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Sicurezza, Napolitano firma ma con riserva, Marcello Pera polemico sulle parole del Presidente

Pubblicato da candidonews su 15 Luglio, 2009

ROMA – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato la legge sulla sicurezza approvata dal Parlamento il 2 luglio scorso, ma ha inviato al premier e ai ministri interessati una lettera in cui esprime “perplessità e preoccupazioni”. Il presidente esprime dubbi in particolare sul reato di clandestinità e sull’introduzione delle ronde.

I dubbi del Presidente:

Napolitano dice : “di non poter sospendere in modo particolare la entrata in vigore di norme, ampiamente condivise in sede parlamentare, volte ad assicurare un più efficace contrasto – anche sul piano patrimoniale e delle infiltrazioni nel sistema economico – delle diverse forme di criminalità organizzata”.

Aggiunge peò che: “Suscita peraltro perplessità e preoccupazioni  l’insieme del provvedimento che, ampliatosi in modo rilevante nel corso dell’iter parlamentare, risulta ad un attento esame contenere numerose norme tra loro eterogenee, non poche delle quali prive dei necessari requisiti di organicità e sistematicità; in particolare si rileva la presenza nel testo di specifiche disposizioni di dubbia coerenza con i principi generali dell’ordinamento e del sistema penale vigente”.

“Su tali criticità  il presidente Napolitano ha ritenuto pertanto di richiamare l’attenzione del presidente del Consiglio e dei ministri dell’Interno e della Giustizia per le iniziative che riterranno di assumere, anche alla luce dei problemi che può comportare l’applicazione del provvedimento in alcune sue parti. La lettera, ampiamente argomentata, è stata inviata, per conoscenza, anche ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati”.

Pertanto i dubbi del Capo dello Stato non riguardano tanto le singole norme, quanto l’impianto generale della legge, che nella sua struttura d’insieme appare incoerente rispetto “ai principi generali dell’ordinamento e del sistema penale vigente

Marcello Pera, ex presidente del Senato polemizza con il Capo dello Stato:

Sicurezza/ Pera, Napolitano viola Costituzione

Mercoledí 15.07.2009 19:21
“Le cinque pagine di “perplessita’ e preoccupazioni” espresse dal Presidente della Repubblica sulla legge sulla sicurezza sono palesemente fuori dai poteri che la costituzione gli assegna. Il Presidente non puo’ intervenire sul merito politico dei provvedimenti, per di piu’ in modo selettivo come ha fatto in questa circostanza. Se egli ha dubbi o rilievi fondati di incostituzionalita’ e non intende promulgare una legge, puo’ solo inviare un messaggio formale alla camere. Il Presidente non puo’ neppure rivolgersi direttamente ai ministri, perche’, sempre per costituzione, egli non ha alcuna responsabilita’ politica ne’ essi possono prevaricare la libera volonta’ del parlamento. Non e’ la prima volta che il Presidente della Repubblica si comporta in questo modo: gia’ in passato, egli ha introdotto surrettiziamente nella costituzione istituti non previsti, ora con le lettere al Presidente del Consiglio, ora con moniti al governo, ora con la esternazione delle sue opinioni preventive o durante l’iter parlamentare”. Lo dice l’ex Presidente del Senato, Marcello Pera. “Occorre essere consapevoli che, se anche la costituzione e’ sospesa o come in questo caso chiaramente violata da chi deve garantirla, l’Italia andra’ incontro ad un declino grave e preoccupante. Sono certo che almeno i presidenti di Camera e Senato, i quali si sono visti recapitare una lettera “per opportuna conoscenza”, in modo poco riguardoso della loro funzione, troveranno il modo di far sentire la propria voce a difesa del Parlamento e della nostra democrazia. Sono ugualmente certo che -aggiunge il senatore del Pdl- lo stesso faranno gli ex-Presidenti della Repubblica e tutti coloro che in questi tempi si sono innalzati a difendere la legalita’ costituzionale repubblicana”.

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