C A N D I D O

Notizie dall’unico "Mondo" che abbiamo

Nasce il FORUM di Candido

Pubblicato da candidonews su 5 Luglio, 2009

Finalmente anche Candido ha il suo spazio di discussione. Nel forum troverete sezioni dedicate alla Politica, alla Televisione ed alle Serie tv. In piu è presente una sezione aperta ai vostri suggerimenti.

Spero questa nuova iniziativa possa avere successo, cosi da fornirvi un altro strumento utile alla partecipazione. Il mio desiderio primario è che tramite Blog e Forum voi tutti possiate contribuire allo sviluppo di questo spazio.

Ed allora cosa aspettate? ISCRIVETEVI!

http://candido.forumcommunity.net/

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Africa, iniziativa de “La Stampa”

Pubblicato da candidonews su 5 Luglio, 2009

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Oggi il quotidiano La Stampa è uscito con una edizione speciale dedicata al G8 per l’Africa. Anche lastampa.it ha un ampio speciale sul tema. Vi invito a leggerlo.

Bob Geldof sabato 4 luglio nella redazione de La Stampa insieme al direttore Mario Calabresi. Geldof, irlandese, cantante e attore (in Pink Floyd – The Wall), promotore e organizzatore del “Live Aid”, è stato per un giorno il direttore del nostro giornale e ha partecipato in prima persona a tutte le fasi della sua realizzazione.

http://www.lastampa.it/focus/g8/africa/default.asp

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Zone di guerra: Dossier Honduras

Pubblicato da candidonews su 5 Luglio, 2009

Amici di Candido, in questi ultimi giorni avrete sicuramente sentito parlare del Golpe in atto in Honduras, con la destituzione del Presidente democraticamente eletto. Vi invito a leggere questo dossier per capire qualcosa di piu sulla vicenda.

Innanzitutto partiamo dallo stato scenario del colpo di Stato: L’Honduras

da wiki: L’Honduras (nome ufficiale República de Honduras) è una nazione di (112.492 km², 7.326.496 abitanti, con capitale Tegucigalpa) dell’America centrale istmica. È il secondo paese più povero delle Americhe.

La Costituzione del 1982

Con il trionfo della Rivoluzione Sandinista in Nicaragua, il Centroamerica iniziò a vivere un periodo di instabilità politica e sociale dettato dall’interferenza U.S.A. nella regione e da una forte paura della possibile estensione di suddetta rivoluzione. Questo provocò la pressione, in Honduras, la pressione, da parte del governo di Washington nei confronti dell’allora dittatore Paz Garcia affinchè permettesse elezioni libere.

Le elezioni legislative furono fatte nel 1980 e, una anno dopo, risultò costituzionalmente eletto Roberto Suazo Cordova. Tale presidente diede vita alla costituzione del 1982, ma la repressione di stampo dittatoriale non terminò con queste aperture democratiche dato che, iniziò una grande fase di terrore con la ricerca e la eliminazioni di molti elementi della sinistra honduregna (tema che, tuttavia, in Honduras è considerato tabù) segnando, così, l’inizio di una nuova era politica honduregna. Il gruppo Facusse propose che Honduras si convertisse in uno stato libero associato agli U.S.A..

Durante il governo di Roberto Suazo Cordova gli U.S.A., attraverso la loro base di Palmerola, usarono il territorio honduregno como base dei controrivoluzionari nicaraguensi con il fine di deporre il governo comunista di Daniel Ortga in Nicaragua.

Questa politica continuò anche con il governo del liberale Josè Azcona Hoyo. Il governo statunitense prestò all’Honduras aiuti finanziari senza precedente pur di ottenere l’utilizzo del suo territorio per combattere il governo di Ortega.

Nel 1990 salì al potere il “nazionalista” Rafael Leonardo Callejas. Egli iniziò il “piano di aggiustamento” (o Riordinamento economico) che altro non era che l’applicazione fedele delle teorie neoliberiste di Milton Friedman e proposte dall’allora Presidente degli U.S.A. Ronald Reagan e dalla Prima Ministra britannica Margaret Thatcher. Tale “piano” ebbe conseguenze disastrose per l’economia del paese. L’economia entrò in una profonda crisi; il debito fiscale e commerciale causarono l’impoverimento della classe media. Il malcontento non si fece aspettare e, nelle elezioni del 1994 vinse il “liberale” Carlos Roberto Reina [....]

Nel 2006, Maduro lasciava il potere al “liberale” Manuel Zelaya Rosales. Durante il suo governo il paese centroamericano si incorporò all’ALBA (Alternativa Bolivariana per i Popoli della Nostra America fondata nell’Aprle del 2006 dai Presidenti di Venezuela e Cuba Hugo Chavez Frias e Fidel Castro Ruz ion alternativa all’ALCA (Area di Libero Commercio delle Americhe) fondata dagli Stati Uniti d’America), questo creò una serie di tensioni nel paese: il vicePresidente rinunciò al suo incarico e, l’adesione dell’Honduras all’ALBA tardò in quanto gli oppositori dichiararono nullo l’ingresso poiché, ritenevano, non poteva essere valido fino a che il Congresso Nazionale dell’Honduras non lo autorizzava. Inoltre, larga parte delle influenti imprese private non vedevano di buon occhio questo accordi per la linea politica espressa dai paesi che ne facevano parte. Tuttavia, il 10 ottobre del 2008 il Congesso honduregno approvò l’ingresso nell’alleanza.

