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Archivio per Luglio 2008

Travaglio&Co.

Pubblicato da candidonews su 31 Luglio, 2008

Chi c’è dietro Marco Travaglio? Ve lo siete mai chiesti? Travaglio e soci sfornano almeno due-tre libri durante l’anno e viene da chiederci come facciano! Nel seguente articolo troverete qualche spiegazione sulla premiata ditta Travaglio&Co.
Jacopo Iacoboni per “La Stampa”

Per capire qualcosa della premiata ditta Travaglio&Co bisognava osservare i soci fondatori, solo pochi giorni fa, a Capalbio, in mezzo ai radical chic spiaggiati. Travaglio e Gomez nel pomeriggio si presentano all’Ultima spiaggia, uno in jeans scuri e polo bianca a maniche corte, Peter in camicia, entrambi col trolley dietro. Dovevano presentare il loro ultimo libro all’Argentario, ma un sindaco di centrodestra non ha gradito.

Morale: rapido trasferimento nel regno dell’esausto radical chic. Appena arrivano, alle cinque, il fuggi fuggi. Dal piccolo tendone allestito sulla sabbia spariscono gli abituali frequentatori noti, politici, uomini Rai, giornalisti della sinistra romana, opinionisti. Segue presentazione, affollatissima, ma di ragazzi, anziani, gente qualunque; un’altra Capalbio.

 

 

Anni fa le cose erano diverse, racconta Marco Travaglio. «Alle nostre presentazioni venivano intellettuali, giornalisti; adesso gli scrittori sono scappati, vengono soprattutto ragazzi, che magari sanno poco, ma non si fidano di quello che gli vien detto dai giornali e dalla tv. Anche perché facciamo quello che spesso i giornali non possono o non vogliono più fare, mettere insieme dei dati, ricostruire uno scenario, un lavoro per cui non bastano più uno, due articoli».

I ragazzi tempestano di domande. «Non è vero che stiano tutti con Grillo. Anzi. Sono lettori vari, misti, post-ideologici». La prima cosa che c’è dietro questa premiata ditta Travaglio&Co, che sforna libri su libri, ed è capace di venderne profittevolmente come pochi altri, è allora l’esistenza di un pubblico. Che non coincide necessariamente con la rappresentazione politica che ne viene fatta, quella del grillismo, o del dipietrismo, o del giustizialismo. È gente che compra libri, ma paradossalmente legge poco i giornali. Fine di un binomio che credevamo classico.

I libri poi bisogna scriverli. E allora è normale chiedersi con quale piccola industria sia possibile scriverne così tanti, e con cadenze così regolari, oltre che successo quasi immancabile. Per dare solo pochi numeri, Regime (il primo della serie, uscito da Rizzoli nel 2004, prefazione di Giorgio Bocca), scritto da due persone (Travaglio e Peter Gomez), con dietro un editor (Lorenzo Fazio) e un pugno di redattrici, ha venduto 220mila copie ed è stato un caso editoriale. Mani sporche, scritto da tre persone (con Gomez e Gianni Barbacetto, di Diario) e uscito per la nuova «chiarelettere», editor Lorenzo Fazio, coadiuvato da Maurizio Donati, ne ha vendute 125 mila.

Il successivo, Se li conosci li eviti (con Gomez, sempre per «chiarelettere») 175 mila, e sta per essere ristampato. L’ultimo, il Bavaglio (Travaglio-Gomez più Marco Lillo, dell’Espresso), sulle nuove leggi ad personam, il lodo Alfano e il tentativo di mettere, appunto, il bavaglio all’informazione vietando la pubblicazione delle intercettazioni (anche per riassunto), ha già qualcosa come 120mila richieste. Ed è stato scritto in soli quindici giorni.

«In casi come questi mettiamo su un piccolo team composto da quattro redattori, compresi me e Maurizio, e lavoriamo pancia a terra», spiega Lorenzo Fazio, quasi deus ex machina della premiata ditta, prima in Rizzoli, adesso a «chiarelettere». I tempi possono essere molto diversi. Per Mani sporche un anno, per il Bavaglio quindici giorni. Oppure gestazioni intermedie dettate dall’incalzare degli eventi: Se li conosci li eviti è stato concepito e scritto in un mese e mezzo, quando Prodi è caduto: la premiata ditta s’è messa sotto e a ridosso delle elezioni anticipate ha prodotto il libro che racconta chi sono e cos’hanno fatto nel recente passato 150 aspiranti onorevoli con magagne giudiziarie, che siedono nel nuovo Parlamento.

È una storia-cronaca che nasce così: racconta Fazio che il tandem Travaglio-Gomez produce testi che hanno bisogno di pochissimo lavoro editoriale; complice in questo una certa difficoltà di Travaglio nel prender sonno: gli altri dormono, lui sfoglia carte, recupera sentenze, rilegge verbali, e soprattutto scrive, anche fino alle quattro di mattina («si sveglia tardi, però», sorride Fazio). Peter Gomez ha memoria d’elefante. Gianni Barbacetto è un gran puntiglioso. La rilettura delle bozze di solito se la sobbarca Travaglio. Poi entra in scena il team-Fazio.

È un gruppo che, in parte, s’identifica col lavoro di «chiarelettere», la casa editrice che ha pubblicato il libro di Ferdinando Imposimato sul caso Moro, quello del magistrato Bruno Tinti, clamoroso successo editoriale (80 mila copie), o di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato sulla mafia: otto milioni e mezzo di fatturato nel 2008 devono molto a Travaglio&Co.

Il nocciolo duro, con Gomez e Barbacetto, s’è via via arricchito di giovani come Marco Lillo, o di vecchi come Pino Corrias, col quale Travaglio ha aperto un blog (www.voglioscendere.it) e iniziato una singolare collaborazione. Singolare perché Corrias ha scritto un’ampia introduzione per il Bavaglio, ma i due non se le mandano a dire: Corrias, per esempio, ha molto criticato i toni della manifestazione di piazza Navona. «Siamo una ditta molto aperta e democratica, a differenza di chi ci vede tutti col forcone», sorride Travaglio. Così si sono avvicinati giornalisti come Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti. Non dei grillisti.

Cambierà o sta cambiando qualcosa, questa produzione indefessa, del rapporto tra i giovani, la lettura, la politica? In sette libri la premiata ditta ha venduto un milione di copie. Molti di più di qualunque girotondo; abbastanza per costruire una comunità, un’officina e anche un brand che frutta, ancor più in un’Italia berlusconizzata per sfiniment

Dagospia 30 Luglio 2008

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“Qualche vita umana….”

Pubblicato da candidonews su 30 Luglio, 2008

“Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro”. (Claudio Scajola, Ministro)

Ancora una volta. Dopo il “rompicoglioni” destinato a Marco Biagi, ucciso qualche mese prima dalle Br, dichiarazione che gli costò il posto di Ministro dell’Interno… ecco che Scajola ci ricasca. In tempi cupi per le morti sul lavoro, il ministro delle attività produttive se ne esce con il “dopo qualche vita umana” relegando le morti bianche a meri numeri. Qualcuno dovrebbe suggerirgli di farsi scrivere i discorsi e di attenersi solo ad essi, senza improvvisare. E, caso mai, di contare sino a dieci prima di dire qualsiasi cosa. Sarebbe meglio sia per lui che per le vittime di stragi o di incidenti sul lavoro, costrette a sentire certe dichiarazioni idiote.

