Roma, analisi della crisi societaria

La Roma cambia. Finisce un’epoca. Spalletti, l’uomo che aveva riportato i giallorossi ai vertici del calcio, lascia la panchina, consapevole che il suo ciclo era oramai terminato. La decisione di dimettersi rende merito al tecnico toscano ma non migliora il destino della Roma.
La squadra della Capitale infatti è avvitata su se stessa in una crisi societaria oramai arrivata a punti di non ritorno. La famiglia Sensi ha un debito di piu di 400 milioni di euro verso la banca Unicredit. Uno dei pochi asset (beni) redditizzi della famiglia è proprio la Roma. I Sensi quindi vogliono cederla al loro prezzo, ricavando il massimo possibile per poter estinguere il debito con le banche. La cifra richiesta, almeno da quanto si è letto sui giornali, supera i 250 milioni di euro. Mentre gli attuali proprietari aspettano l’offerta giusta la squadra va avanti con “l’autofinanziamento” e cioè con i soldi ricavati da merchandising, premi per la partecipazione alle competizione europee etc.
Non a caso quest’anno, a causa della esclusione dalla Coppa Campioni, i giallorossi hanno dovuto cedere un giocatore di valore,Alberto Aquilani, per poter “pagare” la gestione finanziaria del prossimo anno. I soldi ricavati dalla cessione del giocatore non sono stati reivestiti sul mercato ma sono rimasti nelle casse societarie, vuote con non mai.
Tutto questo fa mancare alla Roma un progetto per il futuro, poco potrà fare Ranieri se i giocatori e l’ambiente non avranno alle spalle un chiaro disegno societario per i prossimi anni.
Potrebbe essere l’inizio del declino della squadra. Se ad esempio non si centrerà neanche quest’anno il traguardo Champions, a giugno magari si dovranno sacrificare altre stelle, De Rossi ad esempio.
Il buonsenso vorrebbe che Rosella Sensi rinunciasse a capitalizzare al massimo il suo investimento, cedendo la Roma per una cifra inferiore alle aspettative della famiglia. L’industriale Angelini è alla finestra, con la sua offerta di 150 milioni. Per il bene della Roma i Sensi dovrebbero cedere il prima possibile, prima che il valore della squadra non cali precipitosamente a causa dello scarso rendimento in campionato.































































