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Archivio per 27 Aprile 2008

Gran Premio di Spagna: doppietta Ferrari!

Pubblicato da candidonews su 27 Aprile, 2008

Terzo Hamilton, poi Kubica. Pauroso incidente per Kovalainen
a cui è esplosa una gomma in piena curva ad oltgre 220 orari: illeso

Gp di Spagna doppietta Ferrari
Primo Raikkonen, poi Massa

di VINCENZO BORGOMEO

Impegno mantenuto: Raikkonen ha dominato il Gp di Spagna dopo aver messo dietro i suoi colleghi per tutto il week end. Solo Massa è riuscito ad arrivargli alle spalle, seguito dalla McLaren-Mercedes dell’inglese Lewis Hamilton. A punti anche Kubica, Webber (Red Bull), il britannico Jenson Button (Honda), il giapponese Kazuki Nakajima (Williams) e l’italiano Jarno Trulli (Toyota). Insomma una scorpacciata di punticini per piloti che normalmente arrivano sempre dietro.

Ordine d’arrivo
1. Kimi Raikkonen (FIN/Ferrari) in 1:38:19.051
2. Felipe Massa (BRA/Ferrari) a 3.228
3. Lewis Hamilton (GBR/McLaren-Mercedes) a 4.187
4. Robert Kubica (POL/BMW-Sauber) a 5.694
5. Mark Webber (AUS/Red Bull-Renault) a 35.938
6. Jenson Button (GBR/Honda) a 53.010
7. Kazuki Nakajima (JPN/Williams-Toyota) a 58.244
8. Jarno Trulli (ITA/Toyota) a 59.435
9. Nick Heidfeld (GER/BMW-Sauber) a 1:03.073
10. Giancarlo Fisichella (ITA/Force India-Ferrari) a 1 giro
11. Timo Glock (GER/Toyota) a 1 giro
12. David Coulthard (GBR/Red Bull-Renault) a 1 giro
13. Takuma Sato (JPN/Super Aguri-Honda) a 1 giro

CLASSIFICA PILOTI
Pos Pilota Nazione Team Punti
1 Kimi Raikkonen  Finlandia Ferrari 29
2 Lewis Hamilton  Inghilterra Mclaren 20
3 Robert Kubica  Polonia Bmw 19
4 Felipe Massa  Brasile Ferrari 18
5 Nick Heidfeld  Germania Bmw 16
6 Heiki Kovalainen  Finlandia Mclaren 14
CLASSIFICA COSTRUTTORI
Pos Team Punti
1 Ferrari 47
2 Bmw 35
3 Mclaren 34

 

 

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Fine Sondaggio: Berlusconi a vita!

Pubblicato da candidonews su 27 Aprile, 2008

 

SECONDO I LETTORI DI CANDIDO PER BERLUSCONI SI APRE UNA LUNGA STAGIONE DI GOVERNABILITA’, OLTRE I PROSSIMI 5 ANNI (SIGH!)

DURATA GOVERNO BERLUSCONI

Poll: Durata Governo Berlusconi

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Afghanistan: attentato a Karzai, è guerra!

Pubblicato da candidonews su 27 Aprile, 2008

Si era parlato 5-6 mesi fa di un possibile inasprimento della guerriglia e delle battaglie in Afghanistan, tanto è vero che in Italia si prevedevano ripercussioni sulla fragile maggioranza di centrosinistra. Ora al governo abbiamo Berlusconi, pronto probabilmente a rinforzare il contingente in Afghanistan. E’ guerra lì, altro che missione di peace-keeping.

Afghanistan, attacco alla sfilata per ricordare la cacciata dei sovietici
I ribelli islamici: “Sei dei nostri sul posto e tre di loro sono rimasti uccisi”

Kabul, Taliban sparano alla parata
illeso Karzai, feriti due parlamentari

Il presidente in tv: “Sono stati subito accerchiati. Alcuni catturati
La situazione è sotto controllo”. Due vittime tra gli spettatori

 

KABUL – Paura a Kabul. Il presidente afgano Hamid Karzai è sfuggito a un tentativo di ucciderlo compiuto dai Taliban mentre assisteva a una parata militare organizzata per celebrare il sedicesimo anniversario della ‘liberazione’ di Kabul da parte dei mujahiddin. Nell’attacco sono rimasti uccisi tre guerriglieri. Due le vittime tra i partecipanti alla cerimonia: un bimbo di dieci anni e il leader quarantenne di un minoranza etnica. Una decina i feriti, tra i quali due parlamentari, alcuni soldati e diverse guardie del corpo.

LA FOTOSEQUENZAIL VIDEO

L’attacco è stato subito rivendicato da un portavoce del Taliban, Zabihullah Muhjahid: “Siamo noi che abbiamo compiuto l’attacco – ha detto per telefono – Abbiamo lanciato razzi contro la sfilata. Avevamo sei dei nostri sul posto e tre di loro sono rimasti uccisi”.

Karzai è subito rientrato al palazzo presidenziale, è incolume, ha detto una fonte governativa. Poco dopo è apparso in tv: “Per fortuna le forze di sicurezza li hanno rapidamente accerchiati”, ha dichiarato il presidente durante un intervento in diretta alla televisione. “Alcuni di loro sono stati catturati”, ha aggiunto sottolineando che la situazione è sotto controllo.

Secondo varie testimonianze gli insorti sono entrati in azione appena Karzai si era sistemato sulla tribuna, dopo una ispezione ai soldati che partecipavano alla parata. Qualcuno ritiene che i Taliban sparassero da un edificio vicino al luogo della sfilata, che coinvolgeva un migliaio di soldati. Secondo una fonte di polizia una persona sospetta è stata arrestata.


Insieme a Karzai c’erano anche membri del suo governo, del Parlamento e personalità straniere. Tra queste gli ambasciatori di Usa, Gran Bretagna e Italia, un rappresentante dell’Onu, il comandante delle Forze internazionali in Afghanistan e il generale americano Dan McNeill. Nessuno di loro è rimasto ferito.

“Stavano finendo i 21 colpi di cannone quando ho visto una esplosione e una nuvola di polvere sulla sinistra della sfilata”, ha raccontato l’ambasciatore britannico Sherard Cowper-Cowles. “Poi – ha aggiunto – ho sentito il crepitio delle armi provenire da ogni direzione. Dopo qualche momento di esitazione, la mia guardia del corpo mi ha aiutato ad andarmene strisciando per terra”.

Quando sono cominciate le esplosioni, provocate presumibilmente dai razzi lanciati dai Taliban, e le raffiche di armi automatiche, tutti si sono gettati a terra e appena possibile sono fuggiti.

“Da quello che mi risulta sono stati sparati due razzi, il primo caduto più lontano, il secondo a una cinquantina di metri dal palco principale – ha raccontato l’ambasciatore italiano Ettore Sequi – Ci sono poi stati degli spari diretti soprattutto dalla forze di sicurezza verso la zona dalla quale sarebbero stati sparati i razzi”.

Subito dopo l’attentato, “sono stati istituiti numerosi posti di blocco e sono stati rafforzati i controlli nella capitale, anche alla ricerca di altri eventuali soggetti coinvolti nell’attentato”, ha aggiunto il diplomatico, ricordando che “ieri l’ambasciata aveva diramato un warning ai nostri connazionali suggerendo di muoversi il meno possibile in questi due giorni” proprio in vista della cerimonia, alla vigilia della quale “si era sparsa la voce di un attentatore suicida in giro per Kabul”.

(27 aprile 2008)

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/afghanistan-7/attentato-karzai/attentato-karzai.html

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Ballottaggi, affluenza in calo, a Roma 12,46% contro il 14,59% del primo turno

Pubblicato da candidonews su 27 Aprile, 2008

Tra i primi a votare a Roma il presidente della Repubblica Napolitano
Alle urne quasi sei milioni di italiani, per 44 comuni e cinque province

Ballottaggi, affluenza in calo
Comunali: 12,34% contro 15,16%

Alle provinciali la differenza è maggiore: 10,25% contro 14,12%

 

Il presidente della Repubblica Napolitano deposita la scheda nell’urna

ROMA – Affluenza in calo alle 12 per i ballottaggi delle elezioni comunali e provinciali. Per le elezioni comunali è del 12,34% contro il 15,16% registrato alla stessa ora due settimane fa. Per le provinciali la differenza è maggiore: 10,25% contro 14,12%. A Roma, dove Francesco Rutelli e Gianni Alemanno si contendono la poltrona di sindaco, l’affluenza alle 12 è del 12,46% contro il 14,59% del primo turno.

