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Avvenire, Boffo si dimette. Commenti e notizie

3 settembre, 2009

Dino Boffo si è dimesso
La Cei: “Attacco inqualificabile”

 Le dimissioni: “Violentata la mia famiglia”. Nella sua  lettera di dimissioni, Dino Boffo spiega di volere lasciare la direzione dell’Avvenire perchè si sente al centro di una “bufera gigantesca” frutto di una campagna di stampa che ha “violentato me e la mia famiglia”. E che per tanto intende allontanare il più possibile la sua persona, oggetto dell’attacco di Vittorio Feltri, dal giornale dei vescovi italiani . “Non posso accettare che sul mio nome si sviluppi ancora per giorni e giorni una guerra di parole che sconvolge la mia famiglia e soprattutto trova sempre più attoniti gli italiani”.

Bagnasco: “Attacco mediatico inqualificabile”. “Il presidente della Conferenza episcopale Italiana, cardinale Angelo Bagnasco, prende atto con rammarico delle dimissioni irrevocabili del dottor Dino Boffo dalla direzione di Avvenire, TV2000 e RadioInblu”. Lo comunica l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. “Nel confermargli, personalmente e a nome dell’intero episcopato, profonda gratitudine per l’impegno profuso in molti anni con competenza, rigore e passione, nel compimento di un incarico tanto prezioso per la vita della chiesa e della società italiana – afferma la nota della Cei – esprime l’inalterata stima per la sua persona, oggetto di un inqualificabile attacco mediatico. Apprezzando l’alta sensibilità umana ed ecclesiale che lo ha sempre ispirato gli manifesta vicinanza e sostegno nella prova, certo che il suo servizio alla Chiesa e alla comunità civile non verrà meno”. La nota viene pubblicata integralmente e senza alcun commento anche dall’Osservatore Romano.

Reazioni sparse per il web:

IL TIMES: «ATTACCHI OMOFOBICI» – Anche il sito web del britannico The Times dedica ampio spazio alle dimissioni del responsabile del quotidiano della Cei. «Il direttore cattolico Dino Boffo si dimette dopo gli attacchi “omofobici” del giornale di Berlusconi», è il titolo dell’articolo che riporta le reazioni di politici e alti prelati alle dimissioni. Tra cui quelle di «un esultante» Vittorio Feltri, direttore del Giornale, che ha detto «è la prima vittoria nella battaglia». Giunta tuttavia – evidenzia il Times – «al prezzo di una disastrosa crepa tra Berlusconi e il Vaticano, che aveva sostenuto Boffo».

 Stampa estera:

Il risultato (dell’attacco del Giornale all’Avvenire) è uno scontro aperto tra la Chiesa e Berlusconi. Un simile raffreddamento di relazioni segnò l’inizio della fine per il precedente governo di centro-sinistra italiano”. Questo è la previsione del settimanale Economist, nel numero che va in edicola domani. La prestigiosa testata britannica, considerata il primo vero settimanale globale al mondo, con un milione e mezzo di copie vendute in tutti i continenti, paragona insomma lo stato dei rapporti tra Berlusconi e la Chiesa a quello che precedette la caduta del governo di Romano Prodi. Il settimanale fa questa analisi all’interno di un articolo intitolato: “Superman colpisce ancora”, centrato sui crescenti problemi del premier italiano nei suoi rapporti con il mondo cattolico, l’Unione europea e i giornali di opposizione o stranieri.

“Berlusconi cerca di censurare un film sulla sua vita amorosa”, titola invece il quotidiano britannico Independent, riferendo che tuttavia l’iniziativa del premier italiano sembra avere ottenuto un effetto contrario a quello sperato, perché “gli italiani corrono a vedere” il film che il Cavaliere voleva bloccare

un altro aspetto del caso è dedicato un articolo del Daily Telegraph, che titola su “Superman Berlusconi sfida la Ue”, riportando le dichiarazioni dell’altro giorno in cui il premier ha negato di essere “malato”, come aveva indicato per prima sua moglie Veronica annunciando la richieta di divorzio, dicendo: “Basta guardare a quel che ho fatto in 15 mesi di governo per capire che non sono in cattiva salute, sono Superman”.

La frase su Berlusconi “Superman” campeggia sui titoli di vari altri giornali, perfino in Australia e in Asia. Osservando che fa parte di una offensiva che ha messo nel mirino i giornali critici, la Chiesa, l’Unione Europea, il Telegraph chiede il parere di James Wakston, docente di studi politici alla American University di Roma, il quale commenta: “Sono segnali che il premier si sente minacciato. Se uno ha un minimo di buon senso, non attacca la Chiesa in questo paese, perché è un’istituzione molto, molto potente, che esiste da ben più tempo dello stato italiano. Quel che Berlusconi sta facendo sembra il riflesso di una crescente intolleranza a ogni forma di dissenso. Le differenze di opinione fanno parte del processo democratico, ma lui è convinto che, poiché è stato eletto, può fare tutto quello che vuole”.

