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Archivio per 21 Maggio 2008

Breaking News **Franzoni Condannata a 16 anni**

Pubblicato da candidonews su 21 Maggio, 2008

Cogne, confermata condanna a 16 anni
ordine di cattura per la Franzoni

La sentenza della Cassazione conferma quella emessa nell’aprile 2006 dalla corte di assise di appello di Torino. La donna colpevole dell’omicidio del figlio del figlio Samuele di tre anni, il 30 gennaio 2002. Ora dovrà andare in carcere. Un’amica: “Sperava nella giustizia”

Tutte le tappe della vicenda
ROMA – Da quel 30 gennaio 2002 alla Cassazione, le tappe della vicenda giudiziaria di Anna Maria Franzoni, condannata in appello a 16 anni di carcere per aver ucciso suo figlio Samuele.

30 gennaio 2002 - Il piccolo Samuele Lorenzi, di tre anni, viene ucciso a Cogne nella casa in cui vive col papà Stefano, la mamma Anna Maria Franzoni e il fratello maggiore, Davide.

14 marzo 2002 - Anna Maria viene arrestata per ordine del gip di Aosta, Fabrizio Gandini, con l’accusa di omicidio volontario.

30 marzo 2002 - Il tribunale del riesame di Torino scarcera la donna per carenza di indizi.

10 giugno 2002 – Accogliendo un ricorso della procura di Aosta, la Cassazione annulla l’ordinanza del tribunale.

19 settembre 2002 - A Torino, il riesame-bis conferma la validità dell’arresto.

26 gennaio 2003 – Anna Maria Franzoni partorisce un altro figlio, Gioele.

10 febbraio 2003 - Il gip di Aosta revoca l’ordine di custodia. Anna Maria Franzoni, ormai libera dal 30 marzo, verrà giudicata a piede libero.

19 luglio 2004 – Il giudice Eugenio Gramola, ad Aosta, condanna la Franzoni a 30 anni di carcere.

28 luglio 2004 – I consulenti dell’avvocato difensore Carlo Taormina (che da giugno 2002 è subentrato al primo legale, Carlo Federico Grosso) svolgono un sopralluogo nella villetta di Cogne alla ricerca di una soluzione alternativa.

1 novembre 2005 - L’esposto-denuncia inoltrato da Taormina alla magistratura si trasforma in un procedimento per calunnia e frode processuale contro l’imputata, i consulenti e lo stesso legale. E’ l’inchiesta Cogne-bis, procedimento penale ancora aperto a Torino.

16 novembre 2005 – Comincia a Torino il processo d’appello.

20 febbraio 2007 – La Cassazione respinge la richiesta di Anna Maria Franzoni e Taormina di trasferire il processo a Milano per “legittima suspicione”.

4 marzo 2007 - La Franzoni nomina Paola Savio avvocato di fiducia. Taormina abbandona.

27 aprile 2007 – In appello, la Corte dichiara la Franzoni colpevole ma le riduce la pena a 16 anni di carcere.

14 settembre 2007 – La procura di Torino chiude l’inchiesta Cogne-bis spedendo gli avvisi a undici persone.

19 ottobre 2007 - Depositate le motivazioni della sentenza d’appello.

11 dicembre 2007 - La difesa della Franzoni presenta ricorso in Cassazione.

12 marzo 2008 – A Milano, Anna Maria Franzoni è condannata a tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per diffamazione ai danni del procuratore di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo.

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/franzoni-cassazione/tappe-processo/tappe-processo.html

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Primi provvedimenti: abolita l’ici, detassati gli straordinari, piano rifiuti

Pubblicato da candidonews su 21 Maggio, 2008

PRIMI PROVVEDIMENTI PER IL GOVERNO, VEDIAMOLI ASSIEME:

ECONOMIA:

Abolita l’Ici sulla prima casa
Detassati straordinari e premi
Ridotte rate mutui variabili

A Napoli approvato anche il pacchetto economico: scompare la tassa sulla prima casa: aliquota fissa (10%) sul lavoro straordinario per i redditi fino a 30mila euro: esclusi gli statali, no dei sindacati. Il premier: “Situzione è difficile, ce ne rendiamo conto”
Miojob Straordinari, ecco cosa cambia

