La legge “ammazza intercettazioni”

da polisblog.it
L’iter della nuova legge sulle intercettazioni, che si è già guadagnata il soprannome di “ammazza notizie”, procede spedito e il parere negativo della Commissione del Csm è già stato sbrigativamente liquidato dal Pdl come espressione della parte più politicizzata dell’Associazione nazionale magistrati.
La Stampa pubblica oggi le interviste a due noti giornalisti e la loro posizione sul provvedimento. La prima è a Bruno Vespa, e la trovate a pagina 2 del giornale. La seconda è a Milena Gabanelli: Penso che sia profondamente antidemocratico. I processi li hanno sempre fatti i giudici. La stampa non condanna o emette sentenze, riporta atti giudiziari ed è giusto che sia così. Nel caso Parmalat se non si fosse parlato già nel 2005 di quello che era accaduto gli italiani avrebbero continuato a comprare azioni. Nel caso dello scandalo del latte cinese molti avrebbero continuato a tenere in frigorifero latte contaminato. E’ folle, è un Paese illegale e si risponde con altrettanta illegalità.
Inevitabile la domanda su come cambierà il modo di fare giornalismo di una trasmissione come Report: Non cambierà di una virgola. Continueremo a fare giornalismo alla stessa maniera esponendoci alle conseguenze con nome e cognome e a testa alta così come l’abbiamo fatto finora. Certo, anche nel giornalismo sono necessarie regole perché tutti sono innocenti fino al momento in cui vengono condannati ma spetta al giornalista insieme con il suo editore e il suo direttore la scelta di come fare informazione. Sono questioni che appartengono alla deontologia professionale, limitazioni come questa che il governo intende approvare sono inosservabili. E comunque non abbiamo mai costruito le nostre puntate soltanto sull’acquisizione di fascicoli di pm, e quindi andremo avanti come abbiamo sempre fatto.































































