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Congresso PD: si candida anche Franceschini

24 giugno, 2009

Dario Franceschini si candida ufficialmente alla segreteria del Partito Democratico. Finalmente, dopo anni di scontri mancati, avremo un confronto vero, reale, finale oserei dire tra i D’Alemiani sostenitori di Bersani ed i Veltroniani sostenitori del segretario uscente. In 15 anni di co-gestione politica D’Alema e Veltroni hanno sempre rifiutato il confronto diretto preferendo farsi del male per vie traverse. Ora,  per interposta persona, avremo un vero scontro.

Per quanto mi riguarda voterò il programma e le alleanze, non di certo la persona. Sono contento però che il Congresso di ottobre non sarà ridotto ad una mera passerella. Sarà un congresso vero, di questo ha bisogno il partito per confrontarsi, sperando che si rinunci alle ambiguità privilegiando la chiarezza, anche a costo di perdere qualche pezzo per strada. Ne guadagneremo in identità e probabilmente in consensi.

la notizia:

La discesa in campo annunciata con un videomessaggio pubblicato sul suo sito
“Volevo lasciare spazio ai giovani, ma ho visto riemergere protagonismi”

Franceschini annuncia la candidatura
“Non voglio che il Pd torni indietro”

L’attuale segretario sfida Bersani nella corsa alla leadership
“Nessun intrigo di palazzo o accordo con i big del partito”

ROMA – Dario Franceschini rompe gli indugi e scende in campo, formalizzando la sua candidatura alla guida del partito democratico. E lo fa in un video pubblicato sul suo sito internet, in cui attacca senza esitazione le vecchia nomenklatura e “gli intrighi di palazzo”: la sua decisione di non farsi da parte è necessaria “affinché il Pd non torni indietro”. Il suo nome si affianca così a quello di Pierlguigi Bersani, altro aspirante ufficiale alla leadership del partito.

”Avevo detto che il mio lavoro finiva a ottobre – ricorda il segretario nel suo messaggio – oggi potrei dire missione compiuta, abbiamo arginato la destra e dato futuro al progetto del Pd. Prima del 5 giugno avevamo un Pdl al 45%, le città più importanti in mano alla destra e un Pd piegato e umiliato. Ora il quadro è profondamente cambiato: in un Europa attraversata purtroppo da un impetuoso vento di destra, il Pdl dopo un solo anno di governo arretra; il Pd è lontano dal risultato dell’anno scorso ma vince in città e province in tutta Italia, e diventa il primo partito per consensi nel campo riformista in Europa”.

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