I fatti di cronaca: Il colpo di Stato

Il 28 giugno del 2009 (in concomitanza con il referendum consultivo, cioè non vincolante, per l’elezione di un’assemblea costituente[2]) il Presidente Zelaya è stato arrestato e l’Honduras è diventato scenario di un Colpo di Stato militare ordinato dalla Corte Suprema[3]. La Corte ha descritto il golpe come un atto in difesa della Costituzione. La Costituzione dell’Honduras, attraverso articoli non riformabili, fissa in quattro anni la durata della carica presidenziale, attribuendo esclusivamente al Parlamento il potere di apportare modifiche costituzionali (con l’esclusione degli articoli immodificabili) e vieta espressamente di variare la durata dell’incarico presidenziale e di abrogare la proibizione ad un secondo mandato [4]. Nelle ore della mattina fu detenuto nella sua casa da militari asserviti all’oligarchia che si opponevano alle sue misure popolari e, in seguito, fu condotto con un aereo militare nella capitale del Costa Rica. Nelle stesse ore vennero sequestrati gli ambasciatori di Venezuela, Cuba e Nicaragua (rilasciati svariate ore dopo).

La sera dello stesso giorno nel Congresso venne letta una lettera di rinuncia del Presidente democraticamente eletto Manuel Zelaya che fu subito smentita dal Presidente stesso esiliato in Costa Rica. Il congresso decise tuttavia di accettare la supposta rinuncia e designò, come successore, il presidente del congresso Roberto Micheletti con il compromesso che, lo stesso, resterà in carica solo fino al termine di quello che doveva essere il mandato del Presidente democraticamente eletto Manuel Zelaya nel gennaio del 2010.

Le strade delle capitale sono pattugliate dalle forze dell’esercito ma, tuttavia, 48 ore dopo l’investitura del presidente di fatto Micheletti, molti settori sociali hanno indetto uno sciopero generale per richiedere l’immediato del Presidente Costituzionale Manuel Zelaya. Nelle prime ore del 29 giugno è stata intensificata la presenza militare nei pressi della casa presidenziale di Tegucigalpa dove migliaia di honduregni vicini al Presidente Zelaya stanno manifestando. La situazione in quelle ore, si rese molto tesa vista la forte volontà dei manifestanti di non permettere a nessuno (se non al Presidente Zelaya) di entrare nella Casa Presidenziale. Gli osservatori internazionali dell’OEA (presenti per controllare il regolare sviluppo del Referendum) hanno dichiarato a varie televisioni latinoamericane (tra cui telesur) che non riconoscono Micheletti come Presidente dell’Honduras.

Nelle prime ore del 29 giugno 2009 le principali personalità politiche del continente americano si sono espresse in merito a quanto accaduto in Honduras. Il Presiente degli Stati Uniti Barack Obama ha condannato il colpo di stato in Honduras dichiarandosi seriamente preoccupato per la situazione honduregna e chiedendo: “a tutti gli attori politici e sociali in Honduras di rispettare lo stato di diritto”, sulla stessa linea anche la segretaria di Sato Hillary Clinton che ha dichiarato: “Sono stati violati i principi democratici” mentre l’ambasciatore degli Stati Uniti a Tegucigalpa Hugo Llorens, ha detto che “l’unico presidente che gli Stati Uniti riconoscono nel paese è Zelaya”. Chavez ha minacciatori di intervenire militarmente in appoggio al Presidente. Castro e i presidenti dei paesi appartenenti all’ALBA hanno richiesto la deposizione del potere dell’alto comando del Golpe. A tutt’oggi, l’ONU e l’intera comunità internazionale riconosce Manuel Zelaya come unico Presidente legittimo della Repubblica dell’Honduras.

La condanna internazionale: le proteste di Obama e Chavez

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che per gli Usa il presidente dell’Honduras resta Manuel Zelaya.
Quanto avvenuto ieri in Honduras secondo Obama “non è legale” e se il colpo di stato in Honduras venisse accettato sarebbe “un terribile precedente”.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, riunita d’urgenza, ha invitato a intervenire il presidente destituito Manuel Zelaya: “Tutta la comunità internazionale, tutti i 192 Paesi delle Nazioni Unite, devono far sentire la propria voce per condannare questa azione criminale”. E il segretario di Stato Usa Hillary Clinton afferma che per gli Stati Uniti “la massima priorità è quella di restaurare la piena democrazia e l’ordine costituzionale in Honduras”. Secondo Clinton, l’estromissione del presidente Manuel Zelaya equivale “a un colpo di Stato”.

Migliaia di sostenitori di Zelaya hanno deciso di sfidare il coprifuoco di due giorni imposto dal nuovo capo dello Stato designato, Roberto Micheletti, protestando sotto il palazzo presidenziale di Tegucigalpa, capitale honduregna. Secondo la testimonianza di un fotografo della AFP ci sarebbero diversi feriti tra i manifestanti e anche tra le fila dell’esercito. Il coprifuoco è di 48 ore in tutto il Paese a partire dalle 21 di ieri, le 3 in Italia, fino alle 6 di mattina.
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/honduras/onu-riunione/onu-riunione.html