PROBLEMA RIFIUTI:

nel capoluogo partenopeo primo cdm “operativo” del berlusconi IV

«Carcere per chi blocca le discariche
In Campania 4 termovalorizzatori»

Berlusconi presenta il decreto rifiuti. Guido Bertolaso diventa sottosegretario per affrontare l’emergenza

http://www.corriere.it/politica/08_maggio_21/cdm_napoli_13dff4f8-2714-11dd-93bf-00144f02aabc.shtml

PROBLEMA SICUREZZA:

Dal governo sì al pacchetto sicurezza
Berlusconi: “Operativo in due mesi”

Previsti un decreto legge e un ddl. Procedura rapida per le espulsioni. Vietato patteggiare per reati di mafia
NAPOLI
Il consiglio dei ministri ha approvato misure per la sicurezza e di contrasto all’immigrazione clandestina. Il «pacchetto sicurezza» si compone di un disegno di legge e di un decreto legislativo di modifica delle normative vigenti di immediata applicazione.

Berlusconi: «Pacchetto operativo in due mesi»
«Tutte le misure previste» all’interno dei quattro provvedimenti di cui si compone il pacchetto sicurezza saranno operative «entro due mesi». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a palazzo reale di Napoli dopo il Cdm. Berlusconi ha ribadito che le misure sono contenute in un decreto legge, due decreti legislativi «che possono essere operativi entro 30 giorni» e un ddl «che sono certo avrà una corsia preferenziale in Parlamento».

Niente pattugliamenti misti militari-polizia

Dal pacchetto sicurezza scompare l’ipotesi di pattugliamenti congiunti tra militari e forze di polizia ai fini di prevenzione della criminalità. La misura, infatti, non compare nè nel decreto legge nè nel disegno di legge approvati oggi dal Consiglio dei ministri a Napoli. Non è detto, tuttavia, che la misura sia tramontata definitivamente e potrebbe tornare d’attualità in sede di conversione del decreto legge varato oggi dal governo.

La clandestinità sarà reato
Il reato di immigrazione clandestina è stato introdotto per disegno di legge: prevede una pena da sei mesi a quattro anni di carcere, mentre non c’è la misura sul patteggiamento, che doveva essere contenuta nel decreto legge. Prosegue però la polemica tra le forze politiche sulle misure del pacchetto preparato dal ministro Maroni. Il Pd intanto sta preparando una “controproposta” alle misure del governo. Un pacchetto alternativo che sarà calibrato su quello dell’esecutivo e verrà illustrato nel Consiglio dei ministri ombra di venerdì a Milano da Marco Minniti, ministro-ombra dell’Interno, che oggi ha incontrato il titolare del Viminale, Roberto Maroni. 

Confisca degli immobili affittati ai clandestini
Confermata la confisca degli immobili che vengono affittati ad immigrati clandestini. La misura, a quanto si apprende, è infatti presente all’interno del pacchetto sicurezza varato oggi.

Maroni: «Espulsioni più facili e nuovi poteri ai sindaci»

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al termine della riunione del Cdm a Napoli, ha elencato i contenuti del decreto legge sulla sicurezza. «Ci saranno – spiega – norme per contrastare immigrazione clandestina, espulsioni più facili, confisca degli appartamenti affittati a cittadini irregolari per scopo lucro, pene più severe per chi guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, con revoca della patente e la confisca del veicolo». E ancora, è stato l’elenco di Maroni, «nuovo poteri ai sindaci per la prevenzione dei reati e per lottare contro il degrado urbano, l’ampliamento dei casi giudicati per direttissima, maggiore certezza della pena, misure più efficaci nella lotta alla mafia, maggiore facilità nella distruzioni delle merci contraffatte, perché oggi viene dato il potere alla polizia locale di sequestrare questa merce e di distruggerla immediatamente mantenendo un campione, come si fa per la droga». Infine, conclude Maroni, «il divieto di patteggiamento in appello per i reati di mafia».

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200805articoli/33005girata.asp#

 

 

 

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Cogne, l’ora della sentenza per Anna Maria Franzoni

Pubblicato da candidonews su 21 Maggio, 2008

Metteremo la parola fine a questa morbosa vicenda? Sono 6 anni oramai che ci propinano Cogne. Tra Vespa, Mentana e cronache in diretta varie… non se ne puo piu. Finalmente arriva l’ultimo grado.

