C a n d i d o

ovvero “Notizie” dall’unico Mondo che abbiamo

Archivio per Maggio 14th, 2008

Fini ed i “precedenti pericolosi”

Pubblicato da candidonews su 14 Maggio, 2008

Cita:
“Presidente, mi interrompono”. …Piu’ di una volta l’ex pm viene interrotto da deputati della maggioranza. ”Lasciatelo parlare”, dice Fini rivolto ai suoi ex compagni di schieramento. Ma il leader dell’Idv, nuovamente interrotto, si rivolge direttamente a Fini chiedendo un suo intervento.

E’ a questo punto che il presidente pronuncia le parole che scatenano la polemica: “Onorevole Di Pietro lei sa che e’ abbastanza naturale che ci siano interruzioni”. Anche se, aggiunge, ”dipende da quello che si dice”.

Immediata la replica: ”Ha ragione signor presidente, dipende da quello che si dice perché non bisogna disturbare il manovratore…”.

Botta e risposta rapido e dai toni secchi, ma non è finita qui. Subito dopo Di Pietro, infatti, interviene per la sua dichiarazione di voto l’ex presidente della Camera e leader dell’Udc, Pierferdinando Casini. Che inizia proprio rivolgendosi a Fini: “Dissento da ciò che ha detto Di Pietro, ma le ricordo che i parlamentari non possono essere sindacati nelle loro opinioni. Anche perché sarebbe un precedente pericoloso”.

Fermo restando che i due fatti non sono paragonabili……Oh, ma il precedente pericoloso c’era eccome:

Cita:
E Rocco [presidente della camera] intigna a provocare: <<Onorevole Matteotti non provochi incidenti e concluda!>>. Di rimando Matteotti: <<Protesto! Non sono io a provocare, ma gli altri che m’impediscono di parlare!>>. E Rocco: <<Ha finito? Allora ha facoltà di parlare l’onorevole…>>. Matteotti scatta: <<Ma che maniera è questa! Lei deve tutelare il mio diritto di parlare!>>. Scoppia un nuovo casino, di cui il presidente della Camera approfitta per ammonire Matteotti: <<Se ella vuole parlare, continui, ma prudentemente!>>.

era il 30 maggio 1924. L’inizio della dittatura fascista. Il Lupo perde il pelo……? Fini ha gia dimenticato il suo “istituzionale” discorso di insediamento?

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L’inizio di legislatura, il punto.

Pubblicato da candidonews su 14 Maggio, 2008

Con le votazioni di fiducia è nato ufficialmente il quarto Governo Berlusconi. Un governo spostato piu a destra, senza i centristi e con una maggioranza molto ampia. Le premesse per un esecutivo di Legislatura ci sono tutte, come sembra anche esserci la possibilità di un dialogo concreto con l’opposizione per quanto riguarda le Riforme.

Anche nel 2001 Berlusconi per i primi mesi fu conciliante salvo poi tirar fuori il suo vero io con l’editto bulgaro, le epurazioni, le leggi “pro domo sua”, la riforma della giustizia, la riforma unilaterale della costituzione , la legge elettorale “porcata”.

Sono passati sette anni, il vecchio Silvio oramai ha “rimodellato” il sistema legislativo per evitare noie giudiziarie, ha creato un altro impero sfruttando il digitale terrestre, ha ampliato il suo dominio mediatico con la legge Gasparri acquistando altri media…potrebbe essere “sazio”? potrebbe davvero cogliere l’occasione per elevarsi a statista senza usufruire dei tacchi ma basandosi sul buonsenso? Non è dato sapere.

Sicuramente possiamo registrare una apertura di credito nei confronti del PD di Veltroni, quel Partito Democratico che non affonda piu in polemiche sul conflitto di interessi, sullo strapotere mediatico e lascia da solo Antonio Di Pietro quando attacca il neo premier. Nessun applauso, nessun sostegno all’ex Pm, dai banchi del PD cala il silenzio.

