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Archivio per 21 Giugno 2008

Roma: “finti” debiti lasciati da Veltroni e la giustificazione del taglio ICI

Pubblicato da candidonews su 21 Giugno, 2008

Sono giorni che Alemanno parla dei debiti del Comune di Roma, debiti accumulati , secondo lui, durante le stagioni di governo del CentroSinistra di Veltroni e Rutelli. Il Sindaco annuncia la cancellazione della Notte Bianca, il depotenziamento dell’Estate Romana, tutti eventi culturali gratuiti che avevano prodotto in questi anni un notevole beneficio per chi, non avendo grandi disponibilità economiche, aveva la possibilità di vedere concerti o eventi culturali gratis.

Il PD romano e Veltroni non hanno dato risposte esaurienti in merito a queste accuse, sono quindi andato a “spigolare” su vari siti cercando di capire quanto ci fosse di vero nelle dichiarazioni del Sindaco.

Su 06BLOG ho trovato questi dati:

 Dei circa 8-9 miliardi di debito, però, almeno 6,2/6,8 sono di vecchia data, essendo stati ereditati da Rutelli e Veltroni e generati negli anni 80.
Ed 1,4 miliardi è invece la somma che la Regione Lazio deve al comune e che verrà restituita entro la prossima settimana. Inoltre nella cifra totale di 9,7 miliardi sarebbero stati inseriti, giustamente per Alemanno, in maniera del tutto arbitraria ed erronea per il Centro-sinistra, anche i debiti fuori bilancio relativi a mancate riscossioni da parte del comune ma che dovrebbero entrare in cassa nei prossimi tempi. Si parla, in questo caso, di contenziosi con sentenze che dovrebbero essere definitive a breve (circa 0,4 miliardi) e mancata riscossione dell’Ici per il 2008 (0,3). Facendo due calcoli, quindi, la somma che fa gridare allo scandalo, ovvero quella presunta generata da Veltroni, sarebbe poco meno di 1 miliardo.

Il miliardo di debito “effettivo” accumulato dalla giunta Veltroni è stato creato in gran parte per finanziare le opere di costruzione della metropolitana B1 e C. Opere pubbliche quindi.

E poi l’ex assessore al comune Causi ci spiega che parte del debito è dovuto al rialzo dei tassi di interesse (come colpisce le famiglie con i mutui, colpisce anche il comune che ha un debito gran parte risalente agli anni 80). Se ci aggiungiamo che Roma riceve dallo Stato meno finanziamenti rispetto a città come Milano e che deve avere 1,7 miliardi di euro dalla Regione Lazio (la quale ad oggi non puo versarglieli in quanto indebitata sino al collo grazie alla allegra gestione della Sanità operata dalla giunta Storace) ecco spiegato il debito.

Debito che ora sta per esplodere grazie alla abolizione dell’ICI da parte di Berlusconi e al blocco dei parcometri, ora attivi solo nel I° Municipio. In definitiva Alemanno SPECULA su debiti gia esistenti e NON PARLA di quelli che ne deriveranno dal TAGLIO ICI e dallo STOP ai PARCOMETRI.

Ecco alcuni dettagli riguardo al debito del comune: da notizie.alice

A ciò si aggiunga la storica sperequazione a svantaggio di Roma nei trasferimenti erariali (286 euro per abitante contro 321 a Milano) e nei trasferimenti regionali per il trasporto pubblico, la contrazione dei trasferimenti dallo Stato e dalla Regione, il fardello di uno stock di debito molto elevato (che risale agli anni ‘80 e ‘90). “L’amministrazione Veltroni ha ereditato uno stock di debito di 6,2 miliardi nel 2002, ribadisce Causi, e ha aumentato il debito fino a 6,7 miliardi nel 2007: un aumento inferiore a quello del debito pubblico nazionale.

…..

