Skip to content

Riforme e legge elettorale, rottura totale PD-SEL, caos Senato

29 luglio, 2014

legge1 legge2

Vanno abbassate le soglie al 4 per chi non si coalizza. Alzata al 40 per il ballottaggio. E possibilmente rimesse le preferenze. Non mi sembra chiedere molto

Renzi preferisce fare il patto con 1 condannato per reati fiscali piuttosto che con un chi ha condiviso il percorso elettorale nel 2013. Berlusconi ha i voti, dicono i renziani. Tenetevi quei voti e lasciateci la dignità!

Il PD minaccia SEL di far cadere le giunte comunali se non ritira gli emendamenti? Lo facciano, immagino saranno contenti i cittadini di Milano, Genova, Cagliari etc.. Quando poi Pisapia, Doria e Zedda si ricandideranno contro i candidati PD ci sarà da farsi due risate.

legge3 legge4

 

 

La Libia brucia e non da oggi…

28 luglio, 2014

libia

Mentre Gaza è sotto le bombe ed in Ucraina si combatte, si apre (non da oggi) un altro fronte caldo: la Libia

E’ guerra a Tripoli. Quasi 100 morti e 400 feriti è il nuovo bilancio di due settimane di scontri nella sola capitale, dove le diverse milizie si contendono il controllo dell’aeroporto internazionale, in una prova di forza che non è solo territoriale e che si dimostra sempre più violenta. Anche a Bengasi, in Cirenaica, si contano solo oggi almeno 38 morti in scontri tra forze speciali libiche e gruppi armati islamici.

Da dove viene la crisi, il Post:

 

Secondo i media locali sono tra i più gravi da quando è caduto il regime di Muammar Gheddafi nel 2011. Gli attacchi organizzati dalle diverse milizie hanno causato la chiusura di buona parte degli uffici governativi nel paese e hanno portato a diversi problemi di consegna delle merci, a partire da quelle di carburante.

Milizie
Diverse milizie che controllano alcune parti della Libia sono finanziate, in maniera più o meno diretta, dal governo libico allo scopo di garantire la sicurezza in alcune zone del paese. Le forze governative non hanno infatti la capacità di tenere sotto controllo l’intera regione. Il problema è che le milizie stesse sono difficili da controllare e in molti casi fanno ciò che vogliono nei loro territori di competenza. Capita spesso che si combattano tra loro per conquistare pozzi petroliferi, da usare poi come contropartita con il governo per ottenere altri benefici. Alcuni miliziani hanno anche attaccato uffici pubblici e sedi ministeriali, sempre con l’obiettivo di trarre concessioni e vantaggi di tipo politico ed economico.

Da Gheddafi alle elezioni di maggio 2014

Dopo la caduta di Gheddafi la Libia fu governata dal Consiglio di transizione nazionale, il comitato che raggruppava le opposizioni. Poi ci furono le elezioni parlamentari e il nuovo Parlamento, il 14 novembre 2012, nominò come primo ministro Ali Zeidan. L’instabilità politica ha portato a succedersi tre diversi primi ministri tra marzo e giugno. Il primo a dimettersi è stato lo stesso Ali Zeidan, sfiduciato per come aveva gestito la crisi di una petroliera sequestrata dai ribelli e rientrato in Libia un mese fa dopo un esilio in Germania. Gli è succeduto Abdullah al-Thani, ex ministro della Difesa che ha poi lasciato ad Ahmed Miitig. La sua elezione avvenuta all’inizio di maggio è stata però dichiarata incostituzionale dalla Corte Suprema della Libia a inizio giugno. Al potere è quindi tornato Abdullah al-Thani, con un incarico ad interim.

Khalifa Haftar
Un personaggio da tenere d’occhio per comprendere la situazione in Libia è Khalifa Haftar, ex colonnello dell’esercito libico e a capo di una delle forze paramilitari più potenti. Lo scorso maggio ha organizzato a Bengasi, seconda città del paese per grandezza, una serie di offensive contro estremisti islamici accusati di “destabilizzare la Libia”. Ha poi condotto un attacco armato contro il Parlamento di Tripoli, nel quale sono morte almeno due persone.

