Immigrazione, rifugiati rispediti al mittente grazie al Governo

Chi vi scrive non è un fautore della teoria dell’inutilità delle nazioni, ne tantomeno appartiene al partito dei favorevoli alla immigrazione senza vincoli. Io sostengo l’idea che ogni paese possa e debba accogliere un numero massimo di cittadini stranieri tale da poter essere congeniale alla situazione contingente del momento . In sostanza sono favorevole alle quote annuali e sono fermamente contrario alla tolleranza della immigrazione clandestina.
Fatte queste debite premesse non posso che guardare con profondo disgusto alle decisioni prese dal ministro Maroni e soprattutto alla dichiarazione di ieri del Presidente del consiglio Berlusconi il quale ha detto testualmente “La sinistra aveva aperto le porte, la sinistra era ed è quella di un’Italia multietnica: la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico”.
Il Presidente del Consiglio usa delle parole fuori luogo e mente sapendo di mentire. L’Italia NON accoglie solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico. Berlusconi accomuna gli immigrati clandestini a quelli regolari, solleticando le pulsioni razziste della Lega Nord e di parte del suo elettorato ma dimenticando la verità. L’Italia ACCOGLIE OGNI ANNO CENTINAIA di migliaia di immigrati REGOLARI, tramite le quote stabilite da leggi nazionali ed internazionali, immigrati che vanno a costituire uno dei motori della nostra forza lavoro e forniscono ricchezza al nostro paese. Immigrati che contribuiscono a rendere MULTIETNICA la nostra società, anche grazie alle leggi sull’immigrazione varate dai governi Berlusconi. Quindi ANCHE BERLUSCONI contribuisce, giustamente, alla MULTIETNICITA’ della nostra società.
Immigrazione, in questi ultimi anni è stato sinonimo di criminalità. Nulla di piu sbagliato. Sono le leggi italiane, o meglio la situazione disastrosa e disastrata della Giustizia italiana, a rendere questo paese meno sicuro e piu vulnerabile alle imprese criminali, italiane o straniere che siano. Codici civili e penali vecchi, troppi gradi di giudizio per arrivare ad una sentenza definitiva, rendono il nostro sistema giudiziario estremamente debole e di conseguenza incoraggiano i criminali a delinquere, certi di una probabile impunità. Poco c’entrano i fenomeni migratori.
Molti di noi invece ignorano l’utilità dell’immigrazione. Ecco alcuni dati che faranno capire al lettore QUANTO SIANO IMPORTANTI gli immigrati: (fonte, (Dossier Immigrazione 2008 Caritas)
- Il gettito fiscale (tasse) assicurato dagli immigrati: 3 miliardi 749 milioni di euro (di cui quasi 3 miliardi per l’Irpef)
- Gli immigrati concorrono per il 9% al Prodotto Interno Lordo (Unioncamere)
Ricordato a tutti che la società moderna non puo non essere multietnica, torniamo agli ultimi fatti di cronaca, ai “respingimenti” attuati dall’Italia verso le “carrette del mare” venute dalla Libia e cariche di uomini, donne, alcune incinte e bambini.
Maroni ha parlato di “diritto al respingimento” appellandosi a non si sa quali leggi. Repubblica.it ha elencato i regolamenti nazionali ed internazionali che prevedono il diritto all’asilo politico per i rifugiati provenienti da paesi nei quali la loro incolumità sarebbe a rischio. Eccoli qui:
Il testo unico
Forse si tratta del Testo unico sull’immigrazione del 1998, che all’articolo 10 parla espressamente del respingimento e recita: “La polizia di frontiera respinge gli stranieri che si presentano ai valichi di frontiera senza avere i requisiti richiesti per l’ingresso nel territorio dello Stato“. Lo stesso articolo, però, dice anche che le norme “non si applicano nei casi previsti dalle disposizioni vigenti che disciplinano l’asilo politico, il riconoscimento dello status di rifugiato, ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari”. Perciò il Testo unico nazionale rimanda al principio universale del “non respingimento” dei richiedenti asilo, proprio l’opposto di quello invocato da Maroni e contemplato invece dal diritto europeo e internazionale.
Le convenzioni internazionali
A vietare tassativamente il respingimento di rifugiati o richiedenti asilo sono gli obblighi internazionali che nascono, nello specifico, dalla Convenzione sui Rifugiati del 1951 e dal Protocollo del 1967, dalla Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici, dalla Convenzione Onu contro la tortura, dalla Convenzione europea sulla protezione dei diritti umani.