L’amministrazione comunale inoltre deve oggi fronteggiare nuovi fattori aggiuntivi di difficoltà. La crisi finanziaria della Regione Lazio e gli enormi ritardi con cui vengono trasferiti al Comune i contributi regionali. Il Campidoglio deve ricevere dalla Regione 1,7 miliardi, e ormai ha esaurito la sua disponibilità. A livello generale il rialzo dei tassi d’interesse colpisce il Comune come soggetto fortemente indebitato, mentre fra il 2002 e il 2006 la discesa dei tassi aveva creato consistenti vantaggi. L’abolizione dell’Ici sulla prima casa toglie al Comune un gettito autonomo e direttamente riscosso di quasi 400 milioni, e annulla gli effetti positivi previsti nel bilancio 2008 dall’operazione di adeguamento delle rendite catastali scandalosamente basse, con una perdita potenziale di circa 30 milioni. Infine il piano investimenti in corso di attuazione, ingessato dai cantieri delle metropolitane e dalle opere per l’emergenza traffico.

Concludendo non posso che condannare il comportamento del Sindaco ma anche la debole reazione della opposizione piddina. Per tutti i cittadini che non hanno internet e che non intendono andare  scandagliare i meandri del WEB alla ricerca delle verità… passerà il messaggio di Alemanno che vuole accollare a Veltroni i tagli futuri che saranno invece frutto della decisione di Berlusconi di togliere l’ICI.

PD SVEGLIATIIIIII!

 

 

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Il morso del Caimano

Pubblicato da candidonews su 21 Giugno, 2008

Vi invito a leggere questo articolo di Curzio Maltese, secondo me è una delle analisi piu lucide degli ultimi tempi e l’opposizione dovrebbe saper ascoltare queste parole e comportarsi di conseguenza, prima che sia troppo tardi

 

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Il morso del Caimano
di CURZIO MALTESE

È un po’ ingenuo, anzi molto, stupirsi che Berlusconi sia tornato Caimano. Se esiste una persona fedele a se stessa, oltre ogni umana tentazione di dubbio o di noia, questa è il Cavaliere. Era così già molto prima della discesa in politica, con la sua naturale carica eversiva, il paternalismo autoritario, l’amore per la scorciatoia demagogica e il disprezzo irridente per ogni contropotere democratico, a cominciare dalla magistratura e dal giornalismo indipendenti, l’insofferenza per le regole costituzionali, appresa alla scuola della P2.

Il problema non è mai stato quanto e come possa cambiare Berlusconi, che non cambia mai. Piuttosto quanto e come è cambiata l’Italia, che in questi quindici anni è cambiata moltissimo. In parte grazie all’enorme potere mediatico del premier.

Ogni volta che Berlusconi ha conquistato Palazzo Chigi ha provato a forzare l’assetto costituzionale e per prima cosa ha attaccato con violenza la magistratura.

Lo ha fatto nel 1994 con il decreto Biondi, primo atto di governo; nel 2001, quando i decreti d’urgenza sulla giustizia furono presentati prima ancora di ricevere la fiducia; e oggi. Con una escalation di violenza nei toni e, ancor di più, nei contenuti dei provvedimenti.

Il pacchetto giustizia di oggi è più eversivo della Cirami e del lodo Schifani, a sua volta più eversivi del “colpo di spugna” del ‘94. Ma, alla crescente forza delle torsioni imposte da Berlusconi agli assetti democratici, ha corrisposto una reazione dell’opinione pubblica sempre più debole. Nel ‘94 la rivolta contro la “salva-ladri” azzoppò da subito un governo destinato a durare pochi mesi. Nel 2001 i “girotondi” inaugurarono una stagione di movimenti, con milioni di persone nelle piazze, che si tradussero fin dal primo anno in una serie di pesanti sconfitte elettorali per la maggioranza di centrodestra, pure larghissima in Parlamento.

