Zone di guerra: Ossezia, tra Georgia e Russia nel nome del petrolio
Pubblicato da candidonews su 11 Agosto, 2008
In questi giorni il Caucaso è infiammato da una sanguinosa guerra combattuta da Russia e Georgia. Il Teatro del conflitto è l’Ossezia del Sud, regione georgiana ricca di giacimenti di petrolio, in cui da molti anni spirano venti di indipendenza. Lo stato georgiano naturalmente non è d’accordo, mentre la Russia preme per una secessione cosi da poter riunificare l’Ossezia del Sud con l’Ossezia del Nord, regione appartenente alla federazione russa.
In sintesi ecco le zone di guerra ed i protagonisti.
Nazioni in Conflitto: RUSSIA e GEORGIA
Motivo del Conflitto: indipendentisti presenti in Ossezia del SUD (appoggiati dai russi) che vogliono la secessione dello stato dalla Repubblica Georgiana.
Regioni coinvolte:
Ossezia del SUD – Ossezia del NORD : l’Ossezia fu divisa in Nord (Russo) e Sud (Georgiano) dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
(Da wikipedia)
L’Ossezia del Sud è una provincia autonoma della Georgia (3.900 km² – 95.000 abitanti). L’ ONU, l’Unione Europea, l’OSCE, il Consiglio dell’Unione Europea, gli Stati Uniti e la NATO riconoscono l’Ossezia del Sud come parte integrale dello stato Georgiano. Tuttavia, il governo indipendente de facto, governato dall’esecutivo secessionista ha tenuto un secondo referendum di indipendenza il 12 novembre 2006, dopo che il primo referendum del 1992 non era stato riconosciuto valido dalla comunità internazionale. Come previsto, l’indipendenza dalla Georgia nel referendum ha ottenuto la maggioranza. Tuttavia, esso non è stato riconosciuto internazionalmente dall’Unione Europea, dall’OSCE, dalla Nato e dalla Federazione Russa, a causa della mancanza di partecipazione della popolazione di etnia georgiana. Parallelamente al referendum secessionista ed alle elezioni, il movimento dell’Ossezia di opposizione a Kokoity ha organizzato proprie elezioni, nelle quali molti Georgiani e abitanti dell’Ossezia hanno votato in favore di Dmitri Sanakoev, come presidente alternativo dell’Ossezia del Sud.
Ossezia del NORD . La Repubblica della Ossezia Settentrionale-Alania (in russo Респу́блика Се́верная Осе́тия-Ала́ния, Respublika Severnaya Osetiya-Alaniya) è una delle entità statuali facenti parte della Federazione Russa, ed è situata nel Caucaso del nord. La popolazione dell’Ossezia settentrionale è prevalentemente Cristiana ortodossa con una minoranza musulmana. Le lingue parlate sono l’osseto e il russo.
…La dissoluzione dell’Unione Sovietica ha creato problemi agli osseti, che si sono ritrovati divisi tra l’Ossezia del Nord, parte della Federazione Russa, e Ossezia del Sud, parte della Repubblica di Georgia. Dopo aver conseguito l’indipendenza, nel 1991, la Georgia ha abolito l’enclave autonoma osseta provocando una migrazione di molta della popolazione verso l’Ossezia del Nord. Circa 100.000 profughi osseti del sud sono stati reinseriti nell’Ossezia del Nord, diventando motivo di occasionali conflitti con la popolazione prevalentemente inguscia del distretto di Prigorodnyj.
Protagonisti:
Mikheil Saakashvili. Presidente della Georgia dal 2003. Arrivò alla Presidenza tramite una serie di manifestazioni di piazza contrarie all’allora capo di stato Edward Shevardnadze (ex ministro degli esteri dell’URSS di Gorbaciov). Dopo giorni di agitazione pacifica della popolazione Shevardnadze decise di dimettersi. Nelle successive consultazioni Saakashvili vinse con il 96% dei voti e divenne capo di stato. La Russia perse cosi l’influenza sulla Georgia, essendo il nuovo Presidente un filooccidentale che tese subito a rinforzare i legami con USA, Nato ed UE pur volendo mantenere buoni rapporti con i russi.
