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Fiat-Chrysler-Opel, c’è del marcio in quel di Torino

15 maggio, 2009

Tutto questo lodare Marchionne per l’affaire Fiat – Chrysler – Opel mi lascia perplesso. Da subito mi sono chiesto come sia possibile che un gruppo STRAindebitato come quello del Lingotto possa  acquistare, seppur a “buon mercato”, pezzi pregiati come le compagnie in questione e senza “sacrifici” in casa propria. Ed in effetti, parafrasando una celebre citazione shakespiriana,  possiamo dire che “c’è del marcio in quel di Torino“. Ieri sera Annozero ha ricostruito il risiko presente dietro le operazioni dei manager FIAT. Vi invito a guardare la puntata per saperne di piu. Ed intanto vi posto un editoriale di Massimo Giannini sull’argomento.

Annozero: mi gioco la Fiat

La Fiat, un’azienda che pochi anni fa era a un passo dalla vendita, oggi sbarca in America e compra la Chrysler, mentre in Germania è a un passo dall’acquisto della Opel, il prestigioso marchio europeo controllato dalla General Motors. Il piano Marchionne ha portato la Fiat al centro dello scenario economico mondiale. L’indebitamento della Fiat consente un’operazione di questa portata? Gli aiuti di Stato al settore dell’auto nei paesi dove la Fiat compra, Germania e Stati Uniti, sono la ragione dell’operazione? Gli stabilimenti italiani della Fiat, come Pomigliano d’Arco e Termini Imerese, rischiano la chiusura? La Fiat è da sempre della famiglia Agnelli. Sarà ancora così o di fatto l’azienda torinese sta uscendo dall’Italia?

GUARDA LA PUNTATA DI ANNO ZERO (clicca)

 

Leoni per Agnelli

di Massimo Giannini

Preferisci essere una zampa del leone o la coda di un topolino? Detta brutalmente, questa è l’incognita che il gruppo Fiat si trova di fronte, nel complesso risiko che dovrebbe portare il Lingotto al centro di una grande alleanza proprietaria e finanziaria che incrocia Chrysler, con GM Europa e Opel, o in alternativa con Peugeot-Citroen e Bmw.

E’ chiaro a tutti che la famiglia Agnelli, con le sue sole gambe, non può reggere l’urto di una sfida globale di queste proporzioni. Anche per la situazione debitoria in cui si trova il gruppo, sulla quale in questi giorni di legittimo orgoglio “neo-colonialista” si è preferito non insistere più di tanto. Ma è un fatto che, di qui ai prossimi mesi, al Lingotto serviranno cospicue iniezioni di capitale fresco. Solo nelle attività industriali, il gruppo torinese mostra un indebitamento di oltre 7 miliardi di euro, ai quali se ne sommano altri 16 per le attività finanziarie. Le banche azioniste, Unicredit e Intesa, hanno già dichiarato di essere pronte a fare la loro parte, se e quando ce ne sarà bisogno.

Ma è evidente che anche l’impegno rinnovato e rafforzato dei soci creditizi non basterà. Servirà molto altro, e molto di più. La posta in gioco, indipendentemente da come andrà a finire la “campagna di Germania” avviata in questi giorni da Marchionne, riguarda il futuro assetto di governance azionaria che sarà disegnato intorno al Lingotto. E quindi, sostanzialmente, il modello di capitalismo finanziario che nascerà dalla definitiva internazionalizzazione del gruppo.[....]

3 commenti Lascia un →
  1. Anonimo permalink
    15 maggio, 2009 5:34 pm

    CREDETE VOI… CHE CI SIANO ALTRI GRUPPI CHE NON SIANO INDEBITATI?.
    Gli americani sono cosi propensi a comprare una 500?, loro che per tanti anni hanno preferito guidare auto di grosse cilindrate?.
    Sara’ difficile per la Fiat poter immettere sul mercato solo auto piccole.
    Vedrete che diversificheranno le vetture per coprire diversi segmenti di mercato.
    La scelta di Fiat e’ una scelta obbligata, ma non priva di ripercursioni sul futuro di molti operai.
    Da quello che ho letto la riduzione di auto vendute in tutto il mondo e’ di circa 20- 30 milioni, questo vuol dire che non si e’ prodotto con rapporto tra domanda e offerta ma soltanto perche’ erano presenti aiuti di stato.
    La Toyota e’ tornata dopo 59 anni in passivo ( da quello che ho letto)vendendo 10 milioni di auto.
    Il sistema Toyota premiato per il livello di efficienza e’ adesso in una piccola crisi.
    Ingegnere Francesco D

  2. Giuseppe permalink
    29 maggio, 2009 1:44 pm

    La Fiat compra la Opel e poi conquista il mondo!!!

    vedi link!!

    http://fratellisberleffi.blogspot.com/2009/05/istituto-luce-dopo-aver-acquistato-la.html

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  1. FIAT, in tv emoziona con gli Spot, nella realtà fa piangere i lavoratori…nel nome del profitto « C A N D I D O

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