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Kenya sull’orlo della guerra civile

3 gennaio, 2008

Il Kenya è sull’orlo di una guerra civile. Le recenti elezioni, che avrebbero dovuto vedere la vittoria della opposizione di sinistra di Raila Odiga, si sono concluse con il trionfo del Presidente in carica Kibaki. Dobbiamo specificare che nel paese, come in molte nazioni africane, la popolazione è divisa in tribu, in Kenya ve ne sono una quarantina ed i due principali sfidanti appartengono a due tribu diverse, il presidente uscente è un kikuyu, Odiga invece è un Luo.

Gli sconfitti alle elezioni hanno iniziato delle proteste che han prodotto un bilancio agghiacciante, centinaia di morti divisi tra le varie fazioni in lotta, c’è chi parla di genocidio in atto. Se ricordate cosa accadde in Rwanda, dove Hutu e Tutzi si sterminarono a vicenda, potrete capire quale rischio corre il Kenya al momento. La Comunità internazionale si dice preoccupata, vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, per ora i risultati della protesta sono i seguenti:(tratti da www.repubblica.it)

Una notizia flash data con una scritta in sovrimpressione dalla Tv di stato durante la ripresa della cerimonia di giuramento, parla di 10 persone uccise a Kisii, due a Kakamega sempre nell’ovest, ed un morto a Kisumu del Paese, senza aggiungere altro.
Kenya sull’orlo del caos . Sale a 124 il bilancio dei morti
 Scontri tribali. Secondo alcune fonti religiose, sarebbero ormai centinaia i kikuyo che hanno cercato rifugio nelle chiese nella città keniana occidentale di Eldoret, dove molte case sono state date alle fiamme e è pericoloso muoversi. Quella kikuyo è la principale etnia del Paese, e dall’indipendenza (1963) ha avuto sempre nelle sue mani quasi tutto il potere. Tendenza accentuatasi nei cinque anni di presidenza di Mwai Kibaki, anch’esso di etnia kikuyo. Il leader dell’opposizione, Raila Odinga, è invece un luo, la terza etnia del Paese, molto potente economicamente e culturalmente. Questa si potrebbe rivelare la vera chiave di lettura della gran parte delle uccisioni di questi giorni: scontri etnici che evocano gli spettri non lontani del Ruanda.

Oltre 250 vittime. Salgono a oltre 250 i morti nei violenti incidenti dopo le elezioni. Settantamila sarebbero gli sfollati. “Sono state votazioni poco chiare – denuncia l’Unione europea – sotto gli standard internazionali di democrazia”. Chiede un’indagine indipendente la Ue, “e che siano resi pubblici tutti i risultati dei seggi”.

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