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Dialogo “virtuale” Ratzinger – Odifreddi

Pubblicato da candidonews su 30 Luglio, 2008

Conoscete Piergiorgio Odifreddi? E’ un matematico ed anche uno scrittore. Ospite fisso a Crozza Italia e spesso presente nel salotto di Serena Dandini nella trasmissione “Parla con me”. La sua fama “mediatica” è frutto soprattutto del suo viscerale anticlericalismo sintetizzato nel libro ”Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)“.

Ora immaginatevi un dialogo telefonico tra l’anticlericale per eccellenza e Papa Ratzinger! Impossibile direte voi, possibile rispondo io…grazie a Google Video, dove è stato pubblicato un filmato satirico in cui i due personaggi vengono a contatto. Si tratta di imitazioni naturalmente, esilaranti.

 

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Auguri Presidente

Pubblicato da candidonews su 29 Luglio, 2008

 

82 anni …nel segno della ROMA

Auguri!

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Sanità, tagli per i malati terminali ed indigenti, si paga per Papilloma ed epidurale

Pubblicato da candidonews su 29 Luglio, 2008

Previsto in Finanziaria il ridimensionamento dei Livelli essenziali di assistenza. Via i fondi anche per cure odontoiatriche per indigenti e minori, protesi per disabili e l’assistenza ai malati terminali

Tagli alla sanità, si paga per Papilloma ed epidurale

 

Adele Sarno

Fanno discutere i tagli alla Sanità previsti dalla manovra triennale del governo. Il provvedimento, che prima di essere approvato deve fare l’ultimo passaggio al Senato, se rimanesse così ritirerebbe il decreto sui Lea approvato ad aprile. E così i Livelli essenziali di assistenza sanitaria, ovvero le prestazioni che il Ssn è tenuto a garantire a tutti i cittadini senza affidarle alla discrezionalità delle Regioni, verrebbero meno per carenze di copertura economica. Niente vaccino contro il Papilloma virus per prevenire il tumore alla cervice uterina, stop alle cure odontoiatriche per gli indigenti e all’anestesia epidurale per il parto indolore, alt alle esenzioni per 109 malattie rare. Ma il decreto approvato dal governo Prodi garantiva anche una maggiore assistenza ai malati cronici, a cominciare da chi soffre di Alzheimer, e forniva gli apparecchi acustici e quelli per parlare a chi è affetto da disturbi dell’udito e della parola.

Le prestazioni garantite dal decreto di aprile sono raggruppate in tre aree: assistenza ospedaliera, assistenza distrettuale e assistenza collettiva di prevenzione. Vediamo nel dettaglio cosa prevedeva il decreto per ciascuna di queste aree di intervento e cosa quindi, a manovra approvata, potrebbe non essere più garantito ai cittadini.

Area assistenza ospedaliera. Incentivare l’uso dell’epidurale durante il travaglio della partoriente, diagnosi neonatale di sordità e di cataratta congenita. Oltre a queste novità in ambito ospedaliero i Lea prevedevano anche l’ampliamento degli interventi in regime di day ospital (da 43 a 108). Ampliata anche l’assistenza per chi soffre di malattie rare e croniche, l’esenzione dalle spese sanitarie viene estesa a un elenco di 109 malattie rare e sei patologie gravi (BPCO, Rene policistico autosomico dominante, Osteomielite cronica, Sarcoidosi grave, Malattie renali croniche, Sindrome da talidomide). Tra le croniche invece era stata inserita anche la celiachia, data l’alta prevalenza dei casi in Italia.

In questo settore verrebbero meno i fondi per l’epidurale per il parto indolore, la diagnosi neonatale di sordità congenita, l’assistenza ai portatori di malattie rare e croniche.

Assistenza collettiva di prevenzione. In questo livello sono comprese le prestazioni che riguardano la profilassi delle malattie infettive, inclusi i programmi vaccinali, la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, negli ambienti aperti, nella sanità animale e nell’igiene urbana. Inoltre prevede programmi per arginare la diffusione dell’alcool e del fumo tra i giovani, e quindi la promozione di stili di vita sani e gli interventi di prevenzione nutrizionale e i programmi di screening. In questa area il decreto prevedeva l’introduzione della vaccinazione anti Papillomavirus Umano (HPV) per tutte le ragazze tra l’undicesimo e il dodicesimo anno di età (circa 280 mila ogni anno). In Italia ogni anno muoiono per colpa di questo carcinoma 1000 donne, mentre 3500 si ammalano. Secondo gli esperti vaccinare una donna prima che questa abbia avuto rapporti sessuali oltre a ridurre la possibilità di contrarre la malattia, nel giro di vent’anni potrebbe debellarla.

I tagli riguarderebebro la vaccinazione anti-papilloma virus e i centri di dipendenza da alcol e fumo.

Area dell’assistenza distrettuale. È un settore che prevede diversi livelli di assistenza: medicina di base, assistenza farmaceutica, specialistica e diagnostica, fornitura protesi, servizi domiciliari e territoriali. Tra le novità del decreto dello scorso aprile, la fornitura gratuita di prodotti aproteici (a basso contenuto di proteine) alle persone affette da nefropatia cronica. Cambiamenti anche nelle terapie specialistiche; un esempio è costituito dalla “terapia fotodinamica laser per il trattamento di lesioni retiniche con Verteporfina” riservata a coloro che sono affetti da lesioni retiniche legate all’età. In pratica è una moderna terapia che consente di poter intervenire senza arrecare danni ai tessuti sani.

Nell’ambito delle prestazioni di laboratorio sono state introdotte pratiche per la diagnosi o il monitoraggio di malattie rare (ad esempio, per le malattie metaboliche, il dosaggio degli enzimi mitocondriali e il dosaggio di acidi organici urinari con metodi gas cromatografici). Un’ulteriore novità era rappresentata dalla “enteroscopia con microcamera ingeribile”, ovvero dall’uso di una video capsula monouso per individuare i casi in cui è difficile espolare l’intestino.

E ancora, la “sedazione cosciente” per i pazienti sottoposti a endoscopie e biopsie in corso di endoscopie per garantire esami indolori e più accettabili in termini di confort. Grande attenzione verso i portatori di gravi disabilità grazie all’introduzione di nuovi ausili informatici di comunicazione e di controllo ambientale. Per quanto riguarda invece l’assistenza domiciliare e territoriale sono state riservate particolari cure ai malati in fase terminale.

Per ora sono stati annullati i fondi per la diagnosi delle malattie rare, la fornitura di farmaci per nefropatia cronica, terapia laser per lesioni retiniche, l’analisi per mobilità personale per chi non può parlare e per i sordi e l’assistenza per i malati terminali e le cure odontoiatriche per indigenti

 28 Luglio 2008

http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,5622,00.html

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Abolito l’Alto commissariato per la Corruzione

Pubblicato da candidonews su 28 Luglio, 2008

Da Polisblog.it apprendiamo di un “taglio” molto particolare operato dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. L’abolizione dell’Alto commissariato per la Corruzione.

È notizia recente il varo, da parte del nostro Tremonti Hood, il ministro dell’economia più fantasioso e creativo dell’Occidente, di una serie di misure per tagliare le spese: tra queste anche l’abolizione dell’Alto commissariato per la lotta alla corruzione.

Stella, dalle pagine del magazine del Corriere della Sera, si toglie un sassolino dalla scarpa osservando che “anche se l’avesse cercato sul calendario con la lanterna di Diogene, Tremonti non avrebbe potuto scegliere un momento migliore per sciogliere l’Alto commissariato”.

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Ferrero Segretario. L’incoscienza al potere.

