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Chi vuole muovere il mondo, prima muova se stesso
[Socrate]
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
[Mahatma Gandhi]
Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui
[Ezra Pound]
Nella vita talvolta è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza
[Sandro Pertini]
La dignità non consiste nell'avere onori, ma nella coscienza di meritarli
[Aristotele]
Grande Daniele. Ha rinunciato ad offerte ben piu renumerative per firmare un contratto importante con la sua squadra del cuore. Sia ben chiaro, De Rossi avrà un ingaggio notevole e sarà il punto di riferimento della Roma di domani ma in un calcio che bada solo ai soldi ed alle vittorie questo rinnovo rappresenta proprio una bella notizia . Alè, Capitan Futuro!
Daniele De Rossi resterà alla Roma per altri 4 anni. Il centrocampista giallorosso ha firmato il prolungamento del contratto che lo legherà al club dei Sensi fino al 2012. Con De Rossi, uno dei centrocampisti più ambiti d’Europa, la Roma sforerà il tetto ingaggi: il giocatore infatti percepirà, a salire, un compenso lordo di 7,2 milioni (per la stagione che si va ad aprire) che verrà via via adeguato a 7,6 milioni (2009-2010) e 8,1 milioni (2010-2011 e 2011-2012).
Chiamano in tanti. Per chiedere favori, spingere attrici, raccomandare qualcuno per un posto in una fiction. Le nuove intercettazioni pubblicate oggi dall’Espresso continuano a svelare uno scenario che vede coinvolti da una parte l’ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, dall’altra politici di ogni schieramento, sindaci, attori, manager. Chiamano in tanti e domandano qualcosa: da Berlusconi a Confalonieri ai vertici dei Ds, da Letizia Moratti a Luca Barbareschi. Colloqui registrati tra giugno e ottobre 2007 e messi agli atti dell’inchiesta della Procura di Napoli.
Le nuove intercettazioni
18 giugno 2007 ore 17:51
Urbani chiama Saccà e gli chiede una mano per la sua compagna Ida di Benedetto, titolare della Titania Produzioni ASCOLTA
18 giugno 2007 ore 17:57
Saccà parla con una funzionaria Rai la quale racconta la scenata telefonica che le ha fatto la Di Benedetto per la miniserie ‘Angelica’. Parlano anche del serial ‘La meravigliosa storia di suor Bakhita’. Infine di ‘Paura d’amare’ la fiction di Maria Venturi autrice per la Di Benedetto ASCOLTA
18 giugno 2007 ore 18:02
Saccà chiama la sua segretaria e le chiede a che punto sia l’attivazione del contratto per ‘Paura d’amare’ la fiction di Maria Venturi ASCOLTA
19 giugno 2007 pre 15:31
Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, chiama Agostino Saccà che gi accenna di aver parlato con Roberto Cuillo, ex Ds quindi viceresponsabile dell’informazione del Partito Democratico, del suo “piano strategico”: si tratta della sostituzione dell’attuale direttore generale della Rai Cappon con lo stesso Minoli ASCOLTA
19 giugno 2007 ore 20:25
Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiama Agostino Saccà; lui la rassicura sul provino di Eliana Miglio, compagna del suo braccio destro Paolo Glisenti. Quindi Saccà le chiede un colloquio a proposito di un suo progetto: creare una società di fiction al di fuori della Rai, del quale ha già parlato con Passera e Montezemolo ASCOLTA
27 giugno 2007 ore 12:17
Giancarlo Leone chiama Agostino Saccà. Devono parlare con Del Noce per discutere della serie ‘Medicina generale’. Saccà si dimostra infastidito dal momento che il serial va benissimo e non dovrebbe dunque essere messo in discussione. Poi parlano di Maria Scicolone e del produttore Saraceni che, mandati da Francesco Rutelli, hanno proposto un progetto di fiction sulla famiglia Scicolone. Leone chiede una risposta a Saccà per dare un segnale di attenzione a Rutelli
28 giugno 2007 ore 19:07
Agostino Saccà chiama Giuliano Urbani; materia della telefonata il colloquio tra Agostino e il presidente Berlusconi. I due hanno parlato della candidatura di Giovanni Minoli alla direzione generale. Saccà dice di aver parlato con Berlusconi anche della nomina a responsabile del palinsesto di Guliana del Bufalo, e della necessità di mantenere gli equilibri attuali preservando così la Rai e Mediaset dai rischi in cui incorreranno nel momento in cui Sky comincerà a produrre fiction ASCOLTA
Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista
sono sensibile e altruista
orientalista
ed in passato sono stato
un po’ sessantottista
da un po’ di tempo ambientalista
qualche anno fa nell’euforia mi son sentito
come un po’ tutti socialista.
