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PD: la “cura” Franceschini sembra funzionare…

12 marzo, 2009

Due articoli di Polisblog.it ci descrivono le “reazioni” alla nuova linea Franceschini. I messaggi ficcanti lanciati dal neosegretario democratico danno i primi frutti. Alcuni sondaggi parlano del recupero di 1 punto percentuale che fa crescere il PD al 24% dal 23 delle settimane scorse. Prima l’assegno ai disoccupati, poi la “tassa” sui ricchi in favore delle famiglie in difficoltà seguita dagli attacchi a Berlusconi sono argomenti rivelatisi vincenti . La strategia sarà stata studiata a tavolino partendo da ciò che ha fatto Vetroni in questi mesi e …comportandosi in modo diametralmente opposto. Anche se in favore di Franceschini hanno giocato, secondo me, anche “appoggi” dei media di centrosinistra che da tempo avevano abbandonato, se non osteggiato, Veltroni. Essendo del mestiere avevano forse capito che la stategia portata avanti dall’ex sindaco di Roma era suicida.

1.STRATEGIA VINCENTE SUI MEDIA

È sicuramente presto per dirlo, ma per ora Franceschini sembra avere una buona strategia mediatica. Secondo alcune voci, poi non confermate per la verità, lo stesso Berlusconi avrebbe messo in guardia i suoi collaboratori e alleati dicendo che “ con quella faccia da bravo ragazzo, Franceschini funziona in TV” ( corriere.it ). Noi siamo andata a confrontare nell’ultimo mese e mezzo quanto i due segretari del PD siano riusciti a fare in quanto a visibilità. Le informazioni provengono dal database dell’associazione BayesFor, i cui dati sono consultabili gratuitamente on-line.

BayesFor Visibility Franceschini

Come si vede Franceschini, partito come segretario a tempo determinato, sembra tener testa a Berlsuconi con molta più efficacia rispetto a Veltroni. Nelle 3 settimane precedenti alle dimissioni l’ex segretario del PD ha avuto una visibilità sui media di gran lunga inferiore al rivale (escludendo il solo giorno delle dimissioni). Al contrario il nuovo segretario risulta molto più presente sui media on-line. Superando in alcuni giorni la visibilità del Presidente del Consiglio. Certo la visibilità di Berlusconi rimane maggiore, ma il nuovo leader di opposizione sembra più in grado di dargli filo da torcere in quanto a comunicazione.

2. LA PREOCCUPAZIONE DI DI PIETRO

L’ex pm ha capito che oltre al nemico Berlusconi (sul fianco destro) adesso è spuntato il nemico Franceschini (sul fianco sinistro).

La differenza è sostanziale. Quasi una questione di vita e di morte (politica).

Le uscite di Berlusconi (così come precedentemente la strategia di veltroniana memoria) portano paradossalmente (ma non troppo) voti all’Idv. Mentre quelle di Franceschini portano via voti al partito dell’ex pm, riportandoli (forse) da dove erano partiti, cioè nel Pd.

Così Tonino si trova spiazzato. Tant’è che da qualche giorno ha abbassato i toni.

Ha perso la voce? No, dopo la svolta del nuovo segretario del Pd, non sa più che pesci pigliare.

Tonino si trovava molto meglio con il “tetenna” Veltroni che con il nuovo capo dei democrat, ben più decisionista e antiberlusconiano di nuovo conio.

Per Di Pietro, contrastare il populismo del Cavaliere è (si fa per dire) un gioco da ragazzi. Ben più difficile diventa non farsi superare dalla demagogia di Franceschini.

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