Pubblicato da candidonews su 27 Luglio, 2008

Paolo Ferrero è il nuovo segretario di Rifondazione Comunista. A nulla sono valsi i tentativi di mettere d’accordo le due principali mozioni. L’ex Ministro della Solidarietà Sociale, persona che peraltro stimo molto, arriva alla guida del Partito dopo una battaglia serrata con il governatore della Puglia Nichi Vendola. Vendola, esponente della ex maggioranza bertinottiana, era l’unico candidato ufficiale alla segreteria ma la sua mozione aveva conquistato solo il 47% dei delegati per il Congresso, una maggioranza relativa ma non in grado di poter guidare, da sola, il partito. Ferrero invece, forte di un 40% della mozione uno, ha saputo unire le altre tre mozioni arrivando quindi a farsi eleggere dal Comitato Politico e cioè dal “parlamentino” nominato oggi dai delegati del Congresso.

Gennaro Migliore, vendoliano ed ex capogruppo alla Camera, in un suo intervento di oggi ha accusato i “ferrariani” di non aver voluto unire il 90% del partito (e cioè i delegati delle due principali mozioni) ma di aver voluto solamente coalizzare quattro mozioni contro una.

Nichi Vendola ha ammesso la sconfitta ma ha annunciato battaglia, “minacciando” piu o meno velatamente di creare una corrente nel partito. Corrente che avrà il 48% e che quindi sarà la metà esatta di Rifondazione.

Il “furbo” Ferrero ha avuto in dote i voti dei “comunisti duri e puri” ed ora dovrà gestirli. E cosi, se pur nelle difficoltà e nella spaccatura verticale, il Prc ha deciso. Ha impresso una svolta a Sinistra, ha messo una pietra tombale sul progetto di Sinistra Plurale, ha ritirato fuori Falce e Martello annunciando la corsa solitaria alle Europee, ha affievolito il progetto di Sinistra Europea nato quattro anni fa, ha dichiarato guerra al PD rendendosi indisponibile ad alleanze politiche. Fonti del Tg1 parlano anche di una eventuale uscita dalla maggioranza nelle amministrazioni locali. Una svolta a 360 gradi con salto mortale carpiato all’indietro.

Un salto nel vuoto, mi viene da aggiungere.

Rifondazione parte dal 3% circa della Sinistra Arcobaleno. E’ molto probabile che, rispolverando i gloriosi simboli del passato, riuscirà ad incrementare questo misero risultato. Complice anche una possibile riunificazione con il PDCi e con le altre “schegge” comuniste, immagino che si potrà arrivare ad un 4-5% e forse anche ad eleggere qualche parlamentare europeo tra un anno.

Detto questo però, dobbiamo anche capire QUALE PREZZO dovrà pagare la Sinistra Italiana. Le prime avvisaglie le avvertiamo già in questi giorni. Fassino corteggia l’Udc. Casini nicchia ma sta valutando sul da farsi. Se continuerà ad essere “chiuso” a Destra, per potersi “salvare” sarà costretto ad allearsi con il Partito Democratico. Ed il Partito Democratico, per poter avere qualche speranza di vittoria futura, dovrà scegliere le  alleanze guardando ai numeri ed alla compatibilità. La scelta quindi apparirà obbligata. Perche a Sinistra del PD non ci sarà piu una Federazione Progressista compatibile con l’esperienza di governo. A Sinistra del PD ci sarà un Partito Comunista dei “duri e puri”, poco avvezzi al dialogo e comunque troppo schiacciati su posizioni incompatibili con la cultura di Governo. E quindi il PD guarderà maggiormente all’Udc.

Nel frattempo le altre forze politiche della ex-Sinistra Arcobaleno, orfane di un contenitore che possa ospitarle e rinnegate dai nuovi dirigenti di Prc, saranno “costrette” ad una confluenza, piu o meno dolce, nel Partito Democratico. Nel frattempo il populismo di Di Pietro calamizzerà i voti degli antiberlusconiani, comprese frange di Rifondazione e della Sinistra Radicale.

Fin qui l’analisi politica. Ma quali saranno le conseguenze “sociali”? Proprio in questi giorni la maggioranza di centrodestra ha cancellato la possibilità di regolarizzazione dei precari nei casi di contenzioso in atto. Una norma tutta a favore degli imprenditori e che va a danno dei piu deboli. Deboli per i quali, se pur tra le infinite polemiche, il Governo Prodi aveva previsto qualche tutela in piu. Il Protocollo sul Welfare, che anche io ho criticato aspramente, dava qualche piccolo aiuto. Prevedeva il pareggio del costo del lavoro entro il 2011, forniva qualche tutela ai cocopro.  Troppo poco per i lavoratori, troppo poco per la Sinistra Radicale, che è stata “travolta” anche per questi motivi.

E qui torniamo al Congresso di Rifondazione. Visto il fallimento del Governo Prodi in alcuni provvedimenti di indirizzo sociale ed ideologico, visto che la ex maggioranza bertinottiana aveva avallato, seppur tra le polemiche, quei provvedimenti, ecco che, per reazione, i “duri e puri” svoltano a Sinistra. Rinunciando al Governo, maledicendo quella alleanza.

I duri e puri dimenticano di ricordare che “Quella” alleanza però si reggeva su un Senatore, grazie ad una legge diabolica e grazie anche alla pochezza della proposta politica complessiva del CentroSinistra.

I duri e puri dimenticano di ricordare che 60 senatori della Sinistra valevano quanto un Dini o un Fisichella o un Turigliatto e che in quelle condizioni era molto difficile operare.

I duri e puri dimenticano di ricordare che, comunque siano andate le cose, “quella” maggioranza ha detassato l’ICI ai redditi medio-bassi, ha permesso di risparmiare grazie alla liberalizzazioni, ha combattuto l’evasione fiscale, ha previsto dei miglioramenti sociali, ha ritirato le truppe dall’irak, ha fatto approvare la moratoria sulla pena di morte all’ONU. Ha fatto pochissimo sia ben chiaro ma qualcosa ha fatto.

Ma hanno vinto i duri e puri. O almeno pensano di aver vinto. Sino a quando Ferrero non si rivelerà per quello che penso sia, cioè una persona furba che ha saputo sfruttare il momento ma che non ha un chiaro disegno politico se non quello di complicare ulteriormente la vita alla Sinistra

Ma in tutto questo contesto, che fine faranno quei cittadini a cui Rifondazione si è sempre rivolta? Quei cittadini “senza voce”, gli operai, i precari, i “deboli” non tutelati ne dal punto di vista sociale ne da quello dei diritti civili?. Ferrero dice che il partito dovrà stare “Meno in tv e piu con la gente”. Ricominciare dal basso quindi.

Io vorrei però entrare nel cervello di tutti quei delegati, quegli iscritti e quegli elettori di Rifondazione e degli altri partiti della galassia comunista-radicale per capire “COME” vorrebbero risolvere i problemi. Un partito di lotta ottiene ben poco se non accetta gli “oneri” che il governo del paese impone.

Il Partito Comunista, con il suo 30 e passa percento, ha fatto tante battaglie certo ma chi ha ottenuto lo Statuto dei Lavoratori, la Nazionalizzazione dell’Energia Elettrica, la Riforma della Scuola Pubblica? Forse il PCI che scendeva nelle piazze? O forse il PSI che appoggiava la maggioranza di governo con l’allora DC?

In Spagna Zapatero ha messo mano al mercato tv tagliando le gambe ai monopoli privati ed alle lottizzazioni politiche, ha “Laicizzato” il paese, ha ritirato le truppe dall’Irak. Lo ha fatto dalle piazze oppure Governando, anche con l’appoggio della Izquerda Unida, e cioè la Sinistra Radicale Spagnola?

