[El País] La legge anti-immigrazione punisce l’Italia

Cosa dicono i giornali europei di noi e della nostra politica? Un articolo de El Pais spiega bene che cialtroneria sta facendo il nostro governo.
[El País] La legge anti-immigrazione punisce l’Italia
Articolo di Politica interna, pubblicato domenica 9 agosto 2009 in Spagna.
Il Governo italiano dovrà regolarizzare 300.000 immigrati clandestini che si prendono cura di anziani e malati – Entra in vigore la criminalizzazione dei clandestini
Se esiste una data in grado di ricordarci che l’Italia è stata un paese di emigranti, è di sicuro quella di ieri. L’8 agosto del 1956 morivano in una miniera del paese belga di Marcinelle 262 operai tra cui 136 italiani.
E ieri, mentre il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ricordava in Belgio la peggior tragedia dell’emigrazione italiana dopo la II Guerra Mondiale, in Italia entrava in vigore il reato di immigrazione clandestina.
A nulla sono serviti le ammonizioni della Chiesa, il rifiuto dei sindacati e dell’opposizione, la preoccupazione espressa dal presidente italiano, l’ex comunista Giorgio Napolitano, e i dubbi sollevati dai molti giuristi sulla costituzionalità del decreto: per i 650.000 immigrati privi di permesso di soggiorno che si stima risiedano in Italia, a partire da adesso sarà sufficiente essere presenti in territorio italiano per diventare dei criminali. Proprio ieri hanno avuto luogo i primi arresti in varie città.
La misura contenuta nel pacchetto sicurezza promosso dal ministro degli interni Roberto Maroni (membro storico della Lega Nord, il partito che ha fatto della lotta all’immigrazione il pilastro del proprio progetto politico), mantiene la promessa che il Governo di Silvio Berlusconi fece un anno fa durante il primo Consiglio dei Ministri.
Si tratta, però, di una promessa mantenuta solo a metà. L’Esecutivo ha da poco approvato un decreto che, secondo stime ufficiali, permetterà che almeno 300.000 clandestini vengano regolarizzati.
E lo ha fatto su richiesta dei membri della coalizione al potere che, alla vigilia dell’entrata in vigore della legge anti-immigrazione, hanno sollevato la problematica che scaturirebbe dalla criminalizzazione delle decine di migliaia di badanti: persone che si prendono cura di anziani e malati e che assistono milioni di famiglie tra le mura domestiche.
“Cosa raccontiamo alle famiglie?” si è chiesto il vice ministro di origine democristiana, Carlo Giovanardi, che ha proposto per primo tale regolarizzazione.
Giovanardi ha suscitato diffidenza tra i suoi correligionari del Popolo della Libertà, il partito di Berlusconi, e l’ira dei suoi alleati della Lega Nord. Però alla fine la regolarizzazione massiccia dei collaboratori e del personale domestico è stata approvata per decreto proprio questa settimana.
A partire dal 1° settembre questi lavoratori potranno vedere legalizzata la loro situazione lavorativa dopo il versamento di una tassa, come contributi arretrati alla Previdenza Sociale, che conta di incassare circa 1.300 milioni di euro.
In Italia si sta ripetendo quello che accadde nel 2002 quando, prima dell’entrata in vigore di una restrittiva legge sull’immigrazione, il Governo Berlusconi regolarizzò 650.000 clandestini.
“Fu la più grande regolarizzazione approvata in Italia”, ricorda Tito Boeri, economista e docente dell’Università Bocconi di Milano, il quale sottolinea che l’Esecutivo ha dovuto nuovamente rispondere con una misura d’emergenza.
Questo perché la comunità dei badanti “rappresenta per molte famiglie l’unica soluzione per nascondere le pecche del sistema di protezione sociale”
Eppure, nonostante questa regolarizzazione selettiva, i problemi non sembrano essersi risolti. Perché criminalizzare gli immigrati senza permesso di soggiorno penalizza anche altri settori produttivi, come l’edilizia e l’agricoltura.
Così assicuravano molti rappresentanti dei partiti di Governo, capeggiati dal ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, il quale in un’intervista al Corriere della Sera, si è mostrato disposto a “risolvere le situazioni più delicate, che non hanno nulla a che fare con la criminalità”.
In Italia le sue dichiarazioni hanno sollevato un polverone politico. La Lega Nord ha risposto che ”non esiste nessuna possibilità di approvare ulteriori regolarizzazioni”. Dirigenti del partito di Berlusconi hanno invece insistito sul fatto che si tratta di una necessità fondamentale per le aziende.
È stato Fini che ieri, dal Belgio, ha ricordato ai suoi alleati politici “che bisogna rispettare i lavoratori anche se irregolari”.
“L’aperto dibattito e la decisione di regolarizzare i badanti è la dimostrazione che le politiche del Governo sull’immigrazione hanno fallito e sono destinate a fallire”, spiega il professor Boeri ”visto che le aziende del nord-est d’Italia [il feudo politico della Lega Nord] hanno bisogno della mano d’opera che le leggi sull’immigrazione rendono inaccessibile”.