La terza volta, questa, in presenza di un tentativo ancora più clamoroso di far saltare i cardini della magistratura indipendente, la reazione è molto debole. L’opposizione, accantonate le illusioni di dialogo, annuncia una stagione di lotte, ma non ora, in autunno. La cosiddetta società civile sembra scomparsa dalla scena. I magistrati sono gli unici a ribellarsi con veemenza, ma sembrano isolati, almeno nei sondaggi. Quasi difendessero la propria corporazione e non i diritti e la libertà di tutti, così come l’hanno disegnata i padri della Costituzione.

Ecco che la questione non è che cosa sia successo a Berlusconi (nulla), ma che cosa è successo al Paese. Siamo davvero diventati un “paese un po’ bulgaro”, come si è lasciato sfuggire il demiurgo pochi giorni fa? La risposta, purtroppo, è sì.

In questo quarto di secolo che non ha cambiato Berlusconi, l’Italia è cambiata molto e in peggio, il tessuto civile e sociale si è logorato, il senso comune è stato modellato su pulsioni autoritarie. Molti discorsi che si sentono negli uffici, nei bar, sulle spiagge oggi, da tutti e su tutto, si tratti di immigrazione o di giustizia, di diritti civili come di religione, di Europa o di sindacati, nell’Italia del ‘94 sarebbero stati inimmaginabili.

Il berlusconismo è partito dalla pancia di un Paese dove la democrazia non si è mai compiuta fino in fondo, per mille ragioni (ragioni di destra e di sinistra), ma ora ha invaso tutti gli organi della nazione ed è arrivato al cervello. La mutazione genetica della società italiana è evidente a chi ci guarda da fuori. Perfino negli aspetti superficiali, di pelle: non eravamo mai stati un popolo “antipatico”, com’è oggi. Più seriamente, il ritorno di Berlusconi al potere e le sue prime e devastanti uscite hanno evocato i peggiori fantasmi sulla scena internazionale.

Si tratta però di vedere se il “caso Italia” è tale anche per gli italiani. Se nell’opinione pubblica esistano ancora quei reagenti democratici che hanno impedito nel ‘94 e nel 2001 la deriva, più o meno morbida, verso un regime. I segnali sono contraddittori, la partita è aperta. Certo, in questi decenni la forza d’urto del populismo berlusconiano è andata crescendo, così come la presa su pezzi sempre più ampi di società. Non si tratta soltanto di potere delle televisioni o dell’editoria, ma di una vera e propria egemonia culturale. E sorprende che nell’opposizione, gli ex allievi di Gramsci, ancora oggi, a distanza di tanto tempo, non comprendano i meccanismi e la portata della strategia in atto.

Altro che “l’onda lunga” di craxiana memoria. Anche loro, purtroppo, non cambiano mai. Si erano illusi (ancora!) di trasformare Berlusconi in uno statista, offrendogli un tavolo di trattative. S’illudono (ancora!) di poter resistere con la politica del “giù le mani” e con l’arroccarsi nelle regioni rosse, che sono già rosa pallido e rischiano prima o poi di finire grigie o nere. In attesa di tempi migliori.

Non ci saranno tempi migliori per l’opposizione. Bisogna trovare qui e ora il coraggio di proposte forti e alternative al pensiero unico dominante, invenzioni in grado di suscitare dibattito e bucare così la plumbea egemonia “bulgara” dell’agenda governativa. Bisogna farsi venire qualche idea, anzi molte, una al giorno, per svegliare l’opinione pubblica democratica dal torpore ipnotico con cui segue gli scatti in avanti di Berlusconi. Lo stesso torpore ipnotico che coglie la preda davanti alle mosse del caimano. Che alla fine, attacca.
(21 giugno 2008 )
http://www.repubblica.it/2008/06/sez…o-caimano.html

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I loghi famosi nel loro “ambiente naturale”

Pubblicato da candidonews su 21 Giugno, 2008

In questo sito potrete trovare i principali loghi di aziende famose in tutto il globo ..nel loro “ambiente naturale”. Ecco alcuni divertenti esempi:

 

apple

ferrari

linux

java

 

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