E’ chiaro che Prodi non era Zapatero, come non lo è Veltroni, è chiaro che in Italia, dove un uomo vestito di bianco si affaccia ogni domenica da un balcone e detta le condizioni, è molto difficile portare avanti certi discorsi. E’ altrettanto chiaro che l’Italia è un paese conservatore, nelle idee e nei modi. In una situazione di questo tipo si deve scegliere. Governare, scendendo a compromessi ma realizzando qualcosa (a seconda dei “numeri” delle varie maggioranze) oppure essere “duri e puri” rimanendo perennemente all’opposizione, ululando alla Luna e lasciando il proprio popolo in una condizione di difficoltà.

Marx, Engels, Gramsci, l’Anticapitalismo, l’antiglobalizzazione, la cultura, la filosofia, la storia, le recriminazioni non aiutano ad arrivare a fine mese, a pagare il mutuo, ad avere uno stipendio dignitoso.

E sappiamo tutti che quando le persone soffrono, spuntano fuori i “parassiti” che puntano l’indice contro il “diverso” di turno. Sia esso ebreo, gay, rom o musulmano. E guarda caso gli episodi di intolleranza si stanno moltiplicando, tra l’indifferenza di molti, troppo presi a “sbarcare il lunario”.

Cari Comunisti “duri e puri”, continuate cosi, filosofeggiate su chi è piu puro oppure denunciate la situazione sociale senza però proporvi come alternativa credibile e di governo. Ritirate fuori la “lotta di classe” tra Borghesi e Operai dimenticando che da che mondo è mondo il piu forte cerca sempre di “sottomettere” il piu debole e questo non accade solo tra imprenditori ed operai ma anche tra semplici cittadini. E’ compito dello stato cercare di tutelare tutti, senza distinguere tra classi, preoccupandosi di tutti i “singoli cittadini”, in quanto tali e non in quanto imprenditori, operai, impiegati, etcetc.

Continuate cosi cari amici. La nave “Italia” sta affondando e voi state contribuendo in modo decisivo a farla affondare.

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Congresso di Rifondazione, verso la distruzione del partito.

Pubblicato da candidonews su 27 Luglio, 2008

Questo pomeriggio Rifondazione Comunista avrà il nuovo segretario. Molto probabile che sia Paolo Ferrero, mai candidatosi ufficialmente ma “ispiratore” della mozione 1, quella che mette fine al progetto di Sinistra Arcobaleno e chiama il Prc ad una corsa autonoma e solitaria, senza spazi  di dialogo con il PD. Forse Vendola, unico candidato ufficiale, si ritirerà prima del Comitato Politico delle 15 dove, tramite voto segreto, uscirà fuori il nome del futuro segretario. Si è arrivati quindi alla conta, dopo infinite trattative per non spaccare il partito. Ferrero però è riuscito a coalizzare le altre tre mozioni “contro” Vendola, che quindi pur avendo la maggioranza relativa (attorno al 47% contro il 40 di quella dell’ex ministro) si trova in minoranza nel partito.

Personalmente non mi sento di escludere un colpo di scena finale con l’elezione di un “segretario di garanzia” (che non sia quindi ne Ferrero ne Vendola) il quale porti il partito alle Europee, rimandando lo scontro finale all’anno prossimo. Potrebbe anche  essere rispolverata la figura del “Presidente” da eleggere assieme al Segretario, con la “divisione” delle cariche  tra le due correnti, segno di una pace armata ed a tempo . 

In questo dramma vi è una unica certezza. Un movimento politico che parte da circa il 3% dei voti, in piena crisi di identità e di proposte, invece di ricompattarsi per dare “voce” al popolo dei “senza diritto”, rischia di autodistruggersi attraverso divisioni profonde.

Cito da Repubblica.it

CHIANCIANO – Nichi Vendola e la mozione 2 sono in minoranza dentro Rifondazione comunista. Riunioni notturne che sono andate avanti fino alle cinque del mattino hanno avuto il risultato di compattare le tre mozioni satellite (3-4-5) con Ferrero (1) contro quella di Vendola e dei bertinottiani. La parola finale tocca al Comitato politico che nel primo pomeriggio indicherà con voto segreto il nome del segretario. Che al momento resta sempre uno solo, il governatore della Puglia. Anche questa una dimostrazione di “purezza” da parte di Ferrero la cui candidatura in questi giorni è stata sempre lì lì per essere ufficializzata. Ma l’ex ministro tiene molto a un punto: prima la linea politica, “chiara, netta, senza ambiguità”, poi il segretario che “deve essere indicato dal basso, dal congresso e dall’assemblea”. Ecco perché mai avrebbe fatto la scelta di candidarsi: una clamorosa contraddizione. Altra cosa è che sia il Comitato politico a votarlo in quanto rappresentante di una linea.

……

Mentre la Statuto è al lavoro (fino alle tre del mattino), si riunisce la Commissione politica, dove sono rappresentate tutte e cinque le mozioni. Gennaro Migliore (2) si presenta con un suo documento di possibile mediazione ma si trova davanti una situazione già predefinita: Ferrero ha riunito in un solo documento le altre tre posizioni. Pegolo-Giannini (documento 3, “per rilanciare il conflitto sociale”); Bellotti (mozione 4, “per la falce e il martello”); De Cesaris (5, gli ultrapacifisti) con il loro 12-13 per cento di voti sono confluiti nella mozione 1. Migliore si ritrova nei fatti in minoranza col suo 47,7 per cento. “Gli altri” hanno il 52,3.

Va in scena, sempre di notte, un altro tentativo disperato. Questa volta è Bertinotti che parla a lungo fitto fitto con Claudio Grassi che ancora ieri dal palco aveva chiesto, quasi pregato: “Nichi, Paolo, parlatevi perché se Rifondazione di divide in due, Rifondazione muore”. Ma Grassi, con la morte nel cuore, non tradirà la sua mozione. E non farà inciuci.

Mascia: “Vi prendete un simbolo ma buttate un partito”. Le tensioni della notte si replicano pari pari in mattinata, nell’assemblea che deve votare le mozioni. Restano due soli documenti. Il primo lo legge Giovanni Russo Spena (1-3-4), ex capogruppo al Senato, maggioranza del partito fino a due mesi fa: dice “no alla Costituente di sinistra”, “no a qualsiasi alleanza con il Pd”, parla di “ricostruzione dal basso e da sinistra”, di “lotta di classe e al capitalismo”, di “lanciare nuovi referendum sul sociale”, soprattutto che la nuova Rifondazione “dovrà decidere non da posizioni di vertice ma in nome del pluralismo interno”. Qualche fischio, molti applausi, sala divisa come sempre. Poi prende la parola Graziella Mascia, per la piattaforma 2. E si arriva a un passo dalla rissa. “Nel documento appena letto – contesta Mascia – ci sono cose molto gravi rispetto alla storia di Rifondazione. La mozione 2 (Vendola ndr) presenta un altro documento e afferma che in questo congresso si è impedito di cercare una soluzione unitaria. Sapete, si può tenere il simbolo di un partito e insieme buttarne via la storia”. Fischi, applausi, cori, due distinte tifoserie. Lite anche sulle quote rosa nel parlamentino: non è stato rispettato il 40 per cento. Quasi rissa tra l’ex sottosegretario Alfonso Gianni (2) e Imma Barbarossa (1).

