Senato: i partiti “danno” i numeri sui seggi
I PARTITI “danno” i Numeri…
(…..secondo il sito Affari Italiani)
Ecco quelli del PD (157 pari o, al massimo, 8 senatori in piu per il PDL)
Secondo quanto Affari ha appreso direttamente dai massimi vertici del Pd, ci sono quattro regioni in bilico nelle quali si giocherà la partita elettorale. Sono Lazio, Liguria, Abruzzo e Calabria. In Campania, invece, fanno sapere dal loft, i sondaggi non lasciano molte speranze e la vittoria del Popolo della Libertà sembra sicura. Così come nel resto del Nord (Piemonte compreso), in Sicilia, Puglia e Sardegna. I Democratici sono certi di conquistare il premio di maggioranza nelle storiche zone rosse (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria) e anche in Basilicata.
Tutto dipende quindi dalle regioni considerate ancora incerte. Nel caso in cui Veltroni dovesse vincere in tutte quattro, il risultato sarebbe un clamoroso pareggio a Palazzo Madama. Si potrebbe addirittura arrivare a 157 senatori per entrambi i poli. Ingovernabilità sicura. L’ipotesi intermedia prevede la sconfitta del Partito Democratico in due delle regioni in bilico, con la conseguenza di un margine a favore di Berlusconi di 3-4 seggi. Comunque non sufficiente – spiegano nel quartier generale del Pd – per governare, considerando anche la posizione della maggioranza dei senatori a vita.
Al contrario, nel caso in cui l’ex sindaco di Roma dovesse perdere tanto nel Lazio quanto in Liguria, Abruzzo e Calabria – stando ai calcoli effettuati dai Democratici – il vantaggio a favore del Centrodestra si attesterebbe tra 6 e 8 senatori. Margine certamente risicato ma comunque in grado di far sopravvivere l’esecutivo. Nel quale, però, non solo la Lega Nord ma addirittura l’Mpa di Lombardo (che in Sicilia prenderà probabilmente due o tre seggi) sarebbe determinante.
Secondo Berlusconi invece finirà 168 a 147 per il PDL
E Affari è in grado di rivelare i calcoli in mano al leader del Centrodestra. Nonostante qualche dubbio in due o tre regioni, il quadro che emerge è dettagliato e preciso. In base ai numeri di Berlusconi, la coalizione Popolo della Libertà-Lega-Mpa avrà 168 senatori, lo schieramente Pd-Italia dei Valori 123, la Sinistra Arcobaleno 18 e l’Udc 6. Il vantaggio del polo che candida il Cavaliere alla presidenza del Consiglio rispetto alla somma delle opposizioni a Palazzo Madama è quindi di 21 seggi (168 a 147).
Ma secondo Crespi Silvio ha 175 seggi in mano.
Crespi afferma: “In basa a una serie di conteggi complessi, il vantaggio di Berlusconi al momento è di 30-35 senatori. Ovvero circa 175 seggi per Pdl-Lega-Mpa e 140 per la somma delle opposizioni (moltissimo Partito Democratico, qualcosina Udc e un po’ di Sinistra Arcobaleno)”. Per quanto riguarda la coalizione guidata da Fausto Bertinotti – sottolinea Crespi – “protrebbe superare lo sbarramento dell’8% previsto a Senato in Toscana ed Emilia Romagna”.





































































