Film consigliato: Tutta la vita davanti

Questa sera ho visto il film “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì. Ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. La bravura degli attori rende ancor piu veritiero il ritratto impietoso della gioventù italiana che esce fuori dalla pellicola, ragazzi cresciuti a pane e “Grande fratello” con poche speranze per il futuro avvolti da precarietà sociali ed emotive. Triste realtà, ma da vedere per poter riflettere e forse guardare con occhio diverso i “nostri” giovani.
una breve sinossi tratta da mymovies.it
Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi a essere “scelta” come baby-sitter dalla figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia (interpretata con struggente intensità da Micaela Ramazzotti). È proprio questa “Marilyn di borgata” a introdurla nel call center della Multiple, azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell’acqua apparentemente miracoloso.
Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti giovani, carini e “precariamente occupati” italiani: in una periferia romana spaventosamente deserta e avveniristica, isolata dal resto del mondo come un reality, la Multiple si rivela pian piano al suo sguardo ingenuo come una sorta di mostro che fagocita i giovani lavoratori, illudendoli con premi e incoraggiamenti (sms motivazionali quotidiani della capo-reparto), training da villaggio vacanze (coreografie di gruppo per “iniziare bene la giornata”) per poi punirli con eliminazioni alla Grande fratello.
































































è piaciuto un sacco anche a me e Virzì è tra l’altro uno tra i registi italiani che con miglior ironia riesce sempre a descrivere un pezzo di vita d’Italia in maniera facilmente accettabile e condivisibile.
infatti la Marta che mostra non è una da Grande Fratello, come purtroppo non lo siamo in tanti, eppure ugualmente, a fare quel salto in là che ci serve, tutti assieme, non ci riusciamo
hai ragione sara, speriamo tutti che la gioventù futura sia simile alla nostra Marta, altrimenti ci sarà poco da sperare…..
E’ bello, l’ho visto anche io un mesetto fa. Elio Germano è sempre bravo, e il mondo del call center dipinto nel film è credibile (anzi, credo che Virzì sia stato anche troppo buono…)
A mio parere il miglior film di Paolo Virzì, il più complesso e il più difficile. E’ sempre arduo unire grottesco e tragedia, ironia e disperazione, sorriso e amarezza: qui il tentativo è pienamente riuscito.