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 dal corriere.it

«FINE DI RIFONDAZIONE» - «La seconda mozione – annuncia il governatore della Puglia – non abbandona Rifondazione ma è qui per continuare la battaglia perché siamo il 47,3% del partito». Vendola denuncia atteggiamenti di «plebeismo culturale» e sfida i compagni del nord «a venire a vedere al sud come si combatte l’illegalità e come si sfida la mafia a viso aperto». «Un pezzo di leghismo – attacca – è penetrato dentro di noi. Una parte dei compagni del Nord è convinto che nel Sud il partito sia abituato a convivere con pratiche clientelari. Vuol dire che non ne conoscono la storia». «Questo congresso – conclude lo sconfitto – sta scegliendo la strada di composizione di una maggioranza che esiste solo in alchimie ricercate pazientemente, senza respiro né prospettive che non danno futuro a Rifondazione». L’intervento di Vendola accende la platea. Diversi i passaggi che vengono sottolineati con standing ovation da parte della sua mozione e fischi da parte del resto della platea. Poi comincia la votazione e non manca un momento di ilarità (l’unico dopo quattro giorni di tensione), quando sale sul palco, nell’appello nominale per il voto, il delegato Ricci: «Documento 1» scandisce forte e chiaro al microfono. Ma subito dopo ci pensa, spinto forse dallo stupore che si dipinge sui volti dei suoi compagni: «No, volevo dire 2, mi sono sbagliato». Le risate, almeno quelle, sono bipartisan.

«FUORI DA GESTIONE» - Dopo la votazione Vendola ha annunciato che non si candiderà più alla leadership del partito e che i componenti della sua mozione non entreranno nella segreteria. «Escludo qualsiasi livello di compromissione nella gestione politica del partito» annuncia il governatore pugliese, che già si prepara alla battaglia «per capovolgere una linea che non ha il fiato necessario per rifondare il partito nel campo largo delle sinistre». Vendola si presenta in conferenza stampa poco dopo che i delegati hanno approvato la mozione di Ferrero. «È stata una battaglia importante, appassionante e durissima che si conclude con un esito che è un colpo per la sinistra e per Rifondazione. Non è un colpo mortale ma una battuta d’arresto. Ma noi non intendiamo abbandonare la battaglia».

 

 

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La paura degli Italiani? rispettare le regole

Pubblicato da candidonews su 27 Luglio, 2008

Vi ricordate l’ex viceministro Visco ed i suoi annunci contro l’evasione fiscale? Oltre ai provvedimenti presi dal Governo Prodi in materia economica, uno dei principali fattori che spinse i contribuenti ad una maggiore attenzione.. fu proprio il “terrorismo psicologico” di Visco! La sua “guerra” contro gli evasori, fatta anche e soprattutto di annunci mediatici. Il risultato? una sensibile diminuzione del problema ed un notevole aumento del gettito per l’erario.

Ora si replica con Brunetta. Il ministro della Funzione Pubblica infatti ha aperto una “campagna” contro il lassismo dei dipendenti del Pubblico Impiego. Dichiarazioni di “fuoco” contro l’assenteismo degli statali, contro il ricorso troppo frequente ai giorni di malattia. Annunci di controlli a tappeto e di pesanti sanzioni. Gli effetti di tali dichiarazioni si sono visti ben prima che il decreto legge contro i fannulloni entrasse in vigore, il 25 giugno 2008, .  Cito da Repubblica.it:

L’effetto annuncio è stato dirompente e i giorni di assenza si sono assottigliati: a maggio del 9 per cento rispetto all’anno prima, a giugno del 18.E forse è la prima volta perché tra il 2004 e il 2006 le giornate di malattia hanno dimostrato sempre una sostanziale stabilità, con una media di circa 16 giorni l’anno.

Il quadro d’indagine non è però completo: sono state passate al setaccio 27 amministrazioni tra ministeri, enti pubblici, Comuni (pochi) e Regioni. Ma è significativo: nel 74 per cento dei casi, il numero delle assenze per malattia è calato rispetto a maggio-giugno 2007. In 7 amministrazioni la flessione è andata oltre 15 per cento, in altre 7 ha superato il dieci.

Stupefacente il dato sull’Aran, l’agenzia che si occupa dei contratti del pubblico impiego, che a giugno ha visto una discesa dei certificati presentati di oltre il 50 per cento. Fortissimo anche il calo per l’Inps, dove a giugno c’è stato un crollo del 30 per cento.

 

 

Ricordate la patente a punti ed il corrispondente crollo delle infrazioni seguito alla entrata in vigore della legge? Non c’è niente da fare, la miglior politica per il nostro paese è quella del “TERRORE”. Questo sembra essere l’unico modo per rimettere in riga uno dei popoli piu indisciplinati d’Europa.

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Randy Pausch, morte di un “professore dell’anima”

Pubblicato da candidonews su 26 Luglio, 2008

 

Qualche giorno fa è morto Randy Pausch. Forse non molti di voi sanno chi è quest’uomo. Anche io ignoravo la sua esistenza sino a quando, ieri, mi sono imbattutto nella notizia della sua scomparsa. Giovane professore universitario, padre di tre bimbi, Pausch lo scorso settembre commosse il mondo con un’ultima lezione universitaria sulla “vita”. Vita che stava sfuggendogli, essendo malato terminare di tumore al pancreas.

In questa lezione universitaria, Randy Pausch fornisce dei consigli su come vivere la propria vita, su come realizzare i propri obiettivi, su cosa sia importante o meno nella nostra esistenza. Un “testamento” di ricordi, immagini ed emozioni che egli lascia a tutti noi. Di seguito vi propongo un suo intervento in uno show americano, dove riporta alcuni brani della sua lezione di vita. 

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Prc, verso la conta Ferrero-Vendola

Pubblicato da candidonews su 26 Luglio, 2008

I possibili accordi sembrano falliti, si rischia la conta e l’ex ministro Ferrero sta per candidarsi ufficialmente contro il segretario in pectore Nicki Vendola. A quanto pare, da voci non ufficiali, Ferrero avrebbe i numeri per poter battere il presidente della regione Puglia. Con la vittoria della mozione 1, assieme ad alcuni delegati delle altre mozioni, eccetto la due, Prc vira a Sinistra, abbandonando il progetto dell’Arcobaleno e ritirando fuori falce e martello.

Rifondazione, niente accordo
Ferrero potrebbe candidarsi

In alternativa a Vendola. L’ex ministro prende tempo: “Prima la linea politica”
Ma spunta una terza via: la carica di Presidente del partito accanto a quella del segretario
dal nostro inviato CLAUDIA FUSANI

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/cosa-rossa-2/sfida-segreteria/sfida-segreteria.html

CHIANCIANO – “Questo documento è nato con me, io cerco l’unità, lavoro per la mediazione ma sono un comunista e non posso tradire”. E’ notte, quasi le due, quando Claudio Grassi, promotore della mozione 1 per il congresso di Rifondazione comunista, parla in una saletta dell’hotel Ambasciatori. Davanti a lui le decine di delegati del documento che però è ancora senza candidato alla segreteria e che si oppone alla mozione 2, quella di Nichi Vendola. Ci sono Paolo Ferrero, Ramon Mantovani, Maurizio Acerbo. E’ lo stesso giovane e appassionato portavoce della mozione che poi traduce all’esterno il senso delle parole di Grassi: “Ferrero si candiderà. Abbiamo fatto i calcoli dovremmo farcela”. Quando e come e se l’ex ministro della Solidarietà sociale metterà in gioco il suo nome, è ancora tutto da decidere. La giornata è lunga e il parco termale di Chianciano è pieno di gazebo che ospitano riunioni su riunioni delle Commissioni Politica e Statuto. Il vero congresso, parallelo a quello che va in scena sotto la tensostruttura a sottomarino del Palamontepaschi.

