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TG1: il servilismo non paga, almeno negli ascolti…

Pubblicato da candidonews su 9 Luglio, 2009


A quanto pare gli ascolti del telegiornale di Rai Uno sono in picchiata:

I fatti: qualche settimana fa è stato nominato nuovo direttore del Tg1 Augusto Minzolini, in forza alla maggioranza, che ha raccolto la pesante eredità del ‘dopo Riotta’ il quale, volente o nolente, ha nel corso del suo operato sempre ottenuto eccellenti risultati d’ascolto, laureando ogni edizione del primo telegiornale della televisione italiana come la più vista e più amata. Succede che, dopo qualche giorno, i dati parlano chiaro e mostrano non solo un calo costante e preoccupante dell’edizione delle 20 del telegiornale della prima rete Rai, ma anche uno sconvolgente sorpasso da parte del concorrente che, visto un traino mai eccelso, decide di giocare in anticipo partendo qualche minuto prima delle 8 di sera. Il Tg5 di Mimun, infatti, non è raro che vinca, staccando il Tg1 anche di un punto percentuale. Ancor più desta meraviglia il fatto che, dinanzi a sciagure nazionali, come è stata quella di Viareggio, laddove il pubblico normalmente sarebbe accorso nel sintonizzarsi su Raiuno come sinonimo di accuratezza d’informazione e di “familiarità”, questo ha voltato le spalle ed ha preferito il Tg5. Naturalmente il caso è sotto gli occhi di tutti e in Rai se ne sta discutendo apertamente, seppur sottolineando il fatto che forti sono le pressioni che la redazione e il direttore stanno subendo

Le cause, si parla della risintonizzazione del primo canale, del traino non eccezionale del programma di Pupo, ma uno dei motivi principali sembra essere quello “politico”.

La linea editoriale
E qui si scatena il putiferio. Innegabilmente il Tg1 è peggiorato. Peggiorato nel senso che il manovrare notizie, l’ometterne, il tacere, non è un qualcosa di consono ad un telegiornale che si propone di essere il primo in Italia. Molti vedono nel fare di Minzolini una fotocopia mal riuscita del ’servilismo’ più puramente “Fediano”, e il discorso prenderebbe una piega diversa da quella televisiva che siamo soliti affrontare, oltre che per essere conformi al nostro essere ‘apolitici’. A discapito di quella che però è la ragione più ‘logica’, c’è il fatto che difficilmente il popolo tutto capisca tutto d’un tratto che una direzione di rete modifichi il modo di fare informazione, tanto più che i vari avvicendamenti non sono noti se non agli appassionati.

http://scavicchialanotizianew.blogspot.com/2009/07/il-tg1-perde-ascolti-possibili-cause-e.html

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