La Giornata, che si celebra in concomitanza con la Giornata internazionale della libertà dell’informazione indetta dalle Nazioni Unite, costituisce “una occasione di riflessione sul ruolo essenziale dell’informazione e sul principio costituzionale su cui la libertà di informare si fonda”. Nel messaggio, Napolitano ha espresso “i più sentiti auspici affinché l’esempio dei tanti giornalisti deceduti in aree di crisi e in zone di guerra costituisca parte essenziale di una memoria condivisa da trasmettere alle giovani generazioni”…….
30 apr. (Apcom) - La libertà di stampa in Italia è leggermente migliorata nel 2007 “grazie al governo di Romano Prodi”, ma il Paese è ancora molto al di sotto della media europea, per via “della concentrazione dei mezzi di comunicazione nelle mani di Silvio Berlusconi”. A dirlo è la Freedom House, Organizzazione non governativa americana che dal 1941 pubblica un rapporto annuale assegnando voti a 195 paesi del mondo, in base a criteri che tengono conto di fattori essenziali per la libertà di stampa.
Nel rapporto Freedom of the Press 2008, l’italia si colloca al ventinovesimo posto, immediatamente dopo Ghana, Mali, Sudafrica e Capo Verde. “L’Italia ha ottenuto un voto più alto per il 2007, dovuto alla accresciuta libertà di stampa, in seguito alla fine del premierato di Silvio Berlusconi”, vi si legge.
In effetti la performance italiana nel 2004 era stata decisamente peggiore: retrocessa nella categoria ‘partly free’, non completamente libera, proprio a causa dell’ “alta concentrazione di mass media nelle mani di un solo editore e delle maggiori pressioni politiche sui contenuti massmediatici”.
Comunque, quest’anno, il paese è ancora molto al di sotto di Repubblica Ceca, Giamaica, Estonia e Costa Rica e in Europa viene ben dopo Francia (che pure detiene un modesto 22esimo posto) e Spagna, che si aggiudica la 23esima posizione.
Seppure la libertà di “parola e di stampa siano costituzionalmente garantite in Italia”, si legge nel rapporto Freedom of the Press 2008 e il paese si attesti al ventinovesimo, con “il governo di Silvio Berlusconi l’Italia ha sofferto di una concentrazione insolitamente elevata nella proprietà di mezzi di comunicazione”.
“Nonostante Berlusconi non sia stato primo ministro nell’ultima legislatura”, si legge ancora, “i media televisivi in Italia rimangono concentrati, con la Tv di stato, la Rai e Mediaset di Berlusconi, che controlla l’87,5% del mercato”.
Il report apprezza il pluralismo della carta stampata ed in genere la libertà di accesso ad Internet. Ma non risparmia stilettate all’ultimo governo di centrosinistra: l’ex vicepremier Francesco Rutelli viene citato per aver “fatto causa a l’Espresso, che gli aveva contestato di aver usato i trasporti di stato per ragioni personali”.