Di Pietro e Veltroni: due mesi fa sembrava che dovessero far parte dello stesso gruppo parlamentare, si disse no alla collaborazione con il PS perche voleva tenere il suo simbolo e si ribadì che l’Italia dei Valori avrebbe comunque fatto parte del gruppo unico del PD. Oggi vediamo invece due partiti distinti e separati non solo “formalmente” ma politicamente. Guardando al comportamento dei due leader della coalizione sconfitta alle elezioni mi vengono in mente certi film polizieschi americani dove, durante l’interrogatorio di un potenziale criminale, ci sono due poliziotti, uno buono ed uno cattivo. Ecco, Veltroni sembra recitare la parte del poliziotto buono disponibile al dialogo con la nuova maggioranza, poco incline a tirare in ballo i soliti temi con i quali la sinistra si è riempita la bocca per quindici anni, salvo risolverli quando era al governo. Di Pietro invece recita la parte del “cattivo”, di quello che sbraita, che denuncia il conflitto di interessi, che attacca i “mondi gentili” di Berlusconi, che vede dietro l’angolo il trappolone della destra. L’ex pm tiene quindi viva l’anima “girotondina” della Sinistra, quella legata ai grillini, ai movimenti, a quel bacino elettorale che una volta era della Sinistra Arcobaleno. Una strategia concordata? forse si, forse no ma che rischia di essere l’unica novità politica di questa legislatura. L’altra opposizione infatti, quella centrista, sembra veramente fuori gioco. E’ di oggi la notizia dell’abbandono di Baccini. Casini sembra per ora tagliato fuori e vedremo come e se riuscirà a tornare decisivo, mai dare per morti i democristiani comunque, risorgono spesso.

La nota triste di questo avvio di legislatura è dedicata alla assenza della Sinistra. Socialisti e Comunisti non sono presenti in parlamento e soprattutto non sembrano avere grandi prospettive per il futuro. Se, dal punto di vista mediatico, sono oramai tagliati fuori, non vengono piu invitati alle trasmissioni politiche e quindi risentiranno a medio-lungo termine di questa assenza, dal punto di vista politico a Sinistra del PD ci sono solo macerie.

Rifondazione prova a leccarsi le ferite scommettendo su Ferrero e su un ritorno alle origini ponendo fine, in sostanza, alla Sinistra Arcobaleno. Nello stesso partito la linea di unità che fu di Giordano ora è eredità di Vendola che si candida in opposizione a Ferrero. In estate il congresso sancirà il futuro del partito.

Il PS deciderà tra qualche settimana le strategie per il futuro. I verdi si dibattono se confluire o meno nel PD, anche Sinistra Democratica viaggia sulla stessa linea. Diliberto invece, dopo aver tentato di far eleggere i suoi parlamentari nella SA, ha deciso di rinnegarla guardando alla unità dei comunisti. Peccato che le altre frattaglie comuniste, Ferrando in primis, non siano molto disposte.

Niente da dire, a Sinistra del PD c’è il Deserto. Ma il PD stesso sembra essere troppo appiattito sulla maggioranza. Quando Letta risponde che non ha riserve da fare sul discorso di Berlusconi uno si chiede perche il PD non voti la fiducia allora? Questo governo si è presentato in parlamento chiedendo l’aiuto di Dio e della fortuna e soprattutto senza dare risposte concrete, senza chiarire bene il proprio programma. In una situazione di questo tipo l’unica opposizione rimasta dovrebbe da subito incalzare l’esecutivo, rimarcare le differenze senza negare la convergenza su proposte condivise per il bene del paese.

Veltroni deve capire che un 10% dei voti del suo partito sono “in prestito”. L’antiberlusconismo fa parte del dna di buona parte degli elettori di centrosinistra e di sinistra in particolare, provare ad eliminarlo in un modo cosi veloce rischia di essere controproducente, sia per il modo di operare di Di Pietro che potrebbe intercettare molti voti degli antiberlusconiani, sia per il mancato appeal che avrebbe una Sinistra arrendevole e poco polemica. L’Italia si sà è il paese dei Guelfi e dei Ghibellini e non dei “ma anche”, questo la dirigenza del PD dovrebbe saperlo, il rischio di una politica passiva è altissimo.

