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Disfatta Democratica, notti insonni per Veltroni

Pubblicato da candidonews su 16 Dicembre, 2008

A risultati definitivi si puo fare una riflessione sul voto in Abruzzo. Il PD passa in pochi mesi dal 33,5 al 19,6% perdendo 170.000 voti. Di Pietro sale da 5 al 15 guadagnandone ben 30.000, la ex Sinistra Arcobaleno, oramai divisa,  recupera circa 10.000 voti passando dal 3 a circa il 7%. Il PDL perde il 5-6% in favore della lista civica Rialzati Abruzzo, una costola del partito del premier, rimanendo quindi stabile.
In sostanza 1/4 dei voti del PD passano a Di Pietro ed alla Sinistra, gli altri 3/4 vanno al partito dell’astensione.
Per dovere di cronaca bisogna dire che la sconfitta del CentroSinistra era ampiamente prevedibile, cosi come una flessione netta del Partito Democratico, che paga l’arresto dell’ex governatore Del Turco e di alcuni assessori. Il successo della Italia dei Valori è in parte “gonfiato” dall’aver avuto un proprio esponente, Costantini, come candidato Governatore. Tutto questo però non puo spiegare del tutto il tracollo del PD che in pratica subisce una emorragia di quasi il 50% dei voti.
Spigonaldo su alcuni forum politici ho notato un certo astio da parte degli elettori democratici nei confronti della IDV, alcuni condannano l’alleanza elettorale che ha permesso al partito dell’ex-pm di entrare in parlamento ed avere la visibilità che altrimenti non avrebbe avuto; altri affermano che Di Pietro stia combattendo piu Veltroni che Berlusconi. Lo stesso quotidiano “Europa” chiede alla dirigenza democratica di “mollare” l’ormai ex alleato.
Francamente non vedo perche ce la si debba avere con Di Pietro. Non condivido i suoi metodi “poco ortodossi” ma è stato l’unico, sin da subito, a prendere Berlusconi per quel che è: un pericolo per questo paese.

Ricordo ai lettori che Veltroni nel novembre dello scorso anno flirtava con l’allora leader della opposizione per elaborare una legge elettorale “ammazza-piccoli” mentre la cosa piu “saggia” in quel momento sarebbe stata una collaborazione con An ed Udc per varare una legge elettorale ammazza-Berlusconi.  Quello è stato il primo errore, fatto consapevolmente perche si voleva craere un partito maggioritario che risucchiasse i voti di tutti i partitini e per far questo si doveva necessariamente cercare un accordo con il leader del maggiore partito di opposizione. Un ragionamento puramente egoistico che, a distanza di mesi, ora si rivolta contro il partito di Veltroni.

Antonio Di Pietro userà sicuramente dei modi barbari per fare politica ma, in molti casi, arriva al nocciolo del problema: Berlusconi, le sue leggi ad personam e l’incompetenza del suo esecutivo. 

Chi dice che l’ex pm stia facendo la guerra al PD secondo me non ha del tutto ragione. Di Pietro approfitta della crisi dei Democratic, questo è vero. Ma se Veltroni cerca ancora un accordo con Berlusconi invece di fare muro contro muro trattando il CentroDestra per quello che è…. non è colpa di Di Pietro.

Chi di dovere deve capire che va fatto un repulisti generale all’interno del partito partendo dalla segreteria  ed arrivando sino alla dirigenza nazionale passando per quella locale perche se in Abruzzo vengono arrestati il Presidente e mezza giunta, se a Pescara viene arrestato il sindaco, se a Napoli, in Campania, nel Lazio, a Firenze, a Genova, emergono tante inchieste come minimo imbarazzanti se non vergognose, non è colpa di Di Pietro, ma di chi fa parte del PD.

La “questione morale” non serve per recuperare voti a destra, serve per non perderne nel Partito Democratico, magari a vantaggio di Di Pietro o della Sinistra radicale.

All’indomani della sconfitta abruzzese alcuni esponenti democratici chiedono di rompere ufficialmente con l’Italia dei Valori per guardare all’Udc.
Questi personaggi dovrebbero capire che le alleanze ora passano in secondo piano, prima di tutto si deve salvare il partito da una crisi molto grave, che forse non si è ancora comprensa nella sua totalità.  Una crisi politica , con strategie diverse nel partito, voci dissonanti su problemi e alleanze, “pizzini” scambiati con esponenti del centrodestra, lotte intestine tra dirigenti; una crisi morale con gli arresti dei giorni scorsi e le inchieste su alcune amministrazioni “rosse”.
Questi problemi vanno necessariamente risolti, prima di progettare strategie future.
Nel frattempo una sola cosa appare certa, in questo momento i Democratici sono stretti in una tenaglia. Da una parte cercano il dialogo con la Lega sul Federalismo per creare tensioni nella maggioranza, dall’altra hanno Di Pietro che preme l’acceleratore sul populismo antiberlusconiano (che però paga in termini di consenso).

Notti insonni per il sempre piu traballante Veltroni.

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