Ritorno al Medioevo: “ritoccato” il seno di un dipinto a Palazzo Chigi
Pubblicato da candidonews su 3 Agosto, 2008
Come nel Medioevo anche a Palazzo Chigi vengono “ritoccati” i dipinti per evitare che le persone si turbino. Ora mi chiedo, ma spostare il quadro no eh?
Anche dalle piccole cose si vede in che mani siamo
La spiegazione del «ritocco»: turbava i telespettatori
E Palazzo Chigi «velò» il seno alla Verità svelata del Tiepolo
ROMA — Le donne, a Palazzo Chigi, preferiscono vederle vestite. E non importa se quella che esibisce un seno — piccolo, tondo, pallido — se ne sta su una copia del celebre dipinto di Giambattista Tiepolo (1696-1770): «La Verità svelata dal Tempo ». Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello. La notizia è battuta dall’agenzia Italia alle 17,22. Un’ora dopo, Vittorio Sgarbi, critico d’arte di antica osservanza berlusconiana, ha la voce che quasi gli trema. «Cos’hanno fatto? Ma davvero?». Un ritocchino, professore. «Pazzi, sono dei pazzi…».
Ci vuole un bel coraggio, in effetti, a mettere le mani su un Tiepolo, sia pure in crosta. «E allora cosa dovrebbero fare con tutte quelle statue di donna sparse in decine di musei italiani dove spesso si ammirano seni da far restare senza fiato pure Pamela Anderson? ». L’arte, evidentemente, spaventa. «Oh… io spero davvero che la decisione di questo assurdo, folle, patetico, comico, inutile ritocchino sia stata presa all’insaputa del Cavaliere. Tanto più che se volevano fargli un piacere, cercando di non far associare agli italiani una tetta alla sua immagine di uomo, come dire? incline al fascino femminile, sono riusciti invece nell’esatto contrario. Ma si sa, almeno, chi è il responsabile di questa cretinata?». Non s’è capito subito, in verità. Poi il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti ha fatto personalmente qualche telefonatina. «E allora, beh, direi che è andata molto semplicemente: diciamo che è stata un’iniziativa di coloro che, nello staff presidenziale, provvedono alla cura dell’immagine di Berlusconi ».
Bonaiuti, scusi: ma cosa li avrebbe turbati tanto? «Beh… sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio… Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui». C’è da dire che in occasione delle prime inquadrature ormai risalenti alla conferenza stampa del 20 maggio scorso (con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia perfettamente centrata sotto la femminile Verità ancora scoperta) al centralino di Palazzo Chigi non risultano essere giunte particolari proteste da parte della cittadinanza italiana. Nè preoccupazioni per eventuali turbamenti vennero comunque al Cavaliere e al suo architetto di fiducia, che lo aiutò nella scelta del celebre dipinto: Mario Catalano, forse non casualmente già scenografo del memorabile programma di spogliarello televisivo «Colpo Grosso», condotto da Umberto Smaila su Italia 7 dal 1987 al 1991, con le ragazze, chiamate «mascherine», che — appunto — si facevano volar via il reggiseno cantando «Cin cin/ fruttine prelibate/ cin cin…».
Fabrizio Roncone
03 agosto 2008










































































































NoirPink detto
Ma chi aveva scelto proprio quel dipinto? Berlusconi, consigliato da Mario Catalano, scenografo di “Colpo Grosso”, programma di spogliarello della rete Fininvest Italia 7. Insomma, che due personaggi così avessero scelto il Tiepolo e non la gigantografia del calendario della Carfagna è stata già una sorpresa. Che ora coprano quel seno è una sorpresa ancor più grossa. (…)
http://noirpink.blogspot.com/2008/08/tendenze-silvio-censura-tiepolo-e-la.html
Pablo Moroe detto
Beh, a me turba la Gioconda, mi mette in soggezione. Quand’è che le mettiamo il burqa?
macialberto detto
be, diciamo che l’originale l’ho visto 7 mesi fa qui a vicenza dove è custodito.
è un moralismo insensato coprire una parte di un opera d’arte, seppur possa turbare, ma con tutto quello che vediamo al giorno d’oggi non ha senso.