Io sono
un uomo nuovo
per carità lo dico in senso letterale sono progressista
al tempo stesso liberista
antirazzista
e sono molto buono
sono animalista
non sono più assistenzialista
ultimamente sono un po’ controcorrente
son federalista.
Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
forse da buon opportunista
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.
Il conformista
è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza,
il conformista s’allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
è un animale assai comune
che vive di parole da conversazione
di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori
il giorno esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando
il conformista
il conformista.
Io sono
un uomo nuovo
e con le donne c’ho un rapporto straordinario sono femminista
son disponibile e ottimista
europeista
non alzo mai la voce
sono pacifista
ero marxista-leninista
e dopo un po’ non so perché mi son trovato
cattocomunista.
Il conformista
non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone
il conformista aerostato evoluto
che è gonfiato dall’informazione
è il risultato di una specie
che vola sempre a bassa quota in superficie
poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato,
vive e questo già gli basta
e devo dire che oramai
somiglia molto a tutti noi
il conformista
il conformista.
Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista
Il Governo Prodi aveva approvato una legge proposta da Sinistra Democratica che rendeva impossibile la pratica delle “dimissioni in bianco” e cioè delle assunzioni in cui il dipendente è piu o meno costretto a firmare da subito le sue dimissioni. Una forma di ricatto praticata da alcuni datori di lavoro.
Il Governo HA ABOLITO questa norma. Gli sfruttatori ringraziano.
26 giugno 2008
Abolita la procedura sulle dimissioni volontarie
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008
Con il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 - Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria – all’art. 39, comma 10, lettera l, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 – Suppl. Ordinario n.152 del 25 giugno 2008, è abolito l’obbligo, per i lavoratori, di utilizzare la nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie.
A partire dal 25 giugno, quindi, per presentare le dimissioni volontarie, non sarà più necessario adempiere alla procedura informatica.
Il Governo precedente aveva fatto approvare una serie di norme che prevedevano la tracciabilità per le operazioni finanziare costringendo all’uso di carte di credito e bonifici, limitando quindi il contante e di conseguenza le occasioni per poter EVADERE. Naturalmente anche questa norma è stata Abolita dal Governo Berlusconi. Gli evasori ringraziano.
Strumenti di pagamento (articolo 32). Elevato da 5mila a 12.500 euro il tetto per i trasferimenti di contante, di libretti di deposito bancari o postali o di titoli al portatore. Gli assegni bancari e circolari al di sopra dei 12.500 euro (e non più 5mila) dovranno indicare la clausola della non trasferibilità. Il saldo dei libretti bancari o postali al portatori non può essere superiore a 12.500 euro (prima 5mila euro). Eliminata la disposizione che prevedeva che i compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni fossero riscossi, oltre un tetto, esclusivamente tramite assegni o bonifici bancari.http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/06/abc-manovra-118-dl.shtml?uuid=5869bce4-4375-11dd-b707-be1e34ae86e4&DocRulesView=Libero
Ed ecco che arriviamo alla “tassa bellissima” ideata da Tremonti. Si diceva che dovesse andare prevalentamente ai meno abbienti, per ora la maggioranza del gettito rimarrà all’erario.
Manovra: solo 300 milioni ai più poveri nel nome di Robin Hood
di Luca De Stefani e Marco Peruzzi
È intitolata a Robin Hood ma parte in modo poco generoso: solo una piccola parte delle sue somme finirà infatti, da subito, al Fondo per i meno abbienti, alimentando misure quali la social card (si veda l’articolo accanto). Mentre la parte maggiore del gettito resta, per ora, all’Erario.
A Robin Hood sono riferibili diverse misure fiscali per i settori petrolifero ed energetico (articolo 81 del Dl 112/08), il cui ricavato è in parte destinato, su esplicita previsione del Dl, al Fondo per i meno abbienti. Vediamo in dettaglio le misure del pacchetto Robin Tax, riepilogate nel grafico.
Addizionale Ires
Dal 2008, un’addizionale Ires del 5,5% grava sui soggetti che nel 2007 hanno conseguito un volume di ricavi superiore a 25 milioni e che operano nei seguenti settori:
a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi;
b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale;
c) produzione o commercializzazione di energia elettrica.
Rimanenze
Per chi opera nei primi due settori citati, oltre che per i soggetti Ias, le rimanenze potranno essere valutate solo con metodo Fifo o con media ponderata, anche se in bilancio si applica un altro metodo. Il maggior valore delle rimanenze finali, determinato in sede di prima applicazione, non formerà reddito imponibile, ma sarà soggetto a un’imposta sostitutiva Irpef, Ires e Irap del 16 per cento. Il versamento si può effettuare in unica soluzione, al saldo delle imposte 2008, ovvero in tre rate annuali di pari importo, con interessi del 3 per cento.
