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Abruzzo, l’Italia piange i suoi morti

10 aprile, 2009

Abruzzo, è il giorno del dolore
L’Italia piange i suoi morti

I funerali di Stato per 205 vittime delle 289 del sisma, presenti le massime cariche dello Stato

L’AQUILA – È il giorno del dolore, per l’Abruzzo e per l’Italia intera. Il segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone, ha presieduto la cerimonia dei funerali solenni per le 289 vittime del terremoto. Nel piazzale della Caserma della Guardia di Finanza, a Coppito, 205 bare ed una folla di amici e parenti in lutto. Per consentire lo svolgimento dei funerali, nel giorno del Venerdì Santo in cui la Chiesa ricorda la crocefissione di Gesù e non prevede liturgie eucaristiche, era arrivata la dispensa straordinaria del Papa. La cerimonia è stata concelebrata anche dall’Arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari e da tutti i vescovi dell’Abruzzo e del Molise.

PREGHIERA CRISTIANA E ISLAMICA – Nella parte finale del funerale, il cardinal Bertone ha benedetto le vittime del terremoto del 6 aprile scorso, aspergendole con l’acqua santa insieme al vescovo dell’Aquila. Poi le vittime sono benedette con l’incenso. Alla fine l’imam Bashan Mohammed Nour ha letto un pensiero per le sei vittime islamiche del terremoto d’Abruzzo. «Nel nome del Dio unico che ha creato cieli e terra, uomini e donne unendoli in un’unica grande famiglia che vive insieme l’esperienza della vita e che in questi giorni ha vissuto insieme l’esperienza della morte, poiché tutto fa parte del grande disegno divino, ci troviamo qui oggi – ha detto – a condividere il dolore per tutti i fratelli, le sorelle, i giovani e i bambini vittime del sisma che ha ferito al cuore l’Abruzzo e l’Italia intera».

L’OMELIA – L’Italia è oggi raccolta attorno alle vittime del terremoto e mostra di credere nei valori della solidarietà e fraternità. Questi sono valori saldi nel popolo italiano ha detto il cardinal Bertone nell’omelia, invitando all’«omaggio alle vittime», al «compianto e alla preghiera», «stretti idealmente attorno alle bare» e accanto alle «autorità civile e militari che testimoniano la solidale presenza dell’intero popolo italiano». Il segretario di Stato vaticano ha esortato alla vicinanza con quanti stanno facendo «l’esperienza di essere spogliati di tutto». «In questa vostra città e nei paesi vicini, che hanno conosciuto altri momenti difficili nella loro storia – ha detto Bertone – si raccoglie oggi idealmente l’Italia intera, che ha dimostrato, anche in questa difficile prova, quanto siano saldi i valori della solidarietà e della fraternità ce la segnano in profondità». Pur nella tristezza di queste ore, e pensando alle parole bibliche sulla Gerusalemme celeste, Bertone ha affermato di sentire «nascere la speranza del cuore perchè – ha spiegato – s’avverte già nell’aria che sotto le macerie c’è la voglia di ripartire, di ricostruire, di tornare a sognare».

LE ESEQUIE – I soccorritori hanno trasformato il piazzale della Caserma della Guardia di Finanza in una chiesa a cielo aperto. Tanta, tantissima la gente presente. Erano infatti migliaia le macchine affluite presso la scuola delle Fiamme Gialle. Una lunghissima colonna di auto che si era formata dall’uscita dell’autostrada A24 fino alla caserma in cui alla fine hanno trovato posto migliaia di persone, 8.000 secondo fonti della centrale operativa. Per il lutto nazionale proclamato per il sisma in Abruzzo, la strada da Roma fino alla caserma di Coppito (L’Aquila), è stata costellata di bandiere a mezz’asta. Vessili calati a Roma, sul Raccordo Anulare, all’ingresso dell’autostrada e poi arrivando a L’Aquila, fino alle tre bandiere (il tricolore, quella dell’Unione Europee e quella delle Fiamme Gialle) nel grande piazzale all’interno della caserma. Durante i funerali, si sono verificati diversi malori fra i parenti che assistevano alla cerimonia. Una giovane donna, in particolare, è stata portata via con l’ambulanza.

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_10/funerali_terremoto_b8653060-25ab-11de-bdf0-00144f02aabc.shtml

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