Il golpe civile-militare in Honduras (così lo definisce il giornale boliviano La Prensa) cattura le prime pagine dei principali quotidiani sudamericani, in particolare quelli degli altri Paesi dell’Alba, l’organizzazione creata dal presidente venezuelano Hugo Chavez e della quale fa parte anche Tegucigalpa. Il commento più illustre è quello di Fidel Castro: il Lider Maximo ha pubblicato un editoriale su “Granma” nel quale definisce il golpe contro il presidente Manuel Zelaya “un errore suicida” e qualifica l’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), che pure ha condannato il colpo di Stato, come una “istituzione preistorica”. La posizione più agguerrita è quella venezuelana, con Chavez che dopo il temporaneo sequestro del proprio ambasciatore (che al momento del golpe si trovava nella residenza del ministro degli Esteri dell’Honduras, Patricia Rodas) ha minacciato l’intervento militare

http://www.apcom.net/newsesteri/20090629_120301_480caf0_65135.shtml

Le ragioni del golpe, una scomoda verità sul Presidente detronizzato:

il comportamento del “detronizzato” Zelaya non è stato assolutamente trasparente. Anzi, appare piuttosto in contrasto con i dettami della Costituzione democratica. Bisogna ora ricordare che la crisi politica attualmente in corso è stata originata dalla volontà di Zelaya di far svolgere un referendum popolare che, dal suo punto di vista, avrebbe dovuto, in caso di esito a lui favorevole, rendere possibile una modifica della Costituzione che gli avrebbe permesso di ricandidarsi per un secondo mandato presidenziale. Tale referendum è stato da più parti definito, forse per superficialità, forse per ignoranza delle fonti normative hondurene, “costituzionale”. In realtà l’uso di questo aggettivo è decisamente inappropriato; altri sono in Honduras i metodi costituzionalmente legittimi per giungere ad una modifica della Costituzione stessa, e si trovano enunciati nell’art. 373. Difronte all’ostinazione di Zelaya nel portare avanti questa consultazione referendaria, che al massimo può avere valore di sondaggio, la Corte Suprema si è assunta la responsabilità di ordinare ai militari di destituire il presidente con la forza, giudicando illegittimo il referendum. Ma perchè i magistrati costituzionali hanno preso tale decisione? Perchè hanno intravisto, dal loro punto di vista, un pericolo per la Costituzione? Per provare a rispondere a queste domande bisogna partire proprio da una lettura della medesima. L’articolo 237 in effetti fissa in quattro anni la durata del mandato presidenziale. Ma ancora più interessante è l’enunciato del successivo articolo 374, che recita testualmente: “Non potranno essere riformati, in nessun caso, l’articolo precedente (cioè il 373, che conferisce in via esclusiva al parlamento il potere di riformare la Costituzione), il presente articolo, gli articoli costituzionali che si riferiscono alla forma di governo, al territorio nazionale, al mandato presidenziale, al divieto di essere nuovamente presidente della Repubblica, il cittadino che lo è stato a qualsiasi titolo non può essere Presidente della Repubblica per il periodo successivo”. Dunque, volendosi attenere ai principi espressi in maniera vincolante dalla Costituzione, sembrano rimanere pochi dubbi. Questi articoli sono, per così dire, blindati, nel senso che nessuno (nemmeno il parlamento) e per nessun motivo li può riformare, come è chiaramente scritto nei medesimi. E poichè in essi si vieta di modificare la durata del mandato presidenziale e di abrogare la proibizione ad essere rieletti, è evidente che l’aspirazione di Zelaya ad ottenere un secondo mandato presidenziale è costituzionalmente illegittima. Si tratta evidentemente di una Costituzione tesa a ridurre al minimo la durata in carica del Presidente, ed essendo l’Honduras è una Repubblica presidenziale in cui questi concentra nella sua persona ampi poteri, non si può certo dire che una simile norma non sia garantista. fonte

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Congresso PD, Ignazio Marino lancia la sua candidatura

Pubblicato da candidonews su 5 Luglio, 2009

Marino si candida. Sarà una gara a tre. Ignazio Marino affiancherà Bersani e Franceschini nella corsa per la segreteria del Pd. La comunicazione ufficiale arriva in serata alla festa dell’Unità di Roma: “Si, mi candido, e con me sono in tanti. Mi auguro che il congresso serva a rafforzare il partito – dice Marino – Mi sono candidato perchè ho il timore che noi rischiamo di proseguire in una stagione in cui non si dica con chiarezza quel che il Pd pensa”. Il senatore democratico, chirurgo di fama internazionale, convinto fautore della legge sul “testamento biologico” può contare sul sostegno di alcuni giovani democratici come Giuseppe Civati e sull’appoggio di Goffredo Bettini, ex braccio destro della segreteria di Walter Veltroni. Il manifesto politico di Marino comparirà anche sulla sua pagina Facebook. “Io credo in una squadra, in un clima dove ognuno ha una sua preparazione. Sara’ una squadra determinata in cui le persone vengono scelte in base al merito” dice Marino. Che pensa ad una politica che non stia “nelle stanze chiuse ma parlare tra la gente alla gente”. E aggiunge: “Credo in un partito che ha una sola corrente: quella dei circoli”. Un partito che “farà capire come la pensa”.
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/partito-democratico-30/partito-democratico-30/partito-democratico-30.html

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Congresso PD, Bersani scende in campo: “Voglio un partito del Lavoro e Laico”

Pubblicato da candidonews su 1 Luglio, 2009

Scende in campo Bersani, mentre la Serracchiani appoggia Franceschini. Si affilano le armi per il Congresso

All’Ambra Jovinelli di Roma, sulle note di Vasco Rossi, l’ex ministro lancia la sua candidatura
alla segreteria del Pd. “Vocazione maggioritaria sì, ma da soli non si vince”

Bersani: “Un partito del lavoro e laico”
E si richiama all’esperienza di Prodi

Il candidato si difende: “Vogliono mettermi una patina di grigio, ma io sono un innovatore”
Poi attacca: “No alla leadership mediatica. E basta anche col dibattito tra vecchio e nuovo”

ROMA - “Per l’Italia”: questo il titolo della convention – e della mozione – con cui Pierluigi Bersani, dal palcoscenico del teatro Ambra Jovinelli di Roma, lancia la sua candidatura alla guida del Pd. Sulle note di Vasco Rossi, il protagonista dell’evento viene accolto da un lungo applauso: in prima fila Massimo D’Alema, Enrico Letta, Rosy Bindi. “Io voglio un partito con il profilo popolare – dice lui – dovrà essere un partito del lavoro e che dovrà essere laico, laico (ripetuto due volte, ndr)”. E non manca un riferimento alle ultime polemiche interne: “Se impostiamo il dibattito su categorie inafferrabili, come vecchio o nuovo, giovane o vecchio, con la cravatta o senza cravatta, l’Italia volterà la faccia dall’altra parte e noi forse perderemo anche il partito”.