Personalmente non stimo molto D’Alema ma vedo già le sue manovre per creare una nuova corrente antiveltroni, le sue proposte di dialogo con la Sinistra Arcobaleno sono una riprova del fatto che nei Democratici ci sono piu correnti di pensiero e non tutte sono fedeli alla “autosufficienza” veltroniana. Autosufficienza utopica, guardando il paese, la sua storia e la situazione attuale. Non basterà certo uno sbarramento alle Europee per togliere di mezzo centristi e sinistra. Spero che Veltroni e gli altri non accarezzino l’idea di “espellere” dalla tv i partiti minori, come già stan facendo i vari Floris, Vespa, Mentana, Riotta, Mimum etc. La tentazione è forte certo ma se, come penso, non pagherà a breve rischia di accendere un odio a sinistra poco utile e soprattutto pericoloso.

 

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Emergenza criminalità: arriva il Commisario ROM

Pubblicato da candidonews su 14 Maggio, 2008

 

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Arriva il taglio dell’ICI

Pubblicato da candidonews su 14 Maggio, 2008

Il decreto sarà varato mercoledì insieme alla detassazione degli straordinari
Non è ancora chiaro se gli sgravi entreranno in vigore già dal prossimo giugno

Tremonti: “Taglio Ici sarà coperto
e nel 2011 pareggio di bilancio”

L’annuncio dal vertice Ecofin con al centro anche la questione degli “stipendi d’oro”
Secondo il ministro “vanno tassati in modo diverso rispetto ad oggi”

Giulio Tremonti


BRUXELLES - I tagli fiscali, come l’abolizione dell’Ici, “saranno assolutamente coperti, ovviamente sul 2008″: lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa seguita all’Ecofin, aggiungendo che al consiglio dei ministri di mercoledì il governo varerà un decreto per gli sgravi sull’imposta comunale sugli immobili, ma senza precisare se il provvedimento entrerà in vigore già per l’acconto in scadenza a fine giugno. “Aspettate fino a mercoledì”, si è limitato a ribadire. Quanto alla detassazione degli straordinari, anche questo provvedimento dovrebbe essere approvato dal primo consiglio dei ministri del 21 maggio.

“Per quanto riguarda il decreto che faremo mercoledì prossimo dobbiamo ancora definire le forme e i termini”, ha spiegato Tremonti, “ma il mio impegno è quello alla copertura assoluta”. “L’abbattimento al 40% che già c’è - ha sostenuto - non è coperto, come dicono all’Ance, è coperto da una promessa e noi saremo impegnati a coprire quel 40%, e quindi a trasformare una promessa in una copertura, sia a coprire i tagli che faremo noi”.

L’Italia, ha proseguito l’esponente del Pdl, conferma l’obiettivo di arrivare all’azzeramento del rapporto deficit-Pil nel 2011. “Il mantenimento dell’obiettivo del 2011 - ha detto Tremonti - è un punto di consenso con il predecessore Tommaso Padoa-Schioppa”. Il ministro ha anche riferito di aver avuto un breve incontro bilaterale con il commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia, in cui “si è discusso in termini assolutamente generali la situazione di bilancio dell’Italia”. Su questo, ha aggiunto il ministro, “avremo modo di approfondire nei prossimi appuntamenti”.


La riunione dei ministri delle Finanze europei si è occupata stamane anche di un rapporto sulle remunerazioni dei grandi manager e sui relativi incentivi. Gli stipendi d’oro, si è limitato a commentare Tremonti sull’argomento, “vanno tassati in modo diverso rispetto ad oggi”.

Più in generale, Tremonti al termine dei lavori ha sottolineato che l’atmosfera in cui si sono svolte le riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin è “molto cambiata e ora mi trovo molto più a mio agio”. Prima, ha osservato ancora l’esponente del Pdl, “gli altri dicevano cose molto diverse” rispetto a me. Ora, ha evidenziato Tremonti, la politica agricola comune sta segnando una svolta storica, c’è un nuovo approccio in materia di aiuti di Stato, specialmente per quanto riguarda gli interventi destinati a fronteggiare gli effetti della crisi finanziaria internazionale. “Fino a qualche anno fa una discussione di questo tipo era impensabile - ha detto Tremonti - molte posizioni stanno cambiando verso una direzione che io ritengo corretta”.

