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Demansionamento e telesorveglianza, ecco la Riforma del lavoro di Renzi

29 settembre, 2014

art18

Mentre tutti parlano dell’articolo 18 Renzi sta preparando una riforma totalmente favorevole agli imprenditori e penalizzante per i lavoratori dipendenti. Sorveglianza con telecamere per tutti e possibilità di demansionamento (retrocessione a mansioni inferiori quelle dell’assunzione) Due piccole modifiche che pagheranno tutti i lavoratori dipendenti:

1) Oggi l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori dice:
“È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori”

Il Governo vuole invece dare possibilità ai datori di lavoro di controllare, tramite telecamere, i propri dipendenti:

“revisione della disciplina dei controlli a distanza, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore”

2) L’articolo 13 dello statuto in vigore prevede che il lavoratore sia «adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione»

Con Renzi invece arriva il demansionamento:

“revisione della disciplina delle mansioni, contemperando l’interesse dell’impresa all’utile impiego del personale in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento”
_______________________

Non tutti gli imprenditori sono disonesti, è chiaro. Probabilmente meno della metà useranno tali modifiche per vessare i propri dipendenti (come accade in Cina o in altri Paesi non democratici) ma consentire una manovra di questo genere è da incoscienti.

Ciò che sta facendo il segretario del PD Matteo Renzi, cioè distruggere ciò che rimane dei pochi diritti sociali presenti per i lavoratori dipendenti in Italia, non è riuscito neanche a Silvio Berlusconi nei suoi momenti migliori.

Invece di estendere i diritti ai precari, agli autonomi, alle fasce più deboli sta per ridurre quelli di tutti. Con il demansionamento (utilizzato per fare mobbing), con la telesorveglianza, (neanche fossimo in un regime) e con le tutele a tappe. Un progetto folle che grazie alla pax mediatica con Berlusconi non viene fuori e che quindi è ahimè destinato al successo.

Contro Matteo Renzi e la sua politica liberista va impostata una battaglia politica seria e forte. Anche più forte di quella avuta contro Berlusconi. Per evitare la fine di ogni diritto sociale ed il trionfo delle politiche ammazza-welfare.

http://www.ilpost.it/2014/09/19/lavoro-legge-delega-jobs-act-artiolo-18/

Foto, nel lago

28 settembre, 2014

Resia è un lago alpino artificiale

Resia, un lago alpino artificiale

Stato Islamico, tra bombardamenti Usa e rischio attentati

28 settembre, 2014

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Mentre siamo al quarto ostaggio decapitato ed alcune nazioni, tra cui la Francia, sembrano aver sventato futuri attentati di matrice islamica, da qualche giorno gli Stati Uniti, assieme ai loro alleati, stanno bombardando le zone della Siria sotto il controllo dello Stato Islamico:

Nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 settembre gli Stati Uniti e alcuni suoi alleati hanno compiuto i primi attacchi aerei contro lo Stato Islamico (IS) in Siria. Gli obiettivi più colpiti sono state alcune zone di confine tra Iraq e Siria, da diversi mesi sotto il controllo dell’IS, e la città siriana di Raqqa, considerata la capitale del Califfato islamico. È la prima volta dall’inizio della guerra civile siriana che gli Stati Uniti intervengono direttamente in Siria

La coalizione che sostiene gli attacchi è molto ampia. “Più di 40 Stati” annuncia Barack Obama. Tra di essi molte Nazioni del mondo Arabo, tra qui Iraq, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi. Anche l’Italia partecipa naturalmente:

Italia. Ha mandato 2,5 milioni di dollari in armi, tra cui mitragliatrici, granate e un milione di munizioni, oltre che aiuti umanitari. L’Italia non ha in programma di prendere parte agli attacchi aerei, ma ha offerto aiuto nel rifornimento degli aerei.

Ma chi c’è ‘dietro l’ISIS’? Come ha potuto prendere piede in così pochi mesi conquistando territori vasti di ben due Stati, Iraq e Siria?

