Lefebvriani choc, Ratzinger è un teologo non un politico

Per riprendersi qualche migliaio di fedeli tradizionalisti, il Vaticano rischia di perdere per strada tutto il cammino di dialogo tra comunità ebraica e cattolica costruito nei decenni successivi all’Olocausto. Questo è il risultato della “amministrazione Ratzinger”, un teologo messo al posto di un politico. Ratzinger non pensa a gestire la Chiesa in modo politicamente corretto , pensa in modo “tecnico”, teologico. Sarebbe da stabilire cosa sia veramente il Vaticano, un Paese che ha bisogno di “relazioni politiche” dignitose oppure una semplice Comunità che deve ricercare l’unità interna e che poco deve tener conto degli altrui pensieri? In teoria dovrebbe essere una comunità ed il ragionamento di Benedetto XVI , e cioè quello di riunificare tradizionalisti scomunicati da Giovanni Paolo II e cattolici, potrebbe filare. In realtà, come sappiamo tutti, il Vaticano è anche un Potente attore nel panorama politico nazionale ed internazionale e quindi si dovrebbe richiedere maggiore prudenza a chi guida tale “paese”. Ma Ratzinger, come dicevamo, è un teologo e non un politico. Lo Spirito Santo ha avuto poco acume questa volta….
TREVISO – “Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione”. Sono parole shock quelle pronunciate, in un’intervista alla Tribuna di Treviso, da don Floriano Abrahamowicz, religioso lefebvriani di Treviso. Le dichiarazioni del religioso – che rifiuta però di definirsi antisemita – riaccendono la polemica sul negazionismo nonostante il mea culpa pronunciato dal leader del movimento tradizionalista Bernard Fellay addolorato dalle parole del vescovo Williamson, e le distanze prese dalla stessa comunità anticonciliare a cui appartiene il religioso trevigiano
Incontro interreligioso in sospeso. Dopo l’episodio, l’incontro previsto per marzo a Roma tra funzionari cattolici ed ebraici è in sospeso.
L’intervista al Vescovo Negazionista
































































trovo che il vescovo si sia semplicemente attenuto a cio’ che sono i fatti provati.non ha detto niente di disdicevole. anche io mi sono chiesta spesso perche’ altri terribili genocidi siano passati sotto silenzio.sono stata un’ allieva del Sacro Cuore a Venezia sono cresciuta con ilmessale di mons Lefebvre e con quel credo e non sono riuscita a stravolgere anni di insegnamenti. abito in un paese dove la messa in latino non si fa. vado a Tv quando posso. di chi e’ la colpa se non vado a messa perche’ non mi ritrovo in questo rito cambiato e che rifiuto?