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Esteri, tra Brown, Gandhi e Netanyahu

19 maggio, 2009

 

Quest’oggi vi propongo tre notizie di politica Estera. Iniziamo dalla Gran Bretagna, dove lo scandalo per i “rimborsi facili” sta mettendo a soqquadro il mondo politico. Pensate che il presidente della Camera dei Comuni si è dovuto dimettere non perche corrotto ma semplicemente per aver gestito male la faccenda. Leggiamo da Repubblica.it:

Michael Martin, Speaker della camera dei Comuni, annuncia le dimissioni dal suo incarico. Andrà via il 21 giugno. Dopo avere rifiutato ostinatamente ieri le richieste dei legislatori di tutti i partiti ad andarsene. Sperava di salvare il posto, introducendo una rapida riforma radicale dei rimborsi spese dei deputati, che le rivelazioni del Daily Telegraph hanno esposto come un sistema corrotto e ingiusto, suscitando un’ondata di indignazione nazionale: di quegli imbrogli Martin non si è personalmente macchiato, ma ne è giudicato lo stesso responsabile, per non avere fatto pulizia in parlamento e avere di fatto permesso un clima di illegalità e immoralità. In sostanza, è il primo capro espiatorio della rabbia popolare, e non è detto che sarà l’ultimo.

Per il governo del laburista Brown si mette molto male. Alcuni sondaggi danno i Conservatori del suo avversario Cameron al 31% contro il 16% riservato al Labour. Preoccupa poi il 15% di consensi previsto per il British National Party, una sorta di Lega nord mixata con la Destra di Storace. Le elezioni politiche sono fissate nel giugno del 2010 ma a questo punto la situazione potrebbe precipitare ed un voto anticipato non è escluso.

Cambiando continente andiamo ora in India per festeggiare la vittoria del CentroSinistra guidato da Sonia Gandhi e dal suo partito del Congresso. La notizia:

Un partito del Congresso “con le mani libere” dopo il successo nelle legislative, titola oggi in prima pagina il Times of India sta definendo in queste ore le alleanze che permetteranno la nascita di un governo stabile e forte per la 15/a legislatura.

Tutta la stampa sottolinea oggi la netta vittoria del partito presieduto da Sonia Gandhi che ha raggiunto il suo miglior risultato in termini di seggi (206) dal 1991, ricevendo soprattutto dall’elettorato un mandato che lo libera da blocchi e ricatti di altre formazioni politiche[..]

Da parte sua il Times of India ricorda anche che il premier Manmohan Singh sara’ confermato, diventando “il primo capo del governo a restare in sella, dopo un mandato di cinque anni, dai tempi di Jawaharlal Nehru nel 1961″.

Il suo compito, e quello di Sonia Gandhi, per la formazione del nuovo governo non sara’ difficile perche’ l’Upa ha ottenuto 261 seggi, appena undici in meno dei 272 necessari per il controllo della maggioranza nella nuova Lok Sabha.
Contatti con alleati che recentemente si erano distanziati a fini elettorali sono gia’ in corso e tutto sara’ definito gia’ prima della ultima riunione, domani, del consiglio dei ministri uscente.

Terminiamo il nostro viaggio intorno al mondo andando negli Stati Uniti dove il premier israeliano Netanyahu ha respinto le proposte di Obama sulla creazione di uno stato palestinese. Qui la notizia:

Nel giorno in cui il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu arriva a Washington per incontrare il presidente americano Brack Obama, si apprende che Israele intende costruire un nuovo insediamento in Cisgiordania, per la prima volta dopo 26 anni. Ma se gli Stati Uniti ribadiscono il loro impegno la soluzione con due Stati due popoli che metta fine al conflitto israelo-palestinese, Nethanyahu dice di volere che i palestinesi si autogovernino, ma non prende in considerazione lo spazio politico e territoriale per la nascita di uno Stato.

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