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La Cena dei Cretini…

Pubblicato da candidonews su 1 Luglio, 2009

Che bella cenetta, intima, non interessata, eh…. non c’è che dire. Silvio si sa muovere…

Giudici a cena col premier e Alfano
Bufera su due membri della Consulta

ROMA – Il 6 ottobre dovranno cominciare a decidere sulla costituzionalità del lodo Alfano, ma nel frattempo vanno a cena, “privatamente” a sentire il padrone di casa, con l’autore e insieme destinatario del medesimo scudo anti-processi. Seduti allo stesso tavolo due giudizi della Consulta, Luigi Mazzella (l’ospite) e Paolo Maria Napolitano, Berlusconi, il Guardasigilli Angelino Alfano, il sottosegretario Gianni Letta, i presidenti delle commissioni Affari costituzionali della Camera Donato Bruno e del Senato Carlo Vizzini. Per parlare anche di una bozza di riforma costituzionale della giustizia, scritta dallo stesso Mazzella, che separa le carriere, sostituisce i pm con gli “avvocati dello Stato”, cambia il Csm e la Consulta.

LEGGI SULL’ESPRESSO

Lo rivela L’Espresso e scoppia il pandemonio.

La risposta del Giudice Mazzella:

ROMA – “Caro Silvio, siamo oggetto di barbarie ma ti inviterò ancora a cena”, firmato Luigi Mazzella. Il giudice costituzionale, dopo le polemiche, scioglie le riserve e sceglie la strada dello scontro aperto con i critici. Motivo del contendere una cena a casa del giudice costituzionale, cui hanno partecipato Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, insieme ad un altro giudice costituzionale, Paolo Maria Napolitano, e al senatore Carlo Vizzini che ha scatenato polemiche feroci sull’opportunità che due giudici dell’Alta Corte si incontrino alla viilia di una importante decisione sul Lodo Alfano che la Consulta dovrà giudicare a settembre. E la lettera arriva nel giorno dello scontro il Aula fra Antonio Di Pietro e il ministro Sandro Bondi a colpi di “vergogna”. Il leader dell’Udc: “Mazzella è reo confesso si dimetta”.

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A Viareggio si scatena l’inferno

Pubblicato da candidonews su 30 Giugno, 2009

CRONACA DI UNA TRAGEDIA:

da repubblica.it

Viareggio, treno esplode in stazione. E’ strage
In fiamme auto e palazzi: 13 morti, 4 dispersi

VIAREGGIO – E’ di 13 morti, 4 dispersi e 40 feriti di cui 15 in pericolo di vita, il bilancio della tragedia di Viareggio. Dati resi noti dalla questura di Lucca e ripresi dal premier Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa. E poi centinaia di sfollati, gente in stato di shock, due palazzine distrutte e altre tre evacuate. Lutti e devastazione in un paradiso delle vacanze al mare, Viareggio, a causa di un treno merci carico di Gpl (Gas di petrolio liquefatto) che a mezzanotte deraglia in stazione e innesca l’apocalisse nel centro della città: una serie di esplosioni e l’incendio.

L’esplosione. “Come un terremoto, come un tornado, ho avvertito uno spostamento d’aria e il pavimento muoversi” racconta un giovane. “Dormivo, mi è piombato il lampadario addosso, sono vivo per caso” dice un altro. “Mio marito, un eroe. Mi ha preso di peso e trascinato fuori da una porta sul retro prima che crollasse tutto. Da sola, con queste gambe malridotte, operate da poco, non ce l’avrei mai fatta” aggiunge un’anziana sorretta a braccia da due volontari della protezione civile che l’accompagnano nella tendopoli allestita in piazza del municipio.

Racconti dall’inferno della Versilia. Dalle Alpi Apuane, che imbiancano del marmo di Carrara le montagne, dicono di aver visto il cielo diventare arancione.
E’ poco prima di mezzanotte quando in stazione transita un treno merci, che si muove da nord verso sud, da La Spezia in direzione di Pisa, col suo convoglio di quattordici vagoni cisterna carichi gas. “Non è che andasse proprio piano, almeno a 90 all’ora” racconta qualcuno. “Il treno sferragliava sui binari, ho visto delle scintille” è la testimonianza di un altro. Più tardi le Ferrovie dello Stato spiegheranno che ha ceduto il carrello del carro cisterna. Poche decine di metri ed è la catastrofe.


In quel punto la linea ferrata è costeggiata dai palazzi, in parallelo corre via Ponchielli. Il merci 50325 Trecate-Gricignano deraglia. Il primo carro cisterna trascina fuori dai binari altri quattro dei quattordici vagoni che non sono proprietà delle Fs ma appartengono a una società straniera, la Gatx, con sede a Vienna. Solo uno si spezza. Purtroppo basta a causare l’immane disastro. Le esplosioni e le fiammate investono i palazzi e la strada. Una palazzina, dove vivono 18 persone, si sbriciola. Una più piccola, monofamiliare, prende fuoco. Alla fine, crollate o gravemente danneggiate, le case coinvolte saranno cinque. Come un proiettile, un grosso pezzo di metallo investe un uomo – che risulterà essere un quarantenne extracomunitario – e lo scaraventa ad una decina di metri uccidendolo. Per lo spostamento d’aria un’altra persona vola contro un cassonetto e avrà le gambe maciullate. Una ragazza, avvolta dalle fiamme, corre in strada, grida, cerca di strapparsi i vestiti.

