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E’ morto Ted Kennedy

26 agosto, 2009

Ne avevamo parlato proprio qualche giorno fa. Ted Kennedy non ce l’ha fatta a realizzare il suo ultimo desiderio, cedere il posto ad un senatore “pro tempore” per evitare la vacanza del seggio dopo la sua morte. Il senatore piu amato dagli americani se ne è andato questa notte, perdendo la sua battaglia piu grande, quella contro il cancro al cervello che lo aveva colpito mesi fa.

Se ne va un grande personaggio ed un ottimo politico, sempre vicino alle esigenze dei piu deboli.

Da repubblica.it

Erede e portabandiera delle politiche progressiste radicate nel partito democratico fin dall’epoca del New Deal di Roosevelt, Ted Kennedy è stato in prima linea per decenni sul fronte della lotta per i diritti civili e delle politiche di sostegno alle classi deboli. Nei primi anni ’70 guidò i democratici nel duro confronto con la Casa Bianca di Richard Nixon per ottenere la fine dell’avventura militare in Vietnam. ….

Nel 1991, al minimo della popolarità, Ted Kennedy presentò scuse pubbliche al paese “per i miei difetti”. Fu un momento di sostanziale rinascita politica e personale, seguito dalle seconde nozze e dall’emergere di Ted come guida e decano dei democratici.

La sua voce crebbe in autorevolezza: negli ultimi 15 anni era diventato il punto di riferimento di tutte le più importanti iniziative di legge. Molte anche bipartisan. John McCain, candidato repubblicano alla Casa Bianca, è stato più volte al suo fianco nel promuovere iniziative legislative e Ted Kennedy è stato anche l’alleato decisivo nella riforma scolastica del presidente George W. Bush.

Era comunque l’anima più progressista dei democratici sui temi dell’immigrazione, del controllo delle armi, dei matrimoni omosessuali, e del salario minimo ai meno abbienti. Sull’interruzione di gravidanza, invece, ha manifestato una sostanziale opposizione alla sua legalizzazione pur dicendosi comprensivo delle ragioni di chi abortisce.

Quando a Barack Obama, impegnato nelle primarie, arrivò l’appoggio di Kennedy, tutti capirono la svolta simbolica imposta alla corsa tra il senatore afroamericano e Hillary Clinton per la nomination democratica. Su Obama si era stesa l’ala protettiva della leggendaria famiglia americana. E alla convention Ted quasi rubò la scena al futuro presidente degli Stati Uniti.

2 commenti Lascia un →
  1. vitt permalink
    27 agosto, 2009 12:05 pm

    ma è possibile che in alcun media ci sia neanche una critica a ted kennedy?

  2. angelo balzano permalink
    29 agosto, 2009 6:21 pm

    Il progetto della “nuova frontiera” di John Kennedy,una svolta nella storia moderna perchè conferì alla politica una carica ideale ed innovativa mai così grande in passato, diventò ancora più audace ed incisivo con Bob.

    Il quale ultimo non solo intendeva pacificare l’America dilaniata gravemente dalla questione razziale e dalla partecipazione alla sanguinosa quanto inutile guerra del Vietnam, ma, più attento e sensibile del fratello ai gravi squilibri economici e sociali che dividevano il mondo in paesi ricchi che sfruttavano altri paesi i quali si gettavano,così, nelle braccia dei sovietici (specie l’America latina che John,più ortodosso e prudente, aveva trascurato) , tradusse il grande progetto del fratello nel sogno di un mondo meno squilibrato, più giusto ed unito.

    Poi Bob,dotato di straordinari coraggio,rigore e coerenza con la sua coscienza, sfidò più volte a viso aperto ,con intransigenza la morte, cioè la potentissima mafia italo americana ed andò incontro da solo,senza scorta,unico politico al mondo, ai neri americani, inferociti, nei loro ghetti, appena dopo l’assassinio di Martin Luther King.

    Così da cercare di pacificare la nazione e far comprendere ai neri che era uno di loro.

    Creandosi altri mortali nemici.

    Compresi quelli che avevano organizzato l’omicidio del fratello che lui aveva promesso di individuare appena fosse diventato Presidente.

    Conosceva così bene i gravissimi pericoli e vendette a cui andava incontro candidandosi alla Presidenza,che il suo sguardo durante la campagna del 1968 era tanto deciso e tenace quanto segnato dal dolore e velato di tristezza.

    Come se presagisse il suo tragico destino.

    Il profeta Isaia avrebbe detto che sembrava un agnello condotto al macello.

    Ma non si tirò indietro,volle combattere e pagò di persona per far valere i suoi nobili ideali.

    La sua morte, insieme a quella del fratello maggiore e di Martin Luther King hanno promosso un lungo ed ampio processo di riflessione e progressivo affinamento della sensibilità sociale americana (al quale ha molto contribuito anche Ted Kennedy con pugnace entusiasmo) che ha condotto ad eleggere un Presidente di colore.
    Cosa inimmaginabile appena qualche anno fa.

    *****

    Eppure in Italia la maggioranza della gente quando si parla dei fratelli Kennedy assassinati li associa esclusivamente a donne, sesso e spettacolo.

    Molti li disprezzano considerandoli dei falsi, troppo ambiziosi e furbi opportunisti.

    Invece molta parte di costoro quando parlano di Silvio, lo esaltano entusiasti, lo difendono con sdegno dalla miriade di complotti che i giudici comunisti avrebbero sempre ordito nei suoi confronti, carichi di invidia, e cantano, ebbri di gioia, “meno male che Silvio c’è”.

    Mentre Dell’Utri plaude compiaciuto.

    Cosa pensare di questo paese che molti definiscono “grande” ?

    Angelo Balzano.

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