C a n d i d o

ovvero “Notizie” dall’unico Mondo che abbiamo

Archivio per Aprile 23rd, 2008

Sinistra, scendi dal piedistallo!

Pubblicato da candidonews su 23 Aprile, 2008

In alcune occasioni gli elettori di centrosinistra, o piu propriamente di sinistra, accusano l’elettorato di destra di essere poco informato, di farsi plagiare dalle parole di Berlusconi e sodali, di non ragionare con la propria testa, in sostanza, di essere ignoranti.

Questa tesi di “superiorità intellettuale” viene avvalorata dal forte sbilanciamento a sinistra presente nel mondo della cultura.

Se andiamo a vedere le statistiche poi, piu sale il grado di istruzione e piu sale la percentuale di elettori di centrosinistra. Gli stessi giovani, sempre secondo statistiche varie, si differenziano nel voto in base al loro “status”, quelli che studiano propendono maggiormente per i progressisti, quelli che lavorano invece votano in maggioranza per il centrodestra.

Fatte queste opportune premesse mi chiedo però perche la Sinistra oggi sembra sia diventata quasi una corrente politica d’elite. Perche operai, impiegati e pensionati vedono nella destra una opportunità concreta rispetto al fronte progressista; perche gli umili, i semplici, quelli che una volta erano il “cuore” della Sinistra ora sembrano preferire altri lidi.

Berlusconi è proprietario di un impero mediatico è vero e questo è un fatto, ma non puo essere l’unico motivo per spiegare tale fenomeno. Non è forse un pò colpa della Sinistra stessa? rimasta ferma su alcuni principi senza capire che l’Italia “cambia”, o meglio cambiano le priorità.

Il dramma della società di oggi è che, con il passare del tempo, si trova sempre più in difficoltà. La forte immigrazione, ad esempio, porta con sè anche un aumento della criminalità, con relavita crescita della diffidenza verso gli immigrati. I benpensanti sosterranno giustamente che sono le leggi italiane a determinare questo stato di cose, il sistema giudiziario non è in grado di funzionare e quindi i criminali vengono tranquillamente in Italia ben sapendo di rimanere impuniti. Ma al cittadino rimangono in mente le immagini viste in tv e le notizie lette sui giornali. Nella coscienza dell’opinione pubblica restano le facce, le persone, i”simboli”.

Il nostro paese è sempre piu “precario”. I giovani trovano dei lavori sottopagati ad alcune volte si vedono “scippata” una opportunità “per colpa” dell’extracomunitario che costa di meno. Anche li è facile comprendere che nella “battaglia tra poveri” ci guadagna l’imprenditore italiano che, in molti casi, tiene in nero l’immigrato o gioca al ribasso per guadagnare di piu.

In un contesto come questo, il grosso problema della Sinistra e del fronte progressista in generale è quello di aver perso gradualmente un contatto “diretto” con la società italiana, con le persone semplici, quelli che non filosofeggiano, che non conoscono Max Weber o Keynes, che non pensano ai diritti per tutti, ma guardano piu egoisticamente al loro orticello, cercando protezione, speranza, lavoro.

Non basta candidare Calearo e Colaninno, come fa il PD, per accaparrarsi il voto degli imprenditori, anzi forse in questo modo si perdono i voti degli operai che si sentono presi in giro dalla presenza di candidati che non hanno contatto con la gente, che vengono dall’alto. Come non basta parlare di laicità o di lavoratori, le due bandiere di Socialisti e Sinistra Arcobaleno , senza specificare cosa si intende fare in concreto per aumentare il potere di acquisto, senza parlare di interventi seri in tema di sicurezza.

Veltroni in questa campagna elettorale ha girato l’Italia andando “tra la gente” , questo è un fatto ma èanche un fatto, non di poca importanza, che il leader del PD venisse da Roma. Non basta farsi 110 province,stare li a parlare un’ora, raccogliere qualche applauso e poi andare nella città vicina per avere il “contatto con la gente”.

Perche invece di candidare Calearo non sono stati promossi i dirigenti locali? Una delle priorità della sinistra dovrà essere quella di ricostruire un rapporto diretto con il territorio. Se al cittadino vicentino invece di proporre imprenditori scelti nel “mazzo” dai dirigenti nazionali si propone come candidato un consigliere regionale che si è battuto per proteggerli, dar loro dei diritti, risolvere problemi della città, probabilmente vi sarà un riscontro maggiormente positivo.