(14 maggio 2008)

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Energia Italiana, costosa e scarsa

Pubblicato da candidonews su 14 Maggio, 2008

Energia italiana

tratto da: http://www.liveyourlife.it/2008/05/02/energia-italiana/

La situazione energetica italiana non è sicuramente delle migliori. Senza un piano nazionale energetico (l’ultimo risale al 1975), con un suolo scarso di idrocarburi e con l’abbandono del nucleare, ci siamo resi energeticamente dipendenti dall’estero. In particolare dall’articolo del “Corriere della Sera” riporto alcuni dati:

  • autonomia energetica italiana: 12% del fabbisogno totale. Il resto è importato come materie prime (gas da Russia e Algeria, petrolio da più stati) da sfruttare in loco per il 75% e per il 13% da elettricità acquistata direttamente dall’estero (equivalente di 8 centrali nucleari pari a quella di Caorso)
  • costo elettricità: 60% in più della media europea. 2 volte quella francese, 3 volte quella svedese. Siamo il paese Europeo in cui costa di più (vedi immagine sopra).
  • consumo annuo: 338 miliardi di KW/h. Tanto quanto Turchia, Polonia, Romania ed Austria le quali messe insieme hanno 136 milioni di abitanti; il punto è che noi ne contiamo solamente 60 milioni.

L’unico modo che abbiamo di migliorare (senza costruire nuove centrali) è un processo che si può schematizzare in 3 tappe (come suggerisce Maurizio Pallante):

  1. Limitare gli sprechi. Grazie ad un uso consapevole e all’adozione di piccole pratiche si riesce a risparmiare già il 50% dell’energia in una normale abitazione.
  2. Integrazione con Fonti Rinnovabili. Per il fabbisogno personale occorre integrare i propi consumi con energia prodotta da fonti rinnovabili.
  3. Decentramento. Non più poche e grandi centrali, ma tanti piccoli nodi di interscambio di energia, locali e integrate nel territorio. Come l’informazione con Internet. Risultato? Le fonti di energia rinnovabile diventano protagoniste e marginali le fossili.

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Telefilm: Law & Order made in Paris

Pubblicato da candidonews su 14 Maggio, 2008

Law & Order Criminal Intent: Parigi

Prima visione assoluta in Italia

Dal 2 maggio in onda ogni venerdì alle ore 21:00 con doppio appuntamento

 

Si svolgono all’ombra della Torre Eiffel le indagini degli agenti speciali di Law & Order Criminal Intent: Parigi, la versione francese di Law & Order: Criminal Intent che approda in prima visione assoluta in Italia sugli schermi di FoxCrime (canale 112 di SKY), ogni venerdì con doppio appuntamento alle ore 21:00 e alle ore 21:50 a partire dal 2 maggio 2008.
Gli episodi della serie sono stati adattati, sotto la supervisione di Dick Wolf, creatore di Law & Order e dei suoi spin-off, dalle sceneggiature originali americane e riscritte ispirandosi alla legislazione francese. Ambientata a Parigi, Law & Order Criminal Intent: Parigi annovera nel cast Vincent Perez (Il tulipano d’oro), nel ruolo del commissario Vincent Revel, e Sandrine Rigaux (The Transporter) in quello del detective Claire Savigny.

fonte: http://www.serialit.com/articoli/05/0022.htm

 

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Rom, criminalità, pacchetto del governo

Pubblicato da candidonews su 14 Maggio, 2008

Vertice tra Maroni e i colleghi di Giustizia, Difesa, Esteri e Politiche comunitarie
Il pacchetto sicurezza in cinque punti sarà varato mercoledì 21 maggio

Mano dura contro i clandestini
Poteri speciali al prefetto di Milano

Il responsabile del Viminale: “Decreto per affidare l’emergenza rom a un commissario”

 

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni

ROMA - L’idea di introdurre il reato di immigrazione clandestina rimane in cima ai pensieri del governo ed esce rafforzata dalle oltre due ore di vertice svoltosi oggi tra i ministri dell’Interno Maroni, della Difesa La Russa, della Giustizia Alfano e delle Politiche comunitarie Ronchi. Restano però i dubbi sul fatto che la soluzione per raggiungere l’obiettivo del governo sia la stesura di un nuovo articolo del codice penale.

