Austria, tra crisi economica e destra xenofoba…

Anni fa teorizzavo una Europa di metà secolo sconvolta da guerre e dittature, un aumento del razzismo (questa volta non verso gli ebrei ma verso gli islamici), la nascita di governi autoritari di destra che sfruttando l’insicurezza data dalla povertà avrebbero limitato le libertà, la crisi del capitalismo troppo avvolto nel consumismo di un occidente che viveva al di sopra delle proprie possibilità. La storia sembra darmi ragione, purtroppo, anche se non ci voleva un indovino molto sveglio per prevedere tale situazione.
La crisi economica di questi tempi, la piu forte di sempre ancora poco avvertita nel nostro paese impegnato a parlare di Eluana o dell’omicidio di Meredith, sta provocando milioni di licenziamenti nel mondo. L’Islanda, paese che si è fidato molto della “finanza creativa” ora è in bancarotta. I Paesi dell’Est sono vicini al fallimento e l’Austria, nazione che ha investito molto nell’Est, ora si trova in difficoltà e guarda caso, nelle elezioni della Carinzia, vede crescere di molto i consensi della destra xenofoba. Meditate gente, meditate…
Crisi: Est Europa; dopo boom ora recessione, guai in Austria
Fra i primi Paesi a risentire dell’onda d’urto dall’est è l’Austria, ai primi posti come partner commerciale in Est Europa e prima in assoluto per quanto riguarda l’esposizione delle proprie banche della regione (quasi il 20% dei crediti allocati dell’Europa occidentale sono austriaci). Solo la Erste Bank e Raiffeisen International sono esposte con 230 miliardi di euro in crediti concessi, ovvero circa il 70% del pil nazionale austriaco. Si si conta anche la Bank Austria, del gruppo Unicredit, la cifra sale a 280 miliardi. Nel timore di perdite, le banche hanno cominciato a ritirare liquidità, aggravando la situazione sul posto, mentre i loro titoli in borsa hanno fatto registrare forti cali.
Il governo austriaco è preoccupato e sta cercando di far passare in Europa un piano di aiuti dei 27 per l’est Europa. Piano che all’inizio non aveva incontrato grande accoglienza ma che adesso sembra stia facendosi largo con la sponsorizzazione anche della Germania, interessata pure lei a che la regione non imploda.
All’inizio della crisi dei muti, l’Austria, come molti altri Paesi europei, aveva adottato un piano di 100 miliardi di euro di aiuti per il settore bancario. Nessuna banca finora però vi ha fatto ricorso e dai vertici di governo e istituzioni bancarie si ripete il mantra che il sistema austriaco è solido.
Gli analisti sono concordi nel dire che ignorare ora la bomba a orologeria dell’est vorrebbe dire dover pagare dopo un prezzo ancora più alto
Carinzia, il trionfo dell’ultradestra
il partito di Haider vola oltre il 45%
BERLINO – Fortissima e clamorosa svolta a destra alle elezioni tenutesi oggi in due Bundeslaender (Stati) in Austria. In Carinzia, la terra natale del defunto leader della destra nazionalpopulista europea, Joerg Haider, la Bzoe, cioè il partito che Haider guidò fino alla sua tragica morte in un incidente stradale in ottobre, vola nelle proiezioni al 45,8 per cento. Mentre il partito socialdemocratico (Spoe) del cancelliere federale Werner Faymann crolla al 28,5 per cento perdendo ben il dieci per cento dei consensi, e i democristiani-popolari (Oevp) si attestano al 15 per cento.
Anche nell’altro test elettorale nella Repubblica alpina, a Salisburgo, si annuncia in proiezioni ed exit polls una disfatta della sinistra: i socialdemocratici perdono il 7,7 per cento dei consensi scendendo al 37,7, i democristiani sono al 36,1, la Fpoe, guidata da Hans Christian Strache, cioè il partito rivale della Bzoe orfana di Haider nel campo della destra radicale, va al 13,9 per cento.
Per il governatore della Carinzia, Gerhard Doerfler, il trionfo di queste ore è un enorme successo politico e personale. Tanto più che è ancora viva l’emozione per la tragica morte di Haider in autunno, e che questo è l’anno delle elezioni europee. La Bzoe (la sigla vuol dire Bund fuer die Zukunft Oesterreichs, cioè Lega per il futuro dell’Austria) era sempre forte in Carinzia vista la carismatica personalità di Haider, ma ora il partito si rafforza persino di ben 3,4 punti rispetto ai migliori risultati mai ottenuti da Haider stesso finché era vivo, e aveva tutto in pugno come popolarissimo governatore.































