Su questo tema la Sinistra deve TORNARE a fare la Sinistra, a riempire le sezioni, deve riuscire a riavvicinare le persone. Ma i cittadini si convicono se parli la loro lingua, non basta candidare uno che “parla” veneto per conquistare la regione, si devono far crescere quegli amministratori che “vivono” nelle realtà locali, che hanno provato a cambiare qualcosa, che hanno idee e proposte. Purtroppo il PD, e non solo, sembra privilegiare le scelte di vertice, gente catapultata in una zona o comunque, seppur della zona, che non ha un contatto diretto con le popolazioni locali.

Ci sono sezioni romane di alcuni partiti di Sinistra che organizzano incontri con autori ed intellettuali per parlare delle loro opere. Lodevoli operazioni culturali per carità, ma non sarebbe altrettanto lodevole organizzare delle iniziative per ripulire il quartiere dalla spazzatura? oppure per aiutare i piu poveri piuttosto che per portare avanti e con forza delle battaglie locali evitando demagogia e populismo e badando alla risoluzione dei piccoli problemi quotidiani?

E poi un altro consiglio, la Sinistra deve cambiare il modo di porsi, il proprio linguaggio, deve rinunciare ai paroloni, alle frasi generiche e andare nel particolare con messaggi brevi e diretti.

Non basta dire “piu sicurezza” o “1000 euro per i precari” o anche “la laicità è importante” oppure “aboliamo la legge 30″ (tanto per citare slogan di Pd, Ps e Sinistra). Si deve dire chiaramente che “I criminali devono finire in galera”, che “la precarietà va eliminata”, che “l’immigrazione incontrollata non va bene” . Non bisogna avere paura di usare termini chiari, semplici, che colpiscono. La cosa importante è abbinare a tali slogan delle politiche serie e non demagogiche o populiste come quelle usate da molti esponenti della destra. Una riforma della giustizia con l’eliminazione di un grado di giudizio e la soppressione di alcune attenuanti francamente incomprensibili abbinata ad una riforma dei codici provocherebbe una “rivoluzione” tale da garantire maggiore sicurezza in quanto il “funzionamento” della macchina della giustizia sarebbe il maggiore deterrente per i criminali, sicuramente piu potente di un braccialetto elettronico o di una ronda di cittadini inesperti. Un sistema di ammortizzatori sociali comprensivo di diritti quali malattia, ferie, trattamento di fine rapporto e permessi retribuiti costituirebbe un aiuto molto piu efficace che alzare da ottecento a mille euro il salario di un precario facendolo rimanere senza diritti ne tutele. La previsione di quote piu o meno ristrette per molti paesi extraeuropei e per alcune nazioni europee come la Romania garantirebbe un flusso di immigrazione “sostenibile”. L’immigrazione è una ricchezza ma il CentroSinistra deve essere capace di unire solidarietà ed accoglienza a legalità e sostenibilità del fenomeno.

In estrema sintesi:

1.Usare parole semplici e parlare anche dei temi molto sentiti dall’opinione pubblica.
2. Abbinare agli slogan “ad effetto” una serie di provvedimenti “seri” e non demagogici o populisti.
3. Ricostruire il rapporto con il territorio, valorizzando i dirigenti locali che si impegnano e non facendo interessi delle “caste” di partito.

Berlusconi ha un impero mediatico che sarà sempre piu forte. O la Sinistra si mette in testa di spiegare “casa per casa” cosa vuol fare, sfruttando il territorio e proposte semplici ma efficaci oppure mettiamoci l’anima in pace e prepariamoci a decenni di dominio della destra con qualche periodo di gestione della sinistra, tanto per rimettere i conti a posto e divenire impopolari.h

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Sindaco Roma: risultati

Pubblicato da candidonews su 23 Aprile, 2008

Ecco una previsione fatta da Candido in base al primo turno, alla netta differenza (in negativo) tra I voti di Rutelli e Zingaretti (candidati a comune e provincia) e del dibattito televisivo di ieri, vinto da Alemanno.

Questi potrebbero essere i risultati: Roma vira a destra?

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Usa 2008: Hillary resiste, i Dems verso lo scontro frontale.

