C a n d i d o

ovvero “Notizie” dall’unico Mondo che abbiamo

Tragedia “oscurata” in Birmania: 100 mila morti, 200 mila dispersi

Pubblicato da candidonews su 11 Maggio, 2008

Nel silenzio piu totale dei media, impegnati a parlare di cronaca nera o del vincitore di Amici, in Birmania si è consumata una vera tragedia, la cui gravità aumenta di giorno in giorno, piano piano che filtrano notizie dal regime birmano. 100 mila morti, 200mila dispersi. Tanto per essere chiari, lo Tzunami del 2004 causò circa 200 mila morti ma ebbe un eco molto maggiore, forse anche perche coinvolgeva i “turisti” occidentali in vacanza nei paradisi locali. Nel web sono attive varie iniziative umanitarie, peccato che la Giunta Militare della Birmania si stia rendendo responsabile di atti vergognosi, confiscando gli aiuti pervenuti dal mondo.

Le ultime cifre delle Nazioni Unite danno un quadro più grave della tragedia
Le stime ufficiali del regime sono di 28mila vittime e 33mila dispersi

Birmania, si aggrava il bilancio
“220mila dispersi, 100mila morti”

Affonda la nave della Croce Rossa carica di aiuti. La giunta
militare va avanti con il referendum: “un grande successo”

 

RANGOON - Diventa sempre più grave il bilancio del ciclone Nargis che ha devastato la Birmania otto giorni fa: a dare le dimensioni reali della tragedia sono le ultime stime dell’Onu secondo cui sono 220mila i dispersi, mentre i morti potrebbero arrivare anche a 100mila. Cifre nettamente superiori a quelle riportate dalla televisione di stato, che dava oggi come conteggio ufficiale quello di 28.458 vittime e 33.416 dispersi.

La devastazione per le Nazioni Unite è molto maggiore, mentre parallelamente cresce l’allarme per danni ambientali, violenze ed emigrazione di massa. Valutazioni nelle 55 città nel delta dell’Irrawaddy e in altre aree disastrate hanno rilevato che fino a oltre 100mila persone potrebbero essere state uccise dal ciclone, che si è abbattuto sulle fragili abitazioni con forti venti e ondate d’acqua nella notte del 2 maggio scorso.

“Sulla base di queste valutazioni - è scritto nel rapporto dell’Ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli affari umanitari - le Nazioni Unite stimano che da 1.215.885 a 1.919.485 di persone sono state colpite dal ciclone. Il numero di morti può andare dai 63.290 ai 101.682 e 220mila persone sono date per disperse”.

Mancano cibo ed acqua potabile, “vi sono timori per la sicurezza e si teme che nelle aree maggiormente devastate si verifichino comportamenti violenti”, avverte ancora l’Onu.

Intanto oggi un battello della Croce Rossa carico di aiuti è affondato dopo aver urtato un tronco nel delta dell’Irrawaddy, nella Birmania sud-occidentale. Lo ha fatto sapere l’organizzazione umanitaria, denunciando una “drammatica perdita” in un contesto in cui la distribuzione degli aiuti è già resa difficile dalle restrizioni imposte dalla giunta militare birmana. L’imbarcazione, con a bordo aiuti destinati ad oltre 1.000 persone e composti da riso, acqua potabile, pasticche per la depurazione dell’acqua, abiti e materiale sanitario, era diretta dalla ex capitale Rangoon a Bogalay, una delle città più colpite dal ciclone, dove almeno 10.000 persone hanno persone la vita o sono date per disperse. I membri dell’equipaggio ed i quattro operatori a bordo sono stati salvati.


La giunta militare continua ad ostentare di avere il controllo della situazione e i media statali oggi riportavano che il referendum costituzionale, che i militari hanno voluto convocare nonostante la devastazione del Paese, si sta svolgendo regolarmente e con “una partecipazione massiccia”. Si è votato in tutta la Birmania, tranne che in 47 comuni in cui le operazioni sono state rimandate al 24 maggio, sostiene il quotidiano New Light of Myanmar, controllato dalla giunta: un “successo”, quindi, secondo il regime, nonostante Nargis.

(11 maggio 2008)

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/birmania-ciclone-1/bilancio-onu/bilancio-onu.html

 

La giunta sequestra le donazioni. I carichi umanitari fermi all’aeroporto della capitale
Solo mezzo milione di sfollati, sui due e mezzo stimati, hanno ricevuto soccorsi

Rangoon, confiscati gli aiuti
Voto farsa per il referendum

dal nostro inviato DANIELE MASTROGIACOMO

 

BANGKOK - La cosa più assurda e grottesca ce la mostra Mrtv, la televisione di Stato della Birmania. Si vedono in continuazione i papaveri della giunta militare che distribuiscono, con un sorriso, pacchi di aiuti alla popolazione stremata. Su ognuno c’è scritto in grande, in stampatello, il nome di un generale. Tutti pezzi grossi. Poi l’obiettivo inquadra l’onnipresente capo supremo, generale Than Schwe, e finisce per zoommare di nuovo sul pacco. Scritta più in piccolo, si nota una seconda etichetta: “Dono del regno di Thailandia”.
……
Ma è un gioco facile: sequestrano i carichi umanitari (pochissimi) che arrivano all’aeroporto, ringraziano, fanno ripartire il personale straniero e poi pensano loro a distribuire i regali. Come e dove vogliono. La trattativa tra il Pam, l’organizzazione dell’Onu che coordina l’invio dei soccorsi, e la Giunta si protrae da sei giorni.

I cargo delle Nazioni unite restano a terra a Bangkok, il segretario generale Ban Ki-Moon attende da martedì di parlare al telefono con il capo dei militari, il responsabile della missione in Asia è esausto e venerdì sera, frustrato, ha deciso di gettare la spugna. Ha sospeso il ponte aereo che aveva programmato e definito con i vertici della Giunta. Poi, ieri mattina, forse anche grazie alle pressioni della Cina, grande alleato dei militari al potere, è arrivato il via libera e l’Onu ha potuto spedire i primi aiuti

Lascia una Risposta

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>