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PD, verso un gruppo assieme al PSE

3 giugno, 2009

Sembra fatta, il PD aderirà ad un gruppo assieme ai Socialisti Europei, Rutelli è servito.

ROMA – Dario Franceschini e con lui Piero Fassino hanno prima trovato un accordo di maggioranza dentro il Partito democratico, poi hanno lavorato per convincere i socialisti. Fino all’accordo già raggiunto, anche se non ufficialmente dichiarato, per la nascita di un nuovo gruppo al Parlamento europeo per cui si vota sabato e domenica: l’Alleanza dei socialisti e dei democratici. Lì finiranno gli eurodeputati eletti sotto il simbolo del Pd. Che non saranno pochi, anche se venissero confermate le percentuali non brillanti dei sondaggi. Con il 25-26 per cento dei voti il Partito democratico porterebbe Strasburgo 20 parlamentari

……

I dirigenti del Pd hanno convinto i colleghi stranieri, ma continuano ad avere problemi con quelli del loro partito. Enzo Bianco, della componente liberal e laica, ha letto con attenzione le ultime parole di Franceschini ed esprime chiaramente il suo dissenso: “Non abbiamo costruito il Partito democratico per aderire al gruppo socialista. E l’adesione all’Alleanza altro non è che un ingresso nella storia socialdemocratica anche se attenuata, anche se addolcita dal cambio del nome”. Sarebbe, dice Bianco, “una Cosa 2, una Cosa
3. Il Pd diventerebbe un partito socialdemocratico camuffatto, con una spruzzata di liberali e di cattolici”.

Bianco non è il solo a nutrire molti dubbi sull’accordo già raggiunto: “Rutelli, Gentiloni e alcuni ex popolari contestano questa soluzione. Ne parleremo dopo il voto ma sia chiaro che per noi la strada è quella di costruire un gruppo autonomo con italiani e democratici di altri Paesi in attesa di un vero allargamento dei socialisti europei”.

Un Commento Lascia un →
  1. 3 giugno, 2009 11:25 pm

    Gli eletti nel PD devono stare tutti nello stesso gruppo e L’Alleanza dei Socialisti e dei Democratici può
    rappresentare la soluzione se è concesso un elevato livello di Autonomia riconosciuta prima dell’ingresso.
    Un’autonomia che permetta al gruppo dei “Democratici” Italiani di lavorare per aggregare altre forze di altri paesi che si defiscono democratiche.
    Forze politiche che ritengono il gruppo socialista ancora non rispondente totalmente alle loro idealità.

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