Oggi è il turno del “delegato” Fausto Bertinotti e subito dopo Ramon Mantovani, scudiero della mozione 1, molto arrabbiato con l’ex Presidente della Camera. A seguire l’intervento di Grassi e per finire – verso le cinque del pomeriggio – quello di Ferrero. Insomma, una giornata lunghissima.

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Serie A, la prima giornata ed i big-match

Pubblicato da candidonews su 25 Luglio, 2008

Ecco la prima giornata di Serie A ed i principali big-match del campionato di calcio 2008-2009

Ore 18:05 – Ecco la prima giornata di Serie A del campionato 2008-09:
Atalanta-Siena
Cagliari-Lazio
Catania-Genoa
Chievo-Reggina
Fiorentina-Juventus
Milan-Bologna
Roma-Napoli
Sampdoria-Inter
Torino-Lecce
Udinese-Palermo

 big match:
Milan-Inter alla 5/a giornata
Roma-Inter alla 7/a
Juventus-Torino 8/a giornata
Fiorentina-Inter 9/a giornata
Juventus-Roma alla 10/a giornata
Roma-Lazio 12/a giornata
Inter-Juventus 13/a giornata
Inter-Napoli e Roma-Fiorentina 14/a giornata
Juventus-Milan 16/a giornata
Roma-Milan 18/a giornata
Milan-Fiorentina 19/a giornata

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Cinema, Incassi Week end 18-20 Luglio

Pubblicato da candidonews su 25 Luglio, 2008

  1. “Hellboy – The Golden Army” (NE) 833.681 € (Tot. 1.236.042)
  2. “Agente Smart – Casino totale” (2) 288.289 € (Tot. 1.201.637)
  3. “Wanted – Scegli il tuo destino” (1) 281.094 € (Tot. 3.076.010)
  4. “Un’estate al mare” (3) 223.117 € (Tot. 4.408.255)
  5. “Funny Games” (4) 180.036 € (Tot. 848.902)
  6. Le morti di Ian Stone” (NE) 145.754 € (Tot. 145.754)
  7. “L’incredibile Hulk (5) 80.424 € (Tot. 3.886.926)
  8. Il mio sogno più grande” (NE) 78.310 € (Tot. 78.310)
  9. Ken il guerriero – La leggenda di Hokuto (3) 42.725 € (Tot. 441.152)
  10. Rogue – Il solitario” (NE) 33.884 € (Tot. 33.884)

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“The X Files- Voglio crederci”

Pubblicato da candidonews su 25 Luglio, 2008

Amici dello Sci-fi, l’appuntamento piu atteso dell’anno si avvicina. Il 5 settembre esce “The X Files- Voglio crederci”, la pellicola tratta dall’omonima serie cult trasmessa negli anni ‘90. E’ di questi giorni la premiere a Los Angeles.

Dal Quotidiano

Roma, 24 luglio 2008 - Un altro grande ritorno è in arrivo nelle sale cinematografiche: ‘The X Files, Voglio crederci’ di Chris Carter che, a dieci anni dal primo film e a sei dalla fine della serie televisiva cult, riunisce la coppia formata da Fox Mulder (David Duchovny) e Dana Scully (Gillian Anderson). La pellicola sarà una sfida ai botteghini con il ‘Cavaliere Oscuro’ di cui si è tanto parlato non solo per il ruolo anarchico di Joker interpretato dallo scomparso Ledger, ma anche per i clamori di cronaca che fanno da cornice alle avventure dell’uomo pipistrello.

 

Il film, nelle sale italiane dal 5 settembre (Fox), ha avuto la sua première a Los Angeles con il cast al gran completo. Gilliam Anderson, in abito peplo di raso blu ha esibito la terza gravidanza (è al sesto mese, ndr) era accompagnata da David Duchovny, il suo partner sul set.

 

Il film riparte dai due protagonisti tv: Scully è diventata un chirurgo in un ospedale cittadino e Mulder vive come un eremita in una fattoria sperduta. A riportarli insieme sarà il caso di una bambina scomparsa. Nelle indagini avrà un ruolo anche un prete pedofilo (Billy Connolly), dotato di poteri paranormali. Nel cast, ci sono, fra gli altri, anche Amanda Peet e il rapper Xzibit.

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Manovra Economica: tagli a polizia, magistratura, consumatori. Piu facile evadere.

Pubblicato da candidonews su 24 Luglio, 2008

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Se il Governo Prodi non ha saputo “pubblicizzare” bene alcuni suoi buoni provvedimenti, il Governo Berlusconi si sta “vendendo” molto bene. Peccato che dietro le altisonanti parole del nuovo Robin Hood Tremonti, vi siano tanti piccoli favori alle “caste”. Vi propongo alcuni stralci di un interessante articolo dell’Espresso.

Tremonti social club

di Francesco Bonazzi

Fa il Robin Hood in tivù. Ma da quando è tornato ministro dell’Economia ha favorito gli autonomi benestanti, le società finanziarie, i notai e pure i petrolieri. Con tanti saluti alla class action .

Così, mentre il reggente dell’Economia ama sempre più atteggiarsi a prosciugatore degli speculatori, siano essi banche o petrolieri, si scopre che quello che toglie loro con un mestolino nella mano destra, lo restituisce poi con la damigiana nella mano sinistra. Si propaganda novello Robin Hood che elargisce spiccioli ai vecchietti con le nuove carte annonarie, ma poi l’economista cresciuto a pane ed Aspen non resiste alla tentazione di gratificare per legge i grandi concessionari autostradali privati. Gli piace sbandierarsi ex allievo socialista di Rino Formica quando promette sgravi fiscali per il lavoro dipendente, ma poi da consumato fiscalista non resiste a eliminare tutte le misure anti-evasione che spaventano il popolo delle partite Iva o le norme antiriciclaggio che danno fastidio all’alta finanza internazionale.

…..

ADDIO ALLA CLASS-ACTION IN DIFESA DEI CONSUMATORI

Tremonti torna al governo e con il collega Scajola tira subito una bella riga sull’introduzione della class action. Con tanti saluti alle vittime dei bond farlocchi.

……..

INFLAZIONE PROGRAMMATA IMPOVERISCE I NUOVI CONTRATTI

Con l’inflazione programmata dal ministro in persona all’1,7 per cento nel prossimo triennio, il recupero del potere d’acquisto di salari e pensioni è sistemato. Poco importa che i dati dell’inflazione di giugno parlino di carovita al 3,8 (fonte Istat, quindi abbastanza reale). Quando sono in ballo milioni di contatti di lavoro da rinnovare e i buoni rapporti con la Confindustria di Emma Marcegaglia, il richiamo del blocco sociale di riferimento è più forte di ogni realismo economico.

…….

VITA PIU FACILE PER GLI EVASORI

 Ha tolto subito l’elenco clienti-fornitori inventato dall’odiato Visco e che permetteva alla Guardia di finanza controlli incrociati. Tanti saluti anche alla tracciabilità dei pagamenti sopra i 5 mila euro (il tetto viene elevato a 12.500 euro per la gioia di chi ricicla) e addio anche all’obbligo di segnare il codice fiscale sugli assegni liberi. Nessuno qui avrà mai il coraggio di ringraziarlo pubblicamente, però quantomeno le banche e le finanziarie si troveranno la vita un po’ semplificata.Via anche la tracciabilità dei pagamenti ai professionisti che tanto impensieriva chi ha il braccino corto al momento di dichiarare i veri redditi da lavoro autonomo. Dover tenere due conti correnti separati per ricevere i bonifici dei clienti non piaceva a nessuno, anche se è ovvio che i professionisti che non fatturavano prima non avrebbero fatturato comunque. Via anche l’obbligo di far passare la cessione delle quote di srl dalle forche caudine dei notai, come chiedevano da tempo i commercialisti (gli unici che hanno ringraziato pubblicamente Tremonti per la norma).