 

 

Un articolo apparso un mese fa sulla Stampa, che anticipava la degenerazione della crisi:

Finora, la Libia bruciava dentro. Decine di morti ogni settimana negli scontri per strada, fucilate contro gli avversari, qualche lancio di granate anticarro, e comunque la vita continuava nel suo impossibile equilibrio. Ma ora questo fuoco comincia ad ardere di brutto, e la puzza e il fumo si allargano oltre i confini. Aveva cominciato la «battaglia del petrolio», con pozzi e raffinerie prese d’assalto: da 1 milione 700 mila barili al giorno, la produzione era precipitata a poco più di 130 mila, e quella che appariva una guerra per bande era poi, in realtà, il primo serio segno dell’attacco lanciato all’unità della Libia. Gran parte dei bacini di idrocarburi sono a Est, in Cirenaica; e la Cirenaica si sente derubata dal centralismo di Tripoli. Vuole autonomia, chissà anche indipendenza (ha già nominato un suo primo ministro «locale»), e poi è la regione dove sono acquartierati gli islamisti: Derna ne è la capitale, Bengasi una dépendance, e quella che era una delle primavere arabe si sta contaminando, anch’essa, in una guerra dove logiche tribali e tentazioni fondamentaliste si allargano a coprire il vuoto istituzionale del potere. 

 

Autonomia, dunque, per una «più equa spartizione» dei petrodollari. Però, poi, la Cirenaica confina con l’Egitto, e il suo petrolio libico fa gola al nuovo Faraone del Cairo, al-Sisi; il quale nell’Operazione Dignità che un generale in pensione, Khalifa Haftar, sta conducendo a suon di cannonate contro gli islamisti a Bengasi (ma fino a Tripoli) vede un’ottima occasione per mettere un semaforo egiziano sui pozzi nominalmente libici, oltre che ottenere la pulizia della frontiera da qualsiasi rimasuglio di Fratellanza Musulmana.

Nel ri-disegno di una Mezzaluna che si sfalda dal Maghreb fino al Golfo, la nuova geostrategia regionale intreccia una lotta per l’egemonia che ormai non ha più frontiere. Haftar ha con sé l’Egitto e la Brigata Zintan (che sono 23 milizie dure come la pietra), contro gli stanno gli islamisti di Ansar al-Sharia e la Brigata Misurata (duri anch’essi come pietre, con 200 milizie, 40 mila uomini, e 800 carri armati rubati a Gheddafi).

Potrebbe essere un’altra faccia delle guerre di religione che si combattono nel vicino Oriente, ora che Gheddafi non li tiene più a bada. Ma noi prendiamo dalla Libia il 23% dei nostri idrocarburi, e abbiamo a mal galleggiare in acqua centinaia di migliaia di migranti che partono dalle coste libiche. Se la Libia brucia, rischiamo di ustionarci di brutto.

Serie A : Roma Fiorentina alla prima

28 luglio, 2014

image

28 luglio 1914, la Prima Guerra Mondiale

28 luglio, 2014

un giorno nella storia IGM

Il 28 luglio 1914, esattamente 100 anni fa, aveva inizio il conflitto mondiale che avrebbe, in breve tempo, cambiato il volto dell’Europa , posto le basi per la nascita di fascismo, nazismo e di tutto quello che negli anni successivi sarebbe sfociato nella seconda guerra mondiale. La scintilla che fece esplodere il conflitto fu scatenata esattamente un mese prima. Il 28 giugno l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, veniva ucciso in un attentato ad opera di un nazionalista diciannovenne serbo, Gavrilo Princip.