Pubblicato da candidonews su 23 Aprile, 2008

 

ma la scelta finale spettera’ comunque ai superdelegati

Hillary vince in Pennsylvania

La senatrice democratica supera (55% a 45%) il suo rivale Obama e si rilancia nella corsa alla candidatura

PHILADELPHIA (USA) - Una vittoria che la rilancia. Confermando i sondaggi Hillary Clinton è riuscita a vincere le primarie democratiche in Pennsylvania. Lo ha fatto con un margine di 10 punti (55% contro il 45% del rivale) sufficiente a dare nuovo vigore alla sua corsa ma questo potrebbe non essere sufficiente.

IL RISULTATO - Lo sconfitto Barack Obama dopo sei settimane di aspra campagna è riuscito a dimezzare il distacco iniziale. Il senatore dell’Illinois resta sempre in testa come numero di stati vinti (28 a 16), voti raccolti (800.000), fondi (234,8 milioni contro 175,7 milioni) e soprattutto per numero di delegati: 1.694 contro i 1.556 della rivale. Difficilmente il risultato in Pennsylvania da solo, dove erano in palio 158 delegati, riuscirà a convincere i 300 superdelegati (su 796) ancora indecisi a votare per lei. E sono i 796 notabili del partito non vincolati dal voto popolare che decideranno a Denver tra lei e Obama. L’ex first lady ha immediatamente chiarito, «c’è chi mi vorrebbe fuori ma io non mollo», perchè, l’America ha bisogno di «un presidente pronto sin dal primo giorno e io posso essere quel presidente». La senatrice di New York, in forte difficolta nella raccolta fondi (ha in cassa solo 9,5 milioni di dollari e debiti per 10,3 milioni) a differenza del rivale, con la concretezza che la contraddistingue ha chiesto ai sostenitori di mettere mano al portafogli: «Il futuro di questa campagna è nelle vostre mani».

AMMISSIONE DI SCONFITTA - Amaro il commento di Obama che ha ammesso la sconfitta ma ha accusato l’ex first lady di aver vinto «spaventando gli elettori…parlando, agendo e votando come George Bush e John McCain. Possiamo usare la paura come una tattica e la minaccia del terrorismo per spaventare gli elettori». Ma per il senatore dell’Illinois i democratici «non debbono (solo) cercare di riconquistare una carica ma la fiducia degli americani (convincendoli) che i loro leader a Washington diranno loro la verità. Questo è ciò che è in gioco in queste elezioni». Dall’analisi del voto emerge che i giovani hanno scelto Obama, mentre la Clinton non ha sbancato come previsto tra l’elettorato anziano. Il 62% degli elettori sotto i trent’anni ha votato per il senatore dell’Illinois, contro il 38% che ha scelto l’ex First lady. Tra coloro che hanno più di sessant’anni, invece, il 60% ha preferito Clinton, il 39% Obama. Per l’ex first lady ha votato il 57% delle donne e il 60% dei bianchi; per Obama il 62% degli uomini e l’80% degli afroamericani, comunque minoranza nello stato Usa.

23 aprile 2008

 

http://www.corriere.it/Esteri/2008/Primarie_USA/hillary_vittoria_pennsylvania_83807534-10f4-11dd-b319-00144f486ba6.shtml

 

 

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Totoministri, scontro nella maggioranza

Pubblicato da candidonews su 23 Aprile, 2008

Ma non erano solo due partiti? Non si doveva fare una lista semplice, senza tanti problemi? Prima Bossi che spara gia le sue cartucce senza fare i conti con An e Fi, ora Formigoni che punta i piedi. Cambiano le facce ma la politica resta sempre quella eh?

Il governatore contro Bossi e Fini. Il leader di An: per la Camera lascio il partito

«Formigoni resta in Lombardia»
Berlusconi: «Andrò presto da Napolitano»

Il premier in pectore forse già oggi al Quirinale con Letta per informare sullo «stato dei lavori» per il governo

 

ROMA — Risolto il nodo Lombardia dopo il faccia a faccia ad Arcore tra Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni, il presidente della Regione resterà al Pirellone per ultimare il mandato che scade nel 2010. Anche se Formigoni, uscendo, dice che «tutto è andato bene», la realtà sarebbe diversa. Il colloquio avrebbe avuto momenti di forte tensione dovuti all’insistenza con cui il governatore ha sostenuto le sue ragioni, ritenute «politicamente irragionevoli».