Imposta sugli idrocarburi
In caso di aumento delle quotazioni del Brent e/o del gas, il titolare delle concessioni di coltivazione per il petrolio e il gas deve versare dal 2008 un’ulteriore aliquota di prodotto dell’imposta sugli idrocarburi (articolo 19, decreto legislativo 625/96). I titolari di concessioni, inoltre, dovranno pagare una somma pari all’1% delle produzioni annue ottenute, dal 1° luglio 2008, dalle concessioni di coltivazione.
Gli altri contributi
Quanto al Fondo per i meno abbienti, verrà alimentato (come si legge al comma 30 dell’articolo 81 del Dl):
- dalle somme che gli agenti della riscossione hanno prelevato in eccesso dalle iscrizioni a ruolo;
- da quelle dovute per l’acconto 2007 delle ulteriori aliquote di prodotto dell’imposta sugli idrocarburi;
- dalle maggiori somme versate dalle cooperative a mutualità prevalente di cui all’articolo 2, commi 25 e 26;
- dai trasferimenti dal bilancio dello Stato;
- dai versamenti effettuati «a titolo spontaneo e solidale» da società ed enti operanti in specie nel comparto energetico.
In complesso 294,8 milioni, dei quali, per l’anno 2008, soltanto 200 confluiranno nel fondo. Su un totale, ascrivibile alle misure «Robin Tax» superiore a 5 miliardi.
Tre norme passate sotto silenzio o falsamente descritte. Io mi chiedo perche le opposizioni, soprattutto il PD, non prendano spunto da queste occasioni per denunciare la lontananza del Governo dai lavoratori e dai ceti piu poveri e deboli. Altre occasioni perse.
Facile inveire contro le istituzioni ed il governo quando ci si trova nel “comodo” ruolo di opposizione. La lega (e parte del centrodestra) ha abbaiato per mesi chiedendo dimissioni a catena e rifiutando ogni aiuto alla Campania. Ora che si hanno invece responsabilità di Governo ecco che si vara un accordo per smaltire l’immondizia campana in tutte le regioni italiane.
IPOCRITI
16 gennaio 2008
Arrivano a Imola i rifiuti di Napoli. Lega Nord: ”Bloccheremo tutto”
Sono arrivate alla discarica “Tre monti” di Imola le prime 200 delle circa 3mila tonnellate di rifiuti campani. Sette camion pieni di immondizia raccolta per le strade di Caserta e dintorni che sono arrivati senza alcun disordine e senza scorta da parte di polizia e carabinieri, che erano comunque allertate per prevenire eventuali tensioni. Tuttavia Lega Nord lancia un ultimatum: “Diamo 24 ore di tempo al sindaco per bloccare l’arrivo di rifiuti, poi bloccheremo le strade”.
L’unica protesta sul posto è quella organizzata da un gruppo di sostenitori di Forza Italia, An e La
Destra, che ha accolto i tir con un eloquente striscione sul quale campeggiava lo slogan: “No al soccorso rosso- Bassolino- Iervolino- Pecoraro, dimettetevi”.
La discarica di Pediano, la località incastrata tra le colline imolesi dove è localizzata la discarica, occupa una settentina di persone. Il sito è capace di smaltire complessivamente un quantitativo di 150mila tonnellate di rifiuti ogni anno.
————————– 27 giugno 2008 Bossi-Calderoli: «Una quota dei rifiuti campani a tutte le Regioni»I ministri della Lega: «Mandato a Fitto per convocare
la conferenza Stato-Regioni sull’emergenza»
ROMA – Il governo convocherà la conferenza Stato-Regioni per verificare la disponibilità delle altre regioni a farsi carico di parte dei rifiuti della Campania. È il senso dell’accordo raggiunto in Consiglio dei ministri, secondo quanto riferito dai ministro leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli al termine della riunione.
Nel mese di giugno è ricorso l’anniversario della scomparsa di uno dei personaggi tv a cui sono stato maggiormente legato, sin da bimbo. Sto parlando di Corrado Mantoni, o piu semplicemente Corrado, un presentatore che tutti voi ricorderete e che ci lasciò il 9 giugno di 9 anni fa.
Di Corrado ho sempre apprezzato la sottile ironia, i modi garbati e le battute mai volgari. “Nato” radiofonicamente, Corrado approda sul piccolo schermo nel 1954 con la trasposizione televisiva della trasmissione “Rosso e Nero”. Ma il vero successo arriva all’inizio degli anni 60 con la trasmissione “L’amico del Giaguaro”. Poi tanti successi, nella storia rimangono le due Canzonissima in coppia con la Carrà e l’invenzione di Domenica In, da lui ideata e condotta per i primi tre anni, dal 1976 al 1979.
