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Archivio per 4 Aprile 2008

Siete di Roma o Vicenza, votateli!

Pubblicato da candidonews su 4 Aprile, 2008

Le elezioni si avvicinano e voglio ribadire il sostegno ad alcuni giovani amici, votateli, sono una speranza per il futuro di questo paese!

Stefano Mentana candidato alle elezioni Municipali, ex circoscrizionali, nel IX  e XVII Municipio, per la lista Under 30 per Rutelli.

Questo ragazzo, iscritto ai DS prima ed al Partito Democratico oggi, ha anche un Blog che potete visitare e dove sta tenendo una sorta di diario Elettorale.

Il Blog è il seguente: http://stefanomentana.ilcannocchiale.it/

Leggiamo un brano tratto dal suo “diario”:

Più il tempo va avanti, più la campagna si fa intensa, ma la cosa non solo è divertente, ma è anche un’esperienza che mi permette di incontrare persone di ogni tipo, cosa che non può che arricchire il nostro bagaglio culturale e politico.
Senza stare a fare il diario dettagliato dei giorni trascorsi, pensiamo piuttosto a quello che ci aspetta adesso: ormai stiamo entrando nell’ultima settimana di elezioni, quella cruciale, quella in cui può letteralmente succedere di tutto. In questa settimana tutti, sia gli Under 30, sia il PD, dovranno essere presenti il più possibile sul territorio e tutti i candidati e militanti dovranno dare letteralmente anima e corpo alla nostra causa: io ovviamente, nella doppia veste di Under 30 e Piddino, farò del mio meglio per raggiungere il nostro traguardo.
Invito tutti coloro che credono nel PD in primis, ed anche tutti coloro che credono nella lista Under 30, ad impegnarsi il più possibile sul territorio, su internet, ed in ogni luogo reale e virtuale nel quale possiamo diffondere le nostre motivazioni, perchè è ora più che mai che ci giochiamo tutto: sono tanti gli indecisi, e tra questi sono tanti quelli che prendono in considerazione di votare PD (stesso discorso per l’Under 30, ovviamente), perciò non possiamo lasciarci andare questa occasione!
Forza ragazzi, oggi più che mai, impegnamoci, impegnamoci, impegnamoci, e non dimentichiamoci che si può fare!”

Da Roma ci spostiamo a Vicenza dove Enrico Peroni è candidato al Consiglio Comunale  nelle liste del Partito Democratico.

Anche Enrico ha un sito: http://www.enricoperoni.it/ dove potrete trovare alcune utili informazioni sulla sua campagna elettorale, sulle sue idee ed il suo programma.

Dal sito leggiamo alcune proposte:

Ciao!!

 

Parto da un presupposto. La nostra città può diventare più viva, più europea, più pulita, più

rispettosa dei diritti di tutti. In sostanza Vicenza può cambiare.

Basta crederci.

 

Ti scrivo perché ci credo. Mi chiamo Enrico Peroni, ho 20 anni, sono uno studente

universitario candidato con il Partito Democratico per le elezioni del Consiglio Comunale del

13 e 14 Aprile.

 

Perché ci credo? Mi capita spesso, di sera, di camminare in Corso Palladio. Su uno dei

marciapiedi, in una delle piastrelle, c’è un piccolo incavo, fatto a forma di farfalla. Credo che

noi, giovani che vivono Vicenza, siamo come quella farfalla, energia imprigionata in attesa di

essere liberata. Sogno che quella farfalla voli, sono convinto che la nostra generazione possa

volare.

 

Per questo una città che guarda al proprio domani, al proprio futuro, dovrebbe impegnarsi

a metterci le ali. Questo significa, concretamente, rilanciare e proporre servizi che permettano

l’aggregazione, l’espressione di talenti, la condivisione della cultura, il divertimento. Un

centro civico giovanile, il ritorno e l’incentivo delle feste nei quartieri, la promozione della

cultura con eventi degni di una media città, politiche per la casa che favoriscano un

abbassamento dei prezzi degli affitti, la costruzione di una rete di piste ciclabili, un sostegno

alle attività imprenditoriali e associative nell’ambito del divertimento e dello svago: sono

alcune delle mie proposte per rendere Vicenza una città più Viva.

 

Per continuare a crederci ho bisogno anche del tuo voto perché se uno sogna da solo, è solo

un sogno. Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova stagione.

 

 

 

 

 

 

Ed infine conosciamo assieme Giovanni Diamanti, giovane candidato al comune di Vicenza nella lista civica Variati Sindaco.

Ecco il suo blog: http://giovannidiamanti.blogspot.com/

Ed ecco alcune sue idee:

Mi candido perché sono giovane, e una città che non investe sui giovani è una città senza futuro. Mi candido perché mi piace lavorare per gli altri, perché non amo la politica della protesta quanto quella della proposta. Mi candido perché voglio una città di tutti, senza barriere, senza limiti, senza violenza e senza smog. Mi candido perché voglio vedere partecipazione nella vita politica vicentina, perché voglio che anche i senza voce abbiano una rappresentanza, perché voglio che anche i giovani possano decidere del proprio futuro. Mi candido perché Achille è una brava persona e perché ha un progetto per cambiare la città. Mi candido perché c’è qualcosa che non va, e tutti insieme dobbiamo far ripartire Vicenza.

Mi candido perché so ancora sognare.