Testata-La-Stampa-29-giugno-1914

paradossalmente, l’arciduca era forse l’unico austriaco autorevole che fosse comprensivo verso i nazionalisti serbi, perché sognava un impero unito da un legame federativo

Le cause scatenanti

Naturalmente l’uccisione dell’erede al trono austriaco fu solo un pretesto per l’inizio della guerra. Le cause erano ben altre. Il potenziamento militare della Germania, le ambizioni smisurate del Kaiser tedesco Guglielmo II, il nuovo interventismo britannico, le tensioni all’interno dell’impero austro-ungarico, le paure francesi, la debolezza dell’impero ottomano.

Nei primi anni del 20° sec. andarono delineandosi due blocchi contrapposti: Francia e Gran Bretagna, da una parte, saldarono la loro alleanza nell’Intesa cordiale (1904) e portarono nel loro campo, progressivamente, Russia, Giappone e Italia; dall’altra, gli ‘imperi centrali’, Austria-Ungheria e Germania, legarono a loro l’Impero ottomano. Negli stessi anni le crisi internazionali si fecero ricorrenti, in particolare a seguito dell’annessione della Bosnia-Erzegovina da parte dell’Austria-Ungheria (1908), che alimentò gli scontri nei Balcani, principale focolaio di tensioni insieme con la competizione franco-tedesca, accesa dalla sconfitta francese di Sedan del 1870. La questione di Alsazia e Lorena, la rivalità navale anglo-tedesca, l’indebolimento dell’Impero ottomano dopo le guerre balcaniche e il problema degli stretti, gli irredentismi balcanici, la crisi dell’Impero austro-ungarico e le aspirazioni italiane erano tutti fattori che minacciavano la pace europea.

La guerra

Il 28 luglio ebbe inizio il conflitto, durò quattro anni:

Il conflitto ebbe inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico al Regno di Serbia in seguito all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, avvenuto il 28 giugno 1914 a Sarajevo, e si concluse oltre quattro anni dopo, l’11 novembre 1918. A causa del gioco di alleanze formatesi negli ultimi decenni dell’Ottocento, la guerra vide schierarsi le maggiori potenze mondiali, e rispettive colonie, in due blocchi contrapposti: da una parte gli Imperi centrali (Germania, Austria-Ungheria, Impero ottomano) e la Bulgaria (questa dal 1915) e dall’altra le potenze Alleate rappresentate principalmente da Francia, Regno Unito, Impero russo e Italia (questa dal 1915). Oltre 70 milioni di uomini furono mobilitati in tutto il mondo (60 milioni solo in Europa) di cui oltre 9 milioni caddero sui campi di battaglia; si dovettero registrare anche circa 7 milioni di vittime civili, non solo per i diretti effetti delle operazioni di guerra ma anche per le conseguenti carestie ed epidemie[2].

Le prime operazioni militari del conflitto videro la fulminea avanzata dell’esercito tedesco in Belgio, Lussemburgo e nel nord della Francia, azione fermata però dagli anglo-francesi nel corso della prima battaglia della Marna nel settembre 1914; il contemporaneo attacco dei russi da est infranse le speranze della Germania di una guerra breve e vittoriosa, e il conflitto degenerò in una logorante guerra di trincea che si replicò su tutti i fronti e perdurò fino al termine delle ostilità. Man mano che procedeva, la guerra raggiunse una scala mondiale con la partecipazione di molte altre nazioni, come il Regno di Romania e il Regno di Grecia. Determinante per l’esito finale fu nel 1917 l’ingresso degli Stati Uniti d’America a fianco degli Alleati. Diverse altre nazioni si schierarono contro gli Imperi centrali, spesso non entrando nel conflitto armato, ma dispensando importanti aiuti economici.

La guerra si concluse definitivamente l’11 novembre 1918 quando la Germania, ultimo degli Imperi centrali a deporre le armi, firmò l’armistizio imposto dagli Alleati. I maggiori imperi esistenti al mondo – tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo – si estinsero, generando diversi stati nazionali che ridisegnarono completamente la geografia politica dell’Europa.

 Aerei, carriarmati, bombe chimiche. Nuove Armi di distruzione di massa.