Nel 2007 la capacità di accoglienza degli immigrati extracomunitari è stata di 170.000 posti di lavoro. Ci furono quasi 700.000 richieste.
“Secondo la legge, sono gli imprenditori che dovrebbero presentare una domanda [di permesso di lavoro] per gli immigrati che presumibilmente si trovano all’estero. Il fatto è che si trovano già qui”, spiega Fulvio Vassallo Paleologo, giurista all’Università di Palermo.
Per questo specialista della legge sulla regolarizzazione dell’immigrazione, con le nuove leggi il Governo ”criminalizza gli immigrati” e crea inoltre “una situazione impossibile da sostenere per i già caotici tribunali italiani”.
È però anche una misura per ovviare ai limiti di espulsione previsti dalla normativa dell’Unione Europea.
“La cosiddetta direttiva della vergogna, la direttiva di ritorno approvata nel dicembre del 2008 prevede, nonostante tutti i suoi difetti, una serie di garanzie per gli immigrati espulsi. Tranne nel caso in cui abbiano commesso un crimine”, afferma Vassallo. Ma in Italia e già reato vivere senza permesso di soggiorno.
Ronde di vigilanza per le strade
Il reato di immigrazione clandestina non è l’unica norma del pacchetto sicurezza messa in discussione. L’altra è quella che istituisce le ronde cittadine.
Da ieri i sindaci, d’accordo con i prefetti, potranno contare sulla collaborazione di gruppi di volontari per vigilare sulla sicurezza delle strade nelle loro città.
Il regolamento che definisce le ronde è stato firmato ieri dal ministro degli Interni, Roberto Maroni, il quale ha difeso l’iniziativa di fronte alla resistenza di molti consiglieri comunali soprattutto del centro e sud Italia.
“Ci sono molti equivoci. Abbiamo rilevato un fenomeno diffuso e per questo abbiamo deciso di regolarizzarlo”, ha affermato Maroni.
Il ministro si riferiva a esperienze come quella di Verona, dove le ronde cittadine sono in vigore da novembre. Il sindaco appartiene alla Lega Nord, il partito di Maroni e di molti altri sostenitori che, specie nel nord Italia, si sono dichiarati a favore delle ronde.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha invece ribadito la sua perplessità sperando in una versione più “sociale” dei vigilanti della strada. Chi ha rifiutato del tutto l’iniziativa sono le associazioni di polizia, che l’hanno definita “generica e ambigua”.
Le associazioni dei volontari delle ronde non potranno appartenere a nessun partito politico e le pattuglie non potranno essere costituite da più di tre persone che dovranno essere disarmate.
L’età minima per prendere parte alle ronde è di 18 anni, anche se almeno uno dei vigilanti dovrà averne più di 25. I volontari non potranno avere precedenti penali e dovranno presentare un certificato di salute mentale rilasciato da un medico dell’Asl.
Pacchetto sicurezza
Il reato di immigrazione fa parte di un insieme di norme chiamato “pacchetto sicurezza”, che modifica la legge per la regolarizzazione dell’immigrazione e la legge sulla pubblica sicurezza.
Immigrazione
- Multa da 5.000 a 10.000 euro per gli immigrati senza di permesso di soggiorno che dovranno affrontare un processo e potranno essere automaticamente espulsi.
- Si protrae da due a sei mesi il periodo di fermo degli immigrati nei centri di identificazione ed espulsione.
- Si stabilisce l’obbligo di possedere documenti in regola per avere accesso agli uffici pubblici.
- I cittadini italiani che affittano una casa a immigrati non in regola saranno puniti con una pena che va dai sei mesi ai tre anni di detenzione.
- Si inaspriscono i requisiti per ottenere la nazionalità italiana tramite matrimonio.
Controlli per le strade
- Si istituiscono le ronde cittadine. I sindaci potranno avvalersi delle ronde volontarie che appoggeranno i corpi di polizia e militari nelle strade. Le associazioni non potranno essere finanziate da gruppi e partiti politici. I vigilanti dovranno essere disarmati e non potranno costituire gruppi di più di tre persone.
- Nasce un registro ufficiale per censire senza tetto e barboni.
Lotta alla criminalità
- Si inasprisce il regime speciale di detenzione per chi è condannato per reati legati ad associazioni criminali e mafiose.
- Gli imprenditori che vogliono sottoscrivere contratti pubblici saranno obbligati a denunciare eventuali estorsioni subite.
articolo originale: http://www.elpais.com/articulo/internacional/ley/antiinmigracion/castiga/Italia/elpepiint/20090809elpepiint_1/Tes
traduzione: http://italiadallestero.info/archives/7107































