In Spagna, El Pais titola sul proseguimento della “campagna d’autunno” di Berlusconi contro la stampa, con la citazione in giudizio contro l’Unità e la richiesta di 3 milioni di euro di risarcimento danni. Lo spagnolo Abc riporta il commento dell’Unità che paragona l’iniziativa “al tentativo di chiudere il nostro giornale durante il fascismo”, mentre el Periodico dell’Extramadura titola sul “pragmatismo osceno” di coloro, come Berlusconi, che hanno fatto visita al colonnello Gheddafi nel quarantennale della sua ascesa al potere in Libia.

D’Avanzo su Repubblica.it

Mandante e utilizzatore

Con quale altra formula si può definire – in un mondo governato dalla comunicazione – la deliberata e brutale demolizione morale e professionale di Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, “reo” di prudentissimi rilievi allo stile di vita di Quello-Che-Comanda-Tutto? Un funzionario addetto al rito distruttivo – ha la “livrea” di Brighella, dirige il Giornale del Padrone – “carica il fucile”. Così dice. Il proiettile è un foglietto calunnioso, anonimo, privo di alcun valore. Si legge che Boffo è un “noto omossessuale”. La diceria medial-poliziesca ripetuta tre o quattro volte assume presto la qualità di un prova storica. Non lo è. Non lo è mai stata. Brighella è un imbroglione e lo sa, ma è lì per sbrigare un lavoro sporco. Gli piace farlo. Se lo cucina, goloso. Colto con le mani nel sacco delle menzogne, parla ora d’altro: qualcuno gli crede perché sciocco o pavido. Non è Brighella a intimorire. È Quello-Che-Comanda-Tutto. È lui il mandante di quel delitto. È lui il responsabile politico. Contro Silvio Berlusconi ci sono quattro indizi…

L’Espresso e lo scontro totale di Berlusconi…

Il diavolo in corpo

di Marco Damilano

Lo scontro con la Chiesa. Gli attacchi all’Europa. Il tentativo di bavaglio all’informazione. Il premier lancia la sua campagna di settembre. Ecco i suoi obiettivi

….Per la Chiesa, nelle sue varie anime in contrasto tra loro, gli ultimi giorni rappresentano la fine di un’illusione a lungo coltivata negli ambienti ruiniani. “Per anni abbiamo pensato che la sinistra fosse ideologica, inaccessibile ai nostri messaggi. E che invece il centrodestra, la creatura berlusconiana, fosse una parete bianca, vuota, in cui ognuno poteva scrivere quello che voleva”, spiega un monsignore. La speranza che nel vuoto di idee del Pdl fosse più facile per i vertici della Chiesa infilare progetti, risorse, classe dirigente. L’ultima settimana rappresenta un brusco risveglio. In pochi giorni la Lega ha invitato il Vaticano a prendersi gli immigrati in casa, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha intimato ai vescovi a restare fuori dal dibattito sul testamento biologico. E Berlusconi, il nuovo uomo della Provvidenza benedetto dalla cordata Ruini, minaccia di rimettere in discussione il pacco di doni legislativi promesso alla segreteria di Stato vaticana.

Un assedio che costringe gli uomini del cardinale Tarcisio Bertone, numero due del Vaticano, filo-governativi, e l’ala dura della Cei, incarnata dai siciliani Mariano Crociata e Domenico Mogavero, a mettere da parte le rivalità esplose fragorosamente sui giornali e a fare quadrato. Per un’istituzione come la Chiesa, abituata a ragionare in millenni e non in anni, il dopo-Berlusconi è già un tema di attualità. Né è possibile farsi mettere sotto ricatto dal Cavaliere che consente la pubblicazione di informative per seminare la zizzania tra i pastori di Cristo, i pescatori di uomini chiamati ora a muoversi nel porto limaccioso dei dossier, e agita sondaggi sfavorevoli al Vaticano e favorevoli a lui. A dimostrazione che per il Berlusconi furioso non esistono contropoteri. Non lo possono essere i vescovi. Non può esserlo l’Europa, bollata come l’istituzione dei portavoce, un fantasma inesistente. Deve essere impedito che lo diventi la stampa che non è direttamente o indirettamente controllata. E tantomeno può sperare di arginare la strategia chi nell’entourage berlusconiano ha sempre consigliato cautela e rispetto per le istituzioni: Gianni Letta mai come ora in difficoltà. Berlusconi va alla guerra totale, contro il Vaticano, contro l’Europa, contro tutti. Sarà ricordata a lungo la dichiarazione di Danzica. E chissà se, alla fine, al Cavaliere resterà incollato il bel sorriso di quel giorno, il primo settembre.

(03 settembre 2009)

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