Il ministro leghista ha detto che “il respingimento alle frontiere è previsto dalle normative europee” senza precisare quali e senza considerare che tutto il sistema normativo europeo in materia d’asilo si basa sulla convenzione di Ginevra. Quindi, di nuovo, sul principio del non respingimento. Tra l’altro, la convenzione europea sui diritti umani vieta “la tortura, il trattamento disumano e degradante” e la Corte di Strasburgo per i diritti umani applica questo divieto anche nei contesti di respingimento ed espulsione. E neanche si può circoscrivere la questione alle acque di competenza. L’obbligo di non-respingimento non comporta alcuna limitazione geografica – secondo le convenzioni – e si applica a tutti gli agenti statali nell’esercizio delle loro funzioni all’interno o all’esterno del territorio nazionale.
A questo proposito, il diritto è ancora più preciso: nel caso di richiedenti asilo che affrontano un viaggio via mare, il non-respingimento si applica all’interno delle 12 miglia di acque territoriali, così come nelle acque contigue, in mare aperto e nelle acque costiere di paesi terzi. Praticamente senza limitazioni.
L’accordo con la Libia
Inoltre, il rinvio diretto di un rifugiato o di un richiedente asilo verso un paese nel quale teme di essere perseguitato non rappresenta l’unica forma di respingimento. Anche il rinvio indiretto verso un paese terzo – la Libia in questo caso – che potrebbe successivamente rimandare la persona verso il paese di temuta persecuzione, costituisce respingimento. Così facendo, entrambi i paesi sarebbero ritenuti responsabili, cioè sia la Libia che l’Italia. E non risulta che nell’accordo bilaterale con il governo libico l’Italia abbia preteso garanzie del rispetto dei diritti umani, compreso il diritto d’asilo, per le persone che vengono riportate a Tripoli in seguito al pattugliamento delle coste libiche.
Letti questi testi non si puo che dare torto alla linea politica del Ministro e del Governo stesso. Ma andiamo oltre, andiamo a leggere le dichiarazioni di CHI ha vissuto il contatto con quei poveri disgraziati che arrivavano via mare. Da Repubblica.it:
Parlano i militari delle motovedette italiane – quella della Guardia di Finanza, la “Gf 106″ e quella della Capitaneria di porto, la “Cpp 282″ – appena rientrati dalla missione rimpatrio. Sono stati loro a riportare in Libia oltre 200 extracomunitari, tra i quali 40 donne (3 incinte) e 3 bambini, dopo averli soccorsi mercoledì scorso nel Canale di Sicilia.[.....]
“È l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati”, dice uno degli esecutori del “respingimento”. “Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia – aggiunge – ci urlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l’abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno”. [.....]
“Molti stavano male, alcuni avevano delle gravi ustioni, le donne incinte erano quelle che ci preoccupavano di più, ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli e li abbiamo eseguiti. Quando li abbiamo presi a bordo dai tre barconi ci hanno ringraziato per averli salvati. In quel momento, sapendo che dovevamo respingerli, il cuore mi è diventato piccolo piccolo. Non potevo dirgli che li stavamo portando di nuovo nell’inferno dal quale erano scappatati a rischio della vita”. [.....]
“Non è stato facile dire a tutta quella gente che li avevamo riportati da dove erano partiti. Erano stanchi, avevano navigato con i barconi per cinque giorni, senza cibo e senza acqua. Non hanno avuto la forza di ribellarsi, piangevano, le donne si stringevano i loro figli al petto e dai loro occhi uscivano lacrime di disperazione”. [.....]
Inutile dire che il nostro è stato un popolo di emigranti, che tanti nostri nonni, bisnonni e avi un bel giorno lasciarono il loro paese ed i loro affetti per una avventura senza garanzie e senza sicurezza. Quanti italiani sono sbarcati in “America” con al loro seguito la sola “speranza” di poter migliorare la loro vita? Tantissimi.
Infine vi vorrei far riflettere su un fatto. Noi italiani abbiamo vissuto la dittatura fascista, il nostro sistema democratico è nato grazie anche a chi, perseguitato nel nostro paese dai fascisti, è riuscito ad emigrare all’estero. Quale sarebbe stato il destino del nostro paese e di tutti quegli italiani se la fine della loro “fuga per la libertà” fosse stata decretata da un “Ministro Maroni” qualsiasi ?
Spero vivamente che gli organismi internazionali si facciano sentire. Se l’Italia è guidata da pericolosi incompetenti, qualcuno dovrà pure alzare la voce per denunciare questo stato di cose.






































































per gli italiani che andavano in America le cose non erano tanto facili. Molti non passavano la visita medica e venivano rispediti indietro: solo i sani passavano. Molti morivano durante il viaggio.