘Pinocchio in sei minuti‘ e ‘La Divina Commedia‘. Senza un attimo di pausa, Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli , diretti da Gioele Dix, realizzano uno spettacolo divertente, a ritmo continuo, soprendente in ogni sua parte. I degni eredi del Trio e del Quartetto Cetra.
Gli Oblivion hanno un Sito ed anche una pagina Facebook, dove potrete seguire le date del loro tour. Vi invito ad andarli a vedere, non ve ne pentirete. Uscirete dal teatro con le lacrime agli occhi.








































