Molti hanno cominciato a chiedersi anche “chi ci fosse dietro” all’IS, anche in modo un po’ cospirazionista, e quali fossero gli stati che gli hanno garantito appoggio finanziario; qualcuno ha anche sostenuto – in linea con le posizioni del governo iraniano – che dietro all’ascesa dell’IS ci fossero gli Stati Uniti. In realtà molte delle ipotesi circolate non sono state finora verificate da fonti credibili. Quello che si sa è che l’IS è un gruppo che si finanzia per la maggior parte con le risorse che ricava dal territorio che controlla, e in misura minore con donazioni private. A oggi non c’è alcuno stato del Medio Oriente che ne sostenga l’azione, almeno apertamente; e non lo fa nemmeno l’organizzazione terroristica più forte e conosciuta, al Qaida. L’IS ha sviluppato sistemi di finanziamento “autonomi” e innovativi, che gli hanno permesso di imporsi in alcune zone dell’Iraq e della Siria, due stati con dei governi che per diverse ragioni hanno perso il controllo del loro territorio.

C’è infine chi dice che gli attacchi Usa contro l’ISIS non stiano facendo altro che rafforzare ancor di più il potere degli estremisti del Califfato dando loro una impronta mondiale mentre prima erano solamente interessati al loro piccolo territorio tra Siria ed Iraq:

Molti hanno cominciato a chiedersi anche “chi ci fosse dietro” all’IS, anche in modo un po’ cospirazionista, e quali fossero gli stati che gli hanno garantito appoggio finanziario; qualcuno ha anche sostenuto – in linea con le posizioni del governo iraniano – che dietro all’ascesa dell’IS ci fossero gli Stati Uniti. In realtà molte delle ipotesi circolate non sono state finora verificate da fonti credibili. Quello che si sa è che l’IS è un gruppo che si finanzia per la maggior parte con le risorse che ricava dal territorio che controlla, e in misura minore con donazioni private. A oggi non c’è alcuno stato del Medio Oriente che ne sostenga l’azione, almeno apertamente; e non lo fa nemmeno l’organizzazione terroristica più forte e conosciuta, al Qaida. L’IS ha sviluppato sistemi di finanziamento “autonomi” e innovativi, che gli hanno permesso di imporsi in alcune zone dell’Iraq e della Siria, due stati con dei governi che per diverse ragioni hanno perso il controllo del loro territorio.

Qui di seguito i 4 Stati in cui è divisa, al momento, la Siria:

“Nella fotografia scattata alla fine dell’estate 2014 si stagliano quattro Sirie: una Siria sotto l’egemonia del regime della famiglia presidenziale degli Asad; un’altra dominata dai jihadisti dello Stato Islamico (Is); una terza in mano alle opposizioni armate; e una quarta controllata dalle milizie curde.

La Siria degli Asad incarna sempre più la dimensione urbana della Siria che fu: da sud a nord, con la retrovia costiera e montagnosa, le forze lealiste estendono la loro autorità da Dar‘å ad Aleppo, fino a Latakia e Tartus passando per Homs.

La Siria dei jihadisti venuti dall’Iraq e da ogni angolo del pianeta, invitando al jihåd decine di migliaia di siriani disperati, si inerpica lungo l’Eufrate e mette radici nella dimensione desertica della Siria storica.

La Siria ribelle tenta di resistere di fronte all’avanzata dello Stato Islamico e degli Asad ed è ancora espressione, come la Siria curda, della dimensione rurale della Siria moderna.”

Fonti:

http://www.ilpost.it/2014/09/14/minaccia-isis/

http://www.ilpost.it/2014/09/27/coalizione-isis-italia/

http://www.ilpost.it/2014/09/26/chi-finanzia-isis/

http://temi.repubblica.it/limes/le-quattro-sirie/66537?ref=fbpe

Il Corriere dei Gufi e l’ipotesi elezioni anticipate

25 settembre, 2014

"Ego ipertrofico, odore di massoneria, ministri inadeguati, toscanità". Il direttore del Corriere della Sera al veleno http://huff.to/1wLefaY
Il Corriere dei Gufi. Si amici renziani, questi gufi si moltiplicano. I frenatori, quelli che vogliono fermare il cambiamento. Ma non vi preoccupate, anche De Bortoli sarà rottamato, come Montezemolo, Bonanni, Bersani, Letta. È solo questione di tempo. Un Renzi è per sempre.
Nel frattempo qualcuno ipotizza scenari fantasiosi, chissà poi quanto:

Huffington Post.il voto anticipato. E c’è qualcosa di più di una suggestione nella battuta che il Cavaliere ha consegnato ad amici fidati: “Se succede il patatrac, Renzi va al voto senza la sua vecchia guardia di ex Pci. Noi andiamo con una lista Berlusconi e poi… poi governiamo assieme”.