I miei primi ricordi di Corrado risalgono alla canzone “Carletto” incisa in un 45 giri che ascoltavo da bimbo. “Carletto non tirare la coda al gatto…. ” recitava il testo del brano musicale in cui il presentatore dialogava con un bambino dispettoso. Lanciato nel 1982, durante Fantastico 3, balzò in testa alle classifiche dell’epoca.
Ricordo anche il ”Il Pranzo è servito”. Un Quiz leggero, semplice e godibile che andava in onda su Canale 5 all’ora di pranzo durante gli anni 80. In estate poi arrivava la Corrida, altro suo grande successo radiofonico poi “portato” in tv e che tuttora sopravvive con il volto di Gerry Scotti.
Quante risate mi son fatto vedendo i suoi “concorrenti allo sbaraglio”, il suo sguardo “rivelatore” durante le esibizioni, le gag con il maestro Pregadio. E la sua celebre frase prima della pubblicità ”Eh, Oh.. e non finisce qui”. Per non parlare degli sketch volontari (e involontari) con Mike Bongiorno.
All’improvviso, il 9 giugno 1999, la notizia della morte, avvenuta in seguito ad un male incurabile.
Corrado resterà sempre uno dei miei punti di riferimento per il piccolo schermo. Il rappresentante di una tv di intrattenimento che non sfociava nel trash, nella volgarità e che si proponeva come un piacevole passatempo condito da ironia e simpatia.
Di seguito un brano tratto dalla prima puntata de “Il Pranzo è servito” e poi un video ricordo trovato su Tube
“Corrado è sincero, da sempre. Ha preso la TV per ciò che è, con quel tanto di rassegnazione, senza velleità, capricci, inutili voli pindarici.Il video è un carrozzone che va avanti traballando sulle sue vecchie ruote, sulle sue strade di sempre. Anche chi crede di portare novità stravolgenti, spremendole da un intellettualismo d’accatto, si rivela più patetico dei quieti professionisti. Vedere Corrado amministrare il suo programma comporta, da un lato, la stima per la sua umile sapienza televisiva, dall’altro, il sentirsi complici in quel sorriso popolare che si va perdendo“.(Alberto Bevilacqua)
Unipo/Bnl, assolta la Forleo:
“Il fatto non sussiste”
La sezione disciplinare del Csm
fa cadere le accuse al gip di Milano
ROMA
La sezione disciplinare del Csm ha assolto il gip di Milano Clementina Forleo nel processo che la vedeva coinvolta per l’ordinanza con cui aveva chiesto alle Camere l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni riguardanti alcuni parlamentari, tra i quali Piero Fassino e Massimo D’Alema nell’ambito dell’inchiesta Unipol-Bnl. La sezione disciplinare ha assolto la Forleo dalle incolpazioni «perchè il fatto non sussiste».
Il giudice per le indagini preliminari di Milano non appena assolta, ha rivolto un pensiero al collega Luigi De Magistris: «Siccome il tempo è galantuomo – ha detto – spero che anche De Magistris abbia giustizia».
Il dibattimento: le accuse e la difesa
Nel corso del dibattimento la Procura generale del Csm, rappresentata da Federico Sorrentino, aveva chiesto la sanzione della censura e, come pena accessoria, il trasferimento da Milano ad altro ufficio.
L’accusa aveva sottolineato nella sua arringa che il gip Forleo, nell’ordinanza in questione, avrebbe «valutato ed espresso profili di responsabilità nei confronti di persone che non erano indagate, con un atto abnorme adottato con negligenza e dando un giudizio anticipato e non richiesto con accenti stigmatizzatori».
Inoltre, sempre secondo il pg, era evidente la «palese contraddizione, logica prima che di diritto, in cui incorse la Forleo nell’ordinanza nei confronti di parlamentari che neppure erano iscritti sul registro degli indagati». Sorrentino aveva sottolineato anche una «grave violazione sulla ripartizione delle normali funzioni tra pm e giudice; un magistrato -ha aggiunto- non può cercare soluzioni del tutto personali». Infine l’accusa sottolineava lo «scarso equilibrio» dimostrato dal gip milanese nel valutare parlamentari non indagati definendoli «consapevoli complici di un disegno criminoso che si stava compiendo ai danni dei risparmiatori».
«Il gip Forleo è un magistrato che ha sempre onorato il suo mestiere e riteniamo un’ingiustizia non meritata essere qui oggi». Così si era espresso il procuratore di Asti Maurizio Laudi, nel ruolo di difensore del gip di Milano Clementina Forleo. aveva parlato anche di «insussistenza degli addebiti».