Pur migliorando le condizioni di libertà, la Presidenza Saakashvili ha visto il mantenimento di una certa forma di repressione. Le proteste contro la nuova amministrazione sfociarono in una nuova elezione Presidenziale nella quale Saakashvili fu riconfermato con piu del 50% dei voti.
IN questi giorni il Presidente georgiano ha autorizzato la repressione in Ossezia del SUD contro gli indipendentisti obsezi. Ma gli stessi secessionisti accusano di aggressione le truppe georgiane. La Russia ha quindi schierano le sue truppe in sostegno dell’Ossezia del Sud ed ha avviato operazioni belliche in territorio georgiano.
Vladimir Putin. Ex agente segreto, Primo ministro nel 1999. Presidente della Confederazione Russa dal 2000 al 2008. Nuovamente Primo Ministro dal 2008. E’ il vero leader della Russia postcomunista. Succeduto a Elstin alla guida del paese ha intrapreso riforme e varato provvedimenti molto discutibili in termini di libertà. Un esempio lo si puo vedere nella elezioni dei governatori locali. Egli ha lanciato un’iniziativa per sostituire l’elezione dei governatori regionali con un sistema per cui sarebbero direttamente nominati dal presidente ed approvati dalle legislature regionali. In pratica una limitazione della autonomia. Uomini vicini all’ex presidente russo sono anche sospettati di coinvolgimenti nell’assassinio di giornalisti di opposizione. Numerosi avversari sono stati poi arrestati in circostanze discutibili. Putin è amico personale di Silvio Berlusconi.
Eduard Kokoity Presidente de facto della Ossezia del Sud, filoindipendentista. Eletto nel 2001 e confermato nel 2006.
Dmitry Sanakoyev Presidente “alternativo” della Ossezia del Sud, eletto nel 2006 nello stesso giorno della nomina di Kokoity dalla parte filogeorgiana presente della regione.
ESCALATION DELLA CRISI (da repubblica.it e peacereporter)
Attacco georgiano. La nuova escalation è iniziata nel fine settimana scorso, quando gli osseti hanno accusato i soldati di Tbilisi di aver ucciso sei persone e di preparare un intervento militare su ampia scala. Dal canto suo la Georgia attribuisce la nuova crisi all’ingerenza di Mosca, preoccupata della deriva filoccidentale imposta all’ex repubblica sovietica dal presidente Saakashvili.
Gli scontri armati più pesanti sono cominciati due giorni fa per un’offensiva dei militari georgiani secondo i sudosseti, dopo un attacco dei secessionisti contro villaggi georgiani secondo Tbilisi. Ieri, con lo scambio di colpi di artiglieria e una battaglia che il portavoce del ministero degli Interni ha definito di “vaste dimensioni” è sembrato il punto di non ritorno. Sul sito web del ministero degli Esteri russo si leggeva che l’offensiva di Tbilisi poteva “essere considerata come la preparazione della guerra”. Sempre due giorni fa, in Ossezia del sud correva voce che migliaia di volontari russi e di cosacchi erano pronti ad arruolarsi nelle loro file per combattere il nemico georgiano. Centinaia di donne e bambini sono stati evacuati dall’Ossezia alla volta del territorio russo. Secondo i separatisti, le vittime degli ultimi giorni, si conterebbero a decine, in entrambi gli schieramenti.
L’intervento russo. La reazione di Mosca non si è fatta attendere: una colonna di blindati russi è entrata in Ossezia del Sud e ha raggiunto nel pomeriggio la capitale Tskhinvali, dove ha aperto il fuoco e distrutto alcune postazioni georgiane. Il presidente russo Dmitry Medvedev si è impegnato a “proteggere la vita e la dignità” dei cittadini russi in Ossezia del Sud e ha avvertito che i responsabili delle morti dei suoi connazionali “riceveranno la meritata punizione”. Gli fa eco il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che accusa Tbilisi di fare pulizia etnica. Sarebbero 1400 le vittime secondo Teimuraz Kasaev, “ministro” della repubblica separatista georgiana. Tbilisi dice di aver abbattuto almeno cinque aerei russi, una notizia smentita da Mosca dal Cremlino, che parla di 12 soldati morti 150 feriti nelle file del suo esercito negli scontri di questa mattina.