 

 

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1968, Martin Luther King

Pubblicato da candidonews su 4 Aprile, 2008

 

Oggi è il quarantesimo anniversario della uccisione di Martin Luther King, uomo politico americano di colore, attivista per i diritti civili barbaramente assassinato il 4 aprile 1968.

Lui ha detto:

« I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal” »

Di lui hanno detto:

 “He may be a real contender for this position should he abandon his supposed obediance to white liberal doctrine of non-violence and embrace black nationalism Through counter-intelligence it should be possible to pinpoint potential troublemakers and neutralize them, neutralize them, neutralize them” (Edgar Hoover, direttore dell’FBI, in un dossier segreto)

A seguire una breve biografia di uno dei piu importanti uomini del secolo scorso, anche grazie a lui molti oggi possono dirsi “liberi”. tratto da Biografieonline.it

Meno di quaranta anni fa, in America, c’erano fontanelle pubbliche separate per bianchi e neri. A teatro, le balconate erano altrettanto separate e così i posti negli autobus pubblici. La lotta per cambiare queste condizioni e guadagnare la parità dei diritti di fronte alla legge per i cittadini di qualsiasi razza è stata la scelta di fondo della breve vita di Martin Luther King.

Pacifista convinto e grande uomo del Novecento, Martin Luther King Jr. nasce il 15 gennaio 1929 ad Atlanta (Georgia), nel Profondo sud degli States. Suo padre era un predicatore della chiesa battista e sua madre una maestra. I King inizialmente vivono nella Auburn Avenue, soprannominata il Paradiso Nero, dove risiedono i borghesi del ghetto, gli “eletti della razza inferiore”, per dirla con un’espressione paradossale in voga al tempo. Nel 1948 Martin si trasferisce a Chester (Pennsylvania) dove studia teologia e vince una borsa di studio che gli consente di conseguire il dottorato di filosofia a Boston.

Qui conosce Coretta Scott, che sposa nel ‘53. A partire da quell’anno, é pastore della Chiesa battista a Montgomery (Alabama). Nel periodo ‘55-’60, invece, è l’ ispiratore e l’ organizzatore delle iniziative per il diritto di voto ai neri e per la parità nei diritti civili e sociali, oltre che per l’abolizione, su un piano più generale, delle forme legali di discriminazione ancora attive negli Stati Uniti.

Nel 1957 fonda la “Southern Christian Leadership Conference” (Sclc), un movimento che si batte per i diritti di tutte le minoranze e che si fonda su ferrei precetti legati alla non-violenza di stampo gandhiano, suggerendo la nozione di resistenza passiva. Per citare una frase di un suo discorso: “…siamo stanchi di essere segregati e umiliati. Non abbiamo altra scelta che la protesta. Il nostro metodo sarà quello della persuasione, non della coercizione… Se protesterete con coraggio, ma anche con dignità e con amore cristiano, nel futuro gli storici dovranno dire: laggiù viveva un grande popolo, un popolo nero, che iniettò nuovo significato e dignità nelle vene della civiltà.”. Il culmine del movimento si ha il 28 agosto 1963 durante la marcia su Washington quando King pronunci a il suo discorso più famoso “I have a dream….” (“Ho un sogno”). Nel 1964 riceve ad Oslo il premio Nobel per la pace.

Durante gli anni della lotta, King viene più volte arrestato e molte manifestazioni da lui organizzate finiscono con violenze e arresti di massa; egli continua a predicare la non violenza pur subendo minacce e attentati.
“Noi sfidiamo la vostra capacità di farci soffrire con la nostra capacità di sopportare le sofferenze.metteteci in prigione, e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli, e noi vi ameremo ancora Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nell’ ora di mezzanotte, batteteci e lasciateci mezzi morti, e noi vi ameremo ancora. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Ma siate sicuri che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello alla vostra coscienza e al vostro cuore che alla fine conquisteremo anche voi, e la nostra vittoria sarà piena.

Nel 1966 si trasferisce a Chicago e modifica parte della sua impostazione politica: si dichiara contrario alla guerra del Vietnam e si astiene dal condannare le violenze delle organizzazioni estremiste, denunciando le condizioni di miseria e degrado dei ghetti delle metropoli, entrando così direttamente in conflitto con la Casa Bianca.

Nel mese di aprile dell’anno 1968 Luther King si recò a Memphis per partecipare ad una marcia a favore degli spazzini della città (bianchi e neri), che erano in sciopero. Mentre, sulla veranda dell’albergo, s’intratteneva a parlare con i suoi collaboratori, dalla casa di fronte vennero sparati alcuni colpi di fucile: King cadde riverso sulla ringhiera, pochi minuti dopo era morto. Approfittando dei momenti di panico che seguirono, l’assassino si allontanò indisturbato. Erano le ore diciannove del 4 aprile. Il killer fu arrestato a Londra circa due mesi più tardi, si chiamava James Earl Ray, ma rivelò che non era stato lui l’uccisore di King; anzi, sosteneva di sapere chi fosse il vero colpevole. Nome che non poté mai fare perché venne accoltellato la notte seguente nella cella in cui era rinchiuso.

Ancora oggi il mistero della morte dell’indimenticabile leader nero rimane insoluto.

A lui sono oggi dedicate molte vie, piazze, poesie e canzoni; non ultima la famosissima “Pride – In the name of love” degli U2.

Lo storico discorso del 1963

Pride – U2

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