Una scena apocalittica. Scene così ce ne sono tante. Le fiamme avvolgono un gazebo dove stanno cenando alcune persone. Scattano i soccorsi. I primi arrivano dalla vicinissima sede della Croce Verde che è stata gravemente danneggiata dall’esplosione: quasi tutte le ambulanze sono distrutte, un volontario è ferito ma non in gravi condizioni, altri hanno riportato contusioni.

Per timore che possano esplodere anche gli altri vagoni rimasti integri, vengono evacuati altri tre palazzi. “La cabina è stata invasa dal gas, siamo riusciti a scappare – raccontano i due macchinisti dl treno, feriti in modo non grave – Siamo vivi per miracolo”.

I soccorsi. I soccorsi sono stati tempestivi. Centocinquanta persone della Protezione Civile hanno lavorato tutta la notte. All’alba, in una luce irreale, con il fumo che si è diradato e i focolai quasi del tutto spenti, lo scenario ricorda un attentato a Bagdad. Si scava, si cercano le persone che dovrebbero esserci e di cui non si hanno notizie. Secondo il sindaco di Viareggio sono una trentina. Poi, però, Bertolaso precisa che non dovrebbero essere più di tre o quattro: “Gli altri erano scappati”.

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Non c’è pace per Europa 7

Pubblicato da candidonews su 29 Giugno, 2009

Sempre piu difficile il percorso di Europa 7 verso un regolare avvio delle trasmissioni.

Da polisblog.it

L’editore di Europa 7, Francesco Di Stefano, ha infatti annunciato: “il primo luglio non trasmettiamo. Non possiamo fare una rete locale, che non è vista a Bologna, Milano, Torino, Napoli, Catania. E’ abbastanza ridicola questa cosa, se la facessimo falliremmo in sei mesi. Noi dal ‘99 abbiamo diritto a tre canali, l’unico modo per avere una rete nazionale in analogico. Ora si pretende che noi, con una sola frequenza messa a disposizione, facciamo una rete nazionale. E’ una cosa impossibile tecnicamente. Le frequenze che ci spettavano non le abbiamo, quindi non si parte”.

Di Stefano non vuole fare un regalo a Mediaset, partendo già svantaggiato e indebolito da una sola frequenza per poi fallire a stretto giro di posta e quindi non inizierà a trasmettere dal primo luglio.

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L’Aquila, tante promesse, pochi fatti

Pubblicato da candidonews su 29 Giugno, 2009

L’Aquila tradita

di Riccardo Bocca

Da un lato lo spiegamento di forze e l’efficienza per il G8. Dall’altro la disperazione nelle tendopoli. Tra disagi, spaccio di droga e violenze. Mentre la terra non smette di tremare

Sono le sette di mattina del 19 giugno, quando una Punto bianca si ferma sul ciglio della statale 17 che attraversa L’Aquila. Al volante c’è un uomo in giacca e cravatta che spegne il motore, abbassa i finestrini e sfoglia il giornale appena acquistato. Vita quotidiana, niente di strano. Eppure all’improvviso il clima cambia, diventa teso. Dalla corsia opposta, spunta una berlina metallizzata che fa inversione inchiodando davanti alla Punto. Scende un giovane alto, palestrato, in jeans slavati e maglietta attillata. Si affianca al conducente e chiede i documenti senza qualificarsi. “Ma cosa sta succedendo? E lei chi è?”, replica allarmato il conducente. “Attenda”, risponde lo sconosciuto. Annota la targa della Punto, si attacca al cellulare, e infine torna con un sorriso finto: “A posto, può andare…”.

L’assedio, lo chiamano gli aquilani. La soffocante militarizzazione che sta stressando il territorio in vista del G8. Migliaia di soldati, poliziotti, carabinieri, agenti dei servizi segreti e paracadutisti calati in città nelle ultime settimane. Forze operative giorno e notte. Per le strade, sulle colline. Ovunque. Tutti ossessionati dalla sicurezza dei 23 capi di Stato e di governo che, dall’8 al 10 luglio, si confronteranno con le loro delegazioni nella caserma della Guardia di finanza ?Vincenzo Giudice?. “Prevenzione indispensabile”, è definita dalla Protezione civile. Ma anche una presenza che esaspera gli sfollati del post terremoto, inchiodati a tutt’altre priorità. A quasi tre mesi dall’apocalisse del 6 aprile, la terra continua a tremare. Tre punto due, tre punto tre, fino a quattro punto cinque come lunedì 22 giugno. Numeri che sulla carta dicono poco, ma da queste parti sono muri che vibrano, angoscia che non passa, riflesso a correre in strada. “Abbiamo sempre in testa l’odore delle macerie, le urla dei feriti e lo strazio dei 300 cadaveri”, dice Rinaldo Tordera, direttore generale della Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila. Lui per primo, racconta, si è faticosamente imposto di non mollare, di “annodare la cravatta e tirare avanti”. Ma la volontà non basta.