 ……….

TAGLI ALLE FORZE DI POLIZIA

Ora l’emergenza sicurezza si limita ai Rom e Tremonti taglia di netto le risorse alle forze di polizia. Protestano soprattutto i poliziotti, fino a ieri presidiati politicamente da Alleanza nazionale, e il ministro concede una mezza marcia indietro. Ma a spese dei sindaci.

……….

TAGLI ALLA GIUSTIZIA

il bilancio delle spese vive della Giustizia viene sforbiciato di un altro 22 per cento. I risparmi colpiranno in gran parte la già lentissima giustizia civile, l’unica con cui hanno a che fare veramente gli italiani visto che non siamo ancora 60 milioni di delinquenti. E i grandi gruppi privati? E gl’investitori esteri spaventati dalle nostre cause civili? Per loro ci sono gli arbitrati e le soluzioni extragiudiziali: costano un po’ tanto, ma loro se li possono permettere

………

ROBIN TAX: AI POVERI LE BRICIOLE, I CONSUMATORI RISCHIANO AUMENTI

 Robin Tax dal gettito atteso di 2 miliardi di euro. Ammesso che banchieri e petrolieri non riescano a trasferirla sui clienti finali, come ha calcolato uno studio di Silvia Giannini e Maia Cecilia Guerra, economisti indipendenti del sito Lavoce.info, solo un decimo dell’introito previsto andrà al Fondo di solidarietà per i meno abbienti

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Rifondazione a Congresso, tra polemiche e speranze

Pubblicato da candidonews su 24 Luglio, 2008

E’ iniziato oggi il VII Congresso di Rifondazione Comunista. I due principali candidati alla segreteria, Vendola e Ferrero, non hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei delegati, la mozione che sosteneva il governatore della Puglia si è fermata al 47%, seppur in forte recupero. La mozione che fa capo all’ex Ministro della Solidarietà Sociale ha raggiungo il 40% ca. Il Partito, però, è spaccato esattamente a metà, mentre al sud prevale Vendola, al Nord vince Ferrero.

L’assise appena aperta quindi è cruciale per il futuro del Partito . Vendola vorrebbe portare avanti il progetto della Sinistra Arcobaleno, una sinistra plurale e dialogante con il PD. Ferrero vorrebbe invece un Prc maggiormente autonomo, un ritorno alle origini quindi, con l’abbandono del progetto Bertinottiano di una “Die Linke” italiana. In mezzo ai duellanti altre tre mozioni con visioni diverse.

Dalle decisioni di Rifondazione dipende poi il futuro degli altri partiti della Sinistra. Se il PS è avviato ad una convergenza-collaborazione con il PD, sia i Verdi che Sinistra Democratica saranno costretti, per non scomparire dal panorama europeo, ad elemosinare qualche candidatura nel PD qualora il Prc decida di presentarsi con proprie liste autonome al prossimo appuntamento elettorale. Il PdCi poi, che ha concluso domenica scorsa il suo Congresso, guarda con attenzione alla mozione di Ferrero, sperando in una futura convergenza “tra comunisti” per ricucire lo strappo del 1998.

In questo fine settimana la Sinistra si gioca la sua stessa esistenza. Ulteriori divisioni interne potrebbero rappresentare la pietra tombale per una Sinistra “con potere contrattuale” in grado di dare voce alle esigenze di una parte della popolazione.

La partita è appena iniziata quindi, le carte da giocare sono diverse, il premio in palio è notevole, i giocatori in campo non sembrano però molto coscienti di quale importanza abbia il risultato finale.

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Il “Lodo Alfano” al Cinema

Pubblicato da candidonews su 24 Luglio, 2008

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Il Decreto sicurezza è legge

Pubblicato da candidonews su 24 Luglio, 2008

Eccolo qui, il Decreto sulla sicurezza. Il provvedimento tanto discusso per la “norma blocca processi” inserita dal Governo e ritirata solo dopo ampie garanzie sulla approvazione celere del Lodo Alfano. Il decreto, ora convertito in legge, ha avuto 161 voti a favore, 120 contrari e otto astenuti . La norma “salva premier” è poi stata modificata ed in pratica depotenziata. Han votato a favore Lega e Pdl, mentre Pd e Idv hanno votato contro e i senatori dell’Udc si sono astenuti.

Secondo me alcuni provvedimenti varati in questo pacchetto saranno bocciati dalla corte costituzionale. Soprattutto la parte relativa ai delinquenti clandestini (che in quanto tali rischiano pene maggiori rispetto ai semplici delinquenti “regolari”) rischia di cozzare con l’articolo 3 della Costituzione, il quale afferma che ogni cittadino è uguale davanti alla legge. Ne risentiremo parlare insomma. Di seguito i punti principali del pacchetto:

ROMA – Militari nelle metropoli, e poi la stretta contro i clandestini che, se delinquono, avranno pene aggravate. Ma non solo: ergastolo a chi uccide un poliziotto e nessuno sconto a violentatori, pirati della strada ubriachi, trafficanti di droga. E misure dure di lotta alla mafia. Sparisce la contestata norma blocca-processi, introdotta in prima lettura al Senato e sostituita dal governo con la più “leggera” facoltà di rinvio affidata alla discrezionalità dei magistrati. Ecco, nel dettaglio, i contenuti del decreto sicurezza approvato in via definitiva dal Senato senza modifiche rispetto al testo della Camera.

Priorità a processi per reati gravi. Niente più automatica sospensione, ma la semplice facoltà affidata ai magistrati di rinviare (fino a un massimo di 18 mesi) i processi per reati commessi fino al 2 maggio 2006 per i quali ricorrono le condizioni per l’indulto. Così si garantisce una corsia preferenziale ai procedimenti per i reati più gravi. In pratica, avranno priorità assolutà terrorismo, mafia, morti bianche, pirateria stradale e tutti quei processi per delitti puniti con almeno quattro anni di carcere e quelli a carico di detenuti o recidivi. Nei reati indultati si allarga il patteggiamento oltre i termini previsti dal codice. Saranno i capi degli uffici giudiziari, in base alle priorità indicate dalla legge, a stilare un elenco proprio sul quale riferire al consiglio superiore della magistratura e che passerà al vaglio del ministro dell giustizia.

Esercito nelle grandi città. Per un massimo di sei mesi (rinnovabili una tantum) tremila militari potranno essere usati nelle grandi città nella vigilanza di obiettivi sensibili e nel pattugliamento (insieme alla polizia).

Certezza della pena. Niente sospensione del carcere per chi commette atti osceni, violenza sessuale, furto e spaccio e per tutti i delitti aggravati dalla clandestinità. A favore dell’incensurato non scatteranno più in maniera automatica le attenuanti generiche (il giudice valuterà caso per caso). Chi uccide un agente in servizio sarà condannato all’ergastolo.


Processi più rapidi. Per accelerare i processi, il pm avrà l’obbligo (non più la facoltà) di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per i reati per i quali sono previsti i riti speciali. In pratica, il rito direttissimo diverrà la regola in relazione a tutte le indagini che non richiedono attività ulteriori. In appello è fatto divieto di patteggiamento.

Aggravante clandestinità. Se chi delinque è un clandestino le pene sono aumentate di un terzo. La nuova aggravante di clandestinità vale per gli extracomunitari ma anche per i cittadini europei entrati irregolarmente.

