Nel pacchetto sicurezza approvato in Consiglio dei Ministri è prevista l’introduzione del reato di immigrazione clandestina. Le opposizioni si sono dichiarate contrarie a questo provvedimento ma anche dalla maggioranza giungono delle perplessità. Giulia Bongiorno, Pdl, presidente della commissione giustizia esprime dubbi sulla validità di questa proposta. Per una volta si parla del vero problema e cioè della malagiustizia, causa di tanti mali. Ora capisco perche la Bongiorno non è diventata ministro, aveva idee buone per risolvere DAVVERO la questione Ecco il brano dell’intervista.
E il reato di immigrazione clandestina? «Formulato in modo generico, non mi convince. Si dovrebbe introdurre il reato di “immigrazione clandestina pericolosa”: stabilire che è reato non la mera clandestinità dello straniero, ma una clandestinità colorata da elementi oggettivi — che devono essere accertati dal giudice —, da cui risulti una pericolosità sociale. Gli indicatori possono essere i più diversi. Ma non la sola povertà». La prima cosa da fare, dice la Bongiorno, e spendere di più per la giustizia, e lavorare di più. «Tutti quanti: avvocati, magistrati, impiegati ». E pure il Guardasigilli. «Mastella è stato attendista e ha fatto una pessima controriforma. Ma neppure Castelli ha affrontato il nodo prioritario: l’efficienza». Per cui? «Per cui in aula d’un tratto scompare il cancelliere. L’ufficiale giudiziario va via alle 3. Non ci sono soldi per il personale. La storia della polizia giudiziaria senza benzina non è una barzelletta: sei mesi fa mi è capitato di fornire io alla procura la carta per le fotocopie. Non c’è un processo che inizi alla prima udienza: c’è sempre una notifica non ancora arrivata. I testimoni non si presentano».
Per molti avvocati, questa è una manna. «Io invece penso che dilazionare e puntare alla prescrizione sia il modo per rovinare la vita all’imputato. Una condanna anticipata. Il risultato è che la maggior parte delle persone ormai non crede nella giustizia. Chi può permetterselo, la privatizza. Chi ha in animo di delinquere, si sente libero di farlo. Invece deve avere paura. Da culla del diritto, l’Italia è oggi culla del reato. Il paradiso dei criminali». Da qui la necessità di una grande riforma, dice la Bongiorno. «Norma per norma, si può fare». Cominciando dall’inizio. «Le indagini preliminari non hanno durata: è possibile indagare chiunque per chissà quanto tempo, e nessuno sa nulla. Non va bene, occorre fissare un limite. La macchina della giustizia è arcaica, va digitalizzata. Serve una grossa depenalizzazione dei reati bagatellari: oggi si fa un processo per una contravvenzione, come se fosse una bancarotta fraudolenta».















































































