Gli ostacoli sono tanti, in questo Abruzzo triste: a partire dal crollo economico. “Per la prima volta in vent’anni”, informa l’Istat, “la regione segna un tasso di disoccupazione (9,7 per cento) superiore a quello italiano (7,9)”. Dal 2008 al 2009 sono scomparsi 26 mila posti di lavoro. E a leggere questi dati, gli artigiani, gli operai, ma anche i manager e i professionisti ospitati dalle tendopoli tremano, sovrastati dal -14 della produzione industriale.

il resto qui:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/laquila-tradita/2102710

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La morte di Jackson, scompare un’altra icona degli anni ‘80

Pubblicato da candidonews su 26 Giugno, 2009

Michael Jackson è morto. Dopo Lady Diana e Giovanni Paolo II se ne va un’altra icona mediatica degli anni 80. Non fatevi impressionare dall’accostamento tra “sacro” e profano, infatti Papa Wojtyla, Lady D e Michael Jackson hanno rappresentato, nei loro diversi ruoli, un decennio oramai lontano ma che ha segnato una svolta nel mondo della televisione e dei media in generale. La principessa inglese gioviale e fresca che “rompe” gli schemi della fredda monarchia britannica, il pontefice giovanile che nel tempo libero si diletta con gli sci e che parla al Madison Square Garden a migliaia di ragazzi, l’afroamericano che con i suoi balli e le sue canzoni ha impresso un nuovo stile di fare musica sono tre esempi di “rivoluzione mediatica”, di “globalizzazione televisiva” o piu semplicemente sono stati il simbolo del cambiamento generazionale, anticonformismo allo stato puro.

Ora anche Michael Jackson ci lascia, dopo un interminabile declino, alla vigilia del tanto atteso ritorno sulle scene per quello che avrebbe dovuto essere il suo addio definitivo. Personalmente non avevo in simpatia l’uomo, caratterizzato da eccessi a non finire. Riconosco però la grandezza dell’artista.

Proprio per questo motivo vi posto alcuni dei pezzi piu belli di JackO.

 

Thriller

Bad

Beat It

Billie Jean

You Are Not Alone

Black Or White

Don’t Stop ‘Til You Get Enough

 

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Paolini e l’ennesima irruzione televisiva

Pubblicato da candidonews su 26 Giugno, 2009

Ennesima aggressione mediatica del provocatore Gabriele Paolini ai danni di una troupe televisiva. Questa volta è il turno dl TG1, durante un servizio sulle prove di maturità. Paolini viene placcato da una persona mentre tenta di disturbare il collegamento.

Io deploro la violenza in ogni sua forma ma Paolini ha veramente stancato. Ricordo ancora con profonda simpatia la “pacata reazione” di Paolo Fraiese ad un tentativo di intervento del disturbatore:

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La democrazia secondo il Premier: “Chiudere la bocca a chi… dissente”

Pubblicato da candidonews su 26 Giugno, 2009

chiuderebocca

Ecco la concezione della democrazia del Presidente del Consiglio, chiudere la bocca a chi dissente. Vergogna!

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Morto Michael Jackson

Pubblicato da candidonews su 25 Giugno, 2009

Stavo facendo zapping quando su Fox News ho letto questa notizia, anche il sito dell’emittente americana ne parla:

Breaking News Reports: Michael Jackson Taken to Hospital, Possibly After Suffering Heart Attack

fonte: http://www.foxnews.com/

aggiornamenti: il cantante è morto, cosi riferisce il Los Angeles Times

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Berlusconi cartoon, imitando Lamù…

Pubblicato da candidonews su 25 Giugno, 2009

Che spettacolo, geniale!

da il Gazzettino:

Silvio Berlusconi diventa bersaglio di una parodia che lo vede calato tra i protagonisti della sigla di un cartoon giapponese cult degli anni ‘80: Lamù.

Il cartone animato, molto amato in Italia dalla generazione dei trentenni, ha per protagonista Ataru Moroboshi, un ragazzo con l’indole del donnaiolo, ma estremamente fortunato, che vede il suo rapporto con l’amata Shinobu messo in crisi dall’arrivo dell’extraterreste Lamù. Un triangolo che nella parodia che sta spopolando su Facebook vede per protagonista il premier assieme a Veronica Lario e Noemi Letizia.

Sullo sfondo, anche gli altri personaggi del cartoon si trasformano ed eccoli diventare Renato Brunetta (nei panni del dispettoso Ten), Roberto Calderoli, Sandro Bondi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Michela Brambilla, Niccolò Ghedini e molti altri.

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Addio Farrah

Pubblicato da candidonews su 25 Giugno, 2009

da repubblica.it

Se n’è andata così come aveva vissuto, l’ex bellissima Charlie’s Angel, sex symbol indiscusso degli anni Settanta: sotto i riflettori. Circondata dall’attenzione spasmodica dei media di tutto il mondo. Del resto era stata proprio lei a voler accendere la luce sulla sua tragica vicenda, con il film documentario Farrah’s Story, trasmesso da poco alla tv americana, in cui mostra senza alcun pudore la sua lotta impari col tumore – scoperto tre anni fa. E appena più tardi c’era stata l’intervista del suo Ryan a Barbara Walters, con l’annuncio riportato da tutti i giornali: “Sposerò la mia compagna – aveva detto – lei è l’amore della mia vita. E finalmente mi ha detto sì”.

Ma la corsa contro il tempo è stata persa. E così adesso tutti piangono la scomparsa di questa donna dalla vita rutilante, intensa. Caratterizzata da un doppio registro: l’immagine patinatissima di gioventù – apparsa in tv, sulle copertine, sui poster – e una vita privata piuttosto tribolata.

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Esame di maturità, i temi piu gettonati nel web

Pubblicato da candidonews su 24 Giugno, 2009

Stanotte molti studenti non dormiranno, alla ricerca del tema di maturità. Ragazzi coraggio, andrà tutto bene, fate del vostro meglio e soprattutto niente droga! Una bella dormita e domani…. alla carica!

