Milano 2015: Expo!
Auguri a Milano, auguri all’Italia!
Con 86 voti contro i 65 ottenuti da Smirne, l’Italia si aggiudica l’esposizione universale
Letizia Moratti: “Sono contenta per la città, ma anche per tutto il mondo”
L’Expo del 2015 si farà a Milano
Napolitano: “Orgoglio per l’Italia”
Prodi: “Successo del governo”. Berlusconi: “Non è merito suo”
Replica il premier: “Si vergogni di rovinare un bel momento”
Letizia Morattie Roberto Formigoni
PARIGI – L’urlo, l’applauso, gli abbracci. Così la delegazione italiana ha accolto la notizia della vittoria di Milano per l’Expo 2015, come deciso dal Bureau des Expositions riunito oggi al Palais de Congrès di Parigi. L’Italia ha battuto la Turchia e la sua candidata Smirne per 86 voti a 65. Gelata la delegazione turca (tra gli altri, il presidente della Repubblica Abdullah Gul e il ministro degli Esteri Ali Babacan). Anche perché poco prima, a Smirne e nel paese, erano partiti i festeggiamenti per la notizia, non confermata, che la vittoria era andata alla città turca. “Un po’ di paura l’abbiamo avuta”, ha detto Romano Prodi, che con il sindaco di Milano Letizia Moratti, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema e il ministro del Commercio estero Emma Bonino ha partecipato alla “finale” parigina. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha telefonato a Prodi e Moratti. E una nota del Quirinale parla di un “motivo di orgoglio per l’Italia intera”.
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La battaglia diplomatica. La maratona diplomatica italiana è andata avanti fino a poco prima del voto. D’Alema, Bonino e Moratti sono stati impegnati in una serie di colloqui bilaterali con l’obiettivo di spezzare il “fronte asiatico” su cui contava la città turca. Il ministro degli Esteri ha incontrato, fra gli altri, le delegazioni giapponese, nordcoreana e delle isole Fiji. Ruolo importante anche per le delegazioni africane, vera posta in palio insieme a buona parte delle rappresentanze europee.
Il timore di colpi di coda. Smirne e Milano si contendevano un evento che vale più di 4 miliardi di euro di investimenti e 70 mila posti di lavoro. A poche ore dal voto il clima era “molto positivo”, aveva detto la delegazione italiana, impegnata in un capillare lavoro di consolidamento per evitare colpi di coda che Smirne avrebbe potuto tentare, cercando di compattare il mondo musulmano (operazione fallita durante l’assemblea dell’Organizzazione della conferenza islamica a metà marzo) o di conquistare gli indecisi.
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tratto da qui





































