Laudi aveva chiesto il proscioglimento pieno della Forleo di cui si è diffusa, ha sottolineato «una falsa immagine rilevata dalle incolpazioni per un’ordinanza che ha fatto discutere. È curioso che la Forleo che è per tutti un ottimo magistrato, sia un magistrato bravissimo a tempo, fino a che non scoppia il caso». Riguardo l’accusa che gli veniva mossa di un giudizio anticipato contenuto nell’ordinanza, Laudi aveva sottolinea che «tutti i gip fanno giudizi anticipati prendendo provvedimenti o decidendo sulle misure cautelari». Inoltre il difensore sottolineava che nel trasmettere la richiesta di autorizzazione al Parlamento la Forleo aveva l’obbligo costituzionale di motivare tale richiesta; un «eventuale diniego del Parlamento -ha precisato Laudi- avrebbe travolto la posizione anche dei soggetti non parlamentari coinvolti e ne sarebbe derivata un’inutilizzabilità ai fini dell’indagine».
La difesa del gip ha poi sottolineato che la Forleo, in questo caso, aveva seguito la linea di impostazione della Procura di Milano, ossia che nessuna iscrizione sul registro degli indagati ci può essere finchè le Camere non diano l’autorizzazione a utilizzare il contenuto delle intercettazioni. Una linea tra l’altro confermata dai pubblici ministeri di Milano titolari dell’indagine Unipol-Bnl che oggi hanno sfilato come testimoni davanti alla sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli. I pm Luigi Orsi, Eugenio Fusco e Francesco Greco hanno confermato questa impostazione in particolare il pm Greco, mettendo in evidenza la difficoltà di una materia non completamente disciplinata ha sottolineato che come ufficio, quello di Milano ha «adottato una linea iper-garantista. Una linea non solo della Procura di Milano, ma anche dell’ufficio gip che ha fatto trascrivere le intercettazioni per una sua migliore comprensione».
E facendo riferimento alla diffusione sempre crescente del contenuto di intercettazioni sugli organi di stampa, Greco ha dichiarato: «Non so se le altre Procure sono così garantiste». Anche gli altri due magistrati impegnati nell’inchiesta Unipol-Bnl hanno confermato questa versione sottolineando che la Corte Costituzionale non ha risolto ancora appieno il delicato tema delle intercettazioni in questo ambito.
Beppe Grillo continua con le sue iniziative. Ora si parla di una Gita su Roma, nel giorno in cui venne defenestrato Mussolini. Una gita tutta particolare però, un tour che toccherà tutte le sedi dei partiti, a Roma.
Il 25 luglio ci sarà la Gita su Roma. Il percorso si snoderà attraverso le sedi dei partiti espropriatori di democrazia. Le vie della capitale sorde e grigie ridotte a un bivacco di manipoli dallo psiconano si riempiranno di colori. Via della Scrofa (AN), via dell’Umiltà (PDL), Piazza Sant’Antanastasia (PDmenoelle), Via Due Macelli (UDC), uno spettacolo.
Chi partecipa alla Gita dovrà farlo a piedi o con mezzi non motorizzati. L’unico limite è la fantasia. Biciclette, risciò, pattini, monopattini, a dorso di mulo, con una slitta trainata da San Bernardo o con una carrozzella romana.
Durante la Gita saranno distribuiti alla popolazione di Roma volantini contenenti tutte le porcate sulla Giustizia approvate dal Gran Consiglio (l’ex Consiglio dei ministri) dello psiconano e i suoi effetti catastrofici sulla sicurezza degli italiani. Il PDL, votato per la sicurezza, non aveva però specificato che si riferiva alla sicurezza di non finire in galera del suo capo. Dettagli legislativi.
I delinquenti fuori dalle prigioni. I tribunali paralizzati. Le leggi salva criminali. Il 95% dei reati non punibili. L’esercito nelle città. Sento un leggero odore di m…da nell’aria.
Il 25 luglio 1943 il Duce fu licenziato dal Gran Consiglio e in seguito arrestato. E’ un giorno speciale. Una ricorrenza che porta bene. Da Wikipedia: “L’ordine del giorno Grandi fu uno dei tre ordini del giorno presentati alla seduta segreta del Gran Consiglio del Fascismo convocata per sabato 25 luglio 1943, (che sarebbe stata anche l’ultima). L’ordine fu approvato e provocò la caduta di Benito Mussolini aprendo l’ultima fase del regime fascista, caratterizzata dalla Repubblica Sociale Italiana.” Dal blog di Beppe Grillo: “La gita su Roma Grillo fu convocata per venerdì 25 luglio 2008. Aprì l’ultima fase del regime berlusconiano e avrebbe condotto in seguito a un nuovo Rinascimento”.