Si vota oggi e domani dalle 7 alle 15 per 44 comuni e cinque province. Gli aventi diritto al voto sono quasi sei milioni. Apertura regolare per 6.566 sezioni elettorali. Tra i primi a votare a Roma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che si è recato con la moglie Clio presso la scuola Margherita di Savoia in via Panisperna, nel seggio elettorale di residenza in cui i coniugi Napolitano votano da molti anni.

Tra i più mattinieri anche il candidato sindaco del Pd, Rutelli, che ha votato poco dopo le 10 in una scuola all’Eur, quartiere dove vive. Accompagnato dalla moglie e da una figlia, Rutelli si è intrattenuto brevemente a parlare con alcuni cittadini. “Sono sereno di aver fatto tutto il mio dovere – ha detto – e consapevole di avere dentro di me tutte le energie per una nuova stagione di governo della città: ora la parola passa ai romani”.

Circa un’ora dopo ha votato Alemanno, arrivato al seggio in una scuola del quartiere Balduina assieme alla moglie Isabella Rauti. “Sono sereno ma anche un po’ arrabbiato per i toni della campagna elettorale che, in questi ultimi giorni, sono stati un po’ alti – ha affermato il candidato sindaco del Pdl – Anche questa mattina sono stati distribuiti dei volantini con la mia foto nei quali si fanno illazioni dalle tinte fosche sulla mia biografia”.


Al ballottaggio sono andati solo i comuni con almeno 15.000 abitanti. Ma c’è un’eccezione: Terravecchia, paesino del basso jonio in provincia di Cosenza. Alla precedente tornata elettorale i due candidati a sindaco hanno raggiunto la parità perfetta dei consensi: 314 voti ciascuno. E’ l’unico caso nel quale la legge elettorale prevede il ballottaggio per i comuni piccoli.

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-sei/ballottaggi-domenica/ballottaggi-domenica.html
(27 aprile 2008)

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Petrolio: dal 2009 Arabia dice Stop alle perforazioni

Pubblicato da candidonews su 27 Aprile, 2008

da http://petrolio.blogosfere.it/ un interessante articolo che ci fa venire i brividi, già oggi il prezzo del petrolio supera ampiamente i 100 dollari al barile, si vorrebbe una maggiore produzione per abbassare il prezzo ma a quanto pare invece uno dei maggiori produttori pare voglia invertire la rotta, rallentando. Tra qualche anno avremo un petrolio a 200 dollari a barile e 2,5 euro per un litro di benzina?

Qualcuno avverta i sauditi che Scaroni resterà molto deluso. Il CEO dell’ENI qualche giorno fa ha fatto sorridere tutti affermando che nel giro di 3 anni il petrolio tornerà a 60 $ al barile. Qualche anno fa aveva previsto 30$, non è nuovo a simili profezie (immagino la faccia di Maugeri, ogni volta…). Il motivo di tanto ottimismo? La fiducia “nella massa di investimenti che tutto il settore sta facendo”.

L’Arabia Saudita, invece, va nella direzione opposta a quella auspicata dal nostrano Nostradamus. Una bella doccia fredda. Dopo l’annuncio di qualche giorno fa, secondo cui il petrolio è meglio lasciarlo sotto la sabbia per le future generazioni, il Wall Street Journal riporta che i sauditi hanno deciso di fermare le esplorazioni petrolifere a partire dal 2009.

Ricordate? L’Arabia è nel corso di un piano strategico per aggiungere 2 milioni di barili al giorno alla propria produzione, piano che avrà termine proprio nel 2009. Ebbene, dopo tale anno non si procederà più né a nuove esplorazioni né ad ulteriori aumenti di produzione. La motivazione ufficiale è che il regno vuole essere certo della domanda sul mercato, cosa stranissima perché le proiezioni prevedono un aumento del 30%.

Le interpretazioni, come sempre variano. Chi sostiene che abbiano da un pezzo raggiunto il picco e non sappiano più come nasconderlo, chi invece che temano un rallentamento dell’economia (cinese e USA) e quindi un calo della richiesta di greggio, chi ancora che l’economia è in crisi proprio per il prezzo del petrolio e se i produttori ne pompassero di più il prezzo calerebbe.

Qualcuno menziona il prudential plateau, ovvero una produzione “piatta” indotta artificialmente onde preservare le riserve. Il messaggio è che non si può più contare sull’Arabia Saudita per inondare il mercato secondo necessità. E che, probabilmente, Emirati Arabi e Qatar stanno per seguirne l’esempio. Staremo a vedere.

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