C a n d i d o

ovvero “Notizie” dall’unico Mondo che abbiamo

Archivio per Aprile 9th, 2008

Il Gioco delle 3 Carte

Pubblicato da candidonews su 9 Aprile, 2008

La campagna elettorale volge al termine e Silvio non si trattiene piu. Dopo Dell’Utri che vuol revisionare i libri di storia ecco che arriva una delle solite dichiarazioni “fuori luogo” del candidato Presidente del Consiglio.  Eccolo in tutto il suo “agghiacciante” splendore: “sarà difficile dare una Camera alla sinistra. Ma avendo loro anche il Quirinale, se il capo dello Stato decidesse di dimettersi prendendo atto della nuova situazione”, allora “si potrebbe pensare di dare una Camera all’opposizione“.

Della serie, tu dai una cosa a me, io do una cosa a te ed il Capo dello Stato diventa una “merce di scambio” come se egli dovesse rispondere alle maggioranze che si susseguono in parlamento e non essere superpates e garante della Costituzione. Silvio sà che questa ennesima boutade provocherà polemiche su polemiche e quindi lo fa apposta, cosciente che l’importante è stare sulle prime pagine e richiamare piu gente possibile al voto, sono 15 anni che “vive e sopravvive” creando uno scontro tra fazioni, vomitando odio e ricevendone in cambio, logicamente, altrettanto. E’ il suo modo di fare, cerca lo scontro per mobilitare ai suoi, poco importa se tale scontro crea tensioni, polemiche puerili e vergognose. Sino a pochi giorni fa era rimasto insolitamente calmo, ora spara le “bombe” finali. Sarà un segnale di sicurezza oppure di debolezza? Non lo sò, questo lo vedremo lunedi sera.

Questo paese non ha certo bisogno di essere guidato da un personaggio di questo genere. D’altro canto nel 2006, dopo cinque anni di disastri economico-politico-sociali, il 49,7% degli italiani decise di rimettersi nelle mani di “Bandana Selvaggia”, ed allora forse un pò ce lo meritiamo il declino tanto decantato dai media e dagli osservatori internazionali. E se declino sia meglio affidarci a questo “comico” prestato alla politica per via dei suoi “interessi”, almeno coleremo a picco tra corna, battute colorite sulle donne, prese in giro internazionali, barzellette su Romolo e Remolo, nani, ballerine, soubrette e soubrettine.

LE ISTITUZIONI SECONDO SILVIO:

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La Torcia senza Pace

Pubblicato da candidonews su 9 Aprile, 2008

Fa quasi pena, la Torcia Olimpica. Il simbolo delle olimpiadi che viene attaccato dai protestanti, costretta a “rifugiarsi” su un autobus, spenta piu volte per “questioni di sicurezza”. La lunga marcia della torcia verso i giochi si sta tramutando in una vera e propria via crucis. Questo è lo scotto che si deve pagare quando il Paese organizzatore delle olimpiadi è governato da un regime totalitario e dittatoriale, regime che in 60 anni ha ucciso milioni di persone, che ha quasi annullato la coscienza millenaria di una civiltà, che ha annientato un popolo come quello tibetano, che ha mixato i mali del comunismo e quelli del capitalismo creando quel mostro che è oggi la Cina. Una dittatura dove i lavoratori non hanno diritti ma solo un dovere, produrre il piu possibile ed al costo minore possibile per le multinazionali cinesi o estere.

D’altronde non ci sarebbe stata tutta questa polemica e questo clamore a livello mondiale se la Cina non avesse ospitato i Giochi ed il popolo tibetano (ma anche quello cinese) non avrebbero avuto “voce” alcuna. Speriamo che questa Vetrina serva per accelerare il processo democratico in Oriente, ne hanno veramente bisogno. Perche se la Cina non si avvicina all’Europa sarà l’Europa a doversi avvicinare alla Cina e per tutti i lavoratori occidentali saranno dolori.

FREE TIBET, FREE CHINA!

 

La Casa Bianca: “Il presidente può sempre cambiare idea e non andare”
La Cina: nessuna forza potrà bloccare il cammino della fiaccola

La torcia olimpica a San Francisco
Bush ai Giochi? Potrebbe ripensarci

Voci su possibili cambiamenti di percorso, ma Rogge nega

 

 

PECHINO - L’ultima preoccupazione alla Cina la crea la Casa Bianca: la presenza di George W. Bush alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi non è certa al 100 per cento. Il presidente degli Stati Uniti “può sempre ripensarci”. Intanto, dopo gli incidenti di Londra e Parigi, si moltiplicano i dubbi sull’opportunità di proseguire il viaggio della fiaccola olimpica intorno al mondo. Se il Comitato organizzatore di Pechino 2008 ribadisce che “nessuna forza potrà fermare il cammino della fiamma”, qualche perplessità si fa strada anche all’interno del Cio. Lo stesso presidente del Comitato olimpico internazionale Jacques Rogge, a Pechino per una riunione dell’esecutivo dell’organizzazione che durerà da domani a venerdì e sarà l’ultima prima dell’inizio dei Giochi, ha detto a un certo punto che si prenderà in considerazione l’ipotesi di accorciare il percorso della fiaccola prima del suo arrivo in Cina. Salvo poi parlare di un “fraintedimento” dei media internazionali.

“Non c’è alcuna discussione circa la cancellazione di qualche tappa” ha puntualizzato Rogge in un’intervista pubblicata sul sito del Wall Street Journal. Il numero uno del Cio ha quindi chiarito: “Ciò che vogliamo fare, come è nostro dovere è valutare il percorso della staffetta fino ad ora”. Rogge si è detto “molto preoccupato” degli incidenti verificatisi a Londra e Parigi: “Sono rattristato che un simbolo così bello come la fiaccola che unisce i popoli… sia stato attaccato. Noi rispettiamo pienamente la libertà di pensiero e di informazione, ma ci aspettiamo un comportamento non violento da parte delle persone”.  Continua

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