Benedetto XVI, inadatto al compito assegnatogli
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Benedetto XVI è partito per il suo primo viaggio in terra d’Africa. Statistiche alla mano, nell’africa subsahariana si concentrano il 67% dei malati di Aids del mondo.
Nel colloquio con i giornalisti il Pontefice ha detto che l’epidemia di Aids “non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi”. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un “rinnovo spirituale e umano” nella sessualità.
Le polemiche non si sono fatte attendere, qui di seguito le reazioni:
“La Francia esprime la sua più viva inquietudine per le consequenze delle dichiarazioni di Benedetto XVI” “Anche se non è nostro compito giudicare la dottrina della Chiesa, crediamo che tali dichiarazioni mettano a rischio le politiche della salute pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana“
(Eric Chevallier, Portavoce del ministero degli Esteri francese)
“I preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti” “Una moderna cooperazione allo sviluppo deve dare ai poveri l’accesso ai mezzi di pianificazione familiare e tra questi rientra in particolare anche l’impiego dei preservativi; tutto il resto sarebbe irresponsabile”
(Ulla Schmidt, ministro della Salute tedesco; Heidemarie Wieczorek-Zeul ministro della Cooperazione economica e dello sviluppo)
”Il preservatvo è uno degli elementi essenziali nella lotta contro l’Aids e la Commissione Ue ne sostiene la diffusione e l’uso corretto”
(Louis Michel, il portavoce del commissario Ue agli aiuti umanitari)
”Queste parole sono inaccettabili. E’ una negazione dell’epidemia. E fare tali dichiarazioni in un continente che è sfortunatamente quello più colpito dalla malattia, è assolutamente incredibile” “Chiedo che queste parole vengano ritirate, in modo chiaro”.
(Michel Kazatchikine, direttore esecutivo del Fondo mondiale per la lotta contro l’Aids)
Ma la risposta della Chiesa non si è fatta attendere. Padre Federico Lombardi ha ribadito “le posizioni della Chiesa Cattolica e le linee essenziali del suo impegno nel combattere il terribile flagello dell’Aids”, che si concentrano sull’educazione alla responsabilità delle persone nell’uso della sessualità e con il riaffermare il ruolo della famiglia e del matrimonio; con la ricerca di cure efficaci accessibili al maggior numero di persone e con l’assistenza umana e spirituale ai malati.
L’unico Paese che difende il Benedetto XVI è naturalmente l’Italia per bocca del suo premier, Silvio Berlusconi che dice: “Ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo”.
Questi i fatti, ora le riflessioni.
In paesi in cui manca anche la piu semplice educazione scolastica, in cui ogni giorno migliaia di bambini muoiono di fame e stenti, dove mancano le essenziali forme di sostentamento….la Chiesa parla di “educazione sessuale”. Anche i meno avvezzi a temi sociali capiranno come tali dichiarazioni dimostrino la scarsa percezione della realtà da parte delle gerarchie ecclesiastiche. E poi si aggiunge che si deve dare accesso maggiore alle cure, dimenticando che sarebbe PRIORITARIO non far ammalare le persone, magari usando delle protezioni, invece che curarle DOPO che si sono ammalate.
Miopia della Chiesa a parte, Benedetto XVI non è nuovo a gaffes clamorose. Qualche settimana fa, a ridosso della giornata della memoria, nata per ricordare l’olocausto ebraico, il Papa ha “perdonato” i preti lefebvriani riammettendoli nella Chiesa cattolica, peccato che le posizoni ultraconservatrici di alcuni suoi esponenti, come quella del vescovo Williamson che ha negato l’esistenza dell’Olocausto, abbiano messo in imbarazzo tutto il Vaticano agli occhi del mondo intero. Ma gia anni fa alcune parole del Pontefice scatenarono polemiche con gli islamici.
Un Papa con un minimo di cognizione politica avrebbe evitato di dire che “i preservativi non servono a nulla o che sono dannosi” durante un viaggio nella “patria dell’Aids”. Da questi ripetuti errori diplomatici possiamo capire quanto quest’uomo, Joseph Ratzinger, sia poco adatto a ricoprire il ruolo di capo della Chiesa. Parliamoci chiaro, il Papa non è solo una figura spirituale ma, purtroppo in alcuni casi, assume anche una valenza politica ed ogni sua parola è soppesata, valutata, analizzata. Questa cosa però non è chiara a Benedetto XVI che continua imperterrito a “cadere” su questo o quel tema, questa o quella situazione, proprio perche non è un “politico” ma un semplice “teologo”, uno studioso, un letterato, una persona quindi inadatta a ricoprire un ruolo politico.
Proprio come Silvio Berlusconi che, come anche George Bush, non ha lo spessore morale e la preparazione necessaria ad adempiere ad un ruolo cosi importante come quello di capo di stato. Le gaffes di Berlusconi non si contano, come quelle di Bush, che negli otto anni di mandato ha dato “da vivere” a centinaia di comici ora caduti in disgrazia con la Presidenza Obama.
Bush, Berlusconi, Ratzinger rappresentano appieno il concetto di “uomo sbagliato nel posto sbagliato“. I danni purtroppo li paghiamo noi cittadini italiani e del mondo, ogni giorno.





































