PS: secondo me esce “Obama”

Da repubblica.it:

Studenti, attenti al tototema. Si fanno pronostici e supposizioni, ma alla fine il Ministero è imperscrutabile. Ma che male c’è a provare a indovinare? L’importante è non fossilizzarsi ed essere pronti a tutto. Lo ripetono i più “navigati” su siti e forum dedicati agli studenti (come Studenti.it o Studentville), sui blog e su Facebook (da cui si può lasciare un commento anche su Repubblica.it). Il gruppo “Maturità 2009″ sul social network più popolare conta oltre 11 mila iscritti. E c’è anche un blog dal titolo più che chiaro, “tototema”, che si occupa esclusivamente di pronostici. E tra un “me lo sento” e un “il prof ha detto che per lui è sicuro che esce Obama”, il tototracce impazza.
Da un sito online:

  • La crisi economica. Potrebbe essere una traccia di ampio respiro che può avere una impronta storica per chi ha studiato la crisi finanziaria del 1929 ed il pacchetto di leggi “new deal” varato dal presidente degli stati uniti Franklin D. Roosevelt con una serie di programmi economici per tirare fuori dalla crisi il paese. Si può fare il parallelo ocn la crisi di questi giorni, iniziata a fine 2008 con lo scopio della bolle dei “sub prime” americani e la messa in luce delle politiche finanziare tutt’altro che etiche messe in opera da grandi istituti finanziari e banche internazionali. Sicuramente da porre in evidenza come un problema finanziario importante in uno stato abbia riflessi anche gravi da altre parti del mondo, come effetto della globalizzazione. Da citare e magari approfondire il caso dello stato Islandese che è fallito come stato, l’aumento del 1000% della cassa integrazione in Italia, il come problemi finanziari causati dalle banche abbia messo in grave difficoltà famiglie senza più occupazione.
  • Il 2009 è il ventennale della caduta del muro di Berlino, il 9 novembre del 1989, che ha fortemente rivoluzionato l’Europa e cambiato per molti aspetti il volto della Germania. Chiaramente su questo argomento si può spaziare in modo incredibile, dalla cortina di ferro, alla guerra fredda, alla seconda guerra mondiale.
  • Il 2009 è anche il quarantesimo anniversario dell’allunaggio, l’atterraggio sulla luna con sbarco di essere umani attraverso la navetta Apollo 11 (seguito poi dal 12 e dal 13 che non ebbe successo e sul quale viaggio spaziale fu fatto il famoso film Apollo 13). Ci si può informare sulla gara tra americani e russi su chi prima fosse riuscito a mettere piede sulla luna i russi arrivarono prima, ma non con l’uomo). Da citare anche i dubbi che ancora vengono insinuati sulla verità riguardo l’allunaggio e sulla genuinità delle foto scattate: per quanto la scienza cerchi di essere chiara e oggettiva c’è ancora chi ne nega la validità e le evidenze. Da mettere da parte la frase originale della da Neil Amstrong all’atterraggio: That’s one small step for [a] man, one giant leap for mankind.
  • Il caso di Eluana Englaro (cercate il suo nome su Google) alla quale fu staccata l’alimentazione dopo più di 10 anni di vita in stato vegitativo. Argomento di estrema delicatezza e quindi va trattato con un minimo di preparazione su che cosa è lo stato vegetativo, su come viene definita la morte dalla scienza e come invece viene vissuta dalle persone e nelle diverse religioni.
  • Sempre in ambito economico, il 2009 è il decimo anno dell’introduzione dell’euro (utilizzabile per la prima volta verso la fine del 1999 anche se realmente entrato in uso nel 2000). L’euro ha avuto tantissime implicazioni economiche nell’europa, positive e negative, e si è dimostrato una moneta che ha saputo anche proteggere l’economia del vecchio continenti durante la crisi del petrolio. L’argomento non è facilissimo se non è stato esaminato in classi in modo appropriato. Leggetevi qualcosa su questa moneta.

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Film consigliato: Tutta la vita davanti

Pubblicato da candidonews su 24 Giugno, 2009

Questa sera ho visto il film “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì. Ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. La bravura degli attori rende ancor piu veritiero il ritratto impietoso della gioventù italiana che esce fuori dalla pellicola, ragazzi cresciuti a pane e “Grande fratello” con poche speranze per il futuro avvolti da precarietà sociali ed emotive. Triste realtà, ma da vedere per poter riflettere e forse guardare con occhio diverso i “nostri” giovani.

 una breve sinossi tratta da mymovies.it

Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi a essere “scelta” come baby-sitter dalla figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia (interpretata con struggente intensità da Micaela Ramazzotti). È proprio questa “Marilyn di borgata” a introdurla nel call center della Multiple, azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell’acqua apparentemente miracoloso.
Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti giovani, carini e “precariamente occupati” italiani: in una periferia romana spaventosamente deserta e avveniristica, isolata dal resto del mondo come un reality, la Multiple si rivela pian piano al suo sguardo ingenuo come una sorta di mostro che fagocita i giovani lavoratori, illudendoli con premi e incoraggiamenti (sms motivazionali quotidiani della capo-reparto), training da villaggio vacanze (coreografie di gruppo per “iniziare bene la giornata”) per poi punirli con eliminazioni alla Grande fratello.