I dettagli sull’itinerario e l’ora di partenza saranno dati nei prossimi giorni.
Donadoni lascia la Nazionale
Lippi è il nuovo-vecchio ct
L’ex giocatore del Milan non è più l’allenatore dell’Italia.
Lui, amaro: «Un rigore cancella due anni di lavoro»
ROMA – Roberto Donadoni non è più il ct della nazionale, al suo posto ci sarà Marcello Lippi. Lo ha comunciato la Federcalcio, al termine di un lungo incontro tra il presidente della Figc Giancarlo Abete e il tecnico che ha guidato gli azzuri eliminati dalla Spagna nei quarti di finale dell’Europeo 2008. «La Federcalcio – precisa un comunicato – ritiene esaurito il rapporto contrattuale alla naturale scadenza». La Figc subito dopo ha ufficializzato il nuovo commissario tecnico: Marcello Lippi, che sarà presentato ufficialmente martedì 1° luglio.
……
LIPPI - «Sono molto, molto, molto felice. E sono molto motivato», è stato il primo commento del tecnico campione del mondo, che ha dato a tutti appuntamento «alla prossima settimana».
Per il mondo dei doppiatori è un brutto momento, dopo la scomparsa di Oreste Rizzini, voce di Michael Douglas, se ne va un altro grande del doppiaggio, Claudio Capone, ai piu conosciuto come voce di Ridge di Beautiful. Personalmente lo ricordo come narratore nei documentari di SuperQuark. Ci mancherà!
Questa la notizia, tratta da il messaggero:
E’ morto a 55 anni Claudio Capone, la voce di Superquark e di Ridge in Beautiful ROMA (24 giugno) – Era la voce di Luke Skywalker nella famosa saga di Guerre Stellari, del Ridge di Beautiful e la voce fuori campo di Superquark e di Geo & Geo. Claudio Capone uno dei doppiatori più conosciuti della televisione e del cinema italiani è morto ieri sera improvvisamente all’età di 55 anni in Scozia dove si trovava per lavoro. A darne notizia La7, la rete per cui Capone è stato la voce narrante dei documentari di storia e archeologia, oltre ad aver curato il doppiaggio di alcune importanti serie tv come L’Ispettore Barnaby e Wild at heart. Capone era nato a Roma il 18 novembre 1952 e aveva doppiato anche Stephen Fry, Oscar Wilde nel film Wilde, Francesco Giuseppe nella trilogia Sissi, Stephen Collins, il reverendo Eric Camden in Settimo cielo.
Finalmente l’ex Sindaco di Roma reagisce alle accuse pretestuose della destra e snocciola, punto per punto, i dati che dimostrano le falsità dette da Alemanno sui conti del comune. Il leader PD denuncia anche il mancato gettito ICI dovuto alla abolizione voluta da Berlusconi e che rischia di far sforare il bilancio comunale. Peccato che nel frattempo la destra abbia tappezzato la Capitale di manifesti sul “buco fatto da Veltroni”. Candido se ne era occupato sabato scorso. Anche questa volta, come per il decreto su rete 4, le intercettazioni e il patteggiamento allargato, il PD arriva tardi. Impareranno mai ad attaccare al momento giusto?
L’ex sindaco Veltroni attacca Alemanno e Berlusconi
“Milano ha un debito superiore, ecco tutte le cifre”
“Il “buco” di Roma non esiste
Infangata l’immagine della città”
ROMA – Il “buco” di Roma non esiste, è una bufala mediatica, una speculazione politica. Adesso vi dimostro cifra per cifra come il debito di Roma sia cresciuto meno di altre città, e sia inferiore, tanto per fare une sempio, a quello di Milano”. Così l’ex sindaco della città Walter Veltroni in una conferenza stampa. “Con le dichiarazioni del presidente del Consiglio si è oltrepassato il limite: così si prendono in giro i cittadini”.
“A Roma il debito è cresciuto dal 2001 al 2007 del 14,4%, a Milano del 18,2%. Il debito per abitante a Roma è di 2540 euro, a Milano 2840″.
La polemica. “Se avevano bisogno di soldi, i nuovi ammistratori non avevano bisogno di fare tutto questo can can. Hanno contribuito anche loro ad infangare l’immagine di Roma. Da settimane – aggiunge Veltroni – la capitale sta sui giornali senza che l’amministrazione reagisca anzi, l’amministrazione è buona parte di questa campagna.”.
