Tibet, Cina, Usa: risiko
Tempo fa, discutendo con degli amici, si parlava del “fenomeno cinese”. Il Grande Impero in continua crescita con 1 miliardo di lavoratori senza diritti, vessati e condannati a produrre il massimo con stipendi da fame. Il sogno segreto di ogni “capitalista”. Negli ultimi anni i Cinesi da esportatori di Petrolio sono diventati grandi importatori, ed i patti con Angola e Sudan lo dimostrano, il costo del petrolio cresce anche per “colpa” del fabbisogno energetico cinese. I tecnici cinesi, formati grazie alle multinazionali ospitate negli anni passati, ora hanno grandi conoscenze che possono essere rivendute. Ed infatti il governo cinese sta varando leggi che scoraggiano l’arrivo di multinazionali straniere mentre sono gli stessi cinesi a costituire grandi multinazionali ed a conquistare quote di mercato in vari settori. Tutto questo grazie sempre alla mancanza di diritto dei lavoratori, sfruttati in modo vergognoso.
In un clima di questo tipo, si pensava tra amici, ai tempi della guerra fredda, gli Stati Uniti avrebbero cercato di destabilizzare la Cina per “frenare” questa apparente inarrestabile crescita, creare problemi interni, rivolte, proteste, in modo da complicare la vita alla potenza asiatica.
Le insurrezioni tibetane e tutto quel che sta accadendo in questi giorni in Tibet avvalorerebbe quella tesi ma ci sono pareri discordanti, soprattutto perche sembra che gli USA non possano proprio permettersi di “creare problemi” alla Cina, in quanto, perdonate l’eufemismo, la Cina potrebbe tranquillamente “tenere per le palle” gli Stati Uniti stessi. Leggendo alcuni articoli pervenuti grazie ad una amica si comprende quanto sia fragile l’economia americana. Riporto da questi articoli:
Banche cinesi sempre più in crescita conquistando quote di mercato internazionali mentre gli altri istituti affrontano la crisi dei mutui.
A differenza di tutte le banche mondiali che risentono della crisi dei mutui, le banche dagli occhi a mandorla conquistano fette di mercato e crescono sempre più.
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China Development Bank investe 2,2 miliardi nella Barclays. Industrial and Commercial Bank of China (Icbc) acquisisce il 20 per cento della Standard Bank del Sud Africa (5,46 miliardi) e aprirà una filiale negli Usa come primo passo di una strategia di espansione anche in Russia, Indonesia e Medio Oriente. Bear Stearns e Citic Securities varano uno scambio di partecipazioni azionarie (1 miliardo). Minsheng Bank – una delle più grosse banche non statali – acquisterà il 20 per cento della Ucbh, capogruppo della banca Usa United Commercial Bank, specializzata nel servizio alla comunità cinese negli Stati Uniti e alle imprese americane che investono in Cina. Si tratta della prima acquisizione di una banca americana da parte di una cinese. Da ultimo, Ping An Insurance acquisisce il 4,2 per cento di Fortis.
Sembra solo l’inizio della partita: la loro crescente capitalizzazione, mentre quella delle banche occidentali soffre la crisi subprime, e l’ampia disponibilità di riserve ufficiali suggerisce che le banche cinesi guarderanno ancora con attenzione a M&A all’estero.
ed anche:
I cinesi possiedono la maggior quantià di denaro al mondo. Gli USA sono il più grande debitore al mondo. Quali possibili conseguenze?.
Gli USA sono il più grande debitore al mondo
30 e 80 milioni di dollari. Due grandi cifre, e la fine del mondo come lo abbiamo conosciuto. Il primo numero è il tasso a cui la Cina sta accrescendo le sue riserve con valuta straniera- dollari in gran parte- ogni ora! Il secondo è il tasso a cui il capitale dell’America- come riportato dagli attuali resoconti,– viene svuotato, sempre ogni ora.
Nei primi di Novembre, il bacino di riserve della Cina ha superato il segno dei mille miliardi di dollari, rendendola di fatto il più grande lago di moneta del mondo. Anche gli Stati Uniti hanno una collana di grandi laghi. Ma essi sono di un tipo differente: vasti cavi di debito che diventano ogni giorno più grandi. Solo il costo della guerra in Iraq è di 8 milioni di dollari ogni ora.
Un altro dato di confronto: il terzo quarto del 2006 ha mostrato che il PIL della Cina continua a crescere a più del 10% per anno. Lo stesso quarto negli Stati Uniti ha rivelato un’economia lenta- con un a crescita di solo l’1,6% annuo.
The Economist descrive il crescente accumulo della Cina: dalla fine di ottobre, lo scambio di valuta straniera della Cina è vicino alla vetta di 1 trilione di dollari, il doppio del livello di due anni fa e più del quinto delle riserve globali. Questa ragguardevole somma sarebbe sufficiente a comprare tutto l’oro stipato nelle volte delle banche centrali o quasi tutte le proprietà residenziali di Londra…
“Bene, non è niente di speciale”, potrebbero dire gli economisti americani. Gli stranieri sanno che l’America ha l’economia più dinamica e di maggiore successo di tutto il dannato mondo. È vero, noi consumiamo più di quanto produciamo. Ma alla fine il denaro torna a noi. E ciò dimostra che grande economia abbiamo. Gli stranieri ne vogliono un pezzo. E giorno dopo giorno, a un tasso di 80 milioni di dollari all’ora, gli stranieri se ne prendono un pezzo in più. E adesso la Cina, se lo vuole, potrebbe commerciare i suoi pezzi di carta americana con pezzi di terra della dimensione del Louisiana Purchase. O potrebbe comprare azioni o bond del Tesoro. La capitalizzazione complessiva delle 30 azioni del Dow è di circa 3 mila miliardi di dollari. Così, potrebbe comprarsi un terzo del Dow, o avere interessi di controllo in ognuna di esse.
Non sarebbe carino! Eventualmente, noi tutti saremo in grado di lavorare in una azienda di proprietà cinese o di vendere i nostri organi a dottori cinesi. Che grande economia.
http://www.americanfreepress.net/htm…st_money_.html





































































