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Nasce la lista Prc-Pdci, analisi della situazione nel CentroSinistra

28 marzo, 2009

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Il processo di semplificazione politica prosegue in modo spedito. Dopo la costituzione di Sinistra è Libertà, lista socialprogressista di Vendoliani, Socialisti, Verdi e scissionisti Pdci, oggi nasce la Lista “Rifondazione-Comunisti Italiani” che oltre a ciò che rimane del Prc e del Pdci, dopo e scissioni interne, raccoglie anche la lista Consumatori Uniti di De Vita e Socialismo 2000 di Cesare Salvi.

Non farà parte di questa nuova aggregazione la Sinistra Critica dato che non sarebbe stata accolta la loro proposta di costituire una lista anticapitalista della sinistra di classe che presentasse alcuni elementi di discontinuità con il recente passato.

prcpdci

Colgo l’occasione della presentazione della nuova lista per fare una breve analisi della situazione del CentroSinistra

A sinistra del PD nell’ultimo anno c’è stato un vero e proprio terremoto, con rimescolamenti vari. In Rifondazione e nel PDCI ci sono state due scissioni. La prima, quella dei “vendoliani”, ha portato via dal partito il 50% circa dei dirigenti nazionali. La seconda, quella del Pdci, ha fatto perdere al partito poco meno del 20% dei rappresentanti di alto grado.

Tutto questo ha permesso la divisione della Sinistra Radicale in due. Da una parte Vendoliani e scissionisti Pdci, uniti ai Verdi ed ai Socialisti, che sembrano maggiormente inclini ad un compromesso con il PD per il prossimo futuro. Dall’altra i “duri e puri” rimasti in Prc e Pdci, poco propensi a tornare a dialogare con gli ex alleati democratici.

Un modo come un altro per farsi del male quindi, perche se Bertinotti nel 2005 riusci a “governare” la minoranza (un 40% del partito riluttante ad alleanze con i Riformisti) ora gli “estremisti” dentro il partito sembrano diventati la maggioranza e quindi ogni dialogo appare compromesso.

Amenoche….. amenochè Diliberto e Ferrero, l’uno fedele alleato dei governi di centrosinistra dal 1998 al 2008 e l’altro, ex ministro nell’esecutivo di Prodi, non “sfruttino” le rispettive “maggioranze interne” per ricompattare l’elettorato e poi decidere, qualora se ne presenti la possibilità, di riaprire una trattativa con il PD.

In quel caso però se per Diliberto non dovrebbero esserci problemi, per Ferrero sarebbe difficile avere il consenso della “sua maggioranza interna” che è fatta per lo piu di personaggi ostili ai Democratici….ma forse per allora Prc e Pdci avranno realizzato un unico soggetto politico assieme a Cesare Salvi (altro fedele alleato dei governi di centrosinistra, ex ds, sd) e quindi le “maggioranze interne” saranno cambiate e chi IERI, in Rifondazone,  festeggiava l’elezione di Ferrero come il ritorno all’isolazionismo si ritroverà nella situazione del 2005, con la maggioranza dei delegati a favore di una ipotesi di accordo con il PD. I tanti che oggi pensano di averla “avuta vinta” potrebbero ritrovarsi “cornuti e mazziati”.

Sempre che nel frattempo il PD non abbia deciso di abbracciare Casini, Cuffaro e Volontè, ma su questo non ci giurerei perche in casa Udc molte cose stanno per cambiare. L’arrivo di Mantini dal PD  apre la “breccia” per la quale nel prossimo futuro potrebbero passare alcuni cattolici democratici (Rutelli compreso) pronti ad accomodarsi nel “Grande Centro” di Pierferdy. 

Alcuni sondaggi infatti segnalano voti in uscita PD ed in arrivo all’Udc, partito che quindi sta subendo un parziale “ricambio” elettorale con elettori ex-Pd che sostituiscono voti Udc in uscita verso il PDL. Se questo trend continuerà il Partito Democratico sarà stretto in una “tenaglia”. A destra del partito ci sarebbero i centristi come “concorrenti” per il voto dei cattolici. Dall’altra parte vendoliani e  Socialisti potrebbero contendere al PD parte dei voti dei “progressisti”. Il Partito a vocazione maggioriataria di veltroniana memoria sarebbe quindi definitivamente un ricordo anche se i Democratici in questo caso potrebbero acquistare finalmente una CHIARA IDENTITA’, avvicinandosi ai grandi partiti socialisti e democratici europei. Questo fatto, unito alla probabile futura “entrata” di Vendola e soci, potrebbe consentire al PD di tornare a sfiorare il 30% e di diventare finalmente un movimento Progressista di stampo Europeo, recuperando voti anche all’Italia dei Valori.

Per quel giorno forse a destra del Pd non ci sarà piu l’Udc odierna ma un partito centrista svincolato da Cuffaro e dagli altri pdellini. A quel punto una alleanza con i centristi potrebbe avere un senso, e chissà cosa ne sarà dei Comunisti per allora, per non parlare di Di Pietro che in uno scenario come questo sarebbe fortemente indebolito.

La strada da fare comunque è ancora tanta, e piena di insidie, con Berlusconi piu forte che mai deciso a dare un “nuovo ordine” alla società italiana.

Un Commento Lascia un →
  1. 14 aprile, 2009 7:04 pm

    E’ disponibile il programma unitario della lista comunista anticapitalista che si candida per le elezioni europee 2009
    http://feedproxy.google.com/~r/ilblogdiromanoborrelli/~3/dGSP07czA2s/“>Programma elezioni europee dei Comunisti

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