Il leader del Pd è poi è entrato nel merito. “Lo Stato non ha trasferito alla Regione Lazio i soldi che questa doveva girare al Comune di Roma, 257 milioni di euro. Ma solo perché la Regione ha un debito gigantesco di 10 miliardi, prodotto negli anni da un’amministrazione di centrodestra”.
“Aggiungete un mancato gettito Ici sulla prima casa che toglierà al comune 200 milioni nella rata di giugno e altri 200 a dicembre. Decisione non certo presa da noi”.
Veltroni ha poi ricordato tutte le grandi opere avviate o completate. “E’ sbagliato conteggiare nel debito pubblico i finanziamenti attivati per realizzare gli investimenti, in particolare le metropolitane: si parla di 1,277 miliardi di euro”.
I numeri. “L’ammontare del debito del Comune di Roma, secondo quanto certificato dalla Ragioneria generale dello Stato e dalle agenzie di rating, è di 6,874 miliardi di euro. Esattamente la cifra che abbiamo sempre detto”.
Veltroni ha spiegato: “Il debito non è un ‘buco’, cioè non è un deficit. Ma uno stock che si accumula anno dopo anno in relazione ai mutui e ai titoli che l’Amministrazione pubblica contrae e che dovrà ripagare in futuro. In Italia – ha spiegato – alla fine del 2007 il debito è pari a 1.596,7 miliardi. Il debito del Comune di Roma ne è una parte corrispondente allo 0,43%”.
Ormai praticamente certo il ritorno del Ct mondiale a Berlino 2006
E porterebbe con sé delle novità: Dossena, Gamberini e Montolivo tra le new entry
L’Italia di Lippi: Amauri e Taddei
ed è già pronto il sì di Totti
di GIANLUCA MORESCO e ENRICO CURRO
VIENNA – Tra i possibili scenari della prossima settimana ce n’è uno nient’affatto fantascientifico. Mentre la vincente tra Spagna, Germania, Russia e Turchia alza al Prater di Vienna la coppa di campione d’Europa, sulla panchina della Nazionale, eliminata ai rigori dalla Spagna, torna il campione del mondo Lippi e l’interregno di Donadoni si chiude con una sorpresa: il ct uscente si accasa al Monaco, il club del Principato che Spinelli vuole acquistare e che vorrebbe affidare al suo tecnico preferito, così amato e odiato, ai tempi del Livorno, da averlo indotto alle dimissioni.
Le incognite sono ovviamente parecchie, a cominciare appunto dall’esito della trattativa tra Donadoni e Spinelli. Ma di sicuro sta per finire il paradosso del contratto da stracciare, quello con scadenza 2010 fatto firmare a Donadoni alla vigilia dell’Europeo. La clausola della penale da 500 mila euro a carico della Figc, in caso di licenziamento, dovrebbe scattare entro venerdì, quando il presidente federale Abete partirà per una riunione di colleghi a Vienna, avendo già comunicato al commissario tecnico che intende sostituirlo e avendo contemporaneamente annunciato il ritorno di Lippi, fermo dal 2006, quando lasciò la guida dell’Italia all’indomani del trionfo di Berlino.
Prima di prendere la decisione, Abete interpellerà il vicepresidente Albertini, il team manager Riva e il presidente della Lega calcio Matarrese. I margini per un ripensamento sono molto ridotti, anche se la clausola della semifinale come risultato minimo non è stata inserita nel recente accordo da un milione e 100 mila euro netti l’anno. Resta da capire il perché della fiducia scritta, col sofferto rinnovo del contratto. Lippi, che aveva abbandonato in attesa che si definisse la questione giudiziaria del figlio Davide, procuratore Gea, è il candidato naturale per plasmare la nuova Nazionale, attesa il 20 agosto a Nizza dall’amichevole con l’Austria e poi dal girone di qualificazione per il Mondiale sudafricano, con l’Irlanda di Trapattoni e la Bulgaria come principali avversarie.
Il nome di Lippi – nel cui staff entrerebbe Peruzzi – è legato indissolubilmente ai campioni di Berlino: anche all’Europeo erano la maggioranza (14, prima dell’infortunio di Cannavaro). Si profila un clamoroso ritorno, quello di Totti. Lo scheletro della squadra resterà il solito – Buffon, Pirlo, De Rossi – ma è più che possibile che il capitano della Roma metta fine ai suoi due anni sabbatici. Analoga proposta di rientrare in Nazionale verrà fatta anche a Nesta. Tra gli altri campioni del mondo sono in bilico il trentacinquenne Materazzi e Del Piero: il primo è il simbolo della vittoria di Berlino ed è un pupillo di Lippi, il secondo non ha ancora sciolto i dubbi sull’eventualità di chiudere la carriera dando l’addio alla Nazionale: questo Europeo si è risolto in una mezza delusione, per lui, che non si è sentito valorizzato, e per la squadra, alla quale non ha garantito l’apporto richiesto.
