
Con le votazioni di fiducia è nato ufficialmente il quarto Governo Berlusconi. Un governo spostato piu a destra, senza i centristi e con una maggioranza molto ampia. Le premesse per un esecutivo di Legislatura ci sono tutte, come sembra anche esserci la possibilità di un dialogo concreto con l’opposizione per quanto riguarda le Riforme.
Anche nel 2001 Berlusconi per i primi mesi fu conciliante salvo poi tirar fuori il suo vero io con l’editto bulgaro, le epurazioni, le leggi “pro domo sua”, la riforma della giustizia, la riforma unilaterale della costituzione , la legge elettorale “porcata”.
Sono passati sette anni, il vecchio Silvio oramai ha “rimodellato” il sistema legislativo per evitare noie giudiziarie, ha creato un altro impero sfruttando il digitale terrestre, ha ampliato il suo dominio mediatico con la legge Gasparri acquistando altri media…potrebbe essere “sazio”? potrebbe davvero cogliere l’occasione per elevarsi a statista senza usufruire dei tacchi ma basandosi sul buonsenso? Non è dato sapere.
Sicuramente possiamo registrare una apertura di credito nei confronti del PD di Veltroni, quel Partito Democratico che non affonda piu in polemiche sul conflitto di interessi, sullo strapotere mediatico e lascia da solo Antonio Di Pietro quando attacca il neo premier. Nessun applauso, nessun sostegno all’ex Pm, dai banchi del PD cala il silenzio.
Di Pietro e Veltroni: due mesi fa sembrava che dovessero far parte dello stesso gruppo parlamentare, si disse no alla collaborazione con il PS perche voleva tenere il suo simbolo e si ribadì che l’Italia dei Valori avrebbe comunque fatto parte del gruppo unico del PD. Oggi vediamo invece due partiti distinti e separati non solo “formalmente” ma politicamente. Guardando al comportamento dei due leader della coalizione sconfitta alle elezioni mi vengono in mente certi film polizieschi americani dove, durante l’interrogatorio di un potenziale criminale, ci sono due poliziotti, uno buono ed uno cattivo. Ecco, Veltroni sembra recitare la parte del poliziotto buono disponibile al dialogo con la nuova maggioranza, poco incline a tirare in ballo i soliti temi con i quali la sinistra si è riempita la bocca per quindici anni, salvo risolverli quando era al governo. Di Pietro invece recita la parte del “cattivo”, di quello che sbraita, che denuncia il conflitto di interessi, che attacca i “mondi gentili” di Berlusconi, che vede dietro l’angolo il trappolone della destra. L’ex pm tiene quindi viva l’anima “girotondina” della Sinistra, quella legata ai grillini, ai movimenti, a quel bacino elettorale che una volta era della Sinistra Arcobaleno. Una strategia concordata? forse si, forse no ma che rischia di essere l’unica novità politica di questa legislatura. L’altra opposizione infatti, quella centrista, sembra veramente fuori gioco. E’ di oggi la notizia dell’abbandono di Baccini. Casini sembra per ora tagliato fuori e vedremo come e se riuscirà a tornare decisivo, mai dare per morti i democristiani comunque, risorgono spesso.
La nota triste di questo avvio di legislatura è dedicata alla assenza della Sinistra. Socialisti e Comunisti non sono presenti in parlamento e soprattutto non sembrano avere grandi prospettive per il futuro. Se, dal punto di vista mediatico, sono oramai tagliati fuori, non vengono piu invitati alle trasmissioni politiche e quindi risentiranno a medio-lungo termine di questa assenza, dal punto di vista politico a Sinistra del PD ci sono solo macerie.
Rifondazione prova a leccarsi le ferite scommettendo su Ferrero e su un ritorno alle origini ponendo fine, in sostanza, alla Sinistra Arcobaleno. Nello stesso partito la linea di unità che fu di Giordano ora è eredità di Vendola che si candida in opposizione a Ferrero. In estate il congresso sancirà il futuro del partito.
Il PS deciderà tra qualche settimana le strategie per il futuro. I verdi si dibattono se confluire o meno nel PD, anche Sinistra Democratica viaggia sulla stessa linea. Diliberto invece, dopo aver tentato di far eleggere i suoi parlamentari nella SA, ha deciso di rinnegarla guardando alla unità dei comunisti. Peccato che le altre frattaglie comuniste, Ferrando in primis, non siano molto disposte.
Niente da dire, a Sinistra del PD c’è il Deserto. Ma il PD stesso sembra essere troppo appiattito sulla maggioranza. Quando Letta risponde che non ha riserve da fare sul discorso di Berlusconi uno si chiede perche il PD non voti la fiducia allora? Questo governo si è presentato in parlamento chiedendo l’aiuto di Dio e della fortuna e soprattutto senza dare risposte concrete, senza chiarire bene il proprio programma. In una situazione di questo tipo l’unica opposizione rimasta dovrebbe da subito incalzare l’esecutivo, rimarcare le differenze senza negare la convergenza su proposte condivise per il bene del paese.
Veltroni deve capire che un 10% dei voti del suo partito sono “in prestito”. L’antiberlusconismo fa parte del dna di buona parte degli elettori di centrosinistra e di sinistra in particolare, provare ad eliminarlo in un modo cosi veloce rischia di essere controproducente, sia per il modo di operare di Di Pietro che potrebbe intercettare molti voti degli antiberlusconiani, sia per il mancato appeal che avrebbe una Sinistra arrendevole e poco polemica. L’Italia si sà è il paese dei Guelfi e dei Ghibellini e non dei “ma anche”, questo la dirigenza del PD dovrebbe saperlo, il rischio di una politica passiva è altissimo.
Personalmente non stimo molto D’Alema ma vedo già le sue manovre per creare una nuova corrente antiveltroni, le sue proposte di dialogo con la Sinistra Arcobaleno sono una riprova del fatto che nei Democratici ci sono piu correnti di pensiero e non tutte sono fedeli alla “autosufficienza” veltroniana. Autosufficienza utopica, guardando il paese, la sua storia e la situazione attuale. Non basterà certo uno sbarramento alle Europee per togliere di mezzo centristi e sinistra. Spero che Veltroni e gli altri non accarezzino l’idea di “espellere” dalla tv i partiti minori, come già stan facendo i vari Floris, Vespa, Mentana, Riotta, Mimum etc. La tentazione è forte certo ma se, come penso, non pagherà a breve rischia di accendere un odio a sinistra poco utile e soprattutto pericoloso.