Usa, i piani di Obama e la gravità della crisi

L’imminente fallimento della General Motors, una delle piu grandi case automobilistiche statunitensi, riporta alla ribalta la profonda crisi che attanaglia l’ultima superpotenza rimasta. “Durante questa recessione sono stati persi 4,4 milioni di posti di lavoro. Una cifra sbalorditiva. “ dice il Presidente Obama che precisa: “ Non accetto un futuro di disoccupazione per questo paese”. Ma i dati economici sono impietosi: nei prossimi cinque anni, secondo Le Monde, si prevedeno i fallimenti di circa 5000 istituti di credito americani, soprattutto a casa del crollo del mercato immobiliare.
“ La maggior parte delle banche a rischio sono quelle che posseggono meno di 2 miliardi di dollari in asset, che potrebbero trovarsi da un giorno all’altro in difficoltà a causa dei fallimenti dei propri principali clienti, ha spiegato Gerard Cassidy, analista di RBC: «Ci sono miliardi di dollari di perdite agganciate al sistema, e il sistema deve riuscire a rimuoverle. Se non ci riuscirà, il prezzo sarà pagato dai contribuenti e dagli azionisti delle banche». A rischiare di più, dunque, sono gli istituti più piccoli, in particolare quelli che operano su scala regionale”
Ma non solo le banche rischiano, anche i singoli imprenditori, i liberi professionisti sono alla canna del gas. L’ufficio amministrativo dei Tribunali Usa parla di 1,4 milioni di “dichiarazioni di bancarotta” per il 2009. I fallimenti personali sono aumentati del 31% nel 2008 a 1.074.225 (da 822.590 nel 2007) mentre quelli aziendali sono balzati del 54% a 43.546 (da 28.322 un anno prima).
“Queste cifre confermano che le bancarotte sono in ascesa e continueranno ad aumentare per tutto il 2009. Noi ci aspettiamo che raggiungano o superino gli 1,4 milioni, soprattutto se il Congresso varera’ la legge che consente ai proprietari di case di rinegoziare i mutui”
Obama non avrà vita facile, il suo progetto di aiuto alle famiglie in difficoltà con i mutui incontra l’ostilità delle lobbies bancarie.
La nuova legislazione sui mutui, voluta dal presidente Barack Obama nell’ambito del piano di salvataggio per i proprietari di case, e’ stata licenziata ieri dalla Camera dei Rappresentanti con 234 voti a favore e 191 contrari. Per il provvedimento si preannuncia battaglia in Senato, dove e’ forte l’influenza delle lobby delle banche (contrarie alle legge), anche sull’ala moderata dei democratici.
Anche per questo il “Comandante in Capo” ha detto chiaramente che non si farà mettere i piedi in testa delle lobby, tentando in ogni modo di far passare il suo programma di sostegno alle famiglie e di aumento di tassazione per i piu ricchi :
Obama ha ribadito le promesse fatte in campagna elettorale, un mix “che permetterà di tagliare le tasse del 95% agli americani che lavorano” ed ha aggiunto “So che questi provvedimenti non andranno d’accordo con gli interessi dei lobbisti che hanno investito sulla vecchia maniera di fare affari e io so che si stanno preparando alla lotta. Il mio messaggio a loro è questo: anche io”. “So che l’industria assicurativa non amerà l’idea di dover diventare più competitiva per continuare a offrire la copertura medica”. “So anche che le banche e i grandi creditori agli studenti non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più finanziariamente accessibili”. Allo stesso modo “le compagnie petrolifere non ameranno l’interruzione delle facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all’economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro”.
Ma le difficoltà, per il nuovo presidente, non mancano. A cominciare dalla Sanità, in crisi nera e con 46 milioni di americani fuori da ogni assistenza sanitaria.
La sanità costa alle famiglie e alle aziende americane cifre tali da provocare “una bancarotta ogni 30 secondi”, ha detto Obama ai circa 150 partecipanti a un inedito forum sul sistema della salute. Dopo aver ascoltato il presidente, la platea si è divisa in gruppi di lavoro alla Casa Bianca per raccogliere idee su come usare i 634 miliardi di dollari che Obama intende destinare in 10 anni alla riforma della sanità.
Non c’é tempo da perdere, ha incalzato il presidente, sottolineando che una riforma deve essere avviata entro l’anno e ricordando che alla fine del 2009 i costi della sanità “possono far perdere la casa a un altro milione e mezzo di americani”. Obama ha affermato che negli ultimi otto anni, sotto l’amministrazione Bush, “i premi assicurativi per la sanità sono cresciuti quattro volte di più dei salari, e altri nove milioni di americani sono finiti nelle fila dei non assicurati.
Fallimenti di banche, società, liberi professionisti, imprese in crisi, sistema sanitario al collasso, ingenti spese militari nelle missioni estere (anche se Obama ha promesso il ritiro dall’Irak entro un anno e mezzo). Questa l’America “regalata” da Bush al nuovo Presidente. Questa l’America che spaventa il mondo intero. Dopo la crisi del 1929 in Europa si consolidarono i regimi ed il tutto sfociò in una guerra disastrosa. Irlanda, Islanda ed Austria sono le prime nazioni europee a risentire pesantemente della crisi. La Gran Bretagna arranca, in Spagna esplode la disoccupazione, Francia e Germania cercano di varare un piano condiviso di interventi in sostegno dell’economia. La stessa Russia non se la passa bene. E noi? L’arretratezza economica dell’Italia è stata paradossalmente anche la sua forza . Ci ha salvato da speculazioni finanziarie pericolose ma ciò non toglie che siano necessari investimenti immediati. Oggi il governo ha stanziato 18 miliardi di euro per realizzare le grandi opere, il ponte sullo stretto etc, cioè progetti di lungo termine, non utili nell’immediato al paese. Tra qualche mese se non ci saranno reali interventi nell’economia reale e nel sostegno alle famiglie (altro che social card) l’Italia si troverà in una situazione molto pericolosa. Speriamo bene, ma visto chi ci “comanda” la speranza lascia il posto al pessimismo.
































































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