Il capitano Cannavaro, invece, ha manifestato l’intenzione di continuare fino al 2010, quando avrà 37 anni: molto dipende dal suo recupero dall’infortunio che lo ha privato dell’Europeo. Tutti gli altri reduci di Berlino hanno molte possibilità di restare – e Iaquinta, Gilardino e Oddo di rientrare nel gruppo – mentre tra le novità di Donadoni dovrebbe essere fuori Panucci (per l’età e per i dissapori con Lippi, che lo escluse dal Mondiale), Di Natale (per l’età). Rischia Cassano, mai chiamato dal ct in pectore. Con Chiellini, Aquilani e Montolivo già promossi e Dossena da provare, i giovani azzurrabili sono i difensori De Silvestri, Coda e Santacroce, i centrocampisti Dessena, Motta, Cigarini e Giovinco e gli attaccanti Giuseppe Rossi e Pazzini. Poi c’è il capitolo naturalizzati: Amauri è il candidato numero uno, Taddei l’alternativa all’oriundo Camoranesi.
La Spagna ha sfatato il tabù. Dopo piu di ottanta anni la nazionale iberica batte gli azzurri nella fasi finali dei tornei internazionali e ci rispedisce a casa. Il confronto tra gli spagnoli e gli italiani è stato serrato, duro e abbastanza equilibrato ma alla fine han prevalso loro. Ma qui non si sta parlando piu di calcio, si parla di economia, di “sistema paese”. Ebbene si, è di oggi la notizia che l’Italia è stata definitivamente superata dalla Spagna nella classifica europea del Pil pro capite. Nella speciale graduatoria della ricchezza prodotta da ogni cittadino, considerata pari a 100 la media Ue, noi passiamo da 103 a 101 mentre la nazione guidata da Zapatero cresce da 105 a 107. Sopra di noi anche Gran Bretagna, Francia e Germania.
Italiani e spagnoli si somigliano molto, come popolo. Entrambi sono allegri, solari, rifuggono dalla freddezza nordica e si perdono nella sensualità tutta latina. Entrambi han sopportato una lunga dittatura. La nostra durata venti anni, la loro quaranta. Anche il mondo del piccolo schermo è abbastanza simile e storicamente la Tve, tv di stato spagnola, riadattava dei format prodotti dalla nostra tv pubblica. Somiglianze che proseguono nella emittenza privata. Noi abbiamo l’impero mediatico berlusconiano incentrato su Canale 5. Loro hanno TeleCinco, tv privata di proprietà del nostro presidente del Consiglio.
Passando ad altri settori, la Spagna grazie alla spinta delle liberalizzazioni realizzate da Aznar e proseguite da Zapatero è riuscita a raggiungere tassi di crescita del 3,5% annuo (fonte 2007). In Italia la stagione delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni ha prodotto ben poco se non arricchire qualche “capitano coraggioso” amico del politico di turno.
Il punto debole della Spagna è l’importanza del settore immobiliare e dell’edilizia nel sistema economico, ma è pur vero che il nostro paese, basato principalmente sulle piccole e medie imprese, vede erodere quote di mercato sostanziose in favore della Cina.
Se quindi l’economia segna un punto a favore di Zapatero e soci anche dal punto di vista della “maturità” sociale e nei diritti civili gli Spagnoli prendono il largo nei nostri confronti. Pur essendo due popoli visceralmente cattolici, loro hanno diritti certi per le coppie di fatto e non solo. I nostri diritti invece li stabilisce il Papa.
Per quanto riguarda l’informazione la Spagna di Zapatero ha “liberato” la tv Pubblica dal controllo della politica ed ha favorito una liberalizzazione del mercato televisivo privato, da noi esistono le tv del Premier e la tv pubblica ostaggio della maggioranza di turno.
Insomma, la nostra ultima speranza di superiorità era legata al mondo del pallone. Da ieri anche questa certezza è crollata e mentre l’Italia calcistica e non si avvia ad un lento ed inesorabile declino, la giovane Spagna prosegue il suo cammino verso una crescita sempre piu consolidata.
Allarme livello 3 da martedì a Bolzano, Verona e Brescia, mercoledì a Bologna, Firenze, Perugia, Rieti e Roma
Aiuto! Si boccheggia! Qui a Roma oggi è stata una giornata molto calda, e nei prossimi giorni si prevede un peggioramento. Anziani e bambini a casa nelle ore calde, condizionatori attivati e tanta tanta frutta!