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Chi vuole muovere il mondo, prima muova se stesso
[Socrate]
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
[Mahatma Gandhi]
Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui
[Ezra Pound]
Nella vita talvolta è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza
[Sandro Pertini]
La dignità non consiste nell'avere onori, ma nella coscienza di meritarli
[Aristotele]
POLEMICA TRAVAGLIO-SCHIFANI. SECONDO VOI LETTORI DI CANDIDO HA RAGIONE IL GIORNALISTA. BEL PIU DEL 90% DEI LETTORI HAN SCELTO LE DUE OPZIONI FAVOREVOLI A TRAVAGLIO. PER IL 70% HA RAGIONE IN TOTO NELL’AVER RICORDATO LE ACCUSE PASSATE RELATIVE AL PRESIDENTE DEL SENATO. PER PIU DEL 20% SE HA SBAGLIATO CHE PAGHI, MA CHE GLI SIA GARANTITO DI PARLARE.
PER QUANTO RIGUARDA INVECE LA “SFIDA” TRA I DUE GOVERNI, QUELLO UFFICIALE E QUELLO OMBRA, POSSIAMO DARE CONCLUSA IN PARITA’ LA PARTITA, CON UNA LEGGERA PREVALENZA DEL GOVERNO OMBRA DI VELTRONI 52 A 48. COME POSSIAMO LEGGERE QUESTI RISULTATI? FORSE IL MESSAGGIO DATO DA VOI E’ CHE “FANNO SCHIFO ENTRAMBI”?
Tra gli applausi di Confindustria il ministro annuncia tempi stretti per il ritorno all’atomo
“Le prime pietre degli impianti saranno poste entro questa legislatura”
Scajola: “Nuove centrali nucleari
costruite entro cinque anni”
L’Enel: “Noi siamo pronti a partire”. Realacci: “E’ ideologia, finirà come l’articolo 18″
ROMA - “Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo all’assemblea di Confindustria. “Non è più eludibile – ha aggiunto tra gli applausi – un piano di azione per il ritorno al nucleare”, chiarendo che non si tratta di affermazioni di principio ma di un “solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione e determinazione”.
In questi giorni ricorre il ventennale della morte di un grande uomo di spettacolo, Enzo Tortora. Di seguito vi propongo un articolo che riassume la sua tragedia personale, tragedia che minò per sempre carriera e salute.
Sono passati vent’anni ma sembra ieri. Sono passati vent’anni dalla scomparsa di Enzo Tortora: grande giornalista e conduttore televisivo, era il 18 maggio del 1988 quando un cancro se lo portò via. Tortora, genovese classe 1928, laurea in giornalismo, carattere spigoloso, è stato il padre di molta televisione di oggi, è stato colui che ha portato la gente comune dentro le trasmissioni, rendendola protagonista a 360 gradi. Ma lo ha fatto non con la tracimante morbosità che molta televisione del giorno d’oggi usa fare, ma bensì con il tocco elegante e mai volgare che gran parte di quei 28 milioni di telespettatori, che si sintonizzavano sulla seconda rete della Rai il venerdì sera, gli riconoscevano.
Già perché il venerdì sera era la serata di “Portobello” , trasmissione che partì in seconda serata nel 1977 sul secondo canale, per poi approdare grazie all’intuizione felice di Massimo Fichera, allora direttore di rete, in prime time dall’anno successivo. Un successo clamoroso che anno dopo anno ha portato la trasmissione ad indici di ascolto davvero enormi, facendo aumentare esponenzialmente la celebrità del suo conduttore. Portobello era la rappresentazione della cara, buona, semplice provincia italiana. Tanta televisione, ha attinto da questo programma, tanto per fare qualche esempio: la rubrica del “Dove Sei” in cui si cercavano persone scomparse, quella dei “Fiori D’arancio” in cui si cercava l’anima gemella, quella degli inventori; in sostanza il primo vero people-show. Poi come non ricordare il mitico pappagallo che non ne voleva sapere di pronunciare il suo nome: Portobello ovviamente, solo l’attrice Paola Borboni riuscì a farglielo dire durante una celebre puntata.
Ma tutto questo in una livida mattina di giugno del 1983, si doveva bruscamente interrompere, infatti quel giorno Tortora fu arrestato mentre era in un albergo romano; in quel periodo stava conducendo su Rete 4, allora di proprietà Mondadori, una trasmissione elettorale con Pippo Baudo dedicata alle imminenti elezioni politiche. In quella occasione fu messo dinnanzi alla gogna mediatica fatta di telecamere e macchine fotografiche con vergognosi primi piani di braccia ammanettate. Tutti coloro che prima lo osannavano ora gli giravano le spalle tranne alcune rare, anche se prestigiose eccezioni come Enzo Biagi, Piero Angela, Giorgio Bocca, che furono fra i pochi giornalisti che non credettero a quel castello d’accuse. Venne poi sbattuto in un carcere con l’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico dalla Procura di Napoli, sulla base delle dichiarazioni dei pregiudicati Giovanni Pandico, Giovanni Melluso detto “Gianni il bello”, Pasquale Barra, noto come assassino di galeotti quand’era detenuto e per aver tagliato la gola, squarciato il petto e addentato il cuore di Francis Turatello,ex capo della mala milanese; infine da altri 8 imputati nel processo alla cosiddetta Nuova Camorra Organizzata.
Trascorrono anni difficili per Tortora fatti di battaglie durissime per dimostrare la propria totale innocenza, battaglie che passano anche per l’elezione a deputato al Parlamento Europeo nelle liste del Partito Radicale. Ma al termine di tutto questo interminabile terribile percorso che durerà 4 anni e dopo essere stato il 15 settembre 1986 assolto con formula piena dalla Corte d’Appello di Napoli ,c’è finalmente il ritorno in video, proprio da quel palcoscenico che anni prima era stato costretto ad abbandonare. E’ il 20 febbraio del 1987 quando Tortora riappare su RaiDue di nuovo al timone del suo “Portobello” e come aveva promesso riapre il programma con queste celebri parole: « Dunque, dove eravamo rimasti? Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me, e io questo non lo dimenticherò mai. E questo “grazie” a questa cara, buona gente, dovete consentirmi di dirlo. L’ho detto, e un’altra cosa aggiungo: io sono qui, e lo so anche, per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi; sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta. »
Tutto però non è più come prima, la salute minata dal dolore che come una bomba atomica gli ha devastato il corpo, lo ha abbandonato; solo il tempo di condurre “Giallo” un programma nuovo su RaiDue e la fine lo coglie il 18 maggio 1988 per colpa di un tumore. Un tumore che ha i mittenti ben scolpiti sopra. Nel video che segue trovate il racconto per immagini di questa storia, una storia che passa attraverso la televisione ed arriva dritta nelle coscienze di tutte le persone perbene, come perbene era il suo protagonista: