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Si chiude la Convention, McCain: “sono io il cambiamento”

Pubblicato da candidonews su 6 Settembre, 2008

****ST.PAUL- CONVENTION REPUBBLICANA 2008****

 

 

E’ finita anche la Convention GOP, McCain ha fatto il record di ascolti tv (38,9)battendo anche Obama (fermo a 38,4 milioni) e si propone come il vero Cambiamento. I Sondaggi li danno testa a testa, con leggero vantaggiom del democratico. Rimangono due mesi e tante promesse da fare, chi saprà vendersi meglio riuscirà a vincere.

da rainews24.it

Scippando la parola chiave della campagna elettorale di Barack Obama, John McCain ha promesso all’ America di essere il portatore di “una stagione di cambiamento” che insieme alla vice, Sarah Palin, intende portare a Washington se eletto presidente degli Stati Uniti. Nel presentare la propria visione dell’America per i prossimi quattro anni, McCain si è proposto come il candidato dell’esperienza e delle riforme, ma ha puntato anche a incarnare la figura del vero politico bipartisan, capace di unire il Paese. “Ho il passato e le cicatrici che lo dimostrano – ha detto – mentre Obama non li ha”.

Un’America eccitata da due singolari incarnazioni della politica del XXI secolo, il carismatico nero Barack Obama e la mamma d’assalto Sarah Palin, ha compiuto d’un tratto un salto nel passato, per ascoltare la proposta vecchio stile e ‘All American’ di McCain. Sopravvissuto alle prigioni del Vietnam 30 anni fa e dato per morto politicamente solo l’estate scorsa, a 72 anni il resuscitato senatore dell’Arizona ha avuto la notte di trionfo che gli sfuggi’ nel 2000, quando a sconfiggerlo per la nomination era stato George W.Bush.

Dal palco della convention, McCain ha pronunciato tra l’altro un atto d’amore per l’America. “Mi sono innamorato del mio paese – ha detto – quando ero prigioniero nel paese di qualcun’altro. L’ho amato non solo per i molti comfort che la vita offre qui. L’amato per la sua fede nella saggezza, nel giudizio e nella bonta’ della sua gente”.

Esperienza, riforme e approccio bipartisan sono i concetti chiave che Mark Salter, da oltre un decennio l’autore dei testi di McCain, ha incastonato dentro un intervento che il senatore dell’Arizona ha pronunciato in una scenografia assai diversa da quella del bagno di folla dell’incoronazione di Obama nello stadio stracolmo di Denver. Ma anche dal trionfo della Palin, la vice che McCain ha chiamato al suo fianco e che ha dimostrato la familiarita’ con le telecamere che le viene dalla laurea in giornalismo e dall’esplosiva carriera politica in Alaska.

Rimodellando il palco della convention di St.Paul, i repubblicani hanno creato una passerella per permettere a McCain di trovarsi a parlare immerso in mezzo alla platea. Un modo per farlo sentire in un’atmosfera raccolta da ‘town-hall meeting’, le assemblee pubbliche tipiche della tradizione politica americana che McCain preferisce alle folle oceaniche. Dopo la graffiante e applauditissima retorica anti-Obama della Palin (e prima di lei di Rudy Giuliani), a McCain e’ toccato volare piu’ alto e dettagliare la sostanza del programma dei repubblicani: taglio alla spesa pubblica, aiuti fiscali alle imprese, investimenti nell’approvvigionamento energetico in America (trivelle e centrali nucleari), nuove forme di gestione per i programmi previdenziali e di assistenza sanitaria del Paese.

E ancora, politica estera muscolosa ma aperta alla diplomazia, confronto duro con la Russia, sguardo scettico verso la Cina, ma sostegno totale al libero scambio. E infine la lotta al terrorismo e l’Iraq, su cui McCain rivendica di essere stato “dalla parte giusta” – quella dell’invio dei rinforzi – quando era una posizione scomoda e soprattutto quando Obama si batteva per il ritiro immediato.

Conclusa la quattro giorni repubblicana di St.Paul, tormentata all’inizio dall’emergenza per l’uragano Gustav, per la coppia McCain-Palin comincia ora la volata finale che avra’ per obiettivi soprattutto stati-chiave del voto di novembre come Michigan, Ohio, Wisconsin, Florida e Colorado. Gli staff delle due campagne e gli analisti della politica americana sono impegnati soprattutto a capire come l’innesto della Palin nel ‘ticket’ repubblicano abbia cambiato la dinamica della corsa e come verra’ recepito dal Paese.

“I conservatori sono eccitati perche’ hanno finalmente trovato il loro Obama”, ha sintetizzato il direttore politico della Nbc, Chuck Todd. “Quello che dicono in tutto il Paese – ha aggiunto – e’ che hanno trovato il loro candidato da XXI secolo, ma capace anche di presentare un’agenda conservatrice con il sorriso, come faceva Reagan”. Entusiasta e’ Rush Limbaugh, una delle piu’ ascoltate voci radiofoniche conservatrici nel Paese, per il quale la Palin “e’ due volte piu’ uomo di Obama”. Limbaugh, finora un critico di McCain, ha ribattezzato il candidato repubblicano ‘John McBrilliant’.

L’effetto e’ esattamente quello che McCain sperava dalla scelta della governatrice, che si presenta con la numerosa famiglia, propone ricette da conservatorismo sociale e si descrive come “un pitbull con il rossetto”. Al senatore mancava una base entusiasta come quella che ha Obama e ne aveva bisogno per affrontare i due mesi finali. Adesso chiese e organizzazioni conservatrici sono sul piede di guerra per aiutarlo.

Ma la Palin resta un’incognita e un rischio enorme per McCain. Finora non si e’ sottoposta a una sola intervista con i media, e quando lo fara’ e’ a rischio di gaffe: nessuno e’ in grado di prevedere, negli Usa, come un politico locale puo’ reagire quando viene catapultato d’un tratto sulla scena nazionale.

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