Nella battuta c’è la convinzione che “Matteo” ormai sia alla ricerca di un incidente, proprio sul jobs act, per andare a elezioni anticipate prima di essere imbullonato a palazzo Chigi da una crisi che non aveva previsto. Si spiegherebbe così la sua sfida all’ok Corral con la vecchia guardia e i sindacati sull’articolo 18.

Renzi – dice un azzurro di rango – sta usando il jobs act per far precipitare la situazione verso il voto ed evitare la Troika. Così può dire: io ci ho provato, ma me lo hanno impedito. Datemi il consenso per cambiare l’Italia”.

Riforma del Lavoro, le illusioni di Marta…

23 settembre, 2014

Parole-chiave-della-riforma-del-lavoro

Le illusioni di Marta

“Noi siamo preoccupati non di Margaret Thatcher, siamo preoccupati di Marta, 28 anni, che non ha la possibilità di avere il diritto alla maternità. Lei sta aspettando un bambino ma, a differenza delle sue amiche, che sono dipendenti pubbliche, non ha nessuna garanzia, perché in questi anni si è fatto cittadini di serie A e di serie B“ (Matteo Renzi sul futuro Job Act)

La solita storia che siccome le nuove economie hanno un costo del lavoro bassissimo noi dobbiamo diminuire i diritti per poter rimanere competitivi. In genere la si collega alla teoria che il welfare europeo è oramai insostenibile e quindi va ripensato.

Consentire il demansionamento senza possibilità di ribattere, poter licenziare arbitrariamente e quindi anche chi si oppone ad una determinata linea aziendale, limitare i diritti ai rol, alle ferie, alle malattie. Ecco le novità per rimanere competitivi. Alcuni di questi provvedimenti già sono stati varati negli ultimi anni. Ad esempio ora al terzo evento di malattia nel corso di un anno non si è più coperti da INPS ma viene decurtato il salario oppure per i nuovi assunti vige la metà dei rol (permessi) rispetto agli altri dipendenti, per i primi anni. Piccoli provvedimenti passati sotto silenzio che limano già da ora al ribasso quei diritti che hanno permesso di poter vivere dignitosamente.

E sapete qual è la risposta? Che questi sono privilegi di pochi mentre la povera ‘Marta’ non ha nulla. E quindi invece di dare a Marta ciò che hanno più del 60%dei lavoratori , tolgono a quest’ultimi qualcosa per dare le briciole a Marta.

Ma la cosa più triste è che Marta ci crede davvero. Pensa davvero sia giusto tutto ciò. Che la colpa sia dei privilegiati che hanno una tutela in più e non di chi piano piano sta togliendo tutele a tutti spacciandolo per equità.

È il liberismo, il capitalismo selvaggio, quello che ha creato i grandi imperi economici ma che ha anche distribuito povertà. Gli indicatori parlano chiaro, il divario tra ricchi e poveri si va acuendo da anni, nei paesi occidentali. È da pazzi quindi pensare che riforme al ribasso sui diritti sociali possano produrre una inversione di tendenza.

I governanti lo sanno. I gruppi economici pure. Ma Marta ancora non lo ha capito oppure per interessi politici fa finta di non capire.

#Gruber fuori, arriva #Floris ad #OttoEMezzo

22 settembre, 2014

Gruber

Boom. #Gruber fuori, arriva #Floris dopo il flop di #19e40.