Il primo conflitto ‘tecnologico’, la rivoluzione industriale aveva prodotto i suoi frutti. Nuovi armamenti in grado di uccidere molti più uomini rispetto al passato:

Si presume che tra il 1914 e il 1918 vennero chiamati alle armi circa 70 milioni di soldati, di cui 60 solo in Europa. A ciò va aggiunto come la medicina, sia per quanto riguarda le malattie che le ferite, non aveva fatto molti progressi rispetto al secolo precedente: gli antibiotici non erano stati ancora inventati e la mancanza di igiene e ambienti sterili non faceva che aumentare la mortalità.
Ma in realtà, il motivo principale del grande numero di decessi della Grande Guerra fu l’introduzione di nuove armi che, in alcuni casi, possono tranquillamente essere definite come armi di distruzione di massa.

Comparvero così aerei in grado di bombardare le linee nemiche e le città, carri armati capaci di superare barriere fino a quel momento insuperabili, bombe a mano dall’effetto dirompente se gettate in una trincea o in una cavità fino ad arrivare ai terribili lanciafiamme e alle bombe chimiche.
Parallelamente, il potenziale distruttivo e l’efficacia di queste armi aumentarono per la scarsa attenzione, da parte di quasi tutti gli eserciti, nel creare delle “difese” adatte a queste novità e nel cambiare le tattiche militari, ormai obsolete e legate più alle guerre dell’Ottocento.

Le vittime della guerra

Attorno ai 20 milioni di morti, tra combattenti e civili. Più di 60 milioni se si contano anche le epidemie, in primis la Spagnola, favorite dagli eventi bellici. Qualche cifra, nella Grande Guerra morirono il 9% dei rumeni, il 13% dei Turchi, il 21% dei Serbi:

vittime

le cifre più accettate parlano di un totale, tra militari e civili, compreso tra 15 milioni e più di 17 milioni di morti, con le stime più alte che arrivano fino a 65 milioni di morti includendo nel computo anche le vittime mondiali della influenza spagnola del 1918-1919[1]. Il totale delle perdite causate dal conflitto si può stimare a più di 37 milioni, contando più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati, sia militari che civili, cifra che fa della “Grande Guerra” uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana.

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Conteggio_delle_vittime_della_prima_guerra_mondiale

http://www.treccani.it/enciclopedia/prima-guerra-mondiale/

http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale

27-28 luglio 1993: gli attentati mafiosi di Milano e Roma

27 luglio, 2014

Originally posted on C A N D I D O:

Nella notte tra il 27 e 28 luglio 1993, gli attentati a Milano, in via Palestro ed a Roma, a S.Giovanni e S.Giorgio al Velabro.

Ricordo benissimo quegli eventi. Quindicenne, passai tutta la notte davanti alla tv per avere notizie su un momento tanto tragico quanto imprevedibile, anche per via delle stragi di Capaci, di Palermo e di Via dei Georgofili avvenute pochi mesi prima.

A Milano morirono cinque persone. Tra le 23 del 27 e la mezzanotte del 28 luglio, l’Italia ripiombò nel caos. La Mafia continuava la strategia della tensione e dell’attacco allo Stato.

Per un approfondimento vi rimando al numero della rubrica Gli anni neri della Repubblica, dedicato alle stragi del 1993. Un estratto:

27 luglio 1993, Milano si sta spopolando. Di macchine ne passano poche. Chi resta in città si gode un pò di fresco nei luoghi di cinema, in quelli di musica…

View original 324 altre parole

Foto, selfie vulcanico

27 luglio, 2014

vulcano

Selfie Vulcanico
Fotografia di Andrew Hara , National Geographic Your Shot

la lava illumina di un lucore rosso-caldo, il vulcano Kilauea Halemaumau Crater nell’Hawaii Volcanoes National Park.