Il primo a lasciare Palazzo Chigi è stato Ronchi, che ha parlato di un incontro dal clima “ottimo” e volto “a mantenere quelle che sono state le richieste dei cittadini in campagna elettorale”. Quanto al reato di immigrazione clandestina, l’esponente di An ha chiarito: “Non diciamo che è una decisione presa, ma stiamo lavorando per prefigurare questo tipo di reato. Se per ipotesi non sarà inserito il reato di immigrazione clandestina, saranno previste tutte quelle norme per far sì che non ci sia più l’immigrato clandestino”.

Che l’obiettivo rimanga immutato, ma che la forma possa cambiare, lo ha confermato anche il Guardasigilli Alfano. “Abbiamo come punto fermo il contrasto all’immigrazione clandestina - ha chiarito - Troveremo nelle prossime giornate la formula per attuare questo intendimento”.

Ronchi ha confermato anche che il pacchetto sicurezza dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri che si terrà mercoledì 21 maggio a Napoli sulla base di una bozza pronta entro venerdì. L’articolato, secondo quanto anticipato dallo stesso Maroni, ruoterà attorno a cinque punti: contrasto all’immigrazione clandestina, gestione dei rapporti con i paesi comunitari, individuazione di nuovi reati, lotta alla criminalità organizzata, collaborazione con gli enti locali nel contrasto del crimine.

Proprio su questo ultimo aspetto, il responsabile del Viminale ha già iniziato a lavorare, annunciando importanti novità. Nel pomeriggio di ieri aveva incontrato il sindaco di Roma, mentre oggi è stata la volta di Letizia Moratti, primo cittadino di Milano. “Con Milano - ha detto il ministro al termine dell’incontro - è stato stipulato un patto per la ‘Città sicura’ che prevede molte norme. Al punto numero due c’è quella che riguarda i campi nomadi e che prevede il conferimento di poteri straordinari ad un commissario”. Maroni ha sottolineato che l’incarico verrà dato al prefetto di Milano. “Entro un paio di giorni - ha detto - firmerò il decreto per l’emergenza rom dando i poteri al prefetto”. Una soluzione che il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha detto di apprezzare. “E’ un tema che ho condiviso con Maroni - ha chiarito - un tema che sposo assolutamente e che permette di affrontare il problema nell’ambito di una strategia Paese non lasciando le singole aree metropolitane sole ad affrontarlo”.


Le consultazioni del ministro dell’Interno proseguiranno poi nei prossimi giorni. Giovedì vedrà il presidente dell’Anci e sindaco di Firenze Leonardo Domenici. Successivamente ascolterà i sindacati e Confindustria, poi i magistrati e i penalisti, la Caritas e le altre associazioni che si occupano di immigrazione, con l’obiettivo di chiudere la bozza entro venerdì. Maroni ha sottolineato quindi che intende sentire anche il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, perché la sicurezza “non riguarda solo l’immigrazione, ma anche la criminalità organizzata”, e Marco Minniti. “Il ministro ombra - ha rivelato l’esponente della Lega - l’ho già sentito nei giorni scorsi, con Minniti abbiamo avuto uno scambio di opinioni. Ma lo risentirò senz’altro anche perché voglio sentire il suo parere sul provvedimento che stiamo studiando”. Il ministro dell’Interno ha precisato di non considerare il suo omologo come un antagonista, ma come “una persona che ha interesse come me a fare le cose giuste per il paese, magari da una prospettiva diversa dalla mia. Da lui mi aspetto critiche ma anche contributi”.


(13 maggio 2008)

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