L’obiezione che gli hanno mosso è che con la sua discesa a Roma Forza Italia sarebbe stata costretta a cedere il Pirellone alla Lega Nord, squilibrando la coalizione e prestando il fianco alle critiche di chi dice che è un centrodestra a trazione nordista. Per lui, in ogni caso, si prospetta un incarico di prestigio nel Popolo della libertà quando il processo unitario sarà concluso. Formigoni è stato anche protagonista di un botta e risposta polemico con Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Il primo, nel salotto televisivo di Bruno Vespa, annuncia che l’esponente azzurro resterà in Lombardia, una previsione fatta anche dal leader leghista. Al Senatùr obietta: «Il mio futuro politico dipende da me e da Berlusconi, non da Bossi». E poi ripete la stessa cosa rivolgendosi a Fini. «Per quanto riguarda me e Berlusconi — rimarca — abbiamo aggiornato il nostro colloquio a domani sera (stasera, ndr) ».

Immediata replica di Fini: «Formigoni ha frainteso ciò che ho detto, e cioè che credo rimarrà alla guida della Lombardia. Rispondevo a una domanda, comunque ora lo chiamerò». Via libera, quindi, alla nomina di Renato Schifani alla presidenza del Senato. Alla terza carica dello Stato, la Camera, andrà Gianfranco Fini che lascerà la guida di An a un «reggente». Fini annuncia sicuro che «la lista dei ministri sarà pronta qualche ora dopo il conferimento dell’incarico ». A otto giorni dal voto comincia a delinearsi la mappa del potere della nuova maggioranza, anche per quanto riguarda l’assetto di governo. Oggi Berlusconi torna a Roma e potrebbe salire subito al Quirinale, assieme a Gianni Letta, per informare il presidente Giorgio Napolitano sull’avanzamento dei lavori relativi alla formazione del suo ministero. «Ho già appuntamento — ha spiegato nella notte — per cominciare a parlare, lo vedrò domani o dopodomani (oggi o domani, ndr)».

Al momento la squadra guidata da Berlusconi annovera come vice premier Letta e il leghista Roberto Calderoli. Agli Esteri è designato Franco Frattini e Giulio Tremonti all’Economia, mentre Ignazio La Russa andrebbe alla Difesa. Elio Vito finirebbe alla Giustizia mentre Altero Matteoli si occuperebbe di Infrastrutture. A Claudio Scajola spetterebbero le Attività produttive. Mariastella Gelmini potrebbe diventare il ministro dell’Istruzione. Una riflessione a parte merita il dicastero della Salute, che potrebbe essere spacchettato e questa potrebbe essere una delle sorprese citate da Berlusconi. Ogni decisione, però, dovrà essere presa con l’accordo degli alleati. Tra i nomi dei possibili ministri, tutti tecnici di livello internazionale, circolano quelli di Ferruccio Fazio del San Raffaele di Milano, responsabile della Medicina nucleare, dell’oncologo ex Regina Elena di Roma Francesco Cognetti e dell’immunologo della Sapienza di Roma Fernando Aiuti.

Lorenzo Fuccaro
23 aprile 2008

http://www.corriere.it/politica/08_aprile_23/berlusconi_fuccaro_4a1f0aaa-1101-11dd-b319-00144f486ba6.shtml

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Rutelli - Alemanno: è scontro a Ballarò

Pubblicato da candidonews su 23 Aprile, 2008

Match serrato, civile, più teso nel finale, tra i candidati sindaco della capitale
Ottantacinque minuti di batti e ribatti negli studi di Ballarò, con Floris moderatore

Rutelli-Alemanno, il duello in tv
su sicurezza, Alitalia e Lega

Il candidato di An attacca sull’allarme criminalità: “La città è in pericolo”
Il rivale affonda sull’alleanza con Bossi e sulla cordata italiana: “In realtà è Putin…”
di CLAUDIA MORGOGLIONE

 

ROMA - E’ soprattutto sulla sicurezza che si gioca il duello televisivo - intenso, serrato, anche se civile - tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno. Negli studi di via Teulada, seduti faccia a faccia sulle poltrone beige di Ballarò, i candidati a sindaco della capitale per 85 minuti si affrontano, e si scontrano, sull’allarme criminalità diffusa. E poi sull’Alitalia, sull’Ici, sui rapporti con la Lega. Con uno sguardo, almeno nella prima parte, rivolto molto più al passato - chi è maggiormente responsabile dei problemi attuali - che al futuro.

A condurre è il padrone di casa Giovanni Floris, che comincia conversando col direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Panorama Maurizio Belpietro. Una pausa pubblicitaria, ed ecco il duello. Con poche interruzioni reciproche. Con pochissima ironia, come quando Rutelli dice polemicamente ad Alemanno “eh no tesoro”, e lui, piccato, replica: “No, tesoro mai…”. E con i toni che si alzano soprattutto verso il finale.

Inizio. Il faccia a faccia comincia alla 10. A via Teulada, Alemanno arriva una ventina di minuti prima: “Ho aspettato tanto questo momento”. Poi ecco Rutelli: “Siamo pronti e sereni”. Stretta di mano davanti alla sala trucco, e lo show può cominciare. Un batti e ribatti in cui l’esponente di An parte all’attacco, ricorda gli 85 campi rom della città: “Se non risolviamo questi problemi non c’è futuro”. Il ministro dei Beni culturali si difende ricordando le sue proposte sul tema (tra cui il braccialetto per le donne, definito dall’avversario “un burka elettronico”), e accusando il rivale: “Alemanno ha parlato per settimane di espulsione di romeni e oggi si corregge, parla di allontanamento. Anche in Francia è stato fatto così ma gli allontanati sono ritornati. Bisogna cambiare la normativa”.

Sicurezza. Alemanno: “Da quindici anni, Roma è avvolta nel degrado. Anche la crescita rischia di diventare boomerang, senza sicurezza. Quando c’è stata l’aggressione alla studentessa del Lesotho, siamo andati a La Storta e abbiamo constatato che non è stato fatto nulla. La maggioranza in Campidoglio ha scelto di distaccarsi dalla realtà; e invece oggi Roma è una città in pericolo”. Rutelli ribatte capovolgendo le responsabilità, scaricandola sul passato governo Berlusconi: “Sono stati loro che hanno abolito il visto di tutti i cittadini romeni”, e così via. Controreplica: “Il governo Prodi ha aggravato i problemi, la sinistra arcobaleno ritiene la sicurezza un problema borghese. Impedirà anche a Rutelli di affrontare il problema”.

Lega. Il candidato del Pdl lo eviterebbe volentieri, ma Rutelli cita spesso la Lega, per metterlo in difficoltà:”Noi dobbiamo pretendere dai principali alleati di Alemanno lo stesso rispetto per Roma, che è la capitale di tutti. Il che non vuol dire sottovalutare problemi gravi, come la sicurezza, su cui bisogna mettere in campo cose nuove. Ci vuole una strategia decisa in difesa dei più deboli”. Risposta dell’avversario: “Continuare a evocare il fantasma della Lega è fuori luogo. Bossi fa battute”.

Alitalia. Rutelli: “Durante i 5 anni di governo Berlusconi la disastrosa divisione tra Malpensa e Fiumicino ha portato al crollo del valore delle azioni. Dove sta la cordata alternativa ad Air France? Cosa avete in tasca, prima del disastro di quella che per me è la Fiat di Roma?”. L’avversario risponde: “Noi ci mettiamo la faccia come centrodestra, faremo la cordata italiana appena il governo nazionale sarà insediato”. Il candidato del centrosinistra ironizza: “E’ Putin vostra la cordata italiana…

Ici. Rutelli ricorda che da quest’anno molte famiglie non la pagheranno, grazie “alla battaglia che ho svolto nel governo Prodi”. Annunciate anche riduzioni “della spesa e gli sprechi”, sconti e vantaggi fiscali per associazioni di strada e parrocchie. Alemanno cita l’attuale deficit finanziario di Roma, la città “più tassata d’Italia dopo Siena. Vogliamo realizzare il federalismo fiscale, che alla capitale conviene”. E si parla anche di casa, con annunci tra loro simili: 26 mila nuovi alloggi promessi dall’ex sindaco, 25 mila dal rivale.

Finale. Nell’ultima parte, i toni si riaccendono. Come quando Rutelli sfida l’avversario a rifiutare i voti della Destra di Francesco Storace. Alemanno, prudente, ricorda che non c’è stato apparentemento ufficiale. Tensione anche quando Rutelli difende le ultime amministrazioni capitoline: “La corruzione è stata debellata… Dite che a Roma fa tutto schifo, non avete rispetto per questa città”. Alemanno: “Critichiamo voi, non i romani. Vogliamo debellare la paura”. Insomma, come in tutto il duello: uno accusa, l’altro ribatte. E viceversa. Senza trionfatori o perdenti. E col sugello finale di una stretta di mano.

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-cinque/alemanno-rutelli-2/alemanno-rutelli-2.html
(22 aprile 2008)

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