La pagina facebook di Morandi

26 luglio, 2014

morandi

Curiosità di oggi. Da oltre un anno e mezzo è attiva su Facebook la pagina di Gianni Morandi. E’ gestita direttamente dal cantante, assieme alla compagna Anna. Una pagina ricca di normalità. Foto tratte dai concerti tenuti nelle varie città, scatti da semplice turista ma sopratutto commenti da ‘uomo qualunque’, come questo: Oggi ho un po’ di cose da fare in città. Pausa in un bar di periferia per bere una spremuta d’arancia, al fresco. Ciao!

Non selfie ma autoscatti, i suoi.

autoscatto

Non mancano i classici problemi con i figli adolescenti

Vado a fare un giro in bicicletta, anche se fa caldo oggi preferisco pedalare anziche’ correre. Nel pomeriggio arriverà Pietro, dopo tre settimane di studio in Inghilterra. Poi vedremo se possiamo andare qualche giorno al mare, prima di decidere bisognerà che anche lui dica la sua… ha già 17 anni e magari comincerà a brontolare, non vorrà fare le vacanze con i genitori, parlerà di libertà, chiederà di stare con i suoi amici, ecc. ecc….

E’ divertente vedere come un uomo di più di 70 anni si racconti con semplicità ai suoi fan, non mancando di rispondere ai commenti dei suoi lettori! Bravo Gianni. Umiltà e simpatia prima di tutto.

 

 

Murdoch crea Sky Europa per acquistare Time Warner

26 luglio, 2014

SKY_1942548c

Murdoch ‘vende’ Sky Italia (e Sky Germania) da una sua azienda (FOX) ad un’altra (bSKYb) per avere la liquidità necessaria a provare l’acquisto di Time Warner (ovvero i proprietari di CNN):

Il gruppo britannico BSkyB ha annunciato oggi di aver raggiunto un accordo con la 21st Century Fox, società di Rupert Murdoch, per acquistare le azioni di Sky Italia e Sky Deutschland. BSkyB pagherà 2,45 miliardi di sterline (3 miliardi di euro) per il 100% del bouquet italiano e 2,9 miliardi di sterline (3,7 miliardi) per una quota del 57,4% del gruppo tedesco. Oltre ai 6,7 miliardi di euro totali BSkyB promuoverà anche un’offerta per gli azionisti di minoranza di Sky Deutschland, che, se accolta, porterebbe il totale della transazione di quasi 7 miliardi di sterline (8,85 miliardi di euro).

Si tratta di un derby in casa Murdoch (fa capo a Rupert e famiglia il 39% della pay tv inglese e allo stesso modo è di Murdoch la la 21st Century Fox) capace di rivoluzionare il mondo della televisione a pagamento dell’Unione.
….
Terminata la cessione è stato calcolato che Fox potrà aggiungere non meno di 8 miliardi di euro al tesoretto che ha messo in campo che non è risultato sufficiente a convincere Time Warner a uno storico matrimonio.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-07-25/bskyb-compra-fox-100percento-sky-italia-vale-3-mld-083938.shtml

Photo

usa gli occhi..

Se Telecomando

La tv fatta a pezzi

kalosf

...un tentativo di vedere il mondo attraverso la luce...

Beni Culturali 3.0

Promuovere Tutelare Valorizzare

Viaggiando con Bea

A fine WordPress.com site

my "bad" brain

fa la cosa sbagliata..

ludmill@nte

" Per sentire e sognare in pace, bisogna spegner la luce della ragione... almeno per un po'. "

Il Blog delle Ragazze

Chiacchiere in finestra: il cortile sul mondo

Giuseppe Morelli

Compagni, parliamo dei rapporti di produzione!

Pasquale Videtta

"Gli uomini sono angeli con un'ala soltanto: possono volare solo restando abbracciati"

Dalla parte di Alice

Alice si mise a ridere. “Non serve a nulla provare”, disse: “Non si può credere alle cose impossibili”.

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

coffeeiscomingout

pensieri senza nesso tra loro

aMe's world

Welcome to aMe's world. I'll show you my illusion.

giovanni leone

blog ufficiale

elidixit

di Elisa Pilati

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 355 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: