Abruzzo, 211 morti, 17mila sfollati
Qui la diretta di Repubblica.it
Terremoto in Abruzzo: 211 morti
e 11 dispersi. Il dramma degli sfollati
Almeno 17 vittime non ancora identificate. Si scava sotto le macerie per tentare di salvare i superstiti.
L’AQUILA - Il bilancio del terremoto si aggrava. Sono 211 le vittime accertate del sisma che ha devastato l’Abruzzo nella notte tra domenica e lunedì. Almeno 17 corpi non sono stati ancora identificati. I dispersi sono undici e circa mille i feriti, di cui 100 gravi. Gli sfollati sono 17mila, di cui 10mila a L’Aquila e 7.120 nella provincia. Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi.
NUOVE SCOSSE – La terra non sembra dare requie a vittime e soccorritori: una nuova forte scossa di terremoto di magnitudo 4.4 della scala di Richter è stata registrata intorno alle 11.28 a L’Aquila. Dagli edifici già lesionati si sono staccati calcinacci provocando ulteriore panico nella popolazione. Molti si sono allontanati dalle vicinanze dei palazzi velocemente, temendo crolli che potessero investirli. La scossa è stata sentita anche a Roma. Proprio quest’ultima scossa ha provocato il crollo di due edifici a Pettino, vicino alla scuola della Guardia di finanza, sede del centro di coordinamento soccorsi per l’emergenza. Non risulta che vi fossero persone nelle due palazzine crollate.
CORSA CONTRO IL TEMPO – Per gli uomini dei soccorsi è ancora una volta una corsa contro il tempo: con il passare delle ore si affievolisce la speranza di trovare qualcuno ancora in vita sotto le macerie. Finora oltre 150 persone sono state estratte vive. Si è scavato per tutta la notte sia all’Aquila che nei comuni limitrofi; operazioni mai interrotte nonostante le decine di scosse che si sono succedute, la più violenta alle 1,15 con una magnitudo di 4,8 della scala Richter. All’Aquila, alle 2, dopo 23 ore dal sisma, è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. La giovane, estratta dagli speleologi del soccorso alpino, deve la vita a un colpo di fortuna: era a letto quando il palazzo di quattro piani dove viveva si è sbriciolato e le travi di cemento armato cadute si sono fermate a pochi centimetri dal suo corpo. Sono stati invece trovati morti i quattro giovani italiani sepolti sotto le rovine della Casa dello studente. Il cadavere dello studente greco Basilio Koufolias è stato estratto da un’altra palazzina in mattinata: altri tre studenti greci (tra cui la sorella della vittima) sono rimasti feriti leggermente.
ONNA, RICERCHE CONCLUSE – A Onna, il paese «scomparso» a meno di dieci chilometri da L’Aquila, le ricerche dei superstiti si sono concluse. Martedì mattina sono stati estratti gli ultimi due corpi; altre due persone che lunedì sera risultavano disperse avevano lasciato il paese senza darne informazione. Il bilancio definitivo è di 40 morti, su una popolazione di 350 persone, anche se erano molti meno coloro che effettivamente vivevano nel paesino. I vigili del fuoco sono ora impegnati nella rimozione dei detriti e nella messa in sicurezza degli edifici, dove si verificano ancora crolli a ogni scossa. È da capire l’entità dei danni. Secondo le prime stime, praticamente la totalità delle case è inagibile: il 60-70% sono completamente crollate, le altre hanno profonde lesioni.
LA NOTTE DEGLI SFOLLATI – Nella tendopoli la notte è trascorsa al freddo e in molti hanno preferito dormire in auto, mentre sono proseguiti i trasferimenti verso gli alberghi della costa. Molte persone che hanno perso la casa hanno trovato ricovero chi in auto, chi sotto l’unica tensostruttura montata, creandosi un giaciglio con guanciali e coperte fra le panche e i tavolini. Sono 250 i posti in tenda messi a disposizione nel campo sportivo di Paganica. Non sufficienti per ospitare tutti gli sfollati di un paese dove metà degli abitanti hanno perso la casa. Per la prima notte è stata data la preferenza ai bambini e agli anziani, mentre gli altri sono rimasti a dormire in macchina o sui pullman dell’Azienda regionale dei trasporti. Nella notte sono poi arrivati altri tir con tende fornite dalla Protezione civile, destinate a questo e ad altri campi. Con la collaborazione dell’Associazione nazionale alpini lunedì sera sono stati serviti 1.400 pasti. Martedì arrivano altre 3mila tende per gli sfollati di L’Aquila e «c’è sempre la possibilità di trasferirsi lungo la costa, dove sono stati requisiti 5mila posti letto» in hotel, ha confermato il sindaco del capoluogo abruzzese, manifestando la speranza che si possa «assicurare ai cittadini una notte migliore di quella appena trascorsa. Molti cittadini hanno dormito in automobile e solo in parte nelle tende già allestite», ha infatti precisato Cialente: anche lui ha dormito in macchina.
IN 5.100 AL LAVORO – La Protezione civile fa sapere che sono 5.100 le persone impegnate nel soccorso e assistenza alla popolazione, oltre al personale del dipartimento e ai volontari arrivati da numerose regioni, vigili del fuoco, Croce rossa, soccorso alpino e forze dell’ordine. Si aggiungono oltre 1.300 militari, 300 dei quali di supporto non sul campo (per esempio quelli addetti alle rilevazioni meteo). Proprio tra i soccorritori va segnalata una vittima: un vigile del fuoco morto nella notte a L’Aquila durante le operazioni di soccorso, per un infarto o un aneurisma cerebrale.
APERTA UN’INCHIESTA – La Procura dell’Aquila ha aperto un’inchiesta contro ignoti per accertare eventuali responsabilità nei crolli dovuti al terremoto. L’ipotesi di reato è disastro colposo, per il momento non ci sono indagati. Si ipotizza anche il reato di omicidio colposo plurimo. «Se dovessero emergere responsabilità andremo avanti», ha detto il procuratore Alfredo Rossini. Martedì alcuni magistrati della Procura si sono incontrati per uno «scambio di vedute» sulle segnalazioni ricevute direttamente o indirettamente circa presunte disfunzioni o negligenze.
SOSPESE TASSE LOCALI E NAZIONALI - Sono tutti sospesi i pagamenti di tasse locali e nazionali per i Comuni coinvolti dal sisma: lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, spiegando che sono chiusi tutti gli uffici pubblici, e quindi anche quelli delle Entrate e di Equitalia. La sospensione, ha aggiunto, sarà formalizzata a breve dal Consiglio dei Ministri, come annunciato dal premier Berlusconi. «Ci sarà un decreto ministeriale – dice Befera – e saranno sospesi tutti i pagamenti di imposte nazionali e locali per la provincia di L’Aquila e per tutti i Comuni che hanno subìto danni dal sisma. Attualmente sono chiusi tutti gli uffici pubblici e quindi, comunque, nessun pagamento è possibile e nessuna azione sarà fatta da parte di nessuno. Poi faremo il decreto per sospendere ogni pagamento finché un successivo provvedimento non riaprirà i termini. Ora i cittadini stiano tranquilli».
07 aprile 2009 (fonte Corriere.it)































































