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Elezioni Giappone, vince il Partito Democratico

30 agosto, 2009

Dopo piu di 50 anni i conservatori perdono il potere. In Giappone vince il “PD” locale. Il suo leader, Hatoyama, sino  16 anni fa era membro dei conservatori, poi ha deciso di fondare un nuovo partito assieme ad altri esponenti politici. Il PD nipponico non differisce molto dall’LDP, i liberademocratici usciti sconfitti dopo tanti anni di governo. Lo stesso leader fa parte di una “dinastia” politica ben radicata nel paese. La coalizione di centrosinistra che si appresta a guidare il governo vedrà oltre ai Democratici anche i Socialisti, i Popolari e forse l’appoggio esterno dei comunisti. Una sorta di Ulivo a “mandorla”, come piu volte è stata definitiva l’alleanza di centrosinistra giapponese. Sta di fatto che il PD avrà una netta maggioranza al parlamento anche senza i suoi alleati che quindi non avranno un ampio potere ricattatorio come accaduto qui in Italia per i governi di centrosinistra. Se questo sarà un male o un bene lo vedremo presto.

La notizia:

A pesare sul tracollo dei liberaldemocratici la crisi economica e l’occupazione ai minimi storici
Il futuro premier Hatoyama convoca un vertice per preparare il nuovo Governo

Giappone, dalle urne svolta storica
Vincono i democratici, Aso si dimette

TOKYO – I democratici giapponesi (Minshuto) spediscono i liberaldemocratici (Jiminto) all’opposizione dopo 54 anni di potere quasi ininterrotto. E’ quanto indicano gli exit poll della tv pubblica incoronando come uomo della svolta Yukio Hatoyama, ex membro del Jiminto, figlio dell’establishment nipponico che fondò il Partito democratico proprio per scalzare i suoi ex colleghi. L’attuale premier Taro Aso si dimette: “E’ colpa mia”.

Gli exit poll. La televisione nazionale giapponese e il sito internet del quotidiano Yomiuri Shinbun hanno pubblicato le stime subito dopo la chiusura delle urne alle 20 locali (ore 13 in italia): il Partito democratico, nato 11 anni fa dalla confluenza di diverse anime politiche, dovrebbe ottenere oltre 300 seggi sui 480 in palio. Hatoyama, secondo la prassi che vuole il leader del partito di maggioranza diventare premier, dovrebbe formare un nuovo governo in coalizione con altre piccole formazioni: il Partito socialdemocratico (tra i 4 e i 15 seggi), il Nuovo partito del popolo (3-6) e i comunisti (7-18). La maggioranza potrebbe quindi contare su un blocco di 302-350 seggi sui 480.

Una svolta storica. Il risultato, ampiamente previsto dai sondaggi delle scorse settimane, rende per la prima volta il Jiminto partito di minoranza: la continuità al Governo era già stata interrotta nel 1993-94 per 11 mesi da una coalizione coagulatasi attorno a Morihiro Hosokawa, ma i liberaldemocratici erano comunque usciti dalle urne come il partito di maggioranza relativa. Taro

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