HP Giovanni Floris condurrà “Otto e mezzo” su La7, d’accordo con Lilli Gruber. “A causa del protrarsi dell’assenza di Lilli Gruber – si sottolinea in un comunicato di La7 -, da questa sera lunedì 22 settembre, la conduzione di Otto e Mezzo sarà temporaneamente affidata a Giovanni Floris”.

“Pertanto – prosegue La7- la programmazione della striscia DiciannovEquaranta, è stata momentaneamente sospesa per consentire a Giovanni Floris di condurre Otto e Mezzo. La decisione è stata presa dall’editore Urbano Cairo con il pieno accordo di Lilli Gruber, che tornerà quanto prima alla guida del suo programma”.

Innanzitutto si spera le condizioni di salute di Lilli Gruber non siano serie e che presto possa tornare alla conduzione. Tutta questa faccenda risulta comunque un po’ strana. La ricostruzione della ‘storia’ attraverso il mio facebook:

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Foto, Porta Pia 1870

20 settembre, 2014

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20 settembre 1870, Roma torna all’Italia.

“..Era il venti settembre der mese
suonava le cinque l’orologio francese
e se sentiva da Porta Pia
le cannonate che annaveno via
e se sentiva un bombardamento
che anche ar bon dio metteva spavento

bombardamento a grossa mitraglia
pare un campo de vera battaglia
A San Pietro…

Chi gridava Gesù e la madre pietosa
chi scappava all’Acqua Acetosa
dopo scappato chi ha destra e chi a manca
arzata fu la bandiera bianca
quanno che furno a Santa Agnese
allegri italiani che Roma l’è presa
quanno che entrorno a Porta Pia
li caccialepre scapporno via

A San Pietro e ar Vaticano
mo’ c’è Cadorna che fa er guardiano”
(Settimelli Leoncarlo, Falavolti Laura, Canti satirici anticlericali, Roma, Savelli, 1976)

#Scozia, la notte della scelta definitiva: sarà indipendenza? Vince il NO

18 settembre, 2014

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“Siete d’accordo che la Scozia diventi una nazione indipendente?

Questo il testo del referendum su cui si stanno esprimendo i cittadini scozzesi. Gli aventi diritto al voto sono 4,29 milioni: 600.000 di questi hanno già votato per corrispondenza. L’affluenza è prevista intorno all’80%. Il quotidiano britannico “The Guardian” ha pubblicato un sondaggio in cui il 53% dei votanti direbbe NO alla indipendenza. Secondo un exit poll di Forbes America, a Edimburgo (città cuore del fronte unionista) prevalgono gli indipendentisti: sì 52%, no 48% (fonte Termometro Politico).  Dati contrastanti quindi. La lunga notte che sta per iniziare potrebbe essere una delle più importanti per la storia del Regno Unito e dell’intera Europa.

Qui i link delle ‘dirette’ che alcuni siti italiani dedicano all’evento:

http://www.ilpost.it/2014/09/18/referendum-indipendenza-scozia-liveblog/

http://www.termometropolitico.it/1137017_referendum-scozia-diretta.html

http://www.horsemoonpost.com/2014/09/18/scozia-ultimo-exit-poll-il-no-e-al-53-per-cento-ma-attenzione-alle-risposte-fasulle/

Il No vince con più del 55%, il primo ministro scozzese si dimetterà a novembre.

  • 23.30 #‎Scozia‬, YouGov. 54% No.
  • 23,00 Urne chiuse. Grande attesa a Glasgow, dove i SI saranno la maggioranza.Bx17MPkCMAAgAkw
  • 22.55 Le quote per la vittoria del “no” delle agenzie di scommesse stanno progressivamente scendendo, suggerendo che le probabilità che l’evento si verifichi stanno aumentando, almeno secondo gli analisti che se ne occupano. Anche i mercati vanno in questa direzione, e le quotazioni delle azioni di alcune grosse società scozzesi stanno salendo: Lloyds Banking Group ha guadagnato l’1,35%, Royal Bank of Scotland lo 0,6% e Aberdeen Asset Management l’1,85%. Per lo stesso motivo la sterlina ha stabilito il record per quanto riguarda gli ultimi due anni nel rapporto con l’euro (una sterlina per 1,2678 euro).Il Post
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