Giro di vite sulle espulsioni. Ampliati i casi di espulsione su ordine del giudice, mentre i cittadini comunitari potranno essere allontanati se senza reddito o trovati a delinquere. Cala a due anni il limite di pena per l’espulsione (prima era di dieci). A chi viola l’ordine di rimpatrio carcere da uno a quattro anni.

Addio Cpt, arrivano i Cie. I centri di permanenza temporanea (Cpt) e i centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta) cambiano nome e diventano centri di identificazione ed espulsione (Cie). Infine, se si dichiara falsa identità si rischia dai tre a sei anni di pena.

Carcere a chi lucra su affitti a irregolari. Carcere da sei mesi a tre anni per chi lucra, affittandogli casa o altro immobile, sullo straniero senza permesso di soggiorno. Con la condanna scatta anche la confisca del bene. Da questa norma dovrebbero essere esclusi coloro che ospitano badanti o colf.

Stretta su pirati strada. Chi guida ubriaco o drogato e causa incidenti mortali o feriti gravi rischia il carcere da tre a dieci anni, la confisca del veicolo e il ritiro della patente. Ulteriori inasprimenti sono previsti per chi non si ferma a prestare soccorso e per non si sottopone ai test di controllo.

Più poteri a sindaci e prefetti. Sul fronte dell’ordine pubblico sindaci e prefetti avranno maggiori poteri e ci sarà più cooperazione tra polizia locale e statale. Tra l’altro, il sindaco segnalerà gli stranieri irregolari da espellere.

Lotta alla mafia (anche straniera). Due anni di carcere in più ai mafiosi, e il reato di associazione mafiosa sarà contestato anche alle organizzazioni criminali straniere. Si contrasteranno in maniera più efficace i traffici illegali, con la confisca dei patrimoni anche post mortem. I mafiosi condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio. Infine, più poteri al procuratore nazionale antimafia, che potrà decidere le misure di prevenzione da adottare.
Distruzione merce contraffatta. Una volta sequestrata, il giudice potrà ordinare la distruzione della merce contraffatta e di quella di cui sia vietata la fabbricazione e la vendita.


(23 luglio 2008 )

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-11/contenuti-decreto/contenuti-decreto.html

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Fuga radioattiva in Francia

Pubblicato da candidonews su 23 Luglio, 2008

Noi italiani vogliamo tornare al Nucleare, sono giorni che si susseguono incidenti di ogni tipo nelle centrali nucleari europee. Di oggi l’ultimo drammatico episodio:

altri 15 lavoratori contaminati da una fuga nell’impianto di saint alban

Francia: fuga da centrale nucleare di Tricastin, contaminati 100 operai

Raggiunti da elementi radioattivi fuorusciti da una tubatura del reattore 4 fermo per manutenzione

 

PARIGI (FRANCIA) – Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove alcuni giorni fa c’era stata una fuga di materiale radioattivo, sono stati contaminati «leggermente» oggi da elementi fuorusciti da una tubatura nella reattore numero 4, fermo per manutenzione.
Lo ha reso noto la direzione di EDF la società elettrica che gestisce la centrale nucleare.

FUGA DI COBALTO 58 – Gli operai irradiati nella centrale di Tricastin, che si trova a oltre 200 chilometri dall’Italia, sono stati contaminati dal cobalto 58. L’incidente, secondo EDF, è avvenuto questa mattina e avrebbe provocato contaminazioni «leggere, 40 volte inferiori al limite regolamentare». I 97 dipendenti sono stati evacuati d’urgenza dalla centrale quando l’allarme della contaminazione si è messo a suonare per una fuga nel reattore numero 4. Fra i 97, sarebbero 91 ad aver presentato segni di contaminazione al cobalto 58, un «metallo bianco» che entra nella composizione di leghe speciali, pneumatici e coloranti ma che, attivato a livello radio, è presente nei reattori e, da solo, possiede il 39% di tutta l’attività irradiante. Gli impiegati contaminati sono stati visitati e rimandati a casa, per loro non esisterebbero pericoli immediati. Si tratta del terzo incidente nucleare nella regione in meno di 16 giorni.

NUOVO INCIDENTE – In precedenza si era infatti appreso del terzo incidente ad una centrale nucleare negli ultimi 20 giorni, dopo quello di Tricastin del 7 luglio e quello di Roman Sur Isere del 18 luglio. Altri quindici operai dell’impianto nucleare di Saint Alban, nella regione dell’Isere (sud della Francia), sarebbero stati contaminati nei giorni scorsi dalla fuoriuscita di liquido radioattivo. Lo riferisce Electricité de France (Edf), l’azienda elettrica francese. «Gli operai sono stati leggermente contaminati nel corso di un intervento di manutenzione su un cantiere dell’unità produttiva numero due», ha indicato un responsabile della direzione. In seguito all’incidente, avvenuto venerdì, sono state ritrovate «tracce di elementi radioattivi» nel corso dei monitoraggi e dei controlli di routine dei dipendenti dell’impianto. I lavoratori sono stati sottoposti a un controllo medico ma l’azienda esclude che vi siano conseguenze di alcun tipo per la loro salute. Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite.

23 luglio 2008

 http://www.corriere.it/

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Assordanti silenzi ed inopportune celerità.

Pubblicato da candidonews su 23 Luglio, 2008

Una settimana fà il capogruppo del Pdl Gasparri aveva definito il CSM una “Cloaca”. Nel week-end il ministro delle Riforme Umberto Bossi ha duramente attaccato l’inno d’Italia. Ieri il Capo dello Stato ha denunciato la spettacolarizzazione dei processi, alludendo con molta probabilità anche alle ultime intercettazioni Saccà-Berlusconi o alle fantomatiche rivelazioni sul ministro Carfagna. Oggi, ad un solo giorno dalla approvazione del Lodo Alfano, ecco la tempestiva promulgazione del provvedimento da parte del Presidente della Repubblica.

Personalmente condivido le riserve espresse da Napolitano in relazione alla divulgazione di atti che dovrebbero rimanere secretati. Sono però molto perplesso, direi anche dispiaciuto, dall’assordante silenzio Presidenziale seguito agli attacchi di Gasparri e Bossi. Il Capo dello Stato è anche il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,  o meglio  della “Cloaca” come ama definirla il capogruppo Pdl Gasparri. Il Capo dello Stato è garante della Costituzione e difensore dell’unità Nazionale, unità nuovamente minata dal Ministro della Repubblica Bossi. Sarebbe stato opportuno intervenire anche in queste occasioni e non solo per sindacare sul comportamento della magistratura, che sicuramente in alcuni casi si è resa responsabile di mancanze ma che è tuttora sotto attacco da parte della maggioranza di governo.

Cosi come sembra essere quantomeno frettolosa la pubblicazione del Lodo Alfano, senza neanche attendere ventiquattro ore dalla approvazione parlamentare. Un provvedimento discutibile, a rischio di costituzionalità e che rimane pur sempre una “anomalia” presente in pochissimi paesi del mondo. Sarebbe stato piu opportuno prendersi maggior tempo per esaminare la legge.

La stagione delle Riforme condivise, signor Presidente, nasce anche dal rispetto reciproco e dalla condivisione di alcuni valori. Eludere alcuni problemi, assecondare le mire di chi governa, a prescindere dalla giustezza delle stesse, non faciliterà il processo di dialogo tra le varie forze politiche, al contrario rischia solo di dare maggiore forza a chi ha intenzione di “ridisegnare” il paese a sua immagine e somiglianza. Una immagine aberrante, da contrastare con tutti i mezzi che la democrazia ci consente.

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