La donna è accusata di aver ucciso il figlio Samuele. IN APPELLO LA CONDANNA A 16 ANNI

Delitto di Cogne, l’ultimo verdetto
Il Pg: «Confermare la condanna»

«Con umana sofferenza che vi chiedo di rigettare il ricorso presentato dalla difesa della Franzoni»

ROMA—Per Annamaria Franzoni è l’ora della verità. La prima sezione penale della Cassazione è già riunita per decidere se confermare o meno i 16 anni inflitti alla donna il 27 aprile del 2007 dalla corte d’assise d’appello di Torino. La richiesta avnzata in aula dal sostituto procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani è di «confermare la condanna a 16 anni di carcere» per la donna . Una richiesta avanzata con «umana sofferenza ma con giuridica certezza» da Ciani per cui sono da respingere tutte le obiezioni avanzate dai difensori della Franzoni. Per il Pg è corretto il «trattamento sanzionatorio» anche se non si può attribuire «al dolo d’impeto», come viene definito il delitto del quale è accusata la Franzoni, «una intensità elevata, perché quella del dolo d’impeto è una intensità più bassa». Questo l’unico «errore» rilevato dal Pg Ciani nel verdetto di appello. Questa piccola correzione non inficia in alcun modo «la validità della sentenza d’appello», ha concluso il Pg.

IL RESTO QUI: http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_21/franzoni_verdetto_20fdfc42-270b-11dd-93bf-00144f02aabc.shtml

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Una tv per il mondo arabo, targata Mediaset

Pubblicato da candidonews su 21 Maggio, 2008

LA “PIOVRA” MEDIASET SI ESPANDE SEMPRE PIU, DOPO L’ACQUISTO DI ENDEMOL, ORA PUNTA AL MONDO ARABO. SEMPRE PIU IN ALTOOOOOO!

 

Una tv dalla Libia al Marocco
è la scommessa di Mediaset

dal nostro inviato GIOVANNI PONS

 

CANNES – Mediaset e Tarak Ben Ammar lanciano una nuova tv commerciale privata diretta al mondo arabo, una sorta di Canale 5 rivolta ai paesi del Maghreb, l’area più occidentale del Nord Africa che comprende Libia, Algeria, Tunisia, Marocco.

L’iniziativa è stata presentata a Cannes con una conferenza stampa che vede impegnati il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il maggiore azionista di Prima Tv, Ben Ammar. Mediaset e Prima Tv investiranno inizialmente 25 milioni di euro in Nesma Tv, una canale già esistente fondato qualche tempo fa da due imprenditori tunisini, con l’obbiettivo di rilanciarlo.

Il bacino di utenza della nuova televisione sarà molto allargato poiché comprende circa 90 milioni di persone appartenenti al mondo maghrebino più 10 milioni presenti in vari paesi europei tra cui Francia (6 milioni) e Italia (due milioni).

Nell’iniziativa Mediaset ha battuto sul tempo i gruppi francesi Lagardère e Bouygues e numerosi fondi arabi che si erano dichiarati disposti a finanziare l’iniziativa e con questa mossa estende la proiezione internazionale del gruppo, dopo la Spagna, in un’area chiave per lo sviluppo del business nei prossimi anni. Il mercato della raccolta pubblicitaria dei paesi del Maghreb, dove esistono solo quattro canali di matrice statale, è ancora quasi del tutto vergine.

La nuova Tv sarà distribuita in modalità terrestre nei paesi del Nord Africa e via satellite nei paesi europei. Mediaset apporterà alla nuova televisione tutto il suo know how in termini di cataloghi, acquisti e produzioni comprese nella neo acquisita Endemol.

La nuova iniziativa ha anche una prospettiva socio-politica in quanto mira a diffondere nei paesi del Nord Africa un modello di vita moderno, tollerante e aperto, contrapponendosi a reti di informazione arabe come Al Jazeera. Inoltre l’iniziativa ovviamente non potrà dispiacere al neo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (proprietario di Mediaset attraverso la Fininvest) che potrà contare su un appoggio importante nelle relazioni diplomatiche con i paesi arabi che anche di recente si sono dimostrate non facili da gestire.


(21 maggio 2008)

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/spettacoli_e_cultura/mediaset-arabia/mediaset-arabia/mediaset-arabia.html 

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