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Il buon governo del PDL in Sicilia….

2 giugno, 2009

Il buongoverno del Popolo della Libertà in Sicilia è sotto gli occhi di tutti. La Regione in crisi con il Governatore Lombardo che vara a tempo di record una nuova giunta regionale con i dissidenti del PDL. A Palermo invece c’è l’emergenza rifiuti, sulla scia di Napoli. Ed a Palermo sono otto anni che governa il Centrodestra….

da polisblog.it

L’emergenza rifiuti a Palermo e il Buongoverno del Popolo della libertà

La Sicilia continua a riservare spiacevoli sorprese a Silvio Berlusconi e agli amministratori del Popolo della libertà. Dopo la crisi alla Regione, che ha sancito la rottura tra Lombardo e i suoi ex sostenitori Pdl e Udc, ora tocca alla città di Palermo, invasa dai rifiuti. Tutto sarebbe nato dalla società Amia, che dovrebbe occuparsi della raccolta e dello smaltimento e che però, con i suoi circa 3 mila dipendenti non riesce ad assicurare questi servizi ed ha accumulato 150 milioni di euro di debiti. Non ricevendo più gli stipendi, i dipendenti in questione hanno smesso di raccogliere i rifiuti, che vengono incendiati nei cassonetti.

Nelle loro apparizioni sui Tg nazionali, sia Berlusconi che il suo amico sindaco di Palermo, Diego Cammarata, hanno attribuito la responsabilità dell’accaduto alla Giunta di Leoluca Orlando e hanno tranquillizzato i cittadini sul fatto che il Governo interverrà – di nuovo – per tappare i buchi del Buongoverno del centrodestra con i soldi dei cittadini italiani (do you remember Federalismo Fiscale?)

Simili affermazioni lasciano abbastanza perplessi, dato che Orlando non governa più Palermo dal 2001 (8 anni) e che, come riporta il Sole 24 ore, il capoluogo siciliano vanta una raccolta differenziata al 3,9% e una evasione della tassa sui rifiuti che arriva al 39%: una tassa che non sarebbe stata pagata nemmeno dall’Amministrazione comunale. La relazione della Corte dei Conti del 2007 “ha fatto i conti di sette anni di «emergenza rifiuti» regionale: 250 milioni di spese, 40 milioni serviti ai soli stipendi della struttura commissariale, mentre la produzione di rifiuti aumentava e la raccolta differenziata rimaneva inchiodata al 5%”.

Sette anni di emergenze, relazioni della Corte dei Conti, evasione dei tributi al 39%, buchi di centinaia di milioni di euro… E la colpa sarebbe del sindaco che era in carica nel 2001… Tranquilli comunque: i milioni di euro necessari a superare questa crisi improvvisa e imprevedibile arriveranno dalle casse dello Stato: Silvio non dimentica gli amici.

Sicilia: per vendicarsi dello sgarro di Lombardo il Pdl vuole modificare lo Statuto regionale

A pochi giorni dalle elezioni europee e amministrative del 6/7 giugno la grana esplosa in Sicilia deve essere piuttosto fastidiosa per il Popolo della libertà: il governatore dell’Isola nonché leader del Movimento per l’autonomia, Raffaele Lombardo, ha fatto saltare il tavolo dimettendo tutti gli assessori e nominandone di nuovi. La nuova Giunta comprende 3 esponenti frondisti del Pdl (già sospesi dal partito) e altri uomini scelti da Lombardo escludendo totalmente l’Udc.

Cose che capitano. Congiure di Palazzo che spesso animano la vita degli enti locali, anche di quelli a Statuto speciale. E proprio aggrappandosi alla particolarità dello Statuto regionale siciliano (che può essere modificato solo con legge costituzionale) gli uomini del Pdl hanno lanciato una delle loro manovre preferite, quella per cambiare le regole a loro uso e consumo. Quindi, se Lombardo da grande vuole fare l’autonomista e scegliersi gli assessori, loro cambiano lo Statuto, sostenendo che “quanto previsto dalla Carta approvata nel 2001 ha dimostrato delle lacune e dei limiti”. Limiti e lacune che, casualmente, solo ora che Lombardo si è autonomizzato saltano agli occhi e devono essere rimossi.

Ecco allora la proposta di legge presentata al Senato dal gruppo Pdl per consentire all’Assemblea regionale di sfiduciare il presidente e di sostituirlo senza andare alle elezioni. La solita norma ad personam, cucita intorno alle esigenze politiche del momento, che viene giustificata così: “In questi anni annunciando in Sicilia si è corso il rischio di passare in talune occasioni da una democrazia governante a un regime autoritario. Questo ddl ha lo scopo di garantire che l’elezione diretta del capo del governo contenga meccanismi di salvaguardia contro rischi di degenerazioni autoritarie. L’elezione diretta del presidente non può mai trasformarsi nella legittimazione di uno strapotere arbitrario”.

Regime autoritario, degenerazioni? In Sicilia c’era una situazione così rischiosa per la democrazia e solo adesso, dopo averla governata per quasi 10 anni ininterrotti, il Popolo della libertà se ne rende conto?

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