Salta al contenuto

Corsera a De Bortoli, il “Sole” ad un uomo voluto da Tremonti?

29 marzo, 2009

CORSERA: DE BORTOLI VERSO IL RITORNO IN VIA SOLFERINO

Sono ore decisive per il ritorno di Ferruccio de Bortoli alla direzione del Corriere della Sera, carica che l’attuale direttore del Sole24Ore ha gia’ ricoperto dal 1997 al 2003. E’ in corso, secondo quanto apprende l’Agi, un incontro tra lo stesso de Bortoli e il presidente di Rcs Media Group, Piergaetano Marchetti, per definire le condizioni del ritorno di de Bortoli in via Solferino in vista della riunione del patto di sindacato di Rcs, in programma domani, che dovrebbe ufficializzare il cambio. De Bortoli, pochi giorni dopo aver rifiutato la presidenza della Rai, potrebbe cosi’ sostituire Paolo Mieli alla guida del Corriere, proprio come accadde nel 1997, quando l’allora quarantottenne Mieli lascio’ la poltrona al collega piu’ giovane di quattro anni.

___________________

Ottima notizia, De Bortoli è un ottimo giornalista. Mi meraviglio che Berlusconi lo tolleri in un posto di potere come la direzione del Corriere. In Rai non avrebbe contato nulla, a via Solferino il discorso è diverso…

AGGIORNAMENTI:

Mi sembrava strano che Berlusconi non avesse calcolato tutto. Leggo dal Gazzettino del Beca un interessante articolo di El Pais dal titolo: “In Italia la crisi minaccia la libertà di stampa “, in questo articolo si parla di una “strategia Tremonti” per rimuovere il “nemico storico” del Cavaliere dalla poltrona di Direttore del Sole 24 per farlo accomodare nella piu “istituzionale” poltrona di direttore del Corsera, cosi da “fidelizzare” il quotidiano economico in vista dell’onda lunga della crisi economica. Ecco spiegato tutto. L’articolo è di ben otto giorni fa, in tempi non sospetti quindi. Leggete leggete:

In Italia la crisi minaccia la libertà di stampa

Pubblicato sabato 21 marzo 2009 in Spagna[El Paìs]

Il Governo manovra per piazzare uomini di fiducia a capo dei giornali di maggior prestigio

Il cataclisma finanziario, la crisi pubblicitaria, l’adattamento all’universo digitale e i licenziamenti dei giornalisti sono temi comuni a tutti i giornali del mondo.

Molti esperti, e non pochi lettori, temono che tale situazione incida sulla qualità della stampa. In Italia, forse il paese europeo insieme alla Russia in cui il controllo politico dei media è meno discutibile, l’inquietudine è doppia.

Al duopolio televisivo, o più semplicemente monopolio assoluto, formato da Mediaset e RAI, potrebbe aggiungersi molto presto una sorta di rivoluzione della stampa.

Dietro a questo movimento tellurico in elaborazione risuona il solito nome: Silvio Berlusconi, magnate dei media e primo ministro, il cui nuovo obiettivo sono le due testate giornalistiche milanesi di maggior prestigio, Il Corriere della Sera, il più importante quotidiano italiano, e Il Sole 24 Ore, il principale giornale economico nazionale.

“Questa volta Berlusconi non farà prigionieri, vuole controllare tutto e lo farà”, dice Giancarlo Santalmassi, giornalista RAI dal 1962 al 1999 e direttore di Radio24 fino a quando, l’autunno scorso, fu allontanato dopo essere stato dichiarato nemico ufficiale del Governo del Cavaliere nel 2006.

Enzo Marzo, storico giornalista del Corriere, è pienamente d’accordo con Santalmassi; giovedì scorso, nel corso di un dibattito sulla libertà di stampa che si è svolto presso la sede della Commissione Europea a Roma, ha affermato che la battaglia per la direzione del giornale è già iniziata.

Il nucleo dirigente del gruppo RCS (editore di Unedisa in Spagna) e proprietario del Corriere, spiega Marzo, ha ritirato la fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e sta valutando due sostituti: il primo, Carlo Rossella, sponsorizzato da Berlusconi e il secondo, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero che, come ricorda Marzo, “divenne famoso durante l’ultima notte elettorale perchè fu pizzicato da una telecamera mentre concordava al telefono con il portavoce di Casini (leader dei democratici dell’UDC e genero dell’editore del quotidiano) il titolo principale che avrebbe piazzato il giorno dopo”.

Rossella è il presidente di Medusa, società di distribuzione cinematografica di Berlusconi, ed ha ricevuto la benedizione de Il Giornale, quotidiano della famiglia del magnate che ha ricordato che il Cavaliere “lo tiene particolarmente a cuore e gli ha già dato l’incarico di dirigere le sue due più grandi testate, Panorama e TG5 [il telegiornale di Canale 5]”.

All’interno del gruppo RCS, Rossella conta su altri importanti sostenitori: Diego della Valle, proprietario di Tod’s e della Fiorentina, e Luca Cordero di Montezemolo, patron della Fiat e del gruppo Ferrari e amministratore delegato de La Stampa.

Ma la parola di Berlusconi sarà quella decisiva, spiega senza ombra di pudore il quotidiano di suo fratello, perché mentre la crisi strangola i giornali, “l’intero sistema bancario dipende dal primo ministro”.

Napoletano ha le sue carte: non dispiace a Berlusconi ed è tra i pochi che comunicano telefonicamente con Giulio Tremonti, ministro dell’Economia ed editorialista de Il Messaggero.

Secondo Il Giornale il ministro “sa che il peggio della crisi economica sta per arrivare” e la sua idea è quella di piazzare Napoletano a Il Sole (proprietà, come Radio24, del patronato di Confindustria) e di passare al suo attuale direttore, Ferruccio de Bortoli, il timone del Corriere.

Se non parlassimo dell’Italia tutto questo affanno sarebbe inverosimile, degno al massimo di un articolo scandalistico. Ma tutte le fonti sono concordi nel segnalare che si tratta di “manovre serie e reali” il cui effetto causerà “un terremoto”.

Il malcontento del Governo nei confronti di un altro giornale, La Stampa di Torino, proprietà della Fiat è palese. Secondo l’entourage berlusconiano, il suo direttore Giulio Anselmi sarà tentato con un’altra importante poltrona: quella di presidente dell’agenzia ufficiale Ansa. Se dovesse accettare, prenderebbe il suo posto un direttore meno ostile al Governo.

Mentre questo disegno politico prende corpo, i media italiani cercano, per quanto possibile, di tener testa a questa tempesta. Il presidente del gruppo RCS Piergaetano Marchetti, che ha visto nel 2008 scendere i profitti del gruppo a 38 milioni di euro rispetto ai 220 milioni del 2007, ha confermato che stanno soffrendo “tagli pubblicitari feroci ed immediati”.

E il suo amministratore delegato ha annunciato che l’andamento del gruppo dei primi mesi dell’anno obbligherà a “una riduzione del personale”. “Bisogna agire sui costi e sui modelli economici in Italia e all’estero”.

Marco Benedetto, vicepresidente del Gruppo Espresso, prevede anch’egli “tagli e cambiamenti”. Ironicamente Benedetto non è pessimista sul futuro del settore: “Tra una decina d’anni sarà splendido”. http://italiadallestero.info/archives/4208

Un Commento Lascia un →
  1. candidonews permalink*
    30 marzo, 2009 7:42 pm

    AGGIORNAMENTO DI OGGI,
    E’ UFFICIALE LA NOMINA DI DE BORTOLI A DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 49 other followers