Il padre di una delle vittime ciociare:«mio figlio ucciso dall’imprudenza delle istituzioni»
IL GENITORE DI NICOLA BIANCHI
Il padre di una delle vittime ciociare
scrive a Guido Bertolaso
«Non voglio fare polemiche, ma mio figlio è stato ucciso come tutti gli altri dall’imprudenza delle istituzioni»
Lui è un operatore del 118, suo figlio, Nicola Bianchi, aveva 22 anni faceva lo studente, ed è morto nel crollo della palazzina in via Gabriele D’Annunzio 11 distrutta dal terremoto. Sergio Bianchi, padre di Nicola, di Monte San Giovanni Campano, ha scritto una lettere aperta al capo della Protezione civile Guido Bertolaso, per capire perchè, nonostante nella zona si registrassero scosse sismiche fin da gennaio, nessuno abbia preso provvedimenti, a partire dalla chiusura dell’università «una settimana prima come hanno fatto le scuole ritenendo la situazione pericolosa».
IMPRUDENZA DELLE ISTITUZIONI - «Non voglio fare polemiche» scrive Bianchi, «ma sono addolorato e non bisogna dimenticare che in questa tragedia ci siamo anche noi: abbiamo perduto i nostri figli perchè nessuno ci ha avvertiti del pericolo. Il mio ragazzo, insieme ad altre giovani vite ciociare spezzate, era all’Aquila per costruirsi un futuro. Ho visto i muri del palazzo-tomba di Nicola con alcuni lesioni. Ho chiesto spiegazioni a tutti, dal proprietario ai vicini e mi hanno risposto di stare tranquillo, che la situazione era sotto controllo. I nostri ragazzi che vivevano al civico 11 di via Gabriele D’Annunzio e gli altri che alloggiavano nelle palazzine vicine erano tranquilli, perchè noi genitori gli avevamo trasmesso la serenità. Nicola, caro vice ministro Bertolaso, è stato ucciso come tutti gli altri dall’imprudenza delle istituzioni».
13 aprile 2009
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_aprile_13/padre_vittima-1501182129909.shtml































