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In Italia le tasse piu alte sul lavoro

Pubblicato da candidonews su 24 Giugno, 2009

dal sito mobilitanti.it:

44%

La percentuale di tasse sul lavoro in Italia. La più alta d’Europa

L’Italia è il Paese Ue dove è più alto il carico fiscale sul lavoro: lo ha reso noto oggi Eurostat in base al confronto effettuato sui dati relativi al 2007. Lo rivela Eurostat. Qui da noi infatti le tasse e i contributi sociali rappresentano il 44% del costo del lavoro, contro la media del 34,3 nella zona euro. I livelli più bassi sono quelli di Malta (20,1%), Cipro (24%) e Irlanda (25,7%), mentre i più dati alti, dopo quelli italiani, sono quelli di Svezia (43,1%) e Belgio (42,3%).

La crisi colpisce soprattutto i lavoratori e il governo Berlusconi sta fermo.
Fallo sapere perchè il governo deve fare i conti con la realtà, come tutti noi.

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Vince la Ferrari, disfatta per Mosley…

Pubblicato da candidonews su 24 Giugno, 2009

bye bye Mosley….

Consiglio mondiale Fia, c’è l’accordo
Vince la Ferrari, disfatta per Mosley

Definitivamente tramontata l’ipotesi di un Mondiale alternativo nella stagione 2010. Si disputerà quindi un solo campionato sotto l’egida della Fia, con le stesse regole e senza budget cap. In più Mosley non si ricandiderà più per la prossima presidenza

la notizia

Il punto della questione, ora, è un altro: come ha fatto la Ferrari a vincere? Come si è arrivati a questa disfatta per Mosley considerando che le ultime mosse sono state da una parte la minaccia dell’associazione dei team di formula 1 (Fota) di dar vita ad un campionato alternativo, dall’altra – da parte del presidente di Mosley – l’annuncio di adire le vie legali nei confronti delle scuderie coinvolte nel nuovo progetto?

La risposta sta nel fatto che Ferrari e soci sono riusciti davvero a mettere nell’angolo Mosley. E che se il presidente non avesse ceduto su tutta la linea sarebbe stato sfiduciato e quindi buttato fuori dalla Fia. A questo punto la stessa Federazione avrebbe subito un grave, e forse irreparabile, danno d’immagine.

Con la scelta di oggi invece si è separata la “visione Mosley” dalla strategia di lungo termine della Fia. E la Formula 1 di sua maestà Bernie Ecclestone potrà continuare a vivere senza troppi sconvolgienti. Il commento di Cick, nel BLOG , interpreta bene il sentimento di molti tifosi: “Peccato! A me dispiace molto, avrei preferito di gran lunga un mondiale alternativo, una bella rivoluzione. Sotto sotto alla fine temevo che si sarebbe trovato un accordo…”

Cosa succederà ora? Al campionato 2010 parteciperanno le 8 squadre inserite nell’associazione (Ferrari, McLaren-Mercedes, Red Bull, Toro Rosso, Renault, Brawn GP, Toyota e Bmw Sauber), le 2scuderie già iscritte senza riserva (Force India e Williams) e i 3 team neonati (Manor, Campos e US F1) che il prossimo anno debutteranno nel circus. Qualcosa di buono questo delirio di scontri fra Fia e Fota l’ha portato: una griglia di partenza più ricca…

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Congresso PD: si candida anche Franceschini

Pubblicato da candidonews su 24 Giugno, 2009

Dario Franceschini si candida ufficialmente alla segreteria del Partito Democratico. Finalmente, dopo anni di scontri mancati, avremo un confronto vero, reale, finale oserei dire tra i D’Alemiani sostenitori di Bersani ed i Veltroniani sostenitori del segretario uscente. In 15 anni di co-gestione politica D’Alema e Veltroni hanno sempre rifiutato il confronto diretto preferendo farsi del male per vie traverse. Ora,  per interposta persona, avremo un vero scontro.

Per quanto mi riguarda voterò il programma e le alleanze, non di certo la persona. Sono contento però che il Congresso di ottobre non sarà ridotto ad una mera passerella. Sarà un congresso vero, di questo ha bisogno il partito per confrontarsi, sperando che si rinunci alle ambiguità privilegiando la chiarezza, anche a costo di perdere qualche pezzo per strada. Ne guadagneremo in identità e probabilmente in consensi.

la notizia:

La discesa in campo annunciata con un videomessaggio pubblicato sul suo sito
“Volevo lasciare spazio ai giovani, ma ho visto riemergere protagonismi”

Franceschini annuncia la candidatura
“Non voglio che il Pd torni indietro”

L’attuale segretario sfida Bersani nella corsa alla leadership
“Nessun intrigo di palazzo o accordo con i big del partito”

ROMA – Dario Franceschini rompe gli indugi e scende in campo, formalizzando la sua candidatura alla guida del partito democratico. E lo fa in un video pubblicato sul suo sito internet, in cui attacca senza esitazione le vecchia nomenklatura e “gli intrighi di palazzo”: la sua decisione di non farsi da parte è necessaria “affinché il Pd non torni indietro”. Il suo nome si affianca così a quello di Pierlguigi Bersani, altro aspirante ufficiale alla leadership del partito.

”Avevo detto che il mio lavoro finiva a ottobre – ricorda il segretario nel suo messaggio – oggi potrei dire missione compiuta, abbiamo arginato la destra e dato futuro al progetto del Pd. Prima del 5 giugno avevamo un Pdl al 45%, le città più importanti in mano alla destra e un Pd piegato e umiliato. Ora il quadro è profondamente cambiato: in un Europa attraversata purtroppo da un impetuoso vento di destra, il Pdl dopo un solo anno di governo arretra; il Pd è lontano dal risultato dell’anno scorso ma vince in città e province in tutta Italia, e diventa il primo partito per consensi nel campo riformista in Europa”.

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