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Il Libano verso il caos

Pubblicato da candidonews su 9 Maggio, 2008

Notte di combattimenti tra miliziani sciiti e le forze fedeli al premier Siniora
Oscurati l’emittente “Future News” e un quotidiano, di proprietà di Saad Hariri

Scontri a Beirut, almeno 11 morti
Mezza città in mano a Hezbollah

Il ministro Frattini: “Già pronto un piano di evacuazione per i connazionali”
Alta la tensione nella capitale. Chiusi porto ed aeroporto, bloccate le autostrade

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/libano-5/libano-5/libano-5.html

BEIRUT - Sempre più drammatica la situazione a Beirut. Il bilancio provvisorio degli scontri avvenuti ieri tra le milizie sciite di Hezbollah e i filogovernativi antisiriani è salito ulteriormente ad almeno 11 morti e una ventina di feriti. Questa mattina uomini armati fedeli al movimento sciita filo iraniano hanno imposto l’oscuramento dell’emittente televisiva libanese ‘Future News’ e del quotidiano ‘al Mustaqbal’ entrambi di proprietà del leader della maggioranza di governo anti-siriana, Saad Al Hariri, oltre alla radio al Sharq, l’Oriente. Dopo aver evacuato i giornalisti, uno dei quali è rimasto ferito, l’esercito ha preso il controllo degli edifici, ora deserti.

I miliziani armati sciiti hanno preso il controllo di gran parte di Beirut ovest, costringendo nella notte al ritiro le forze filogovernative. In città la situazione è molto tesa e oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che l’Italia sta predisponendo un piano di evacuazione dall’area centrale della capitale per i connazionali che lo richiedono: “avranno a disposizione un ponte nazionale”, ha chiarito. L’attività del porto della capitale è stata sospesa “fino a nuovo ordine” e anche l’aeroporto rimane chiuso, così come l’autostrada per il valico di frontiera con la Siria a Mesnaa, nella valle orientale della Bekaa. I pochi negozi aperti sono presi d’assalto per assicurarsi rifornimenti di generi alimentari e di prima necessità. Un razzo ha colpito il muro di cinta della residenza di Saad Hariri a Koratyen, nella parte occidentale della città, senza però fare vittime.

Il precipitare della situazione ha indotto anche l’Unione europea ad intervenire, invitando “le opposte fazioni libanesi a porre fine” agli scontri, e l’opposizione guidata da Hezbollah a “cessare tutte le attività perturbatrici” dell’ordine pubblico. “Deplorando profondamente la violenza scoppiata a Beirut” ieri, la Ue “invita tutte le parti a porre immediatamente fine agli scontri, a cessare i blocchi stradali, ad aprire l’aeroporto e a evitare ulteriori violenze”, ha detto ieri sera in un comunicato la presidenza di turno slovena dell’Unione.

A scatenare la ripresa delle violenze sono state alcune recenti misure assunte dal governo di Beirut, in particolare la decisione dell’esecutivo di dichiarare illegale la rete di comunicazione militare messa in piedi dalla milizia sciita. Atti che secondo quanto dichiarato ieri dal vertice di Hezbollah equivalgono ad “una dichiarazione di guerra”. Parole che di fatto hanno dato il via agli scontri, facendo ripiombare nel giro di mezz’ora la capitale libanese sulla soglia dell’inferno: esplosioni e raffiche di armi automatiche sono riecheggiati per molte ore in tutta la città, mentre i miliziani dei gruppi sciiti e sunniti rivali si sono dati battaglia strada per strada in almeno sei quartieri.

I combattimenti sono dilagati a macchia d’olio, con l’utilizzo di granate, fucili mitragliatori, pistole. Diverse fonti di stampa hanno riferito che alle sparatorie hanno preso parte anche diversi cecchini, appostati sui tetti.


(9 maggio 2008)

 

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