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L’Ucraina “taglia” il Gas all’Europa, pericolo per l’Italia

6 gennaio, 2009

La guerra del Gas tra Russia ed Ucraina fa le prime “vittime”, europee. La Naftogaz Ukraini, la compagnia energetica di Kiev, ha tagliato le forniture di Gas all’Europa. Dopo il taglio deciso in mattinata dal monopolista russo Gazprom, l’Ucraina sta dirottando verso i clienti nazionali il resto del gas disponibile. Tutto questo perche le società ucraine e russe non si mettono d’accordo sul prezzo delle forniture di gas. Chi ci rimette? L’Europa, di seguito gli aggiornamenti, paese per paese:

Italia. Fonti citate dall’agenzia Ansa spiegano che Gazprom ha assicurato solo 7 milioni di metri cubi alla Penisola, poco meno del 20% della quantità prevista per la giornata odierna. La fornitura russa rappresenta circa un quinto del fabbisogno del paese. Ma invita a non allarmarsi il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola: “La situazione non presenta particolari preoccupazioni grazie agli altissimi livelli di stoccaggio e a consumi relativamente bassi, che possono “assicurare riserve per alcune settimane”. Il ministro annuncia di aver attivato il decreto che prevede il potenziamento delle importazioni da paesi diversi dalla Russia e “la convocazione del comitato di emergenza ed il monitoraggio del sistema del gas”. Intanto, oggi, è in corso un vertice dell’Eni per esaminare la situazione delle forniture. Presente l’ad Paolo Scaroni.

Germania. Uno dei gasdotti che trasportano nel paese il gas russo ha registrato un calo della pressione di metano. L’ha reso noto oggi la Wingas, compagnia partecipata al 50 per cento da Gazprom. Mentre E.On Ruhrgas, principale importatore tedesco, si aspetta per la giornata di oggi una sospensione completa delle forniture russe via Ucraina.

Bulgaria. Questa mattina, il ministero dell’Economia di Sofia ha fatto sapere che il flusso di gas russo verso Bulgaria, Grecia, Turchia e Macedonia è stato interrotto durante la scorsa notte.

Romania. Le forniture di gas russo al paese sono state ridotte del 75%, secondo quanto denuncia stamani la Transgaz, gestore statale dei gasdotti. Nei giorni scorsi erano già calate del 30-40%, pari a circa 3 milioni di metri cubi in meno al giorno.

Austria. Il gruppo Omv annuncia che l’approvvigionamento di gas russo risulta ridotto al 10% di quanto previsto. La società di idrocarburi, la più importante dell’Europa centrale, ha annunciato che dovrà ricorrere alle riserve.

Turchia. Le forniture provenienti dal gasdotto occidentale russo, che attraversa l’Ucraina, sono state completamente interrotte. Lo ha reso noto il ministro dell’Energia: anche qui, ci sarà il ricorso alle riserve.

Croazia. Nelle prime ore del mattino sono state definitivamente interrotte le forniture. La notizia è ufficializzata dal distributore nazionale di gas croato, Plinacro.

Più gas in Bielorussia. I flussi di metano russo attraverso i gasdotti bielorussi sono stati aumentati di circa un terzo, di 26 milioni di metri cubi, per arginare almeno in parte le perdite per i consumatori. Lo comunica la compagnia di Minsk, Berltransgaz, precisando che 20 milioni di metri cubi extra vengono pompati nei tubi del gasdotto Yamal-Europa (di proprietà di Gazprom) e sei milioni attraverso i condotti bielorussi.

Petrolio in rialzo. La nuova crisi del gas spinge i prezzi del petrolio: in aumento sia il Brent a Londra, che il prezzo del greggio a New York.

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/russia-gas/molto-meno/molto-meno.html

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  1. 6 gennaio, 2009 12:00 pm

    Thanks for posting the article, was certainly a great read!

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