La Georgia chiede aiuto agli Usa. Tbilisi accusa Mosca di avere attaccato il suo territorio: i jet russi hanno bombardato due commissariato di polizia a Gori, luogo di nascita di Stalin, e Kareli, dove le truppe regolari della Georgia si erano radunate per sferrare poi l’offensiva di terra. Un raid che secondo i georgiani ha provocato 30 morti. “E’ come se la Russia ci avesse dichiarato guerra”, ha commentato un portavoce dei servizi di sicurezza. Per via dell’emergenza, la Georgia ritirerà i suoi 2mila soldati impegnati in Iraq (il Paese è il terzo contributore di truppe) e ha chiesto all’alleato americano degli aerei per trasferirli. In un’intervista alla Cnn il presidente georgiano Saakashvili ha sollecitato l’intervento degli Stati Uniti: “Non è più solo una questione georgiana. Si tratta dell’America e dei suoi valori. Noi siamo una nazione amante della libertà che ora si trova sotto attacco”.
La Rice a Mosca: “Ritirate le truppe”. “Gli Stati Uniti chiedono un immediato cessate il fuoco nel conflitto armato. Chiediamo alla Russia di interrompere gli attacchi, rispettare l’integrità territoriale delle Georgia e ritirare le proprie forze da combattimento dal suolo georgiano”. La posizione di Washington è affidata alle parole del segretario di Stato Condoleeza Ricce, che dopo avere preso contatti telefonici con le parti, è al lavoro con gli alleati europei per arrivare a una mediazione internazionale. Bush e Putin, entrambi alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici, hanno avuto un colloquio in cui il tema principale è stata la situazione nel Caucaso. Il contenuto è stato divulgato dal portavoce di Putin. “La guerra di fatto è iniziata”, dopo quella che il Cremlino definisce “l’aggressione” alle forze di interposizione di Mosca, ha detto il premier russo al presidente americano. “Nessuno vuole un conflitto”, avrebbe replicato il numero uno della Casa Bianca. Il Pentagono ha fatto sapere di seguire lo sviluppo della crisi con grande attenzione. Gli Usa stanno per inviare un mediatore nella regione per raggiungere una tregua, che farà parte di una missione congiunta con delegati di Ue e Osce.
La comunità internazionale. Convocata a New York una nuova riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza, dopo quella di ieri, in cui non si era riusciti ad arrivare ad una dichiarazione congiunta sul cessate il fuoco. Da Ue, Osce e Nato sono giunti forti appelli per sospendere gli attacchi e avviare colloqui diretti. Ma Mosca ha inviato una nota ai Paesi Nato chiedendo che non si dia più sostegno al presidente georgiano, che ha scatenato “un’aperta aggressione accompagnata da una guerra massiccia e propagandistica”. La Farnesina, in collaborazione con l’ambasciata italiana a Tbilisi, ha avviato i contatti con i connazionali presenti in Ossezia, 120.
Guerra Ossezia, Saakashvili: vittime Georgia al 90% civili











































































































Neupaul Palen detto
Game Over: Olympic Wars / Video by Neupaul Palen & Papper Papp
Zone di guerra: Ossezia, tra Georgia e Russia nel nome del petrolio (C a n d i d o) detto
[...] In questi giorni il Caucaso è infiammato da una sanguinosa guerra combattuta da Russia e Georgia. Il Teatro del conflitto è l’Ossezia del Sud, regione georgiana ricca di giacimenti di petrolio, in cui da molti anni spirano venti di indipendenza. Lo stato georgiano naturalmente non è d’accordo, mentre la Russia preme per una secessione cosi [...]Continua [...]
Scaramanga detto
Complimenti per l’articolo, è uno dei pochi sul web veramente completo.
candidonews detto
grazie, nel mio piccolo cerco di fare un po di informazione
martina detto
complimenti per la chiarezza….anche i giovano possono informarsi.
LIli detto
Guardate questo, è un’altra verità
http://www.russia.ru/video/war080808/