Verso il Testamento TEOLOGICO
Lettori miei, la legge sul “fine vita” voluta dal governo, e da me ribattezzata “Testamento TEOLOGICO”, sembra essere arrivata quasi alla approvazione definitiva. Ogni 3 anni dovremo rinnovare una Dichiarazione ufficiale in cui diciamo “come vogliamo morire” . Naturalmente non potremo farci staccare la spina” ne potremo rinunciare alla “idratazione ed alla alimentazione” (come ha potuto invece fare Eluana dopo una lunga battaglia legale). E dulcis in fundo, la nostra dichiarazione non sarà vincolante per il medico, che potrà invece decidere diversamente dalla nostra volontà. In pratica, una ciofeca. Sempre piu un paese cattotalebano il nostro.
ROMA – Via libera del Senato al ddl Calabrò sul biotestamento. L’Aula di palazzo Madama ha approvato il testo 150 voti a favore (123 contrari e 3 astenuti). Adesso il testo passa alla Camera. Furiosa l’opposizione che parla di un ddl “fondato sul tradimento e su parole ingannevoli”. Altrettanto duri i toni del capigruppo Pdl, Maurizio Gasparri che accusa la sinistra di voler “aprire la porta all’eutanasia”, dedicando, senza nominare Eluana Englaro, la giornata di oggi “a chi non c’è più”. Ma il Pd non ci sta e rilancia: “La legge approvata oggi non ha nulla a che vedere con il testamento biologico – dice Enzo Bianco – Siamo pronti al referendum”. Così come l’Idv.
L’emendamento sulla Dat. In mattinata il Senato aveva approvato tutti gli articoli del ddl. Non prima di dare spazio all’ultima polemica. Stavolta su un emendamento, targato Udc, che limita moltissimo la dichiarazione anticipata di trattamento da parte del paziente. In questo modo la Dat non sarà più vincolante. L’obbligatorietà sparisce dal provvedimento con un emendamento a prima firma Antonio Fosson, approvato dall’aula con 136 voti favorevoli e 116 contrari. Le Dat erano state rese vincolanti dopo una dura battaglia in Commissione, che aveva sollevato non poche polemiche nella maggioranza. E a palazzo Madama arriva anche una decisa marcia indietro anche sulla durata della Dat. Sarà di 3 anni, e non più di 5, come invece era stato deciso dalla Commissione Sanità.
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Dopo il voto la polemica continua. “E’ un manifesto ideologico incostituzionale” attacca Barbara Pollastrini del Pd, mentre la radicale Emma Bonino parla di “una pagina nera”. Per la capogruppo Pd in commissione sanità Dorina Bianchi parla di vittoria “degli estremismi































































